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C’e’ nudo e nudo

http://riotclitshave.com/2009.02/3216387725_f00fc33608.jpg

Secondo una "ricerca" scientifica se gli uomini vedono una donna in bikini disumanizzano la visione e attivano zone del cervello che vogliono solo "afferrare e prendere". Così lo spiega la psicologa Susan Fiske. Lo studio – dice l’articolo – non è stato realizzato sulle donne ma solo sulle persone di sesso maschile. 

Di immagini di nudo in questi giorni si è parlato molto a proposito dell’uso del corpo femminile in certe pubblicità. Questa ricerca dimostrerebbe insomma che la responsabilità di molestie e stupri sarebbe da attribuire ad una patologia "congenita" dell’essere maschi. Cosa che da un lato fornisce agli uomini la giustificazione formale per poter dichiarare l’infermità mentale per ogni accusa di stupro e dall’altra li riduce a esseri che non riescono a risollevarsi dallo stato di bestie.

La conclusione logica di un simile ragionamento potrebbe essere che dato che la colpa del modo di pensare maschile non è degli uomini ma della natura biologica dei soggetti allora non c’e’ soluzione. Essi non si evolveranno mai. Siamo noi, le donne, ad essere state avvisate e dunque a doverci comportare di conseguenza. Indi per cui se non allunghiamo le minigonne possiamo aspettarci di tutto anzi sarà questione di fortuna se non ci capiterà niente.

Il ragionamento che si riferisce alla provocazione, anche in forma subliminale, offerta agli uomini è proprio anche di quella parte di donne che richiede la totale rimozione di figure di nudo dalle strade, dalla tivvu’, dalle copertine dei giornali, dal web.

Dal nostro punto di vista invece le donne devono poter essere libere di girare in minigonna per le strade. Se gli uomini possiedono "menti deboli" e le donne vestite in abiti succinti rappresentano un continuo bombardamento, noi dobbiamo dunque proteggerli sempre?

La stessa critica alla pubblicità o ad immagini che lo stesso mondo della cultura alternativa ci offre per noi è rivolta alla maniera con la quale vengono mostrati i corpi nudi di donne e non alla nudità in se’. Se la critica si spinge fino a quel punto diventa censura per noi, per i nostri usi e costumi. Oltretutto pensiamo che le menti di certi uomini abbiano una percezione alterata di quello che vedono grazie ad una cultura che ne giustifica e ne induce i livelli di percezione. Non crediamo al fatto che per gli uomini sia "naturale" che si sentano autorizzati allo stupro di fronte ad una immagine femminile senza veli. Solo fino a qualche decina d’anni fa c’era chi sosteneva – sempre attraverso ricerche scientifiche – che le donne erano più portate per fare i servizi di casa. 

Il percorso che noi abbiamo suggerito è abbastanza chiaro: un esempio può essere costituito dalla postpornografia. Reinterpretare il nudo offrendo una immagine differente di noi invece che allungare le nostre gonne.


Agire sulla cultura
vuol dire intervenire nell’immaginario destrutturando, decostruendo e riproponendo le immagini in maniera differente. Sottrarle invece comporta solo la agevolazione di mercati clandestini di pornografia maschilista. E’ più complicato, certo, ma ci si può provare.

Per saperne di più: potete leggere una pagina del sito delle Sexyshock con degli ottimi suggerimenti di lettura.

Leggi anche: L’ovvio che inganna. Nudi di donna e l’acqua calda

—>>>Immagine da Riot Clit Shave

Posted in Corpi, Pensatoio.


2 Responses

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  1. ubaldo says

    Questa ricerca da risultati esagerati…
    A me sembra solo una provocazione, a partire dal basso numero di esaminati per poter mettere tutti nello stesso sacco.
    Poi, appunto, se le donne poco vestite hanno questo tipo di influenza sulla mente dell’uomo perchè continuare col bombardamento mediatico? ovunque se ne vede, non sarebbe meglio cercare di coprirle di più nei vari spot che vanno sempre in onda?

  2. Chiara di Notte - Klára says

    Agire sulla cultura vuol dire intervenire nell’immaginario destrutturando, decostruendo e riproponendo le immagini in maniera differente. Sottrarle invece comporta solo la agevolazione di mercati clandestini di pornografia maschilista.

    E’ esattamente cio’ che penso anche io.