16.04.08

Hanno privatizzato la politica!

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 18:33 :: 點閱次數 (417)

http://www.marcius.it/system/files/u2/casablanca_coperta1.gifRiccardo Orioles è un personaggio singolare, un idealista non in vendita, di quelli integri che insistono per anni e anni in una battaglia che è poetica e coraggiosa. L'ho conosciuto nella truppa catanese de "I siciliani" e che io sappia non è mai cambiato. La sua passione è l'informazione, libera, indipendente. Per continuare a farla si è inventato una mail - *La catena di San Libero* - da mandare a chi vuole riceverla piena di sue opinioni, di notizie, di punti di vista interessanti.

Qualche tempo fa ha anche dato vita, assieme ad altr* ad un altro progetto di informazione: Le siciliane (Casablanca). E' uno ostinato, Riccardo, e penso di averci avuto persino motivi di disaccordo, in un confronto dialettico dettato sempre da ragioni ideali, ma non posso non stimarlo e quando scrive una cosa (dalla quale si capisce quanto lui sia un inguaribile iscritto al partito delle utopie possibili) come quella che vi propongo non posso fare a meno di dire: bravo. Su alcuni passaggi non sono d'accordo ma non ve li dico. Per ora non è importante. Leggete quello che ha da dirvi Riccardo.

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Da: La Catena di San Libero

Promemoria

In sostanza, dopo la tivvù, l'acqua, i telefoni e un po' di altre cose, hanno privatizzato la politica. Puoi votare Coca-cola e questo è facile, basta votare per l'uomo più ricco del regno sperando che qualche soldino rotoli fino a te. O puoi votare Pepsi, e qui devi perdere un po' più di tempo a leggere i giornali. Comunque per uno dei due. Alla fine ha vinto Berlusconi ma ha vinto - a modo suo - pure Veltroni. Abbiamo perso Peppone, Don Camillo, ed io. La politica è una cosa troppo importante per lasciarla fare alla gente comune, è l'idea di ora. Possiamo applaudire i politici, gridare viva e abbasso, ma far politica noi poveracci è cosa ormai d'altri tempi, come il maestro Manzi o l'idrolitina. Veltroni non solo non si dimette, ma è anzi commosso; Berlusconi non solo non finirà in galera, ma ci manderà giudici e carabinieri. E va bene. Adesso spariamo un po' sulla croce rossa.

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16.04.08

E ora dicono che è colpa nostra!

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa & Scritti critici at 01:35 :: 點閱次數 (1257)

Ieri si è discusso fino allo sfinimento. La rabbia ci ha preso dai capelli in giù (e viceversa). Ogni commento ascoltato puntava il dito contro gli "elettori". La irresponsabilità degli elettori, la incapacità degli elettori, e vivamarx (si potrà ancora dire?) che si sono accorti degli elettori.

Cioè: gli elettori sono quella parte che c'e' ma non si vede, che da' lavoro a tanti per ventimila euri al mese, che manda delle persone a fare i parlamentari e rappresentarli nelle questioni di cui è necessario che loro si occupino. Per un bel po' di anni la sinistra ha solo minacciato il ritorno di berlusconi. Era il primo punto nel programma elettorale "vota noi altrimenti berlusconi vince". Poi il centro sinistra, disgraziatamente, andò al governo e mentre governava si vedeva tutta la sua inconsistenza e la sua incapacità di rappresentare persino se stessi.

Della deriva fascista, quella che trascina a destra il paese, con la complicità e l'ampio sdoganamento da parte della sinistra di tutte le parole d'ordine che sono più credibili se vengono dalla bocca di fascisti di professione (della serie: la cultura fascista si fa in tanti, si promuove, si sollecita: non viene da sola), ci eravamo accorti tutti.

Se ne erano accorte le donne che in 150.000 il 24 novembre hanno detto di no all'uso dei loro corpi per legittimare la deportazione, la persecuzione e la caccia allo straniero, per le soluzioni securitarie e giustizialiste. Lo abbiamo detto in tutti i modi e in altrettante maniere abbiamo detto che la minaccia del "se non mi voti torna berlusconi" non funziona proprio più.

In tant* si sono chiesti: perchè, che differenza c'e'? Forse che il centro sinistra ha messo in discussione la legge trenta? O tutti i provvedimenti che rendono precario il lavoro per tanti di noi? Forse che hanno trattato meglio gli immigrati? Forse che si sono distinti per non aver inseguito pregiudizi e xenofobie e per non aver fatto pacchetti sicurezza? Forse che hanno fatto delle scelte più laiche? Hanno per caso approvato una legge sulle unioni di fatto? Hanno approvato un solo emendamento a tutela delle persone discriminate o maltrattate per omofobia? Hanno mai messo seriamente in discussione tutte quelle teorie che parlavano dei gay come fossero malati? Hanno tirato fuori una formula per tutelare la libertà di scelta delle donne? Hanno risposto con autorevolezza alle ingerenze vaticane? Hanno saputo rappresentare i tanti lavoratori e le tante lavoratrici licenziate, precarie, cassintegrate? Hanno forse saputo assumersi le loro responsabilità quando c'era da fare questa scelta?

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10.04.08

In Lombardia si obietta anche sull'uso della spirale

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 22:07 :: 點閱次數 (446)

Mentre quella gran donna della santanchè arricchisce questa deprimente campagna elettorale informando il cavaliere e noi tutti che non gliela da' (roba di altissimo livello), un'altra donna è morta a Perugia per mano del suo ex marito. Scrivono che lui l'ha ferita e l'ha vista dissanguarsi senza fare nulla. Poi - come tanti - ha provato a suicidarsi. Ma come capita quasi sempre ovviamente non c'e' riuscito.

Nel frattempo ferrara ci fa sapere che in italia "non nascono bambini a sufficienza per costruire il futuro". Già in passato il leghista Giovanardi aveva fatto una affermazione del genere con toni un po' più apocalittici che parlavano addirittura di estinzione dell'umanità. Quello che a questi signori sfugge - o magari non sfugge per niente ma è un calcolo basato su una selezione della razza - è che in italia ci sono tante donne che continuano a partorire ma non tutte sono italiane. C'e' poi quel dettaglio della disoccupazione dei vivi e dei futuri nascituri che non è ancora stato risolto. Mi parrebbe quello un gran problema per la costruzione del futuro.

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08.04.08

Sfruttate in nome di dio

Post in Corpi & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 04:15 :: 點閱次數 (326)

Mentre a Bergamo altre donne sono state caricate dalla polizia per impedire loro di manifestare dissenso, a Roma troviamo una brutta vicenda che coinvolge alcune donne lavoratrici tenute in uno stato di precarietà dal loro datore di lavoro. Si tratta della stessa istituzione religiosa che si spreca in grandi parole per fare a noi la morale e per insegnarci come vivere. L'otto marzo le lavoratrici hanno fatto un presidio di protesta. Per tutta risposta sono state "allontanate". Il 9 aprile un'altro presidio è dedicato a questo brutto fatto. Per chi volesse andare o volesse semplicemente sapere che succede, vi passo il comunicato in cui si spiega tutto. Buona lettura!

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Sfruttate in nome di Dio - La ricetta dell’ORP contro precarietà e lavoro nero?! Il licenziamento per chi protesta

Presidio mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma

L'8 marzo, come è noto [leggi l'articolo su Liberazione e i comunicati Cobas 1 - 2], alcune lavoratrici degli Open Bus dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.) hanno denunciato la condizione di assoluta precarietà nella quale sono costrette ad operare da anni: un rapporto di lavoro mai formalizzato con un contratto, senza nessuna tutela e senza nessun rispetto delle leggi vigenti in materia di rapporti di lavoro.

Per tutta risposta, l’O.R.P. anziché regolarizzare tutte le lavoratrici in nero, ha allontanato tutto il personale senza contratto e conferito mandato alla Società di lavoro interinale Quanta (che già fornisce circa 20 lavoratrici) il reperimento di nuovo personale in sostituzione di quello lasciato a casa. La Quanta, da parte sua, ha iniziato a selezionare il personale per l’attività di hostess di bordo, tra cui anche parte di quelle hostess che già lavoravano senza contratto, sottoponendo tutti le “aspiranti” hostess ad una prova scritta e orale di conoscenza della lingua inglese.

A prescindere che è altrettanto irregolare per l’O.R.P. gestire il servizio della Roma Cristiana con solo personale in affitto, risulta oltretutto inaccettabile sottoporre il personale che da anni già lavora in nero ad una prova selettiva che, tra le altre cose, è già stata effettuata all’inizio del rapporto di lavoro direttamente dall’Amministratore Delegato dell’O.R.P., Padre Caesar Atuire o altre persone da lui delegate (…o l’O.R.P. vuole sostenere che i milioni di pellegrini venissero accolti dalle “animatrici pastorali” in lingua latina?!).

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29.03.08

Quella campagna elettorale pro-life fatta nei saloni parrocchiali

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 12:16 :: 點閱次數 (445)



In Oregon un uomo è incinto. Lui era una lei fino a che non ha deciso di cambiare sesso. Però ha voluto mantenere i "diritti di riproduzione" (non i "doveri di riproduzione"). Grazie a questo e ad una banca del seme oggi lui e la sua compagna possono realizzare il desiderio di avere un figlio. Lui, oltre ad essere in procinto di essere scomunicato dalla chiesa, è però stato ricacciato indietro da ben nove medici che si sono rifiutati di assisterlo. Per cui il punto non è la salvaguardia della vita innanzitutto ma solo quella che viene fuori in modalità "normata". L'utero deve appartenere soltanto ad una donna etero, possibilmente coniugata e con l'ambizione da chioccia regolare. In certi casi però non basta neppure quello e il diritto di riproduzione viene garantito addirittura soltanto a chi ha denaro [l'unica vita che conta è quella che si può comprare] così come viene fuori dal racconto di una donna che scrive come in america latina un bimbo nato negli ospedali pubblici muore e uno che nasce in una struttura privata, alle stesse condizioni, sopravvive.

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27.03.08

Voto di donna

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Fem/Activism at 06:47 :: 點閱次數 (302)

Le donne non votano tutte allo stesso modo (leggi il link da pagina 131) e alcune, pensate un po', neppure votano. Lo specifico perchè pare che quando si parla di donne ci si riferisca ad un gruppo omogeneo, un'impasto amalgamato grazie all'uso di luoghi comuni, stereotipi e incapacità di vedere la complessità.

Il mondo femminista poi presenta mille diversità. E' un corpo fluido e dinamico che cresce e si muove in mille direzioni diverse con alcuni punti in comune, solo alcuni. Vi sono più o meno evidenti conflitti che è difficile calmierare con il ricatto del "facciamo che non vinca la destra". Vi sono radicalità forti espresse in più modi e anche spinte conservatrici ed egemoniche che vengono dibattute.

Il risultato è stato visibile nelle tante iniziative fatte per l'otto marzo che hanno portato le donne dappertutto con eguale forza e obiettivi tutt'altro che scontati. Resta comunque impossibile stabilire l'intenzione di voto delle donne a partire dalle piazze che hanno presidiato.

Prendi ad esempio Palermo dove il coordinamento sulla 194 ha organizzato per l'otto marzo una bella e riuscita manifestazione. Il gruppo è abbastanza numeroso e anche eterogeneo. Tutte di sinistra. Tutte femministe. Non c'e' pregiudiziale di appartenenza identitaria. La contaminazione è orizzontale ed è così che le Malefimmine hanno sfilato in corteo assieme alle altre. C'era anche l'Assemblea delle Compagne che in un comunicato però tiene a precisare che prende le distanze dalle figure che in qualche modo hanno avallato i contenuti del family day. Loro hanno proseguito con una azione fatta nel pieno di un raduno di movimentisti per la vita. Sono andat*, hanno piazzato uno striscione e si sono guadagnat* la possibilità di restare a testimoniare il loro disaccordo. A Catania invece ci sono le compagne e i compagni dell'Open Mind che con una campagna intitolata "Vuoto a rendere" affermano di non avere nessuna intenzione di votare.

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16.03.08

Sposare un milionario? No, meglio fare come Irina Palm.

Post in Corpi & Pensatoio & Vedere & Precarietà at 01:00 :: 點閱次數 (516)

http://i.o2active.cz/i/reds/recenze/srpen07/irina/irina_ofina.jpg Irina Palm è la risposta cinematografica all'oscena proposta che invita a risolvere i problemi della precarietà sposando un milionario [guarda il video]. E' un film eccellente che parla di una donna che alla tenera età di più di cinquant'anni si trova a dover risolvere un problema economico urgente. Nulla di originale: ha un nipote che deve essere portato all'estero per essere curato altrimenti muore. L'espediente è ripreso da squarci di normalità cui siamo abituati. Quello che sorprende è la soluzione che la donna troverà per risolvere quel gran problema.

A Londra, nel quartiere di Soho, legge un annuncio di ricerca hostess. Il datore di lavoro le spiega che il termine è un eufemismo e che si riferisce ad un incarico ben preciso. Servono buone mani e un bel gioco di polso. Un lavoro onesto, con una retribuzione chiara. Nessuna ambiguità, nessuna coercizione.

Così a Maggie, la protagonista della storia, si aprono le porte del vizio che non somigliano per nulla a quelle immaginate dalle menti morbose delle sue vicine di casa. Ci sono orari da rispettare e c'e' persino una possibilità di carriera che sposando un milionario non si può avere. Ciò che è importante è che c'e' una distanza precisa tra lavoro e vita privata e quindi Maggie non dovrà mai temere di dover elargire prestazioni fuori orario o di essere molestata dal suo datore di lavoro. Sposare un milionario per essere mantenuta è roba squallida. Fare seghe per campare, no.

Maggie dapprincipio rifiuta. Poi ci ripensa e viene istruita da una giovane seghista del "Sexi World". Tutto quello che deve fare è accogliere con destrezza, un pene dopo l'altro, l'eccitazione maschile che si presenta attraverso un buco. Diventa brava, la migliore di tutta Londra ed è a partire da quella dimensione "chiara" e "pulita" che lei riesce ad affrontare, una per una, tutte le pettegole del suo quartiere fino alle "amiche" più care, moraliste madame borghesucce tutte "sani principi", "sguardi scandalizzati" e "sesso hard con sculacciate, in privato". Maggie affronta anche il figlio che è così miope da non riuscire a separare la dimensione maschilista bacchettona e giudicante da quella affettiva. La parentesi con la gratitudine estrema della nuora è un po' da polpettone romantico. Per fortuna poi Maggie sceglie la sua strada... 

E' un film tenero, commovente, comico, che rompe lo schema delle soluzioni convenzionali a problemi personali e collettivi. E' un film che ci restituisce il senso di quello che viene "scelto" a fronte di quello che il clan alla "Don Benzi" ci lascia vedere come fosse sempre una costrizione. Una seghista, così come qualunque altra sex worker, quando sceglie, semmai possa definirsi vittima, lo è di una società che si diverte ad elargire etichette per programmare recuperi umani e redenzioni. Se la professione delle sex workers non viene regolarizzata è proprio per mantenere in vita un regime di regole morali che permette ad un idiota qualunque di consigliare ad una precaria di consegnarsi ad un uomo senza alcun contratto che regoli il rapporto. Perciò, dalle nostre parti, un marito può ancora considerare la moglie come fosse una cosa e se lo ritiene può persino ammazzarla.

Il film è di Sam Garbarski. Gli attori principali sono: Miki Manojlovic, nello splendido ruolo di Miki, il datore di lavoro del "Sexy World" e Marianne Faithfull, straordinaria nel ruolo di Maggie, nome d'arte: Irina Palm. Se non l'avete già visto vi consiglio di vederlo. Soprattutto, se vi capita, consigliatelo al cavaliere. Magari impara qualcosa.

Ps: Sapete qual'e' il risvolto della faccenda della precaria futura sposa di Pier Silvio? Che è una candidata di AN a Roma. Bella sceneggiata, bel reality show vero? 

15.03.08

Una donna fra i pro-life

Post in Corpi & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 23:18 :: 點閱次數 (322)

di Flavia Amabile [da Diritto di Cronaca]

Un giorno Flavia si rende conto di essere incinta. Vive a Roma, è separata, ha un figlio di sei anni, un lavoro di quelli così di moda di questi tempi: un contratto di collaborazione che non prevede malattie o maternità e per il licenziamento nei casi migliori concede un preavviso di una settimana. Stipendio netto: mille, mille e duecento euro al mese. Potrebbe essere un’istruttrice di nuoto, una dipendente di un gruppo editoriale, un’assistente sociale. Potrebbe essere decine di migliaia di donne e avere tra i trenta e i quarant’anni.

Dopo anni di solitudine con un figlio da crescere, nella sua vita è passato un uomo. Flavia ha pensato che tutto sommato non c’era nulla di male. E invece ora è qui, un tampone positivo in mano e il mondo che le sta crollando addosso.

L’istinto le suggerisce di correre, cancellare tutto in fretta e tornare alla vita di prima. Le analisi, il consultorio, l’appuntamento per l’interruzione di gravidanza. «Venga giovedì 20», dicono. Mancano dieci giorni, Flavia è quasi alla settima settimana di gravidanza ed è un lunedì. Se solo fosse sicura di avere un asilo nido, se solo potesse avere un aiuto durante i primi mesi, se le garantissero il lavoro, quel figlio lo crescerebbe volentieri.

 (Continua)

14.03.08

Principi, viagra, prime donne e santa inquisizione

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 23:11 :: 點閱次數 (552)

Buongiorno care e cari,
oggi parliamo di moderne inquisizioni e di regressi culturali. Cominciamo da questi ultimi. Dopo aver provato inutilmente a resistere alla visione mattutina di una emanuela falcetti, su raitre, sempre più avvelenata e averla vista infierire contro qualcuno che non le dava la ricetta dello strudel "in fretta" (ma chi la punge di prima mattina? un pover'uomo che si è appena scetato può galoppare ai tempi nervosi della conduttrice? che gli desse il tempo di svegliarsi e di capire e magari di mandarla un po' a quel paese...), ho alla fine optato, come spesso accade, per l'informazione su internet.

Storia del principe che salva la principessa 

La prima notizia che mi salta agli occhi è quella del sempiterno cavaliere che insulta una precaria dicendo che tutti i suoi problemi si risolvono se sposa un figlio di papa' (sarei curiosa di sentire che consiglio avrebbe dato all'uomo che si è suicidato dopo un licenziamento). Roba d'altri tempi, quelli in cui un padre investiva sulla figlia come fosse una cavalla da vendere al buon partito con dote annessa e corredo connesso. Ci sono padri e madri, neppure tanto giovincelli, che invece hanno fatto di tutto per regalare alle proprie figlie gli strumenti da utilizzare per guadagnarci in indipendenza, autonomia, autodeterminazione. Ci sono donne che non hanno mai sentito su di sè il peso di un investimento a perdere per diventare una "buona moglie". E' stata data loro la opportunità di diventare delle ottime persone. 

Ma questa è la soluzione del cavaliere alla precarietà delle donne: il buon matrimonio. Manca solo che ci dica quanti figli dobbiamo fornire ai mariti per guadagnarci il mantenimento acquisito e in che altro modo dobbiamo prostituirci per avere un po' di serenità economica e poi siamo a posto. Eppure in questa campagna elettorale tutto mi aspettavo meno che di sentirmi suggerire di prostituirmi per superare la precarietà. Non mi aspettavo di dover avere una dentatura perfetta e un corpo da velina per guadagnarmi le grazie di un potenziale figlio di berlusconi per campare. Pensavo che dato che tutti i partiti, nessuno escluso, non fanno altro che dire che risolveranno i problemi della precarietà a me non restasse altro da fare che restare a braccia conserte, comoda comoda ad aspettare che uno qualunque tra loro vinca e poi accogliere un contratto a tempo indeterminato, un aumento di stipendio, una diminuzione della tariffa d'affitto...

 (Continua)