Un intervento di Stefano Ciccone che si può scaricare da About Gender, Rivista Internazionale di Studi di Genere (se volete leggere l’intervento completo di note potete trovare il pdf anche QUI). Buona lettura!
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Il maschile come differenza
Stefano Ciccone Università di Roma Tor Vergata
1. Le forme gerarchiche delle relazioni tra donne e uomini, le attitudini e i destini delle persone determinati in base al loro sesso non possono essere più presentate come parte di uno scenario naturale.
Il femminismo o i movimenti omosessuali, intrecciandosi con culture critiche e riflessioni svolte in diversi ambiti disciplinari, hanno disvelato la presunta naturalità dell’ordine patriarcale. Un disvelamento che è scoperta e denuncia della dimensione storica di questo sistema gerarchico e caduta di un velo che aveva reso invisibile la trama di poteri, divieti e costruzioni che ordinano lo stare al mondo di donne e uomini.
La riflessione critica sul maschile risulta, soprattutto in Italia, ancora molto limitata. Il maschile come oggetto di riflessione, come punto di vista e come esperienza, resta ancora invisibile e muto, occultato dalla norma maschile eterosessuale.
La cultura maschile, nella sua dimensione politica o istituzionale, si è misurata storicamente con quelle che vengono genericamente definite “tematiche di genere” considerandole questioni riguardanti “libertà o – diritti altrui” ma stenta a trovare forme per esprimere una possibile domanda di libertà che riguardi la vita degli uomini.
Gli uomini, e le istituzioni che hanno costruito e in cui si sono realizzati, vengono infatti chiamati a misurarsi con la discriminazione femminile nell’accesso al lavoro o alla politica, con la stigmatizzazione delle “minoranze sessuali”, con la mercificazione dei corpi femminili nella comunicazione. Questo richiamo può vedere un’assunzione di responsabilità, un’accettazione di colpa, una rinuncia più o meno depressa, ma anche una reazione di rivalsa basata sulla percezione del fatto che in ballo ci sia, fondamentalmente, l’intimazione a una cessione di potere da parte degli uomini e di un arretramento rispetto a una posizione di centralità1.
