-Almeno fossi riuscita a sentire il suo odore. Perché anche il naso ha bisogno di attenzioni. Invece niente. Una tastatina. Appena il tempo di farmi sentire una fettina di prosciutto tra due croste di pane croccante e poi via. Andato. Sparito. Mi ha abbandonata così e s’e’ preso il mio portafoglio. Riconosco che il metodo di seduzione non era dei più consueti: sull’autobus, tra tantissima gente, a Bologna. Però per me è stata una botta di vita.
-Scusa, ma non hai detto che ti ha toccato solo il culo?
Avete presente la netiquette? Voglio emendarla. Se faccio sul serio? Non so. Intanto mi invento una netiquette femminista :)
Se è vero che la rete è uno spazio libero dove si realizza una sorta di abbattimento delle barriere sociali e non ci sono più differenze eccetera eccetera, allora perché la netiquette privilegia solo gli addetti ai lavori?
Frequento la rete da molti anni e il mio punto di vista è che la storia dell’abbattimento delle barriere è tutta una balla buona per lasciare spazio a forme di egemonia ambigue e totalitarie.
Sto facendo una ricerca sul bullismo (altro che Bulli e Pupe, piuttosto Bulli e Bulle) al femminile, nel mondo reale e in quello virtuale, sull'aggressività indiretta, i pettegolezzi, le esclusioni, le diffamazioni e le morti sociali che ne derivano. Sto scrivendo una storia, un romanzo ( e voi sarete i primi/le prime a leggerlo - prometto) che parla di questo. Sto saccheggiando la mia vita (Oh, quel personale e politico!) per rintracciare esempi, esperienze dirette - subìte, praticate. Una chicca: sapete che per chi pratica le molestie la colpa è sempre di chi le subisce?
Voglio raccontarvi una storia. Difficile. Che disorienta. Che ad entrarci dentro fa venir voglia di riemergere a riprendere fiato. Cupa. Dolorosa. Siciliana. Di uomini. Di donne. Siamo in Sicilia, appunto. A Palermo, ed è il 5 maggio del 1972. Un aereo esplode e cade su Montagna Longa. Nessun sopravvissuto. Le vedove incassano un risarcimento. Meglio non fare domande. Tutto si chiude presto. Alcune famiglie chiedono la riapertura dell'inchiesta. Si costituiscono parte civile. Gli orfani sono troppo giovani. Poche persone adulte a prendersi carico di una battaglia contro il solito "muro di gomma". E' tutto un succedersi tra presentazione di istanze e rifiuti immotivati. Il risarcimento alcuni lo spendono tutto così.
Natale. Natalità. Nascita. Gravidanza. Fecondazione. Menorrea. Parliamo di mestruazioni. Sto leggendo un libro. Delizioso. “Le mie cose” di Raffaella Malaguti. L’argomento mi prende abbastanza, tant’e’ che ne ho già scritto e di sicuro ne scriverò ancora. Perché la biologia ci segna dall’infanzia e il sangue, come fosse un tratto distintivo, volente o nolente,sta dietro a tante delle nostre storie. Sono storie di sangue e in genere non siamo noi a scriverle. Storie in cui quasi sempre noi siamo le vittime. Eppure ci descrivono quali carnefici.
C’e’ un odio che arriva da lontano e può investirti con una forza tale da non lasciarti neppure il tempo di capire. E così si resta soli. Così si muore e se si sopravvive allora l’odio sopravvive allo stesso modo. E ci insegue, fino a quando non sarà sazio e non ingoierà le interiora. Non morderà il cuore. Il nostro cuore.
Perché sapete, avevo un cuore anch’io. Lo tenevo bello in vista perché andava di moda essere di buoni sentimenti. Il mio era un cuore rosa e resisteva alle intemperie. Viveva tra i terreni arsi dal fuoco. Si mimetizzava tra le case di tufo rossastro.
Non io. I siciliani pare abbiano voglia di mafia. Lo dicono Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, due bravi giornalisti di Repubblica, in un libro che vi consiglio di leggere. Così mi è venuto il desiderio di parlarne. Nel libro si parla dei tanti favori richiesti a Provenzano e in generale di come la mafia sia sempre considerata la grande mediatrice per eccellenza per risolvere problemi di ogni genere che la gente non riesce o non vuole risolvere diversamente. Da qui una riflessione.
C’e’ che la cultura dei siciliani, non tutti, non è molto cambiata e in generale non ci si fa scrupoli a lavorare, vivere, risolvere problemi economici, attivare imprese o garantirne l’apertura attraverso il supporto della mafia [chi è povero, precario o tira a campare difficilmente è colluso, connivente, dipendente, affiliato della mafia].
Verona - 13 maggio - ore 20.30 - Sala Lucchi Stadio - Assemblea cittadina in preparazione del corteo di sabato 17 maggio
Verona - 17 maggio ore 15.00 - Concentramento Stazione Verona Porta Nuova - Manifestazione: Nicola è Ognuno di Noi
Palermo - ogni sabato dalle ore 17.00 alle 20.00 - centro sociale ASK 191 - Viale Strasburgo 191 - Area di ascolto e di informazione sulla sessualità a cura delle Malefimmine
Bologna - dal due aprile in poi - Betty & Books - Via Rialto 23/a - I mercoLady
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