04.03.08
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at 16:23 :: 點閱次數 (867)
Qualche giorno fa sono stata a Bologna dalle bellissime amiche del Sexyshock per parlare di "Madri Cattive",
un ottimo libro che vi consiglio di leggere che l'autrice, Caterina
Botti, ci ha presentato come fosse una confidenza spartita tra vecchie
amiche. Caterina parla veloce e con voce pacata. Si sente che quello
che racconta lei lo ha rimuginato per tanto tempo e pensa che ti
ripensa ne è venuto fuori un libro che parla di maternità stretta dalle
dimensioni obbligate, dagli "stili di vita" imposti a fare la
differenza tra una madre buona e una cattiva, dalle terapie che non
lasciano alcuna scelta.
Lei parla di gravidanza e parto e ci tiene a
specificare che il punto non è che ogni donna deve partorire ne' che
essere madre debba essere l'esperienza fondante dell'essere donna come
troppe volte ci sentiamo dire. Sceglie però di parlare di parto perchè
le interessa e ha visto che nessuno se ne occupa. Perchè si parla di molte esperienze delle donne
senza però poi concentrarsi su quella che a noi stesse pare di dover
vivere come "natura" comanda. Non so voi ma a me è capitato di
partorire in una dimensione quasi surreale in cui non ho scelto nulla.
Arrivi con le doglie in ospedale e da quel momento, a meno che non
segui percorsi precisi e alternativi, non hai più diritto di parola su
quello che ti sta capitando.
(Continua)
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04.03.08
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at 08:21 :: 點閱次數 (2201)
Questo deve aver pensato il medico anestesista processato per abusi che risalgono al 2003. Egli è stato accusato e processato per 7 stupri. Ha ricevuto cinque condanne e due assoluzioni. Su queste ultime le denuncianti hanno proseguito la battaglia legale e il 5 marzo si pronuncia la Cassazione. In Piazza Cavour, dalle 10.00 alle 14.00 è stato convocato un presidio in solidarietà con le due donne.
******
Dal Blog di Controviolenzadonne il racconto che si riferisce ad una delle due donne stuprate per le quali si attende ancora una sentenza in cassazione: "Demetrio Altobelli medico anestesista ha stuprato 7 ragazze dopo averle anestetizzate: [...] Altobelli era stato arrestato nel maggio 2003 su ordine della procura di Rieti, perché accusato di avere abusato di alcune pazienti, precedentemente narcotizzate e successivamente fotografate nude. Sette gli episodi inizialmente contestati al medico. Per cinque fu condannato in primo grado nel gennaio 2005 durante un processo che si svolse con il rito abbreviato. Il giudice lo condannò a cinque anni e quattro mesi di reclusione.
Per gli altri due casi, invece, lo specialista fu assolto. Le foto furono trovate nel corso di una perquisizione nella sua stanza nell'ospedale San Camillo de Lellis di Rieti, dove al tempo il medico prestava servizio, e dentro la sua abitazione romana. A denunciare i fatti, però, fu il tecnico di un laboratorio fotografico capitolino dove l'anestesista, secondo l'accusa, aveva portato a sviluppare le fotografie. Durante [un talk show televisivo viene raccontata questa storia drammatica - ndb]. Protagonista della vicenda e' Elvira, ventisette anni, della provincia di Rieti. Sei anni fa viene sottoposta ad un intervento per l'asportazione delle tonsille. Dopo quasi due anni la Digos le sottopone trentaquattro foto che la ritraggono nuda e [in stato di incoscienza]. Il medico anestesista dopo l'intervento l'aveva narcotizzata, violentata e fotografata in posizioni oscene. [...]"
******
Dal blog delle Ribellule copio e incollo l'invito a partecipare al presidio e un comunicato in cui si esprime tutta la solidarietà possibile alle due donne.
******
Mercoledì 5 Marzo 2008 dalle ore 10.00 alle 14.00
PRESIDIO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE PIAZZA CAVOUR
PER OGNI DONNA OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA
ELVIRA, SILVIA: LA VOSTRA DENUNCIA E' LA NOSTRA DENUNCIA
(Continua)
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04.03.08
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at 04:12 :: 點閱次數 (743)
Il 4 marzo c'e' un presidio sotto il tribunale di Bologna, Piazza Trento Trieste alle 9.30, in solidarietà a Mara, violentata al Parco Nord il 26 agosto 2006. Le donne del Collettivo "Quelle che non ci stanno" il 1° marzo stavano volantinando per promuovere il presidio e sono state fermate dalla polizia e portate in questura per l'identificazione. Sotto riporto il comunicato che spiega come è andata. A me non resta che sperare che in futuro noi si possa fare a meno di tanta "sicurezza"!
COMUNICATO di QUELLE CHE NON CI STANNO
sulla repressione poliziesca a Bologna
Alle
ore 17 del 1 marzo 2008, in via delle Belle Arti tre compagne del
coordinamento Quelle che non ci stanno, che denuncia da anni la
violenza maschile sulle donne, promuovevano un presidio per il 4 marzo,
sotto il tribunale, in solidarietà ad una donna che denunciò nel
settembre del 2006 colui che aveva cercato di stuprarla, tre uomini in
borghese senza qualificarsi come forze dell’ordine le avvicinavano
chiedendo loro di mostrare i documenti d’identità.
La
digos solo in un secondo momento si qualificava, a seguito di
molteplici richieste delle compagne che nel frattempo stavano cercando
di contattare un’avvocata.
L’avvocata
contattata consigliava loro di dare le generalità, ma la
comunicazione veniva interrotta bruscamente dal sequestro del telefono
cellulare da parte di un poliziotto.
Nel
frattempo erano già arrivate sul posto 4 volanti della polizia. Alle
compagne, circondate dalla polizia, veniva impedito di dare le
generalità e intimato con violenza e prepotenza di salire in macchina.
Circondate
da più di 15 poliziotti e digossini venivano quindi introdotte
forzatamente sulla volante della polizia e condotte in questura con
sirene spiegate. Giunte in questura venivano tutte e tre identificate
con foto segnaletiche e impronte digitali di entrambe le mani e dei
palmi, quindi intimidite e minacciate in svariati modi, trattenute per
tre ore, alla fine delle quali, denunciate per rifiuto di dare le
generalità e resistenza a pubblico ufficiale.
Durante
questo fermo è stato loro impedito di comunicare all’esterno quanto
stava accadendo, lasciandole in uno stato di totale isolamento.
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01.03.08
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at 15:09 :: 點閱次數 (1134)
UN 8 MARZO
DI LOTTA DELLE DONNE
Le sommosse di Torino (dlfto@inventati.org)
accolgono e rilanciano l'appello
alla mobilitazione delle donne di Torino per l'autodeterminazione:
In questo clima di continui e
generalizzati attacchi ai diritti delle donne e di precarizzazione della
vita di native e migranti.
scendiamo
in piazza come in molte altre città
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29.02.08
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at 18:22 :: 點閱次數 (1650)
La strepitosa Sèverine (grazie!) ci segnala l'esistenza di queste donne straordinarie e condivide con noi la traduzione dal francese di due articoli che parlano della Pink Gang. Ci segnala anche un altro articolo in inglese. Nell'India in cui le donne vengono massacrate in ogni modo possibile c'e' chi ha smesso di aspettare gli "aiuti umanitari" e ha pensato bene di iniziare a difendersi con le bastonate. Si chiamano Pink Gang e sono numerose. Buona lettura!
Donne indiane che lottano per i diritti delle donne
Di Polly Dunbar
Si vestono con sari rosa confetto, ma la loro fama è lontana dall’essere tenera. Sono le giustiziere rosa, un gruppo deciso ad estirpare la corruzione delle forze di polizia e ad applicare una giustizia spietata ai colpevoli di violenza domestica o sessuale.
Agiscono nello stato di Uttar Pradesh, nel nord dell’India. Hanno scelto il rosa come simbolo della loro lotta e possono contare tra di loro centinaia di militanti. Sono armate di lathi – bastoni tradizionali – che servono a picchiare gli uomini che sono stati violenti con le loro mogli o le hanno abbandonate, e anche a pestare i poliziotti che hanno rifiutato di registrare denuncie di stupro.
Il gruppo, formato due anni fa, è riuscito, nonostante le sue membre siano originarie delle caste più basse della società indiana, a denunciare le malversazioni dei politici corrotti. Dalla sua creazione, la Pink Gang, come si autonominano, ha subito una serie di accuse criminali, ma tengono duro e resistono alle minacce.
“Nessun* ci viene ad aiutare in questa regione” dice Sampat Pal Devi, 47 anni, fondatrice del gruppo che da alle altre donne lezioni di combattimento. “La polizia e i funzionari sono così corrotti e anti-pover* che dobbiamo noi fare applicare la legge. In altri momenti, ricopriamo di vergogna chi si comporta male. Ma non siamo una gang nel senso abituale del termine. Siamo una gang per la giustizia. Indossiamo il rosa perché è il colore della vita.”
La Pink Gang è basata nella zona di Banda, una delle parti più povere d’Uttar Pradesh e le donne guadagnano pian pianino il rispetto dei funzionari locali reticenti. Più del 20 % della popolazione di Banda sono “intoccabili”, la casta più bassa. Le donne sono le prime vittime della povertà e della discriminazione in una società feudale dominata dagli uomini e sottomessa alle caste superiori. Quasi tutte le Pink giustiziere vivono in capanne di fango e di mattoni, senza acqua corrente, senza elettricità, e sopravvivono con meno di 50 pence (0,75 euro al giorno).
Aarti Devi, 25 anni, dice: “Da sola non ho nessun diritto, ma insieme, come gruppo di Gulabi, abbiamo potere.”
“Quando vado a prendere l’acqua, la gente delle caste superiori mi picchiano, mi dicono che non ho il diritto di bere la stessa acqua di loro. Ma quando siamo in banda, ci temono e ci lasciano tranquille.”
(Continua)
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27.02.08
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at 13:35 :: 點閱次數 (419)
Update: per chi si fosse persa la puntata della mattina del 27 febbraio su "Madri & Co" potete ascoltarla online QUI
**§§*§§§*§§**
Mercoledi’ 27 Febbraio, h 19
Betty&Books e Sexyshock in collaborazione con Radio Citta’ del Capo - Radio Metropolitana
invitano a:
Presentazione del libro “Madri cattive“, di Caterina Botti, 2007, ed. Saggiatore
Sara’ presente l’autrice,
Lucia Manassi - giornalista di Radio Citta’ del Capo
e la pirotecnica Enza Panebianco, redattrice del blog “femmismo a sud”,
con aperitivo.
da Betty&Books, Via Rialto 23/a, Bologna
L’assunto del titolo del libro è che comunemente siano considerate
“buone madri” quelle che rinunciano a ogni loro prerogativa dedicandosi
interamente alla crescita del figlio. Al contrario, la possibilità di
riconoscersi come soggetti e agenti morali a pieno titolo anche durante
la gravidanza è diritto imprescindibile di ogni donna.
La presentazione e’ il primo incontro del ciclo “Madri & Co“.
Una programmazione di incontri, presentazioni di libri, proiezioni: occasioni per dibattere di medicalizzazione del parto, di soggettivita’ delle donne,
del loro diritto ad avere la “prima parola e l’ultima”, nei giorni in
cui questa e’ messa in discussione. Attraverso le parole, le
testimonianze e la ricerca scientifica delle donne. Ogni incontro e’
preceduto da un’edizione speciale della trasmissione radiofonica “Angolo B“, in onda sulle frequenza di Radio Citta’ del Capo ogni mattina dalle 10.40 alle 11.30
piu’ info sul web
http://www.betty-books.com/
http://atelierbetty.noblogs.org/
http://www.radiocittadelcapo.it/home/
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27.02.08
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at 10:38 :: 點閱次數 (340)
Le Vagine Volanti segnalano la Queeruption, iniziativa prevista a Roma per fine primavera, e un video che mi ha ricordato la mia adolescenza. Si tratta di una inchiesta sulla sessualità offertaci da Buzz-Produzione
cinematografica Libera e Indipendente nelle strade di Messina. Per vederla bisogna clikkare questo link:
http://blip.tv/file/672833
L'inchiesta viene svolta per le strade di Messina e la domanda chiave rivolta ai passanti è: "Lei cosa ne pensa degli eterosessuali?"
Le risposte variano da "sono malati da curare" a "devono esistere pure loro". Molte risposte vale la pena sentirle con le vostre orecchie. La cosa che si mette in evidenza è forse che effettivamente diamo per scontato quanto meno che le persone sappiano di cosa parliamo. Invece così non è. Perciò oltre il pregiudizio c'e' da combattere l'ignoranza.
Questa cosa mi ricorda l'adolescenza perchè allora andavo in giro - ma ho continuato a farlo anche da adulta nelle nottate palermitane - a chiedere alle persone cosa fosse il Punto G. Anzi la prima domanda che rivolsi per caso ad un signore fu: "sa per caso dove si trova il Punto G"? Non ci crederete ma mi diede delle indicazioni stradali per arrivare in un punto della città che secondo lui doveva proprio essere quel punto lì.
Accanto a questa lieta parentesi segnalo due interessanti articoli di Flavia Amabile: il primo parla del nuovo codice deontologico degli infermieri che vorrebbero fosse inserita la possibilità dell'obiezione di coscienza; il secondo che spiega come in un sondaggio fatto ad Ascoli Piceno il 60% delle donne che abortiscono risultano essere cattoliche.
Che altro è successo di brutalmente osceno? Ah, si: hanno lasciato alcune scritte sul muro del liceo Mamiani di Roma che alludevano con chiarezza al tipo di trattamento che meritano tutte le donne che mettono in discussione il modello eterosessuale e catto-fascista. La scoperta dell'acqua calda riguarda invece quelli che hanno fatto raid nazisti contro i rumeni qualche mese fa: sarebbero ultrà neofascisti. La risposta - fornita con leggiadra ironia - potrebbe essere: ma no?
Per ora è tutto. Presto su questi schermi con tutta la carrellata di date e annunci sulle iniziative che in questo periodo saranno organizzate e vissute in ogni piazza d'Italia [tenete d'occhio l'agenda alla vostra destra che si prova a tenere aggiornata]. Noi continuiamo la lotta.
--->>>L'opera è della straordinaria Frida Kahlo
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27.02.08
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at 06:47 :: 點閱次數 (335)
dal Manifesto di oggi
Moratoria? Sull' obiezione
Il ginecologo Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale di bioetica: «Cambiare la legge 194»
«Una moratoria contro l'obiezione di coscienza dei medici alla legge 194». La normativa vigente sull'aborto non è intoccabile, per il ginecologo bolognese Carlo Flamigni, esponente del Comitato nazionale di bioetica. Anzi, andrebbe senz'altro modificata. Ma solo riguardo l'articolo 9, l'unico ormai obsoleto, attacca Flamigni: «Quando è stata varata la 194 l'obiezione di coscienza aveva un senso, ora non più».
È d'accordo con il documento dell'Ordine dei medici?
Certamente, finalmente un ragionamento basato sul buon senso. La legge 194 ha funzionato discretamente, malgrado gli obiettori di coscienza che hanno creato un problema serio: ha diminuito gli aborti e praticamente eliminato quelli clandestini.
Quindi la 194 non si tocca.
No, invece andrebbe modificata. Eliminando l'obiezione di coscienza.
Si spieghi meglio.
Quando venne scritta la legge 194, l'obiezione di coscienza era necessaria perché nei reparti di ginecologia lavoravano da tempo molti medici cattolici che non erano pronti ad accettare, secondo la loro morale, la pratica degli aborti. Ma oggi quando un medico sceglie, negli ospedali pubblici, i reparti di ginecologia sa che entra in un luogo dove si difende la salute della donna. E lo si fa anche interrompendo le gravidanze quando queste rappresentano un rischio per la salute, nel senso ampio imposto dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il problema è che oggi c'è un enorme numero di medici obiettori e in gran parte dei casi la scelta non è dettata dalla convinzione personale ma dalla convenienza o dal pragmatismo. Questo grande numero ha fatto sì che le gravidanze vengano interrotte con un ritardo sempremaggiore e mettendo sempre più in pericolo la salute della donna. Non si può andare avanti così: vanno presi subito dei provvedimenti.
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27.02.08
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at 05:30 :: 點閱次數 (716)
*MANIFESTAZIONE*
8 marzo ore 9.30
partenza da piazza S. Marco
arrivo in piazza Annigoni (S. Ambrogio)
musica e teatro
*PER DIFENDERE LA LEGGE 194
*PER DIFENDERE IL DIRITTO AD UNA MATERNITA' LIBERA E RESPONSABILE
*PER RIAFFERMARE IL DIRITTO AD UNA SESSUALITA' LIBERA E CONSAPEVOLE
*PER LA PRESENZA DELLE DONNE IN TUTTI I LUOGHI DECISIONALI
*PER LA LAICITA' DELLO STATO*
Cosa è la 194?
Quando l'aborto era illegale le donne venivano uccise a migliaia dagli
aborti clandestini: la 194 è la legge che ha restituito alle donne la
libertà di scelta sulla maternità ed ha salvato le loro vite.
Quando è stata approvata questa legge?
La 194 è stata introdotta nel 1978; per farla cancellare le forze
politiche cattoliche e la Chiesa indissero un referendum, ma la
maggioranza delle italiane e degli italiani votò perché le donne
potessero continuare a scegliere e confermarono la validità della 194.
Cosa è successo con la 194?
Da quando è entrata in vigore la 194, grazie anche all'istituzione dei
consultori pubblici ed alla diffusione della pratica della
contraccezione, gli aborti sono diminuiti sempre di più: oggi si
praticano in Italia il 60% in meno di interruzioni di gravidanza.
Perché oggi si parla tanto di 194?
Perché la Chiesa e una gran parte delle forze politiche hanno sempre
continuato in tutti questi anni a combattere contro la 194 e contro la
libertà di scelta delle donne in materia di maternità e di aborto.
Oggi, siccome il Vaticano entra sempre di più nella vita politica
italiana e molti uomini politici appoggiano le richieste della Chiesa per interessi
religiosi o elettorali, la 194 rischia di essere rivista o cancellata,
e la libertà delle donne rischia di essere fortemente limitata.
*LIBERE TUTTE: Appello per la manifestazione dell'8 marzo a Firenze*
Assistiamo in questi giorni all'ennesimo tentativo di riportare
indietro le lancette della società italiana. Questo tentativo colpisce
in primo luogo tutte le donne, minacciando gli spazi di libertà
conquistati dal movimento femminista, che era riuscito a scardinare
schemi oppressivi radicati, grazie ad una nuova cultura di liberazione,
di democrazia, di affermazione dei diritti individuali.
Come mai prima d'ora c'è bisogno invece della ricchezza che i movimenti
delle donne portano alla vita politica, sociale, civile e culturale,
perché solo in questo altro modo di pensare il mondo e di viverlo sta
una possibile alternativa allo stato confessionale, alle guerre, alla
globalizzazione neoliberista, a tutti gli integralismi.
(Continua)
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27.02.08
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at 05:05 :: 點閱次數 (1157)
Ecco qui a grande richiesta il kit di "Adotta un consultorio". Usatelo mantenendo il nome della campagna.
Per ora potete scaricare le pupette realizzate dalle comunicattive, a breve pubblicheremo anche le altre.
FASE 1
Scaricate lo zip con la cartella che contiene i pdf delle pupotte e il pdf dei baloon.
Baloon: balloon.pdf
Pupette Comunicattive: PUPOTTE.zip
FASE 2
Stampatele!
da plotter in bianco e nero. Altezza 1,80 per 1 metro di larghezza.
I plotter su carta semplice in bianco e nero di solito non fanno piu'
di 90 cm di altezza, quindi il file contiene il disegno diviso in 2
parti. La stampa al plotter fara' uscire 2 fogli per ogni donna.
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26.02.08
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at 19:09 :: 點閱次數 (1215)
Le due giornate romane sono state davvero una ottima occasione per
pensare e agire con calma senza lasciarsi condizionare dallo stato di
costante emergenza. Elaborare strategie, rilanciare in maniera critica
su battaglie in cui bisogna mirare alto per arrivare più lontano.
La
prima giornata è iniziata da un caffè. Poi la fila per registrare la
presenza e segnarsi per il pranzo e intanto arrivavano facce conosciute
e anche quelle che conosciute non erano ma sapevano di comunicazioni
antiche, scambi su web che preludevano un abbraccio reale che prima o
poi ci sarebbe stato.
Così ho rivisto tante compagne e ne ho
felicemente conosciute ancora molte altre. Tutte con la voglia di
mettere in comune occhi, orecchie, cervello, cuore. Ci siamo divise per
tavoli, ciascuna a ragionare assieme ad altre dell'argomento rispetto
al quale sentiva di poter dare un più grande contributo o per il quale
aveva un prioritario interesse. Avrei voluto partecipare a tutti, ma
avevo chiaro che era necessario parlare di "comunicazione, immaginari,
linguaggi" anche perchè qualunque sia il pensiero femminista che ci
passa per la mente se non siamo in grado di comunicarlo è nella nostra
testa che rimarrà.
Il tavolo sulla comunicazione è stato
meravigliosamente introdotto da Feramenta e poi concluso da Femminismo
a Sud. Tra l'una e l'altra molte altre donne, appartenenti a diverse
generazioni, hanno parlato, condiviso, ascoltato, raccontato,
partecipato ad una discussione appassionante che si è conclusa - almeno
per me - con la bella sensazione di aver appreso molte cose e di essere
stata parte di uno scambio straordinariamente ricco.
Il giorno
dopo, la domenica, per prima cosa abbiamo ascoltato le rel/Azioni di
tutti i tavoli. Per me è stata una bella conferma sentire quanto
fosse stato notevole il contributo delle tante donne per ciascun
tavolo. Potrete voi stess* leggere i contenuti dei materiali che sono stati condivisi e delle rel/Azioni sul blog Flat. L'assemblea alla fine si è chiusa con un documento
che riassume tutti i temi trattati, le strategie politiche proposte e
una serie di appuntamenti futuri cui sarà importante partecipare.
(Continua)
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