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La lupa e il punto G

Questa donna in gabbia è la "cantante" Shakira. Fino ad un’ora fa non sapevo neppure che esistesse. Ora, grazie alla mia nipotina, lo so.

E’ arrivata cinguettando per dirmi che sicuramente questo video mi sarebbe piaciuto molto. E in effetti la canzone parla di donne che corrono con i lupi, lupe che si nascondono sotto i panni delle donne, mariti che tengono le lupe travestite da donne rinchiuse in gabbia per il loro piacere. Tenendo conto del fatto che mia nipote è una adolescente, sicuramente fantastica ma pur sempre una adolescente, posso dire che il fatto che lei si sia sentita colpita da una canzone che la esorta a liberare la lupa che è celata dentro di lei è una ottima cosa.

Approfondendo il tema vedo che c’è chi si è impegnata a fare una traduzione del testo e anche questa sembra essere una giovane ragazza che solo per il fatto di aver condiviso la sua passione per questa canzone è stata oggetto di tanti insulti maschilisti.

Guardando il video si vede con chiarezza che la lupa alla quale si riferisce la canzone è l’energia sessuale repressa in ogni donna. 

Quello che stona, a parte il fatto che la canzone in se’ non mi fa impazzire e che non trovo qualità artistiche eccezionali nella "artista" tranne che sembra doversi contorcere per contratto (che mestiere farà quando e se le verrà qualche lesione alla colonna vertebrale?), è che quella "lupa incatenata e liberata" nel video sembra essere fatta ad uso e consumo degli uomini. Una lupa famelica, vogliosa, insaziabile, eccitante, selvaggia. Non sia mai che la selvaggitudine delle donne corrisponda a qualcos’altro che non sia il solito stereotipato modello visto e rivisto in mille occasioni.

Ci aveva già pensato Verga, siciliano dei salotti buoni di catania e poi di milano, che delle donne non parlò mai bene. E poi c’ha pensato Lattuada a dirigere un film tratto dalla omonima novella.

Per mio conto posso consigliare a tutte, nipote compresa, di leggere il bel libro di Clarissa Pinkòla Estes "Donne che corrono coi lupi" [trovate una sintesi per fiabe e capitoli sul bel sito delle Donn(ol)e] che parla del recupero del nostro lato selvaggio, di quel sapere che custodiamo e che tutti si affannano a contraddire, di quelle verità istintive trasmesse di generazione in generazione, di pelle in pelle, di madre in figlia, di sopravvivenza in sopravvivenza, di fiaba in fiaba. 

Gli uomini vogliono vedere solo la parte sessuale/sensuale che li eccita e soddisfa di quella lupa che è custodita dentro di noi. Fintanto che gli è utile. Un po’ santa e un po’ puttana. Santa fuori e puttana a letto. Sono questi i detti fin troppo tramandati di generazione in generazione.

Le donne sono "lupe" sempre e lo sono anche nell’esprimere una sessualità che non è funzionale ai maschi. Questo valga anche per ricercatori che pur di leggere il proprio nome in qualche ricerca scientifica addebitano alle donne "inadeguatezza e scarso rendimento sessuale" per contestare l’esistenza del Punto G.

Circa l’esistenza del medesimo non penso valga la pena di dibattere perchè qualunque definizione anatomica che tenti di raccontare la sessualità femminile in realtà cerca di imbrigliarla entro canoni stabiliti.

Ricordo che all’età di mia nipote andavo in giro con una amica a chiedere ai vecchietti seduti in piazzetta dove fossero le zone erogene e loro mi indicavano l’incrocio più avanti. La ricerca del punto G è stata motivo di GaG continue in mille occasioni, una sorta di ricerca del mondo perduto, di viaggio al centro della terra, di missioni per esplorare le superfici vaginali.

Il punto G si pensava fosse una meta fatta apposta per incentivare lo scarso interesse dei maschi per altri che non fossero se stessi. Una sfida alla ricerca di quel punto malefico che è diventato croce e delizia per tante perchè i maschietti dicevano che ce l’avevi se ululavi in fase di penetrazione e che non ce l’avevi se invece non emettevi alcun suono.

Il tizio che smentisce l’esistenza del Punto G, a prescindere dal fatto che abbia torto o ragione, comunque addebita quella roba lì alle stesse donne come se fossimo noi ad avere necessità di una ragione per giustificare i nostri mancati orgasmi.

Per fortuna c’è stata Eve Ensler e i suoi monologhi della vagina. Per fortuna noi sappiamo di avere un punto fermo nella nostra vita, una certezza, una solida e fantastica presenza che la maggior parte degli uomini non sanno neppure dove si trovi: la clitoride.

Ecco: invece che passare il tempo a cercare "colpe" nelle donne sarebbe utile sapere quanti maschi ignorano dove si trova esattamente la clitoride. E poi sarebbe utile sapere se le donne hanno davvero "bisogno" di una penetrazione per avere un orgasmo oppure no.

Questa sarebbe la vera rivoluzione scientifica, non credete?

Ps: (G)Ilda suggerisce di leggere "La donna clitoridea e donna vaginale" di Carla Lonzi, del 1971

Posted in Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio, Sensi.


12 Responses

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  1. unicamilla says

    x fikasicula:
    pardon, avevo omesso di dire che me l’avete fatto vedere voi qui (e anche tante altre cosine di cui ringrazio tanto), il filmino, quindi ho detto “ehi ieri ho visto il film!” come se ci fossimo viste il gg prima a casa mia! 🙂
    cmq ora cerco anche caramel eh e mi voglio vedere anche quello e poi vi racconto. anzi…ganza la ceretta profumata così e chissà che odorino nel negozio…mmh!
    baci tutti in rosa!
    p.s.: la foto della scultura meravigliosa “design di vagina” l’ho cercata in dimensioni pù grandi ed adesso è il mio desktop. penserete: poverina ma questa è fuori! e io vi dico: ma quelle siamo noi! ma quanto siamo belle!?

  2. G. says

    E’ una cosa molto triste che gli uomini non sappiano dove è il clitoride.
    Io la prima volta l’ho cercato un pò, ma neanche più di tanto
    E’ una parte molto importante per voi donne, ma anche per noi uomini (quando lo troviamo).
    Pensa che è l’unica parte anatomica nel corpo umano che ha la sola funzione di dare piacere.
    Comunque sono daccordo con te, il video è una boiata, la canzone è una ruffianata.

  3. roz says

    Il modo di muovere il torso e i fianchi di Shakira è diverso rispetto a quello di molte sue colleghe nordamericane (vedi Britney e Beyoncé che lo articolano seguendo soprattutto le linee della danza moderna) ed è collegato alla danza del ventre, come giustamente sottolinea unicamilla. In questo video, come in altri suoi, i movimenti sembrano quasi scoordinati e sgraziati (vedi pezzo nella grotta rosa) e mostrano una sensualità differente dai canoni standardizzati di sculettamenti di tanti troppi video di MTV. Non so chi sia il coreografo o coreografa del video ma forse Shakira ci mette del suo. La danza nella gabbia ha molti riferimenti collaudati, ma ritorna lo stile Shakira per esempio nel movimento che fa con le spalle mentre le braccia sono ad angolo retto e le mani appoggiate a terra, è quasi ipnotico, e anche il pezzo finale sul tetto di un palazzo ha poco dell’ammiccamento scontato che vediamo di solito.

  4. fikasicula says

    @unicamilla

    carissima 🙂
    diario di una ninfomane non solo lo abbiamo visto ma lo abbiamo recensito QUI.

    un abbraccio

  5. unicamilla says

    ciao bimbe,
    non vi ho mai scritto ma vi seguo parecchio e pubblico tutto ciò che credo sia il caso di divulgare (praticamente tutto!) sul mio profilo di fb. spero di aver avvicinato qualche altra donna al vostro blog.
    per quanto riguarda la questione lupa, mi sento chiamata in causa, in quanto in una versione (medievale) lo sono anche io! faccio la meretrice (tra l’altro importante prova e allenamento per una donna fare questo personaggio, come lavoro personale intendo). a me piace un sacco questa canzone e anche lei. la trovo sensuale e le mossettine a scatto sono dovute alla sua origine (lei fa anche la danza del ventre). la vivo come un messaggio del tipo: ognuna di noi è donna, quindi sexy e lupa se così la vogliamo chiamare. è solo questione di farla uscire, quindi rompere le catene messe dal mondo che ti vuole in un certo modo, magari anche il proprio uomo, tutte caste e poi puttane in privato (come dite spesso, che è realtà pura!). non mi sento attaccata ne svilita come donna da questa she wolf. gli uomini invece vedono questo video e si lasciano andare in parolacce e commenti da bar piuttosto sgradevoli. ma come al solito, non capiscono.
    parentesi: ieri ho visto valerie, diario di una ninfomane. ecco qui mi potrei anche incazzare. xke? il solo leggere il titolo ti fa pensare a un filmino di tinto brass e dai della malata a questa valerie, che si problemini ne ha, ma…il film è tutt’altro che un film erotico. tocca un sacco di argomenti oltre appunto alla scoperta di se stesse (un’altra lupa). mi è piaciuto molto, e ci sono un sacco di frasi da appuntarsi (come “la ninfomania è un’invenzione degli uomini”). guardatelo bimbe!
    buona giornata a tutte!

  6. unicamilla says

    ciao bimbe,
    non vi ho mai scritto ma vi seguo parecchio e pubblico tutto ciò che credo sia il caso di divulgare (praticamente tutto!) sul mio profilo di fb. spero di aver avvicinato qualche altra donna al vostro blog.
    per quanto riguarda la questione lupa, mi sento chiamata in causa, in quanto in una versione (medievale) lo sono anche io! faccio la meretrice (tra l’altro importante prova e allenamento per una donna fare questo personaggio, come lavoro personale intendo). a me piace un sacco questa canzone e anche lei. la trovo sensuale e le mossettine a scatto sono dovute alla sua origine (lei fa anche la danza del ventre). la vivo come un messaggio del tipo: ognuna di noi è donna, quindi sexy e lupa se così la vogliamo chiamare. è solo questione di farla uscire, quindi rompere le catene messe dal mondo che ti vuole in un certo modo, magari anche il proprio uomo, tutte caste e poi puttane in privato (come dite spesso, che è realtà pura!). non mi sento attaccata ne svilita come donna da questa she wolf. gli uomini invece vedono questo video e si lasciano andare in parolacce e commenti da bar piuttosto sgradevoli. ma come al solito, non capiscono.
    parentesi: ieri ho visto valerie, diario di una ninfomane. ecco qui mi potrei anche incazzare. xke? il solo leggere il titolo ti fa pensare a un filmino di tinto brass e dai della malata a questa valerie, che si problemini ne ha, ma…il film è tutt’altro che un film erotico. tocca un sacco di argomenti oltre appunto alla scoperta di se stesse (un’altra lupa). mi è piaciuto molto, e ci sono un sacco di frasi da appuntarsi (come “la ninfomania è un’invenzione degli uomini”). guardatelo bimbe!
    buona giornata a tutte!

  7. giorgia says

    ciao a tutt*. molto interessante di matrice sociologica è “il rapporto hite” di shere hite….è una tesi di laurea degli anni ’70 si trova abbastanza facilmente in biblioteca. cosa scoprirà mai la cara shere? sarebbe quasi da rifare l’esperienza oggi. secondo me si noterebbe una involuzione pazzesca….shit! baci sorelle clitoridee (e non)

  8. enrica says

    A proposito della del punto G segnalo la denuncia del dottor Vincenzo Puppo, sessuologo che si “batte” per sfatare il falso mito del punto G!

    http://www.escualotis.com/…nzo-puppo-intervista/

  9. fikasicula says

    (g)ilda cara :)*
    fantastica la sintesi del libro. ora linko sul post e aggiungo il testo della lonzi. avevo dimenticato, hai ragionissima.

    bacioni a tutte

  10. Serbilla says

    Anch’io ho pensato, quando ho visto il video, che ha perso una buona occasio.
    Bisogna considerare che Shakira, che scema non è pare, si dice abbia un qi molto al di sopra della media certificato doc da non so chi, parla un tot di lingue ed è pure molto impegnata nel sociale, bisogna però considerare che ha inciso due album intitolati fissazione orale, che nelle interviste la raccontava come una cosa tipo: dalla bocca mi esce la voce, io canto, dalla bocca entra il cibo io mangio..si, e poi? perchè mi sa che non tutti hanno pensato al canto e al cibo comprando i dischi e guardando i video.

  11. (g)ilda says

    se non ce la fate a leggervi tutto “donne che corrono con i lupi” noi abbiamo fatto delle sintesi qui:
    http://donnola.u-lost.net/…e-corrono-con-i-lupi/
    (almeno ci siam fatte anche un pò di pubblicità!)

    per quanto riguarda la clitoride per me è davvero un punto fermo e assodato della vita, ma da piccola mi sentivo veramente strana e inadeguata. in questo senso un altro libro da leggere è “la donna clitoridea e donna vaginale” di carla Lonzi, del 1971. per me a quei tempi è stata davvero una lettura illuminante e liberatoria.

  12. martina/rebelde says

    il testo è alquanto opinabile.
    il video è osceno. mi chiedo come faccia questa sovraesposizione sincopata di sederi, seni e coscia, abiti ridicoli e situazioni fuori dal mondo(trovatemi una grotta di glitter rosa che per altro sembra un utero glitterato e chiamero un mio amico speleologo) a creare qualche fascinazione nella mente umana.
    a me fa venire da ridere. ma credo che siano immagini fondate su simboli che andrebbero analizzati, che ne dici di proporlo a giovanna cosenza?

    ps. il punto G secondo me è una creazione di cosmopolitan, come l’orgasmo vaginale. far sentire piu inadeguate le donne perché non squirtano appena sfiori loro il punto G, costringerle e scrivere post lunghissimi e deliranti su forum femminili chiedendosi perché loro godono ”solo” con la stimolazione clitoridea, manca loro qualcosa, sono strane, inibite?
    menomale che c’é eve ensler, e ogni tanto leggersi anche le interviste di linda lovelace(mi scordo sempre il suo vero nome), ora femminista agguerrita, è illuminante.