12.10.09
Ci siamo: è arrivato lo spot patriottico
Dicevamo: lo spot non è solo un veicolo di sessismo. Non educa soltanto ai ruoli sociali così come potete vedere dalla deliziosa pubblicità della Calzedonia mostrata nel video. Ci sono certo gli spot in cui le bambine in fasce lavano già i piatti, quelli in cui i maschietti giocano a fare i pompieri, quelli in cui l'unico nostro scopo possibile è quello del matrimonio e della riproduzione. Nel caso di calzedonia l'azienda un paio di anni fa nel suo spot chiariva che sperava si trattasse sempre di una "femmina" e dunque di una futura cliente.
Ecco dunque spiegato con chiarezza il perchè una donna dovrebbe tendere alla vita etero-coniugale con conseguente gravidanza. Nascere, per Calzedonia, è un dovere per l'economia di mercato sempre affamata di consumatrici e operaie a basso costo.
Ma, per l'appunto, la pubblicità non è soltanto veicolo di sessismo. Il nuovo spot di Calzedonia si adegua ai tempi e celebra la passione patriottica continuando a mostrare sforbiciate di cosce agghindate dalle loro calze al suono di un "soave" inno di mameli interpretato da una donna.
Era già accaduto con la Lactacyd che veicolava un messaggio politico e di destra. Il detergente aveva suggerito un dato fasullo equivalente ad una percentuale di donne che secondo loro preferivano le ronde. Le ragazze dell'Onda avevano risposto sovvertendo il messaggio e realizzando il video che potete vedere sotto.
L'inno di Mameli in versione pubblicitaria è un dato nuovo, una conferma del clima in cui viviamo e non capiamo come questo concili con la vendita di calze giacchè le calze possono comprarle anche le donne straniere che quell'inno lì proprio non lo conoscono e forse non lo preferiscono.
Per la prossima volta suggeriamo "faccetta nera" con una visione d'insieme delle schiave negre raccoglitrici di cotone nell'america del sud. Efficace e chiaro. Ciascun@ al suo posto e mi raccomando: quando vedete il marchio calzedonia mano sul petto e scorreggia patriottica.
Ps: I piedi delle fasciste e dei fascisti quanto puzzeranno?
8 Comments on "Ci siamo: è arrivato lo spot patriottico" »
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Rosa said:
12/10/2009, at 09:03 [ Replica ]
Caspita sn disgustata! che spot fascista! :-( Gli spot toccano smepre + il fondo..
Rosa said:
12/10/2009, at 09:12 [ Replica ]
Mi ha fatto morire il post scriptum :D
iO nOn pOrtO il reggisenO said:
12/10/2009, at 09:14 [ Replica ]
..per la serie... produci consuma crepa
Serbilla said:
12/10/2009, at 15:16 [ Replica ]
E' uno spot ridicolo, schiava di roma..no schiava di un paio di calze, cioè io sono quelle calze, mi identifico con loro, ma chi è la mente geniale?
lisse74 said:
12/10/2009, at 23:51 [ Replica ]
ma poi c'è bisogno di scomodare l'inno nazionale per una pubblicità? A parte le implicazioni sottolineate nel blog (e che non avevo considerato), penso che l'inno nazionale dovrebbe essere un simbolo, un po' come il tricolore, banalizzarlo così mi pare una cosa indegna.
simona said:
13/10/2009, at 06:21 [ Replica ]
e basta pure con le foto di pance gravide, ormai necessarie per vendere tutto (infatti l'alternativa pubblicitaria è tra velina e donna incinta) e la retorica natalista, porcaccia la miseria!!
Diana said:
13/10/2009, at 07:55 [ Replica ]
Ma sarà calzedonia la fonte ispiratrice della retorica della carfagna?
kate said: sorelle d'italia
13/10/2009, at 08:19 [ Replica ]
Nella pubblicità ormai siamo ridotte solo a oggetti sessuali o incubatrici. la nostra funzione inizia e finisce lì.E la cosa peggiore e che coloro che sono i soggetti modello di donna (veline) aprono bocca solo ed unicamente (leggendo un gobbo)per difendere questa situazione.Mi sento svilita come essere umano pensante.Ora anche lo spot razzista che in primo luogo riduce il mondo femminile a due stereotipi :la giovane donna avvenente che si fa accompagnare sedendosi dietro al suo giovane uomo,come se non fossimo capaci di guidare,e la donna madre che accudisce la figlia.In seconda parte escude anche tutte quelle donne che vivono e lavorano in un paese straniero.Fortunatamente noi donne siamo altro. spero solo in qualche pubblicitaria illuminata che non veicoli + questo messaggio di una donna ristretta e parziale.