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La polizia carica le donne e le donne tornano a lottare contro la violenza maschile. La polizia stupra nei Cie?

Tutta la storia di come è successo che nella giornata contro la violenza sulle donne la polizia usasse i manganelli con le donne potete leggerla qui e condividerne l’analisi qui. Ecco la convocazione di un corteo di protesta per giovedì 26 novembre, ore 18.30, piazza XXIV maggio a Milano.

in occasione della giornata internazionale contro la
violenza sulle donne un gruppo di compagne si trova per
volantinare all’ingresso della stazione dei piazzale cadorna
a milano…

scenari apocalittici, vengono appesi degli striscioni per
denunciare il tentato stupro, all’interno del cie di via
corelli, nei confronti di una ragazza (oggi detenuta a san
vittore per essersi ribellata), questo, evidentemente,
risulta un affronto nei confronti di coloro che son preposti
a tutelar l’ordine pubblico…

la digos intima (non gradendone il contenuto) di rimuover
gli striscioni ed, all’ovvio rifiuto, lancia alla carica 2
plotoni di celere che prontamente rompono teste, spargono
sangue e lasciano in terra alcun* compagn*, ma lo striscione
resta…

passa poco ed ecco pronta una seconda carica, polizia e
carabinieri riescono finalmente, elargendo botte aprendo
altre teste, ad impossessarsi dello striscione maldicente:
"la polizia stupra nei cie"

affluiscono altri solidali, il presidio s’infoltisce, i
passanti solidarizzano ed a loro volta inveiscono contro la
polizia, verso le 21 il presidio si scioglie…

una frase che accusa la polizia…

la polizia carica e sparge sangue…

nulla di nuovo sotto il sole, a voi poi stabilir se
l’acidità di stomaco gli nascesse dal fatto che fosse,
ancor una volta, smacherato il vero volto di tali
soggetti…

giovedì h 18.30 piazza 24 maggio corteo contro sfratti,
sgomberi ed arresti…

ma quello striscione ci sarà ancora, come ancora sarà
presente chiunque continui ad opporsi a tutto ciò

Questo è lo striscione insanguinato:

http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/gallery/5927/sangue%20sullo%20striscione.jpeg

Leggi l’appello da "Noi non siamo complici"

Il racconto di Cristina Morini da Precaria.org:

Giornata della violenza SULLE donne a Milano

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricordato nel suo discorso ufficiale che tra le donne italiane una su tre subisce maltrattamenti e soprusi. Mancano, nel conto di Napolitano, le botte che un gruppo di donne ha preso dalla polizia proprio durante il giorno della ricorrenza a Milano, in Piazza Cadorna. I nostri "custodi della sicurezza" hanno manganellato senza incertezze le ragazze che – durante il presidio indetto da varie realtà femministe cittadine – esponevano uno striscione con sopra scritto “Nei Cie la polizia stupra”. Con ciò si voleva ricordare che (tra le altre) sono proprio le immigrate richiuse nei centri di identificazione e di espulsione le figure che più scontano la falsa logica della “sicurezza per le donne” che passa di questi tempi. Chiuse in tali fortezze – costruite per rendere più tranquilli gli italiani – senza difese, ree di essere “clandestine”, anonime, sconosciute, le straniere pagano, come si può immaginare, un prezzo altissimo con i loro stessi corpi.

Ai poliziotti il concetto non è piaciuto e hanno caricato, lasciando più di una testa rotta sul campo. E poi hanno caricato una seconda volta per strappare il megafono che le donne usavano, a quel punto, anche per spiegare a chi passava da lì e domandava (in piazza Cadorna c’è una stazione, è sempre piena di gente) che cosa mai fosse successo. Le ragazze, le donne – inizialmente una cinquantina – hanno provato a resistere, spingendo contro gli scudi dei "tutori dell’ordine" con le mani e poi con le parole (tante parole).

Le libertà civili, libertà di parola, di pensiero, di espressione, di associazione, in questo Paese sono vuote parole insulse, come lo è, evidentemente, il concetto di democrazia. Si vuole il silenzio, l’adesione, la massa indaffarata e incosciente. Non che non lo sapessimo da tempo, ma è incredibile come, ogni volta da capo, riusciamo a non trovare questa realtà semplicemente rivoltante. A Milano la stessa sorte era capitata appena una settimana fa agli studenti. La città teneva però ad avere anche il primato delle cariche della polizia contro un presidio di donne in una giornata tanto particolare. La sindaca donna di questo farwest di sceriffi scatenati ha di che essere orgogliosa: grazie allo loro presenza ci sentiamo veramente insicure.

E poi, da Macerie (i link sul sito di provenienza e ci sono gli audio direttamente dal presidio, per ascoltarli dovete andare sul sito di macerie):

Vietato anzi vietatissimo

 

Cariche della polizia nel pieno centro di Milano. Cariche determinate e violente, in mezzo ai passanti che affollano il piazzale della stazione Cadorna. Perché? Per sequestrare ad un gruppo di manifestanti lo striscione che vedete qui accanto. Se questo striscione è stato difeso ed è ancora libero, la polizia è riuscita a catturarne un altro, un po’ più sintetico e più piccolo, insieme ad un megafono. Insomma è vietato scrivere in grande e dire ad alta voce che i Cie sono dei luoghi di tortura per tutti i reclusi, e che se i reclusi sono donne tortura vuole dire anche abusi sessuali da parte dei guardiani. Ed è vietato, anzi, vietatissimo, farlo durante la “giornata internazionale contro la violenza sulle donne”.

Ascolta questa diretta, registrata tra una carica e l’altra:

E quest’altra, che riassume il pomeriggio milanese:

Per avere una idea dell’aria che tira a Milano vi consigliamo di ascoltare lo speciale appena editato da Radiocane. E sempre su Radiocane potete ascoltare “Sebben che siamo donne? Speciale donne e Cie”

Milano non è stata l’unica città in cui il 25 novembre è stato dedicato alla condizione delle donne nei Cie. Iniziative simili ci sono state in maniera coordinata anche a Bologna, a Roma, a Catania e altrove. Nei prossimi giorni vi racconteremo anche queste iniziative più nei dettagli: per ora sappiate solo che, proprio mentre fuori dal Centro di Ponte Galeria si svolgeva il presidio in solidarietà con le recluse, un prigioniero dell’area maschile ha provato ad impiccarsi tre volte, fino ad essere portato via dalle guardie. Ora che scriviamo è ancora in infermeria, o in isolamento, non sappiamo. Ascoltate la presentazione della giornata, fatta da una compagna di Bologna ai microfoni di Radio Blackout.

(A proposito di cose vietate e celerini, anche a Venezia la polizia ha mostrato i muscoli per evitare che i passanti potessero ammirare troppo a lungo tre pupazzi che stavano a rappresentare i tanti migranti morti in mare per colpa delle politiche assassine dei governi. Niente cariche vere e proprie ma spintoni e qualche manganellata, il tutto sotto gli occhi severi degli inviati del ministro Maroni.)

macerie @ Novembre 26, 2009

Posted in Anticlero/Antifa, Fem/Activism, Iniziative.


One Response

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  1. roccoBi. says

    stavo cercando news sull argomento, su internet
    mentre ascolto la radio, trovo pochissimo
    tranne voi e altri siti alternativi, rispetto ai media classici, poi leggo che anche a roma operai menati, e si ripete la stessa storia, e mentre ascolto la radio, cruciani a radio 24 butta giu con la mannoia, e le donne dicendo che e normale che la donna viene usata da trofeo, se è bella e lei lo vuole…. me no male che c è chi chiama e glie ne dice quattro, pensavo che ormai nessuno reagiva, dopo un pò chiamano un poeta, e giu di nuovo,
    ormai non si ragiona piu ma e una lotta continua, sempre che i media, si sono allineati per convincere tutti che questo sistema con silvio e i suoi lecchini vada bene;

    mi chiedo che succedera fra un pò??
    quale sarà il prossimo passa di questi porci??
    siamo alla soglie di una guerra ma contro la brava gente contro di noi, poveri diversi,etc
    dato che questi lavorano giorno e notte per rincoglionirci di cose false, e manipolate, cosi fanno i comodi loro.

    saluti.