07.01.09

La guerra è "mancanza"!

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Narrazioni ultimate & Scritti critici at 05:27 :: 點閱次數 (181)

Non ho una notizia. Non sono in Palestina. Non sono una di quelle bambine spaventate che a Gaza stanno crepando di infarto. Non vivo la guerra. Sono arrabbiata e mi sento impotente. Provo a immaginare come deve essere e vorrei andare oltre la retorica e non so se sono in grado di farlo.

Quando penso alla guerra mi viene in mente la parola “mancanza”. Forse è un momento in cui ti manca tutto. Senza preavviso. Ti mancano le cose, le tue cose, il tuo ossigeno, il tuo letto, la tua televisione, il tuo phon, i tuoi occhiali. E io davvero non saprei come vivere senza i miei occhiali. Una cieca. Ecco cosa sarei.

Ti mancano gli assorbenti e penso al sangue che scorre a fiotti lungo le gambe perché le mestruazioni non seguono il tempo della guerra e della pace. Il sangue non si inibisce alla vista di altro sangue.

Ti mancano le culle perché le donne incinta prima o poi dovranno pur “sgravare”, come animali che non potranno fermare le doglie e proveranno a schivare i colpi senza interessarsi agli altri morti e proveranno a raggiungere un buco, un riparo, un appiglio per buttare il proprio figlio tra i detriti e i cadaveri. Ed è sicuro che rimarrà lì, ucciso alla vista di tanto orrore prima che per colpa dei proiettili.

Ti manca lo shampoo, perché sono certa che a qualcuno mancano le cose più sciocche, e senza lo shampoo i capelli puzzano. Non potrei restare un solo giorno con i capelli puzzolenti.

Ti manca il calore della tua stanza, le foto della tua festa di compleanno, quella dove eri così bella, con il vestito nuovo che ti aveva regalato tuo padre. Ti manca tuo padre, perché nel frattempo qualcuno ha deciso che la vita di quell’uomo era superflua. Un effetto collaterale ragionevole.

Ti manca l’elettricità e non puoi ricaricare la batteria del tuo cellulare. Senza quello non sai come comunicare. Non puoi trovare gli altri che forse soffrono della tua mancanza.

Ti mancano gli elettrodomestici. Quelle cose stupide trattate con disprezzo in giornate ordinarie. Quando sbattevi lo sportello del tuo frigo perché eri arrabbiata per qualcosa o prendevi a botte la tivu’ perché non si sintonizzava sul canale che ospitava il tuo cantante preferito.

 (Continua)

04.01.09

Quando le donne non servono più

Post in Corpi & Pensatoio & Vedere & Precarietà & Omicidi sociali at 02:33 :: 點閱次數 (284)

http://images.movieplayer.it/2008/08/01/marina-cacciotti-e-gianni-di-gregorio-in-una-scena-del-film-pranzo-di-ferragosto-84747.jpgPranzo di ferragosto è un film di Gianni di Gregorio. Ed è proprio lui il protagonista maschile della storia che parla di donne, anzi di madri abbandonate dai figli in pieno ferragosto. Lui fa il badante di una mamma "aristocratica" e per fare fronte ai debiti si ritrova a dover ospitare madri e zie dell'amministratore del suo condominio e del suo dottore. Si crea così una trama deliziosa che vede queste donne rivivere una dimensione giocosa (quando il gatto non c'e' le tope ballano) nella quale tornano ad essere "persone" che si divertono, stringono amicizie, autodeterminano la propria giornata scrollandosi di dosso le regole che le vorrebbero solo vecchie, brutte, malate, senza desideri, senza una libido. Regole che le vorrebbero non più donne.

Mi è venuto in mente questo film mentre leggevo di una madre massacrata a martellate dal proprio figlio. Mi è venuto in mente anche mentre leggevo di una donna ammalata di cancro che chiede l'eutanasia perchè non c'e' nessuno che può sostenerla nelle cure.

Perchè le donne in vecchiaia continuano a mantenere intatti tutti i rischi: quello di essere ammazzate dagli uomini della propria famiglia e quello di continuare a essere indigenti, dipendenti economicamente da qualcuno, sia esso un uomo o lo stato.

Le donne continuano a mantenere tutti i rischi ma non hanno più ne' la forza di difendersi, che comunque non serve quasi mai a scampare al femminicidio, ne' quella di sostenersi economicamente con un lavoro qualunque.

Le donne sono spremute fino a che sono utili a fare figli, badare alla famiglia, sostenere il welfare dello stato, fare da ammortizzatore sociale, ritirarsi in buon ordine a casa perchè c'e' poco lavoro e quello che c'e' viene destinato agli uomini. Le donne sono sfruttate fino all'ultimo giorno nel quale riescono ad essere produttive e se non lo sono più vengono considerate di peso, inutili, e c'e' persino chi le fa sentire in colpa con la descrizione di prospettive di efficienza post menopausa che se non citassero liz taylor o nilla pizzi sembrerebbero disponibili per tutte.

Le donne ad una certa età si ammalano, invecchiano. Nessuno pensa a loro, a parte i parenti maschi che continuano a sterminarle a qualunque età. Nessuno si occupa di loro.

Nel nostro sud ad occuparsi delle altre donne devono esserci ancora donne. I figli maschi sono esentati. A loro pensano le mogli che dovranno pensare alle loro madri e alle suocere che non hanno figlie femmine. 

Perciò penso che una alternativa al Pranzo di ferragosto possa essere l'Albero di Antonia, o l'Albergo delle donne tristi. Più che una esperienza di cohousing, proprio una scelta di convivenza in un luogo rifugio perchè le donne maltrattate non sono solo quelle che portano lividi visibili addosso e la violenza è maschile tanto quanto istituzionale. 

In germania, a berlino per esempio, esistono, come sicuramente in altre parti del mondo, delle case interamente abitate da donne, con e senza figli, etero o lesbiche. Da noi le case in comune sono ancora quelle delle studentesse universitarie. Siamo un paese mediterraneo di cultura cattolica e ancora vige la regola che le madri permangono dalle figlie. 

Ma i tempi sono cambiati. Sono cambiate le madri e le figlie. Io non vorrei passare la mia vecchiaia con mia figlia perchè non voglio imporle la mia presenza e lei ha il diritto di viversi la sua vita senza che io le stia tra le ovaie. Non voglio passare la mia vecchiaia con lei perchè voglio i miei spazi e non voglio dipendere da lei, perchè se un giorno non sarò più in grado di badare a me stessa, di amare, pensare, leggere, scrivere, allora vorrò morire, ed è la mia unica scelta. Non sarò però in grado di garantirmi una vecchiaia decente perchè probabilmente non avrò mai una pensione, come tante della mia generazione, e di certo non potrò contare su donazioni di chissà che tipo. 

Quando cominceremo a pensare a esperienze di convivenza e cura reciproca tra donne? In condizioni di autosostentamento, di condivisione? Senza dover dipendere per forza da uomini ai quali dovremo fare da serve fino alla morte? Già. Quando?

18.12.08

Firenze: centinaia di multe a prostitute, stranieri, mendicanti

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 19:10 :: 點閱次數 (580)

http://farm4.static.flickr.com/3051/3107037617_c10149a1d8.jpg?v=0

Vi ricordate il regolamento fiorentino per il decoro urbano, quello della municipale, di cui si discusse anche qui? Bene. E' stato approvato. La devolution leghista, che ha anni fa iniziato il percorso federalista attribuendo alle regioni nuovi poteri su scuola, sanità e polizia locale, assieme ai nuovi provvedimenti che rafforzano i poteri dei sindaci e con essi quelli di chi decide della "sicurezza" e del "decoro" delle città, sono stati presupposto per una sorta di concretizzazione dei progetti di "pulizia" urbana da tutto ciò che turba i soggetti che la vogliono fresca e pulita davanti e la custodiscono ipocritamente sporca e "indecorosa" dietro.

La logica della doppia morale, quella che propugna la carfagna con il suo ddl contro le prostitute e che è diventata la spinta alla persecuzione delle sex workers per le strade. Quella che è stata oggetto di conflitto nella piazza romana di "Adeschiamo i diritti" o nella manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne che si presentava con lo slogan "Indecorose e libere".

Ma il problema, come sostenuto dallo striscione che leggete sopra, non riguarda purtroppo soltanto berlusconi e alemanno (o i fascisti fiorentini). Riguarda anche la giunta di Firenze. Solo che di questo non si parla abbastanza perchè siamo in pieno territorio rosso. Qui l'assessore per la sicurezza Cioni ha dato vita alle truppe di sorveglianza mimetizzate e in borghese in giro per la città. Qui si sono realizzate vere e proprie deportazioni di stranieri (verso il cpt di bologna) anche se poi è la regione a non volere che sul territorio si costruiscano lager simili. Cose che abbiamo detto mille volte e che già sappiamo.

La novità sta nel fatto che la polizia municipale di firenze ha pubblicato la lista delle multe fatte fino ad ora in applicazione al nuovo regolamento di polizia urbana. Per un totale di 1154 violazioni la maggior parte (256) sono multe a prostitute, senza fissa dimora accampati alla meglio (198 e altri 33 sotto una voce diversa), mendicanti (92 e 30 attribuiti ad altra voce). Senza contare le multe date a chi si sdraiava su monumenti e luoghi pubblici. Che se inciampi e cadi arriva subito la municipale a farti un mazzo così.

 (Continua)

18.12.08

Trombatrice precaria: orgasmo simulato preventivo

Post in Precarietà & Narrazioni: Assaggi at 18:30 :: 點閱次數 (339)

http://images.movieplayer.it/2003/09/29/meg-ryan-nella-celebre-scena-dell-orgasmo-simulato-di-harry-ti-presento-sally-27498.jpgNella ricerca che Nostra Signora della Tromba è costretta a fare giorno dopo giorno per godere dei diritti che le donne in coppia a volte addirittura disdegnano, in breve una sana e salutare scopata a cadenza regolare, le è anche capitato di incontrare un tipo di uomo definibile come “l’instancabile scopatore”.

A sentir lui, non c’è donna che gli resista…praticamente si è fatto tutte le donzelle del circondario. Pare addirittura che fra amiche ci sia stato un passaparola, per cui può succedere che, nel cuore della notte, uno squillo al citofono preannunci l’arrivo di qualche donna in preda al delirio sessuale che lui deve soddisfare presto e subito. Di sé ama dire che è empatico, lui entra in contatto col tuo intimo…infatti prima ancora di portarti a letto ti dice che ha la chiara visione del tuo “fiore”….Beh…almeno usa termini delicati!!!!! In ogni caso ha uno sguardo come se volesse penetrarti con gli occhi.

In effetti bacia bene, bocca accogliente e poca saliva. A lui va il merito speciale di essere stato il primo trombatore dopo la fine del matrimonio…e soprattutto dopo un paio di trombatori che non trombavano, causa inefficienza del mezzo.

Perciò è con un misto di affetto e simpatia che nostra signora della tromba pensa a lui….ma la verità è verità….questa è una cronaca e nessun particolare, nessun dettaglio deve essere omesso. Lui la prende, la bacia, la avviluppa con le sue mani che sembrano tentacolari, fissa gli occhi nei suoi per stregarla in via definitiva. Lei sente un rigurgito acido nella gola. La cena non si è messa bene o è lui che le sta schiacciando il diaframma? Prova a spostarsi un po’, riprende fiato, ma lui la placca, la insegue, la blocca con le mani e con tutto il suo peso…O maronna!!!!

Le apre le gambe con un ginocchio, lui è pronto per la discesa agli inferi, lei un po’ meno in realtà, sorride …finchè sibila un “mi viene da vomitare, mi stai bloccando il respiro” (ma lui non era “empatico? Come ha fatto a non accorgersene???)

Ma lui è partito…lancia in resta…e non lo ferma più nessuno….Ammatula  (colorita espressione palermitana che si può tradurre col termine “inutilmente”, secondo l’interpretazione più accreditata) la trombatrice precaria è quasi paonazza, ammatula appunto perché lui interpreta questo segnale come sintomo di passione divorante, perciò moltiplica i suoi sforzi e assesta colpi sempre più decisi…lei suda mentre un respiro sottile come un filo le esce dalle labbra …tenta di farsi bastare lo scarso ossigeno che le arriva nella trachea….l’unica speranza (parliamo proprio di sopravvivenza) è che lui finisca presto…che dia prova della sua virile determinazione e si tolga presto dai…..polmoni!!

Mannò!!!! L’instancabile scopatore non è tipo da una botta e via…no no…lui porta la sua donna fino alle più alte vette del godimento erotico, e ci mancherebbe!!!!! Perciò non molla la presa finchè non è più che sicuro che lei possa cantare le lodi della sua arte amatoria….ha una reputazione da difendere lui!!!!!

Signore e signorine…cosa avreste fatto voi al posto della quasi esanime trombatrice precaria????

Avreste finto….si si…avreste finto l’orgasmo!!!!!! Contravvenendo a tutti i proclami di libera e consapevole sessualità….dimenticando le vostre convinzioni contro l’uso del corpo per compiacere il maschio.

Coagulò in un unico gesto tutta l’arte femminile accumulata e stratificata nei secoli nel suo DNA e che una spolverata di femminismo non era riuscita a cancellare….si concentrò….tese i muscoli esausti e prese a tremare.. mentre un flebile ma inconfondibile lamento si fece strada nella sua bocca….lui la guardò…la vide in deliquio….l’opera era compiuta….e in un batter d’occhio anche lui si afflosciò al suo fianco, liberandole finalmente la cassa toracica….ERA SALVA!!!

Leggi anche:

--->>>Trombatrice precaria: comparazione generazionale
--->>>Le inchieste di pelo della trombatrice precaria
--->>>Cronache e disavventure di una trombatrice precaria 

--->>>La foto è la celebre scena dell'orgasmo simulato del film Harry ti presento Sally

18.12.08

Trombatrice precaria: comparazione generazionale

Post in Precarietà & Narrazioni: Assaggi at 08:14 :: 點閱次數 (347)

Trombatrice precaria negli anni ottanta, ovvero dei flash back di quando ero gggiovane e un po' meno sveglia.

Capello cotonato, depeche mode nelle orecchie e spalline da Spazio 1999 che mi facevano sembrare un parallelepipedo.

Il mio ideale di vita al femminile era flash dance. Solo che in Sicilia non c’erano posti da saldatrice e soprattutto la mia stanza non era uno scantinato di un chilometro quadrato. Al massimo ci potevo saltare sul posto. Figuratevi che per allenarmi a fare la spaccata dovevo arrampicarmi sul comò.

Ad ogni modo ero abbastanza snodabile e quindi mi si adattava la trombata in macchina con il cambio che mi trapanava l’osso sacro e il freno a mano che spaccava il mio lato b in quattro creando un vero e proprio varco alternativo.

Lui era abbastanza tasciuliddu. Immaginate lo stigghiolaro della vucciria con i capelli di simon le bon. Il risultato era davvero terrificante. Ma in quel momento mi sembrava l’essere più fascinoso del mondo.

Mischino, era pure pieno di premure. Ogni volta che ci incontravamo lui aspettava che io mi svuotassi di tutte le imbottiture che a occhio e croce riempivano tutto il sedile di dietro. Mi è capitato qualche volta di tornare a casa con una spallina in meno e non potete immaginare la sofferenza di dover stare con una spalla sollevata e rigida  per fare il paio con l’altra. Di togliere le spalline non mi veniva proprio in mente. In quegli anni se non sembravi un armadio quattro stagioni ti sentivi lària (brutta anzi di più) come la morte.

Quella volta ci fu un incontro abbastanza appassionato. Nella foga non si riuscì a reclinare tutto il sedile e le varie imbottiture finirono un po’ dappertutto. Qualcuna deve essersi bloccata proprio in mezzo alle mie cosce perché ad un certo punto vedo lui che si mette a trafficare la’ sotto ed è tutto concentrato a farmi venire. Nel frattempo lo vedevo fare su e giù come un pazzo e sembrava che non avesse avuto mai una strada così libera.

 (Continua)

17.12.08

In hoc crepida vinces

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 20:32 :: 點閱次數 (393)

No, diciamolo. Ma allora sono proprio dei tricarichi strafatti di cactus smemoralia. Va bene che sul lancio dell’arma di distruzione di massa iraquena in piena faccia a bush c’hanno fatto pure un gioco. Va bene che il tizio c’aveva un po’ il calzino puzzolente e questo di sicuro fa incazzare un tot di gente. Che non è che qui possiamo stare a cincischiare sul bene dei popoli senza indagare a fondo le dimensioni delle chiappazze appallottolate infilate tra le dita dei loro piedi.

Ma si. Funziona così. Per una sorta di principio dei vasi comunicanti. Una sorta di globalizzazione delle scarpate. Così se un numero 42 arriva in testa a bush, in un altro pezzo di pianeta c’e’ la roccella che minaccia di togliersi i mutandoni di lana per lanciarli in faccia a quelli dell’Aifa. E quelli che fanno? Rinviano la valutazione della RU486 al nuovo anno nella speranza che la roccella si faccia almeno un buon bidèt. Come non comprenderli.

E dato che la storia ha avuto un discreto successo e per l’estetica del social network ha rappresentato un grande punto di forza vi dirò allora anche che davanti all’ospedale dove sarà portata eluana englaro, che ha un biglietto in tasca da molti anni e ancora non riesce a fare il suo viaggio, ci saranno dei preti pronti a calarsi le mutande all’unisono per impedirne la partenza. Ottusità misteriose che neppure il commissario montalbano potrà mai svelare. Deve essere per questo che il ministro ha vietato che si faccia persino il check in e c’e’ già pronto uno staffettista olimpionico in pensione che consegnerà al tedoforo l’ordine di rubare la carta d’imbarco per ingoiarla alla velocità della luce e depositare una cagata olimpica all’ingresso del tribunale che quella carta l’ha definitivamente vidimata e autorizzata.

Che poi, sapete, è tutta una storia di mancati scarpari. Hanno da nascondere il fatto che dalla bottega mancano i numeri che vanno dal 37 al 41. Provano ininterrottamente a far entrare i nostri 39 in un 36 scarso e neppure si sognano di offrirci spazio – per esempio - in un 44 largo. Deve essere per questo che il giornalista ha fatto quello che ha fatto. Sicuramente aveva dei calli spaventosi e non per cosa, ma pur’io non è che mi sento tanto bene. C’ho le dita incravaccate, m’e’ sparito il mignolo e il medio è finito in fondo a tutto. Difficile tenere la schiena dritta e il culo in fuori in queste condizioni se la strada è tutta in salita.

 (Continua)

07.12.08

Le inchieste di pelo della trombatrice precaria

Post in Precarietà & Narrazioni: Assaggi at 11:13 :: 點閱次數 (1019)


http://farm3.static.flickr.com/2146/2349301065_2004dd7d6a.jpg?v=0

La madonnina, in legno intagliato, simbolo di una missione in Madagascar. Con un bimbo all’altezza del grembo e una figura affusolata che si dirige in una punta arrotondata. Il suo volto, incorniciato dal velo. La sua posa, lievemente inclinata in avanti.

Giorgio la vide e gli piacque abbastanza. Un attimo dopo armeggiava dentro la mia vagina con quel pezzo di sacralità a forma fallica.

E’ proprio il caso di dirlo: è stata una penetrazione della madonna!

Così comincia la nuova carrellata di avventure della trombatrice precaria che allo stato attuale è impegnata in uno scambio di sms che possiamo sintetizzare così:

 (Continua)

30.11.08

Cronache e disavventure di una trombatrice precaria

Post in Precarietà & Narrazioni: Assaggi at 16:01 :: 點閱次數 (679)

Dicesi trombatrice precaria colei alla quale non viene garantito il "minimo sindacale" in materia sessuale. Ovvero dicesi di una donna che "licca la sarda" o è spesso a "pane e alive" in quanto il contratto matrimoniale si è rescisso, per giunta unilateralmente. La trombatrice precaria vaga tra passato, presente e futuro e fa il bilancio delle sue relazioni dividendole in valorizzabili, da scartare perchè ce l'hanno piccolo o troppo a fungo, o non funzionante. E non prendiamoci in giro perchè queste cose ci interessano e sono tutt'altro che aspetti secondari.
La trombatrice precaria può trovarsi in quella strana circostanza nella quale i propri figlioli, entrambi minorenni, un bel di' si arricampano in cucina interrompendo una chiacchierata con amiche all'ora del the', brandendo un dildo in plastica siliconata e chiedendo con aria innocente "mamma, cos'e' questo?". La suddetta non proferisce verbo, sconvolta ripone l'attrezzo senza riuscire a dare spiegazione alcuna.
Facciamo un passo indietro. Fondamentale raccontare le storie che motivano la suddivisione delle relazioni della trombatrice precaria.

Partiamo da quelle valorizzabili. Per la trombatrice precaria la soglia di valorizzazione è inevitabilmente bassa. Quindi le relazioni valorizzabili sono certamente in numero superiore a “due”. Questo particolare tipo di donna non richiede l’occhio ceruleo, la mascella volitiva, la propensione spinta al romanticismo. Le basta un approccio maschio, chiaro, diretto, finalizzato all’oggetto della contrattazione. In una parola: che sia funzionante! Un contorno di un po’ di cervello non guasta, ma senza esagerare (domani è sempre un altro giorno…).

Essenziale è anche l’età che deve essere inferiore a quella della trombatrice. Mediamente sui cinque/otto anni meno della “nostra signora della tromba”. Il divertimento è assicurato. Ma non per sempre, altrimenti di che precariato parliamo? Di lì a poco occorrerà rimboccarsi le maniche per trovare altri partner reperibili sul mercato, single, sposati, quello che passa il convento, insomma.

 (Continua)

19.11.08

Appello delle Donne in Onda della sapienza in mobilitazione: le donne non pagheranno per la crisi!

Post in Corpi & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 01:13 :: 點閱次數 (347)

Libere e travolgenti - Appello per uno spezzone nazionale di studentesse, ricercatrici e dottorande alla manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne del 22 novembre:

L’onda va avanti e non si ferma! Inonda strade, piazze, assemblee, costruisce nuovi linguaggi, apre spazi di discussione, pratica l’autorganizzazione come forma di agire politico.

 (Continua)

17.11.08

Anna Adamolo

Post in Precarietà & Fem/Activism at 15:30 :: 點閱次數 (437)

http://annaadamolo.noblogs.org/gallery/5116/anna.jpg Anna Adamolo è un immaginario non domato e non normalizzato, è la volontà di tenere aperto il molteplice e il possibile contro l’arroganza di un pensiero contabile, è il rifiuto di sanare le difficoltà dell’oggi con le miserie di domani.

Anna Adamolo è “Noi la crisi non la paghiamo”, Anna Adamolo sono le studentesse e gli studenti, le precarie e i precari, le maestre e i maestri, le insegnanti e gli insegnanti, le bambine e i bambini, le mamme e i papà che in questo mese e mezzo hanno portato nelle piazze d’Italia una protesta mai vista contro i truffatori del presente e del futuro.

Da oggi il sito www.ministeroistruzione.net diventa il sito del nuovo ministro. Ma non basta, vogliamo scacciare il vecchio ministero pure da google, per questo chiediamo a tutti di partecipare al googlebombing contro il vecchio ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, linkando l'indirizzo www.ministeroistruzione.net con la parola "Ministero dell'istruzione".

Scrivi la tua protesta ad annaadamolo@ministeroistruzione.net e ad annaadamolo@inventati.org

Racconta come tu sei Anna Adamolo, telefona al numero
+39 0698351264

>>>^^^<<<

L’onda anomala non si ferma. E non produce solo rabbia, mobilitazione e fermezza nell’opporsi al disegno di sfascio e di degrado dell’istruzione pubblica in Italia.

Le mobilitazioni contro il decreto Gelmini stanno creando anche forme di espressione e di comunicazione originali e vive, che dimostrano quanto bene facciano le lotte all’intelligenza individuale e collettiva.

Anna Adamolo (nome in cui è facile riconoscere un’analogia con “Onda Anomala”) è un nuovo personaggio che sta prendendo il suo posto nelle mobilitazioni fisiche e virtuali contro la politica del governo in materia di istruzione pubblica, scuola, università e ricerca.

 (Continua)

17.11.08

G8 di Genova: sentenza diaz. Obama risolverà tutto

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 03:34 :: 點閱次數 (415)

Cosa si può dire che in questi giorni non sia stato già detto [leggete il comunicato di supporto legale]. Non per bisogno di presenziare all'argomento ma solo perchè davvero sento la necessità di condividere con altr* questo terribile sconforto.

Ho una mestruazione lunga e antipatica, con un lento approssimarsi alla menopausa che vedrei bene tra qualche mese invece che tra almeno dieci anni, secondo la diagnosi definitiva di mia madre. Olfatto alterato, stati d'umore altalenanti, nervi a fior di pelle, cioccolata fondente a portata di mano.

Chi mi conosce sa che questi giorni per me sono deleteri e mi piacerebbe tanto guidare il mio cervello in sciopero. Fare una bella serrata mestruale.

Ma come si fa. Bisognerebbe emigrare. Lontanissimo. In un paese dove non c'e' neppure l'accesso a internet. Dove le cose importanti sono quelle che ti servono per sopravvivere giorno dopo giorno. Parlo giusto dell'essenziale. Cibo, sonno, abiti da scaldarsi, un tetto sulla testa, la solidarietà strana che ti lega alle persone vicine che per culo possiamo chiamare famiglia, naturale o putativa.

Capita ora, a volte, di sentire come uno stato di dissociazione. Senti che tutti ti dicono di comprare, fare, dire, e parlano parlano parlano e bla bla bla. Si discute di cose grosse, grandi scommesse per il futuro, il g20 che cagherà i soldi per far sopravvivere il liberismo a se stesso, i primi ministri che dicono di essere stati eletti dal popolo ma poi vanno a rappresentare le industrie e gli industriali, i nostri ministri della serie 9000, per rubare la battuta alla splendida cortellesi, che sono ben attenti a recitare il copione che il capo ha scritto per loro, i parlamentari che fanno finta di muovere la bocca giusto per essere giustificati mentre si fottono lo stipendio che viene pagato grazie alle nostre tasse, la chiesa che ancora rompe i maroni e le ovaie, per par condicio, e non perde mai l'occasione di straparlare, non ha la decenza di stare zitta neppure di fronte ad una scelta così dolorosa come quella che ha fatto e sta facendo il padre di eluana englaro, i leghisti e i fascisti che insistono con le loro teorie idiote e non si sputano in faccia mentre si guardano allo specchio neanche dopo che i loro elettori hanno dato fuoco ad un barbone.

 (Continua)
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