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Palermo: due donne uccise. “Una pulla NON è solo una pulla!”

Dalla nostra mailing list, Giuseppe scrive:

Oggi si è svolta a Palermo una fiaccolata in memoria di Favour e Loveth, due ragazze nigeriane brutalmente uccise, una a dicembre e l’altra a gennaio. Circa 150 i partecipanti. Lo Spazio di Cultura Libert’Aria ha diffuso il seguente volantino:

Favour Nike Adekunle e Loveth Eward avevano poco più di vent’anni.

Erano africane, della Nigeria, e si prostituivano.

Nike l’hanno trovata morta bruciata, dalle parti di Misilmeri.

Loveth l’hanno trovata mezza nuda vicino a un cassonetto, in via Filippo Juvara.

A Palermo si vive e si muore così. Le ragazze nigeriane affrontano viaggi pericolosi e difficili per arrivare in Italia a causa delle leggi razziste che costringono gli immigrati alla clandestinità. In questo modo, mafiosi e trafficanti di esseri umani guadagnano un sacco di soldi sulla pelle di queste persone. Il viaggio della speranza costa tanto, troppo. Se non hai tutti i soldi subito, pagherai dopo. Per le ragazze il ricatto è questo, e i magnaccia – immigrati pure loro – le buttano in mezzo alla strada.

Le vediamo alla Favorita, in Via Lincoln, al Foro Italico. Ombre in minigonna, corpi dati in pasto a palermitani abbrutiti.

Nessuno ci fa caso e sono in molti a pensare che, in fondo, «una pulla è solo una pulla». Se batte è perché le piace o non sa fare altro. Un oggetto o un animale che, se lo ammazzi, nessuno ne sentirà la mancanza.

La morte violenta di Nike e Loveth dovrebbe svegliare ogni coscienza. Dietro la prostituzione delle donne immigrate c’è un universo di disperazione e sfruttamento che non è tollerabile. Oggi le ragazze nigeriane chiedono aiuto alle istituzioni e alla polizia. Dalla questura fanno sapere che la sicurezza delle prostitute non può essere confusa con la tolleranza della prostituzione. Insomma, le infami retate a caccia di clandestine non finiranno mai.

E allora tocca a ciascuno di noi contrastare la violenza e la schiavitù. Non è solo una questione di antirazzismo. Si tratta di ricostruire il rispetto per se stessi e per gli altri, la necessaria empatia nei confronti di ogni donna e di ogni uomo, specialmente se vive in una condizione di estremo disagio.

Non si può sopportare che due donne muoiano così, in questa o in qualunque altra città.

Bisogna assolutamente distruggere il dominio, le leggi razziste, lo sfruttamento della prostituzione, la mafia dei trafficanti. Bisogna assolutamente ricostruire la società su basi nuove e inconciliabili con la triste realtà che ci circonda, prima che non ci sia più niente da fare.

Individualità anarchiche

Gruppo Anarchico “Alfonso Failla” – FAI

c/o Spazio di Cultura Libert’Aria, via Lungarini, 23 – Palermo

Posted in Fem/Activism, Iniziative, Omicidi sociali, Pensatoio.


One Response

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  1. Giovanni says

    La rabbia nel sentire ciò è tanta e magari si scopre che a compiere questi gesti sono quelli che si fanno chiamare “uomini d’onore” termine assolutamente fuori luogo come certi politici che si fanno chiamare “onorevole”



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