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Dall’ecologia della mente all’ecologia della rete

Dalle dumbles ci arriva la segnalazione di due testi interessanti, frutto della loro esperienza, discussione ed elaborazione come collettivo.

Il primo, il cui titolo è ripreso in questo post, lo potete leggere direttamente da qui. Il secondo, come frutto delle riflessioni esplicitate nel primo, si concretizza in una “Carta dei principi“, condivisibile, che le dumbles elaborano con la volontà di presentarsi alla rete e districarsi nella rete partendo da posizioni chiare e pubbliche.

Buona lettura!

Proponiamo i principi irrinunciabili, nei quali, secondo noi, le diverse soggettività di rete dovrebbero riconoscersi, al fine di rendere più chiare modalità  di relazione e di lotta comune.

Chiamiamo genericamente RETE, qualsiasi forma associativa di movimento volontariamente costituitasi o aggregatasi nel web.

La RETE:

– si basa sulla democrazia diretta e assembleare come metodo di organizzazione politica e come stile relazionale tra le varie componenti delle rete stessa;

– rifiuta il meccanismo della delega e propone la pratica della partecipazione diretta alla discussione, all’assunzione di decisioni e alla messa in pratica delle decisioni stesse;

– è indipendente da qualunque partito e/o istituzione e respinge qualsiasi eventuale tentativo di egemonia messo in atto da gruppi e/o singol*;

Continued…

Posted in Comunicazione, Fem/Activism.


Le donne invitate ad una manifestazione il 4 ottobre: si scopre che è dei padri separati!

Update: leggi il comunicato del “Movimento femminile per la parità genitoriale“. E poi leggi il comunicato di Bigenitorialità Assente, un gruppo di madri che organizzano la manifestazione annunciata per il 4 ottobre. Da parte nostra un ringraziamento al MFPG che ha voluto chiarire qui con noi la sua posizione e che come altre organizzazioni che si interessano di affido condiviso e bigenitorialità non hanno nulla a che fare con questo equivoco e a Bigenitorialità Assente per aver spiegato di che si tratta. (Fasse)

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In rete gira un appello a firma di un fantomatico gruppo di donne. Ha aperto una pagina, che ha chiuso dopo poche ore perché immediatamente interrogata circa la strana coincidenza, e ha invitato tante femministe del nostro circuito e oltre, ha espresso una specie di invito (ricopiato anche su una pagina che si occupa di affido condiviso) riferito alle donne e ad una manifestazione che sarebbe prevista per il 4 ottobre, stessa, ora e stesso luogo di un’altra manifestazione, quella dei padri separati, che si svolgerà in quella occasione a Roma.

Ad invito ricevuto e ad appello segnalato alcune amiche sono andate a chiedere lumi, a chiedere come mai vi fosse questa coincidenza, perché è BRUTTO invitare le donne a partecipare ad una manifestazione facendo loro credere si tratti di altro, senza considerare che se le inviti DEVI dire loro quali sono i contenuti ai quali si chiede di aderire, affinché scelgano se condividono o meno, se intendono supportare quella causa oppure no.

Basta dire: “care, c’è quel giorno una manifestazione con QUESTI PUNTI all’ordine del giorno, supporto del ddl957 sull’affido condiviso e Pas inclusi, sono questi punti e non altri che questi e vi invitiamo a venire“. Nulla di male. Si può dire no, si, forse, si può essere più o meno interessate ma di certo ci si resta male se si arriva ad una manifestazione invitate a fare numero e riempire una piazza di comparse che vengono ritenute senza un cervello e senza che sappiano esercitare libertà di scelta.

Le donne non sono corpi che li sposti a riempire le piazze di una manifestazione a favore dell’installazione della mattonella beige sulla strada con un invito che dice che si tratta di una azione a favore della mattonella viola.

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista.


Gli Anti #PussyRiot: “un passamontagna fucsia vi seppellirà”!

Continua la discussione in mailing list a proposito del dibattito in rete degli Anti #PussyRiot. Vi segnaliamo alcuni approfondimenti dai blog [Retroguard1a; Uninomade; Layher; Arte; ThisisHooverville; OnebigOnion; MaggieJeans] e poi a seguire gli interventi della community di FaS.

Lalla dice:

“leggere tutto il corollario dei commenti poi è devastante. hanno provato a fare una ‘Giappata’ ma
non ne hanno la preparazione nè la classe (in ogni senso), e hanno dato vita a una cloaca a cielo aperto in cui si sta fomentando il peggio dei residui di movimento. se militantblog fosse esistito ai tempi di Stonewall chissà che avrebbe detto de quella manica di frocirottinculo sui tacchi a spillo.
spero solo che ciò non apra una legittimità futura a mettere il becco nelle azioni e nelle campagne delle femministe e delle lgbtiq. già me li immagino a ‘sentirsela calda’ nel dire la propria ed attaccare la prossima azione di solidarietà con le sex workers (ad esempio). Autorepressione in Movimento. Bah.”

Feminoska:

“Continuo a seguire sempre più allucinata i commenti su militant.
Si passa dal ridicolo (pagina 2, nick trojan, che dice di essere antifemminista e antimaschilista…cioè a suo dire…antisessista!)
a dileggi continui, ad accuse inesistenti, a sostegni militanti ciechi e bendati. Affermano di non essere femministi ma antisessisti, e questo mi colpisce molto perchè io a suo tempo avevo pubblicato un post proprio su questo tema. Ma il mio abbandono di allora del termine ‘femminista’ derivava prima di tutto da una esperienza del femminismo – ancorché non sempre piacevole, perlomeno con alcune compagne – e dalla mia idea che ‘antisessismo’ fosse una parola potenzialmente migliore, più inclusiva anche degli uomini – che si affacciano sempre più numerosi al problema e non più da spettatori ma da attivisti – e di tutte le varie identità che gravitano intorno alle questioni di genere… non pensavo che potesse invece essere una parola usata, a mio avviso palesemente nel caso di militant, per delegittimare la definizione di ‘femminista’.

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Posted in Anti-Fem/Machism, Comunicazione, Critica femminista, Memorie collettive, Misoginie, Pensatoio, R-esistenze.