19.12.07
Meglio morto che frocio!
Ora mi ricordo. Si, mi viene in mente. Palma di Montechiaro è un
posto che conosco. E' mi è nota anche la città di Catania e Assoro, in
provincia di Enna. Quei posti io li conosco perchè andavo a farci
l'antimafia. Loredana
invece ha fatto un tour senza visite guidate di centri di "recupero"
per persone che evidentemente si ritiene siano da recuperare. Ci sono
ritornata spesso poi in quei paesi. Catania è già una città, anche se a
volte penso che tutto il pensiero di sinistra si esaurisca sulla
scalinata del Nievski. A Catania i fascisti ce l'hanno a morte con i
"finocchi" e gli dedicano manifesti e pure botte. I pride degli ultimi
anni hanno fatto incazzare un bel po' di gente. Chissà però quante
teste sono cambiate.
Palma di Montechiaro invece è in provincia di Agrigento. Una bella zona vicina ad un mare azzurro limpido. Tanti campeggi e zone per turisti. Fino a qualche anno fa quello era il feudo di un noto democristiano ora senatore dell'UDC. Di soldi nella zona tra Sciacca ed Agrigento ne sono arrivati tanti ma quando andavamo a fare le iniziative antimafia succedeva che parlavamo a piazze vuote. La gente stava nascosta dietro le imposte e gli unici che vedevi in giro erano gli uomini della "società", il club per fare giocare a carte e fare scambiare chiacchiere ai notabili e agli anziani del paese.
Ne è morta tanta di gente per mano della mafia in quella zona. Non so se avete presente. La Sicilia è un triangolo con due cateti e una ipotenusa. A sud ovest si trova Palma di Montechiaro. Lì vicino potete vedere Licata, Gela e poi su su fino a Ragusa, Siracusa. Per andare a Catania bisogna andare al cateto minore, sud est. Assoro invece sta nell'entroterra. Nel territorio ennese che è pure l'unico che ha i tetti a spiovente perchè ogni tanto nevica.
Sono posti identici per mentalità, a parte qualche eccezione. I "frosci" non piacciono quasi a nessuno e in genere per vivere devono spostarsi nelle grandi città (Palermo e Catania) e per avere qualche relazione sociale in più devono emigrare in continente. I trans di paese non hanno proprio ossigeno, in ogni senso. Per la mentalità siciliana un figlio morto è meglio di un figlio frocio. Per i padri padroni siamo alla malattia da curare a bastonate. Sistemi di "correzione" che variano dalle botte ai servizi sociali.
A Palermo ne ho conosciuti di ragazzi gay che non sapevano a chi rivolgersi. Perchè Arcigay non è effettivamente un gran punto di riferimento. Secondo l'opinione di chi aveva provato a trovare lì notizie utili, la sede Arcigay pareva più un posto di aggancio per "relazioni" e di smistamento informazioni per spiegare dove bisognava andare per incontrare carnazza disponibile. Tant'e' che poi nacque Articolo Tre (associazione omosessuale) che assieme a Lady Oscar (Arcilesbica) diventarono un'utile alternativa. A Catania di mondi in movimento esistono quelli glbt (Open Mind), ma nonostante il gran lavoro che fanno le forze sono davvero impari per fronteggiare una cultura così arretrata.
Non siamo alla lupara e alla coppola, no. Siamo andati oltre. Ora abbiamo borghesie moderne che però non si sorprendono della farraginosità di certa burocrazia. Ed è un sistema che non lede solo il mondo glbt. In Sicilia si fa fatica a fare tutto. A trovare un buon consultorio (nei piccoli centri spesso non esiste niente del genere), a trovare un posto in cui fare interruzione volontaria di gravidanza gratuita (perchè a pagamento di medici abietti che ufficialmente fanno gli obiettori di coscienza se ne trovano eccome), a trovare luoghi di riferimento per le donne maltrattate (solo in pochi centri - troppo pochi per aiutare le tante donne in difficoltà), a trovare spazi vitali di crescita, confronto, relazione.
La tragedia di Loredana, trans suicida maltrattata dal padre e mandata da un luogo di "recupero" all'altro fino a quell'ultimo con un bel po' di maschietti a dividere lo stanzone con lei, si inserisce perfettamente nel contesto che tento (forse senza riuscirvi) di descrivervi. Una persona come Loredana per il siciliano medio è solo un travestito, un depravato, un invertito, un malato. Per il genitore è una vergogna, un disonore. Meglio morto che frocio, appunto.
Il sistema dei servizi sociali poi, in una terra che concepisce il servizio sociale quasi esclusivamente come mezzo per riempire le tasche di associazioni fittizie e cooperative pseudo "sociali", in perenne e incontrollata convenzione con il Comune o la Provincia, che praticano attività come l'accompagnamento dell'anziano alle poste, l'assistenza domiciliare dell'anziano e il trasporto dei disabili, non è altro che un modo per elargire assegni di assistenza in maniera clientelare e incarichi esternalizzati che sono ricambiati con un fedele scambio di voti.
Gli "istituti" in cui si dovrebbe realizzare la "solidarietà" sono spesso privi di controlli, affidati ad associazioni che arrotondano sul bilancio di fine anno e speculano sui bisogni e sui disagi per arricchirsi. La ricchezza è a partire dalla quantità di disagiati assistiti perchè gli enti locali mollano soldi un tanto a cranio. Questi luoghi della "solidarietà" spesso sono gestiti da Kapo' prive di scrupoli o aguzzini senza pietà che affidano il lavoro pesante ai ragazzi del servizio civile. A loro si delegano anche ruoli di responsabilità che non potrebbero e non dovrebbero svolgere. Non sto dicendo che la comunità dove è stata "accettata" Loredana sia così. Non posso saperlo. Ma è innegabile che la Sicilia abbia una rappresentanza numerosa di luoghi come quelli che ho descritto.
Il volontariato siciliano quasi non esiste. Non sto dicendo che altrove sia tutto rose e fiori, no. Solo che altrove i bilanci sociali correggono i buchi e seppur nella dinamica del lucro legalizzato comunque si riescono a costruire esperienze in qualche modo utili: in termini sociali e in termini economici, perchè a fare malissimo lo sanno tutti che non ci guadagna proprio nessuno. Sono più furbi, ecco.
In Sicilia invece lo spreco è enorme e il furto è consolidato. Cosa volete dunque che gliene freghi ai servizi sociali di dove può andare a finire Loredana nel bel mezzo del suo calvario? Niente. Non gliene frega proprio niente. Con amarezza c'e' solo da augurarsi che la sua morte serva a qualcosa. Forse qualcun'altra dopo di lei troverà persone un po' più "umane" e "solidali". Che dire allora: ciao Loredana e grazie per aver lottato così tanto. Non ti abbiamo conosciuta ma ci hai offerto una grande lezione. Ci hai fatto capire che oggi più che mai in Sicilia c'e' bisogno di sportelli d'ascolto per donne, gay, lesbiche, trans. C'e' bisogno di attivare intelligenze e militanze ovunque. Anche nei centri di duemila abitanti. C'e' bisogno di più gente laica che promuova cultura del rispetto e dell'accettazione dell'altr*. C'e' bisogno di ossigeno, che di aria ne resta davvero troppo poca e abbiamo bisogno di respirazione artificiale. Che il mondo della cultura si mobiliti, che si indigni come è successo per la xenofobia contro i rumeni. Che si capisca che la Sicilia lasciata a se stessa è un problema grosso. Non per niente è ancora il più grande bacino elettorale del centro destra.
E' da decenni che tante persone della Sicilia si autodeportano per riuscire a vivere un po' meglio. Tant* sicilian* in asilo politico. Tant* esuli non riconosciuti. Non lo sapete che si può morire di solitudine sociale e in assenza di giusti stimoli culturali? Così diciamo: fatevi i fatti nostri. Avete un terzo mondo in cui si parla l'italiano di cui potete occuparvi. E se non vi pare abbastanza esotico, pazienza. Ci travestiremo da guerriglieri o da combattenti per la libertà, ci coloreremo la faccia di mille colori così potrete fare le vostre foto ricordo. Balleremo la salsa e invocheremo lo spirito del Che. Vi parleremo delle nostre rivoluzioni e infine ci metteremo in fila a recitare la parte dei siciliani antichi, come tradizione vuole, perchè se ci sentite troppo simili a voi forse può venirvi in mente che siamo uguali e che non abbiamo bisogno di aiuto.
Quando accadono fatti merdosi come quello che è successo a Loredana mi viene da pensare che la Sicilia sia solo la discarica dei cattivi pensieri di tutto il mondo. Un concentrato di flatulenze clericali e di monnezza culturale. Eppure lo so che non è vero perchè io ho imparato a pensare in questa terra e ho letto parole e visto cose che mi hanno fatta diventare quello che sono. Ma evidentemente non basta. Non basta più. Loredana, amunì, arrisbigghiati! No, non ti svegli. Siamo in ritardo. Ti chiediamo scusa perchè non c'eravamo, perchè non abbiamo fatto abbastanza. Perchè con tutta la gente che ora se ne laverà le mani facendo a gara per dire che è colpa di qualcun altro, qualcuno che ti chieda scusa ci deve pur essere. Te lo chiedo io che di questa Sicilia faccio sempre parte. Scusa Loredana, scusa...
Ps: Al Presidente Arcigay Regionale della Sicilia che si giustifica dicendo:
"Noi ci siamo interessati del caso da subito ... [...] Alla fine si era trovata questa comunità di Palma di Montechiaro che era, comunque, di minori". E ancora: "Quando è morta - ricorda - io ho pianto perché ho avvertito un senso di impotenza. La verità vera è che in Italia non esiste una struttura adeguata a questo tipo di persone. Mandarli dai tossicodipendenti è improprio. E' una materia molto delicata e complessa". "Noi - continua - avevamo scelto di rispettare la sua morte e segnalare attraverso Vladimir Luxuria l'inadeguatezza del sistema riservandoci di pubblicare una lettera per rendere omaggio a questa persona stritolata da una vita troppo complessa. Vivere da trans e con una identità diversa è difficile. Loredana era una persona di grande sensibilità. Siamo arrivati tardi tutti"
vorrei dire che non basta provarci e non basta accontentarsi del fatto che quella comunità era di minori (maschi). Non ci interessa del "suo" pianto e della "sua" personale impotenza. Ne' della sua lettera di omaggio silenzioso. Forse ci interessava se qualcuno avesse fatto sapere di Loredana prima che morisse. Forse per far sapere al mondo circa "l'inadeguatezza dei servizi" non si doveva aspettare così tanto. Però certo, questa modalità spiega tante cose. Se una persona come Loredana può aspettarsi solo lettere di omaggio silenziose e successivi comunicati in cui non si fa altro che giustificare l'indifferenza, non possiamo sorprenderci di nulla. Proprio di nulla!
--->>>La discussione continua anche QUI
--->>> Vi segnalo l'articolo di Flavia Amabile sul natale in "famiglia" dove racconta di Loredana e le dedica una bella vignetta.













imprecario said:
20/12/2007, at 02:03 [ Replica ]
bellissimo post.
visto che sono in vena di segnalazioni in sequenza:
http://zauberei.blog.kataweb.it/...uoli-di-genere/
http://zauberei.blog.kataweb.it/...enere/#comments
FikaSicula said:
20/12/2007, at 02:49 [ Replica ]
grazie Imprecario. ma in questa storia non c'e' proprio niente di bello. scrivendo pensavo a come fosse possibile far leggere al mondo un mio sputo di rabbia. ma non si può scrivere sputando...
significativi gli interventi che segnali :|
imprecario said:
20/12/2007, at 02:59 [ Replica ]
Si in questa storia non c'è niente di bello. Lo so perchè da obiettore di coscienza ho lavorato (ormai parecchi anni fa) in un centro simile a quello dove loredana è morta e le dinamiche dell'assistenza sociale le conosco molto da vicino. Quindi il "bellissimo" termine decisamente inappropriato è riferito a quello che esprimi ed al modo con cui lo fai. anche in vicende così brutte il rischio di scrivere cose patetiche è forte come dimostra il presidente dell'arcigay siciliana
FikaSicula said:
20/12/2007, at 03:11 [ Replica ]
ti ringrazio. basta che quello che scrivo serva a sensibilizzare anche due indifferenti al giorno... :|
Sun said: "Meglio morto che frocio!"
21/12/2007, at 14:01 [ Replica ]
Vergogna... La società, le istituzioni e la chiesa devono chiedere perdono a Loredana per non averle permesso di vivere