« Precedente | Successivo»

11.05.08

Lettera sul presente

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 12:20 :: 點閱次數 (445)

Care Femminismo a Sud,

ho visto che molte persone ultimamente si esprimono attraverso lettere inviate ai destinatari più impensabili. Rappresentanti del mondo glbt che scrivono a sindaci fascisti. Mogli che scrivono ai mariti. Quarantenni in piena crisi adolescenziale che riversano tutto il loro odio contro la madre sessantottina. Avanzi di partito che scrivono agli elettori che non hanno più. La lettera va di moda e fa anche notizia.

Mi sembrava così più coerente scrivere a delle destinatarie alle quali posso dire veramente quello che penso e posso raccontare come vedo io questi brutti anni.

Ogni tanto davvero penso di essermi addormentata e svegliata in un universo parallelo in cui i partigiani che fecero la resistenza vengono chiamati “bande partigiane comuniste” e a loro viene imputato di aver fucilato dei repubblichini la cui memoria si pretende di celebrare in pompa magna. Sarà che sono cresciuta con una nonna che aveva vista buona e una memoria di ferro ma vi giuro che mai e poi mai lei mi avrebbe mentito. Piuttosto mi raccontava di questi signori della repubblica di Salò che rubavano beni, cibo, ammazzavano uomini e qualche volta stupravano anche le donne. Che poi le donne in realtà le stupravano un po’ tutti, anche i partigiani e anche gli americani quando vennero a “liberarci”. Però i partigiani nei racconti di mia nonna erano i buoni e i repubblichini sempre i cattivi. Così non capisco come sia possibile che la storia si sia capovolta da un giorno all’altro.

Succede che un sindaco fascista copia da un sindaco comunista perché gli sono tanto piaciuti i provvedimenti contro i lavavetri e i mendicanti che lui ha fatto. E io tutto mi sarei aspettata meno che vedere che c’e’ un sindaco di sinistra più fascista di un fascista, talmente fascista che un fascista vero va a copiare da lui. Che a ben vedere quelle ordinanze se non ci fosse da piangere ci sarebbe da farsi tante grasse risate. Fino ai lavavetri ci arrivo ma quello che mi sfugge è la storia dei mendicanti distesi. Che poi vorrebbe dire che se stanno sdraiati intralciano e prendono la multa e se stanno in piedi invece va tutto bene. Voi l’avete mai sentita una cosa così scema? Io spero di no che altrimenti vorrebbe dire che ci sono amministratori anche più “creativi” di così. Sarebbe da farci una mostra: delle trovate più buffe degli amministratori, dei provvedimenti più liberticidi, delle ordinanze più fasciste. Sono sicura che la gara potrebbe riservare delle grandi sorprese.

Poi c’e’ quella storia del ragazzo assassinato a Verona, Nicola Tommasoli, che mi fa una rabbia infinita. E chi sta dentro la faccenda ne dice e ne fa di tutti i colori. Roba da uscirne pazzi. Un giorno dicono che l’hanno ammazzato in cinque e poi da cinque si accorciano a uno mentre tutti gli altri guardavano. Poi si misurano la potenza dei calci per capire qual’e’ stato praticamente quello che ha sfondato il cranio di Nicola e infine sembra tutta una faccenda teleguidata. Ma l’avete visto i primi giorni che è uscita la notizia? Sulle pagine dei giornali c’era questa foto di un bel ragazzo biondo e sorridente che tutto si poteva pensare meno che fosse uno degli assassini. Eppure quella foto era lì apposta a dire che quel bel ragazzo non poteva aver fatto mai una cosa così brutta. Che se uno vuole fare bella figura si sa, non si può scegliere la foto peggiore. Si tira fuori l’immagine di un ragazzetto perbene, di buona famiglia, lo si riveste di nuovo, e si lascia fare il resto ai giornali.

Voi lo sapete, vero, come funziona il mito lombrosiano? Ma si, quello che dice che la gente si giudica dai lineamenti del viso. Così ancora devono pensarla dalle parti di Verona perché insistono tanto proprio su quel punto: se un fanciullo ha un viso così carino come fa ad essere un assassino? Come dire che gli assassini sono tutti brutti e pelosi e non sorridono mai, e non amano, non hanno amici ne mogli ne figli. Solo mostri, come ci piace definirli, senza neppure un pizzico di umanità. Così, in questo pregiudizio reiterato, cosa può esserci di meglio se non quello di affidare la difesa all’aspetto di questi bei ragazzetti di provincia?

Poi, non so voi, ma io davvero qualche volta mi perdo il conto delle scemenze che sento in giro. Prima dicono che questi sono sbandati, poi che sono di Forza Nuova, poi che conoscono anche la banda veneta nazi del quartierino, poi invece spunta fuori che a dire che questi sono amici dei fascisti si rischia una querela e allora si scopre che l’avvocato difensore è proprio uno che si è candidato sindaco per Forza Nuova e che uno dei cinque si è candidato alle circoscrizionali sempre per lo stesso partito. Viene fuori anche che frequentano un bel po’ di ultrà della Hellas Verona. Ma ancora dicono che questi qui non sono di destra.

E io davvero non capisco. Quando avviene che uno può essere definito di destra? Quando un giovanotto può essere chiamato fascista? C’e’ qualcuno che ha una definizione di fascista precisa? Quando si può dire che un gesto è di chiara ispirazione fascista? Che ci sono persone che si muovono legittimate da una cultura fascista? No, perché altrimenti bisogna riscrivere tutto il dizionario e se le lamentele si basano sulla nuova storia che recupera i repubblichini e li fa diventare eroi allora stiamo freschi.

Mi chiedo allora come facciano i fascisti in genere a definire con assoluta certezza il comunista tipo. Cos’e’ la faccia da centro sociale? Quando un ragazzo può dirsi di sinistra? Quando può definirsi anarchico? Un ragazzo di diciotto anni che entra ed esce dai centri sociali – che non è legato a strutture di partito, ne’ si è mai candidato in nessun posto -  è politicamente connotato oppure no? Parliamone, perché magari scopriamo cose nuovissime e possiamo rimettere in discussione tutta una serie di pregiudizi che stanno dappertutto. Fino ad ora io però ho sentito di brutte speculazioni tutte nell’altro senso. Tutte a dire che lo scarabocchio sul muro della vicina l’ha fatto un comunista, che la pipi’ davanti alla porta di casa l’ha fatta sicuramente un cane comunista che appartiene ad un padrone comunista, che se uno si veste da operaio perché non c’ha una lira e anche la domenica si mette gli scarponi da lavoro è per forza comunista.

Tra noi che vediamo fascisti dove ci sono e si presentano anche con gesti inequivocabili e loro che vedono comunisti fantasmi anche dentro il cesso di casa c’e’ una bella differenza. Alla prova dei fatti bisognerebbe davvero capire chi tra i due merita una bella chiacchierata dallo psicologo.

Ve ne dico ancora: oggi ho letto che un uomo ha strangolato la moglie che lo voleva lasciare. E’ un italiano e la notizia sta in cronaca messa in un angolino invisibile perché se l’assassino o lo stupratore non è un immigrato non si dice. Dopodiché leggo che il papa ci assicura che la vita degna per una donna è quella in famiglia. Che è quello il nostro posto ed è in quel luogo che a coronamento del nostro “sogno d’amore” potremo avere tanti bei figli. Quello che dice il papa non è un auspicio ma una specie di ordine dato a tutta la comunità cattolica e quello che temo è che da ora in poi il governo di destra farà di tutto per eseguire fin nei minimi dettagli i suggerimenti del papa.

La storia non finisce qui: egli come sempre se la prende con i gay che sarebbero ora anche la causa della bassa natalità in Italia. E qui davvero io ci perdo il senno perché questa cosa mi fa impazzire. Ho un’amica lesbica che vorrebbe avere un figlio con la procreazione assistita ma la legge non glielo permette perché la possono usare solo le coppie etero e regolarmente sposate. Ho anche un amico gay che con il suo compagno vorrebbero adottare un bambino ma la legge non glielo permette perché i genitori di un bambino devono essere per forza un uomo e una donna, sposati, etero, regolari insomma. Poi ci sono io che non voglio avere figli perché sono in mezzo alla mia vita senza avere nessuna certezza e con un partner ancora più incerto di me e ogni volta che sbaglio qualcosa, o mi si buca il preservativo, o mi fallisce il contraccettivo ecco che spuntano tutti come i funghi a chiedermi di fare figli, anzi ad impormi di farli per forza.

Perciò mi chiedo e vi chiedo: la natalità è bassa perché ci sono questi gay cattivoni in giro o perché in questo stato i figli li devono e possono avere solo una certa categoria di esseri umani? Che poi in realtà i figli li fanno gli immigrati e a me sembra solo che si voglia custodire l’italianità, per questioni di purezza della razza, e si tema il superamento di presenze di religioni diverse in uno stato che indulge nel voler essere a tutti i costi a prevalenza cattolica. Voi dite che il papa ci rimarrebbe molto male se io faccio un figlio e non lo battezzo? Io dico di si e in ogni caso credo proprio che quando sarà il momento è proprio quello che farò.

Il papa continua ancora con i suoi moniti e ci invita a fare sesso solo per procreare, possibilmente senza preservativi, anticoncezionali, nessuna protezione. Ma dico, non gli è bastato lo scempio che il divieto dell’uso del preservativo ha fatto nella trasmissione dell’aids? Lo sa il papa oppure no che le malattie trasmissibili sono una cosa grave e che la vita umana che esiste è più importante dell’obiettivo che evidentemente si è posto lui. Quanti figli vuole entro l’anno? 100? 1000? 10000? Ce lo dica con chiarezza, almeno ci organizziamo senza stare lì a tirarcela per le lunghe con questa manfrina dei divieti sul sesso. Ma davvero crede che nel 2008 ci sia qualcuno che possa fare sesso solo per procreare? Ma se neppure i preti tengono l’attrezzo a posto, e sarebbe bene lo usassero nelle direzioni giuste invece che darlo in pasto alle bambine e ai bambini piccoli.

Comunque sia, mie care, io il sesso l’ho sempre fatto e continuerò a farlo e di certo non mi spaventano i richiami del papa ne’ le minacce dei fascisti che vanno in giro a presentare progetti di legge – come in liguria - per permettere ai farmacisti di praticare obiezione di coscienza. Come faccio a evitare di abortire se non mi è permesso andare a comprare contraccettivi?

Spero che la lettera vi sia piaciuta. Concludo, invitandovi a partecipare alla manifestazione che si terrà sabato 17 maggio a Verona, per ricordare Nicola e per ricordarci un po’ di noi, di chi siamo e di quale mondo vogliamo.

Con affetto
Una vostra lettrice

--->>>La foto è dell'artista Molly Lesher 

4 Comments on "Lettera sul presente" »

  1. alba said:

    12/05/2008, at 04:24 [ Replica ]

    carissima
    carissima

    GU!

  2. FikaSicula said:

    12/05/2008, at 10:26 [ Replica ]

    alba bella :)*
    ma che vuol dire GU!
    giuro che non l'ho capito :(
    un abbraccio

  3. alba said:

    12/05/2008, at 22:05 [ Replica ]

    gu è quando non ci sono parole
    per dire quanto si è vicini
    quanto si è compreso,
    quanto si stia vivendo attraverso un linguaggio impazzito
    ... e allora GU per dire son con te e vedo anche io come te
    ;)

  4. FikaSicula said:

    13/05/2008, at 01:00 [ Replica ]

    ho capito :)
    ma che lingua è :P
    comunque prendo appunti e imparo. con 'sto nuovi gerghi non si finisce mai di imparare.
    un bacione

Aggiungi un commento

Completa il form. Prima di pubblicare fai attenzione a ricopiare nell'apposito spazio le due parole (separate l'una dall'altra) che vedete più giù. Il commento sarà così pubblicato.

I commenti sono pubblicati in forma anonima dai visitatori, noi non ci assumiamo alcuna responsabilità per il loro contenuto.

Il tuo nome (required)

Argomento

Il tuo sito (se ne hai uno)

Your email address