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L’inserviente

http://dumbles.noblogs.org/files/2011/05/violsess59.jpg

Dalle Dumbles, non posso non condividere:

“Siamo tutte cameriere” era lo slogan della manifestazione femminista di ieri a Parigi in solidarietà con la donna che ha accusato Strauss Khan di stupro e contro le pesanti affermazioni sessiste e maschiliste che si sono levate invece a difesa dello stesso.

Non avevamo dubbi che contro la donna si coagulassero gli squadroni delle gonadi innocentiste; lo fanno sempre; conosciamo bene tutto il rosario della colpevolizzazione femminile: di lei che provoca, lei che dice no ma è sì, di lei che mente, di lei che ci sta e poi ti accusa, e se sei ricco potente e importante ecco, ti ricatta… Infatti, Catherine Breillat, intervistata dall’Espresso, ritiene che si tratti di quest’ultimo caso perché, spiega la nostra inserviente delle pelose glorie maschili: “E’ un bell’uomo e non posso pensare che non abbia potuto aspettare di arrivare in Francia dove centinaia di donne, me compresa, sono pronte ad andare a letto con lui”, un lui che per la lucidatrice dei trofei del testosterone si inscrive “nella grande tradizione dei nostri presidenti, tutti hommes à femmes”.

Ahilei non tutte  les  femmes però amano sbavare dietro gli uomini, nemmeno se di potere, e se molestate o peggio, stuprate, anche li denunciano. Come qualcuna ha detto nella manifestazione di ieri, se esiste un presunto colpevole, prima di tutto esiste una presunta vittima, cameriera di mestiere, inserviente di nessuno.

Posted in Corpi, Omicidi sociali, R-esistenze.


One Response

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  1. Imma says

    La tizia non mi piace, come i suoi film.
    Bell’uomo? santo cielo, i suoi gusti son quasi peggio del suo sessismo.
    Non è colpevole perché in francia poteva avere chiunque? Ma manco i suoi avvocati userebbero una scusa tanto patetica! Che poi, se dsk fosse colpevole, verrebbe iscritto per diritto nella lista di potenti per cui la consensualità di una donna non è cosa sufficientemente eccitante. Certo che un uomo potente potrebbe avere molte donne, ma è questa cosa qui sicuramente che li porta ad aggredire altre donne: devono spingersi oltre cio che è lecito, per poi utilizzare il proprio potere per farla franca. Ma la regista viene smentita anche dalle ricerche condotte da Bourke, l’autrice di stupro: nel libro infatti afferma che è molto più comune che stupri un uomo con una vita sessuale piena che non – come vorrebbero i giustificatori – un povero sfigato represso.
    La manifestazione è poi un toccasana, e serve a riequilibrare la situazione, dato che i giustificatori hanno soldi, potere e mezzi dalla loro è bene che si scenda in piazza per ribadire che quell’atteggiamento lì è uno schifo e non è degno di una società civile.
    Quelle sono le donne e sono gli uomini francesi, non le caste e le lobby, che sarebbe ora avversassero apertamente e buttassero giù.