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#terremoto: Dal Basso alla Bassa! (Appelli, bilancio, raccolta aiuti dal basso)

Appello e bilancio sul terremoto (la call, un primo bilancio e un aggiornamento) scritto e diffuso dallo Spazio Sociale Guernica di Modena. Segue appello per la raccolta aiuti del Crash di Bologna.

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Dal Basso alla Bassa

La campagna organizzata dal Guernica “dal basso alla Bassa” si propone di portare fisicamente e non la totale solidarietà a tutt* coloro che sono stati colpiti dal terremoto nella bassa Modenese.
Con questa campagna gli aiuti prevalentemente fisici verranno portati in prima persona in modo tale da arrivare in maniera più che diretta con la gente del territorio.
Pensiamo sia necessaria una solidarietà materiale e morale per fare fronte alla gestione terrificante della situazione di emergenza che ancora una volta vede protagonisti i cittadini in prima persona e non lo stato garante della nostra fantomatica sicurezza!

Dal territorio colpito sono stati richiesti diversi materiali:
-Medicinali
-Medicazioni
– Coperte
-Sacchi a pelo
-Pannolini
-Pannoloni
-Sapone
-Vestiti
-Lenzuola
-Tende
-Brandine

Il punto di raccolta è il Lab. S.Co.S.S.A. di Via carteria 49 (Modena) tutti i Martedi e Giovedi dalle 14.30 alle 19.00, mentre la distribuzione materiale sul territorio: sabato dalle 09.30 alle 13.00

Per qualsiasi informazione:
Mail – solidarietadalbasso@yahoo.it

Posted in Omicidi sociali, R-esistenze.


#terremoto: nuove speculazioni e quei morti di cui si tace la nazionalità!

E’ un’altro Abruzzo. Shock Economy. Chissà quanti sono in attesa di poter mettere le mani sugli appalti per la ricostruzione e quanti hanno voglia di far partire la macchina degli “aiuti” con raccolta soldi con sms, numeri cc (le grandi lobby che si spendono per il sociale dopo che t’hanno schiacciato con l’obbligo dei consumi), e quanti hanno voglia, di nuovo, di urlare allo sciacallo per dare una ulteriore mazzata agli immigrati e per militarizzare la zona, con una gestione della protezione civile privatizzata e aziendale che gestisce fondi di cui nessuno sa nulla.

E nel frattempo le case, soprattutto i capannoni, inadeguati, crollano, sulla testa di gente, molti operai, molti immigrati, la cui nazionalità oggi viene celata (perché se non fanno brutte cose non si dice), nella giornata in cui gli stranieri conseguono una cittadinanza che nessuno ha loro riconosciuto mai, ricattabili, con quei permessi di soggiorno dati solo a patto che accettassero determinate condizioni di lavoro, ultimi tra gli ultimi, a fare la fortuna di tanti imprenditori italiani mentre c’è chi dice che “rubano il lavoro agli italiani”. E oggi così come nei giorni scorsi hanno rubato agli italiani quella morte che li ha presi in pieno, mentre restavano a guadagnarsi il pane dentro capannoni di cartapesta che ad ogni scossa si sono accartocciati come niente. Male per tutti, per gli imprenditori che perdono e saranno risarciti, salvo per i morti i cui familiari si spera non debbano essere rispediti altrove. E delle scosse delle settimane scorse si sa che tra i morti aveva provocato quella di immigrati, operai anche loro, qualcuno in attesa di ricongiungimento familiare e lì ci si chiedeva moglie e figli quale fine avrebbero fatto.

In ogni caso già dal terremoto in Abruzzo si è capito che queste brutte vicende non si possono lasciare in mano a chi ci specula per monopolizzare, accentrare poteri ed arricchirsi e sono tanti i luoghi, i collettivi, i centri sociali, nei quali riparte la raccolta aiuti e da lì si rimetteranno in moto le brigate di solidarietà attiva e gruppi di aiuto che si organizzeranno e partiranno per prestare soccorso alle popolazioni locali.

Continued…

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.


#64 – I “nostri” assassini di donne sono meglio!

E’ la vittima #64 per il 2012. Incluse vittime collaterali, uomini e bambini. Vittima per mano di un uomo che la riteneva di sua proprietà. Un marito/padrone, come esistono i padri/padroni. Le vittime uccise da stranieri, fino ad ora, sono pochissime. Ce ne sono state tante italiane uccise da italiani. La deputata, ex ministra, Mara Carfagna però non perde l’occasione, così come faceva ai tempi del suo incarico ministeriale, per sollecitare un po’ di pregiudizio contro altre etnie e culture colorando di maggiore mostruosità la faccenda perché la donna dicono fosse incinta [Leggi la rassegna stampa].

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.