11.06.08
Quale futuro per i nostri uteri?
Il titolo ha il sapore di un convegno post reazionario ma il clima è quello e la gente di cui parliamo pure, dunque parliamone.
La Roccella, sottosegretario al Welfare con delega alla salute, dice che bisogna coinvolgere di più gli obiettori di coscienza nell’aspetto preventivo della 194. Io mi chiedo se da quel punto di vista non siano già coinvolti abbastanza perché in effetti li vedo già parecchio impegnati a fare ostruzionismo, a renderci la vita difficile, a far diventare tutta la “trafila” per arrivare all’interruzione di gravidanza addirittura una corsa ad ostacoli.
Già me li vedo questi medici chiamati ad impegnarsi “di più” a lastricare il nostro passaggio di chiodi lungo il tragitto tra le nostre case e i consultori. Se vi capita di farvi venire i tic nervosi dopo aver incontrato la santa donna che vi vuole convincere a non abortire perché “dopo” starete malissimo e un tal altro santo uomo che vuole indurvi a riflettere sul senso vero della vita, pensate che si tratta di poca cosa in confronto a quello che con “più” impegno i medici obiettori potrebbero fare.
Potrebbero tenere dei piccoli feti ornamentali sulla scrivania mentre ci dicono di seguire i loro consigli. Potrebbero fare il porta a porta per andare a parlare con i parenti delle donne che vogliono fare l’IVG. Potrebbero rinchiuderci in stanze buie ad ascoltare una voce che parla ininterrottamente e a vedere immagini che scorrono veloci mentre noi siamo costrette a stare con le pupille fisse avanti e le palpebre sempre aperte come fosse una “Arancia Meccanica” di rieducazione per donne disertrici della riproduzione della specie.
Potrebbero stuprarci a turno, lasciandoci gravide ogni volta e poi fissare un tetto di aborti possibili. Non più di due in tutta una vita. Al terzo spermatozoo che irrompe nell’utero: zac, diventa figlio della patria.
Potrebbero cambiare le targhette degli uffici ai quali dobbiamo rivolgerci per disorientarci e poi lanciare una caccia al tesoro con indovinelli divertenti. Nel frattempo qualcun altro può pensare ad abbassare il limite per l’IVG a quattro settimane. Neppure il tempo di accorgertene e di trovare la scrivania giusta che l’utero non è più tuo e non lo gestisci tu.
Insomma, le possibilità conseguenti ad un massiccio coinvolgimento dei medici obiettori sono davvero tante e sono certa che la Roccella le valuterà tutte.
Poi c’e’ questa storia del boom dell’uso delle "pillole del giorno dopo" tra le giovanissime. Così mi chiedo come sia possibile dato che è praticamente impossibile acquistarle senza fare una via crucis tra medici e farmacisti illegalmente obiettori. Però loro sfornano questi dati e si preoccupano del contagio di malattie trasmissibili.
Lo dice la sessuologia Graziottin del San Raffaele di Milano, perché dalla Roccella non c’e’ da sperare che consigli l’uso dei contraccettivi. Anzi ha già detto che li giudica un incentivo all’aborto e dunque fosse in lei li proibirebbe. La sessuologa invece tira fuori cifre che immagino riguardino la grande città o i pazienti di quell’ospedale [siamo in quella regione lombardia con un modello sanitario fatto di stupri, omicidi e truffe]. Poi se la prende con i genitori e di sguincio con la scuola perché non parlano di corretta contraccezione. Nessuna parola contro la cattiva influenza della chiesa e neppure contro quelle come la Roccella che di sicuro impediscono che in Italia si parli di educazione sessuale rivolta agli e alle adolescenti.
Infine abbiamo la ministra alle pari opportunità che forse desiderava stare al posto della prestigiacomo, al ministero per la famiglia, perché dice - tra le altre carfagnate - che vuole aiutare le famiglie a fare più figli, con sussidi, creazioni di asili sul modello francese.
Ed eccolo il modello francese - dagli asili insufficienti - ben riassunto dalle parole della scrittrice Corinne Maier nel suo “No Kid: quaranta ragioni per non avere figli”.
Parla della francia come campione di fecondità, dove la felicità viene descritta come fosse a “tiro di utero” e le politiche dello stato penalizzano i single e chiunque non possa o decida di non avere figli. Centoquarantasei pagine per dire che il modello francese è una gran cantonata e che le donne francesi non ne possono più. Un libro per de-moralizzare i potenziali genitori. Quaranta ragioni attraverso le quali spiega come funziona e a che serve la produzione di carne umana francese. Leggetelo, è una scrittura ironica e tagliente e questa donna di francia dice cose che le madri sanno bene. Se vi capita, consigliatelo alla carfagna e volendo anche alla roccella…
--->>>La foto viene da QUI



















