25.04.08
La resistenza delle donne e le aggressioni fasciste
Che il 25 aprile dia fastidio ai fascisti è un fatto noto. Meno noto è che spesso attorno a questa data, come in altre occasioni dell'anno, quelli che celebrano la memoria della resistenza siano aggrediti. E' successo a Palermo. Pubblico sotto il comunicato che racconta di questa vicenda e a seguire potete leggere *La resistenza delle donne*, documento delle Malefimmine.
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La notte tra il 23 e il 24 aprile, intorno alle ore 01.00 un militante dei centri sociali, mentre stava attaccando dei manifesti riguardanti le manifestazioni del 25 aprile, è stato brutalmente assalito da un gruppo di 10 fascisti, nei pressi del liceo "cannizzaro" situato in via G.Alimondi. Più volte colpito a calci e pugni alla schiena ed alla testa. Quest'episodio denota il chiaro intento da parte delle destre, nuovamente al potere, di instaurare un clima di repressione nei confronti di chi giorno per giorno lotta per i diritti e per una società migliore.
*MAI PIÙ attacchi fascisti!!!, liberazione giorno per giorno nelle lotte sociali..
*ricordiamo che la manifestazione si terrà il 25 aprile a piazza Massimo alle ore 17.00, in seguito alla quale si terranno concerti dalle ore 21.00 a piazza Rivoluzione. in piazza saranno allestiti pannelli informativi, stand e mostre.*
PALERMO RESISTENTE
Aula "Carlo Giuliani" - Viale delle scienze - Facoltà di lettere e filosofia - Palermo
e-mails: aulacarlogiuliani@libero.it - universitarinlotta@yahoo.it - ask191pa@gmail.com - malefimmine@gmail.com
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La Resistenza Delle Donne
Il 25 aprile non è una ricorrenza né un giorno di memoria, ma uno di lotta contro le logiche del dominio, della sopraffazione, della supremazia del più forte sul più debole, del controllo. Il fascismo non è morto a piazzale Loreto, è concreto e si manifesta nella violenza dell’esercizio del potere.
A 63 anni da quei giorni, ahinoi, ci troviamo in balia di fascisti di palazzo, galoppini spietati e razzisti dichiarati che ogni giorno scelgono e prendono decisioni che, in primissima istanza, riguarderanno la nostra vita quotidiana.
Rivendichiamo il diritto al reddito garantito, a un lavoro dignitoso, ad una casa; pretendiamo di vivere senza angosce, di urlare le nostre esigenze, i nostri bisogni, i nostri pensieri, senza essere censurati, denunciati e processati.
Noi dobbiamo e possiamo sognare e reclamare un mondo migliore. La volontà di lottare per questo è ciò che ci guida, e se questa è sovversione siamo tutt@ sovversivi: credere di poter cambiare lo status quo è il primo passo verso la liberazione!
Nella società odierna le donne vivono sotto un doppio strato di censure, proibizionismo e controllo.
La liberazione della donna non riguarda esclusivamente la liberazione dai propri bisogni, ma anche un affrancamento da secoli di imposizioni culturali e sociali che ne hanno fatto uno strumento riproduttivo e/o un oggetto sessuale.
La famiglia è l’arma fondamentale di lesione dei nostri diritti e del nostro immaginario, non di rado una tortura, spesso strumento di morte.
Nei luoghi di lavoro ricopriamo esclusivamente incarichi base, e tendenzialmente i salari femminili sono inferiori a quelli maschili. Per non parlare poi di una segregazione professionale di genere che ancora oggi esiste.
Il lavoro precario, privo di diritti, è la massima forma di sfruttamento della classe lavoratrice, e non è una coincidenza che le impiegate per eccellenza dei call center siano proprio le donne!!!
Tanto più un lavoro è precario, instabile e tendenzialmente senza vincoli di orario, tanto più saranno le donne a esercitarlo, e questo perché la società odierna è strutturata perché siamo proprio noi a provvedere a tutti i compiti di cura, sollecitudine e riguardo della famiglia. Il welfare state italiano non ha mai previsto investimenti significativi in asili nido, scuole per l’infanzia o luoghi di sostegno per gli anziani. E’ sempre stata la donna a svolgere il doppio lavoro: uno domestico non retribuito e l’altro esterno alle mura domestiche mal retribuito.
Il 25 aprile ripartiamo da noi stesse, dai nostri piaceri e desideri, lottiamo per liberarci da tutti gli stereotipi che Chiese, religioni e Stati ci hanno imposto.
LIBERAZIONE dalla famiglia canonica, patriarcale ed eterosessuale;
LIBERAZIONE dalla maternità come vincolo e obiettivo;
LIBERAZIONE dal sistema economico-politico maschile.Partecipiamo direttamente alla vita politica, imponiamo le nostre volontà e i nostri bisogni a chi pensa di poter decidere per e su di noi.
RIAPPROPRIAMOCI di noi stesse, dei nostri corpi, delle nostre esigenze e dei nostri desideri.
Questa è la base della nostra RESISTENZA
Questo è nel 2008 il cammino verso la LIBERAZIONE.
VIVERE LIBERAMENTE NOI STESSE, LA NOSTRA AUTODETERMINAZIONE.
COLLETTIVO MALEFIMMINE
malefimmine@gmail.com - www.myspace.com/malefimmine - http://malefimmine.noblogs.org












alfacentauri said:
25/04/2008, at 02:28 [ Replica ]
vorrei sapere chi è quel cretino che puo' essere in favore della violenza sulle donne o su ogni altro essere vivente o vegetale.
a noi fascisti non importa niente di questa vecchia noiosa menata del 25 aprile perchè è una scusa per legittimare i comunisti piu' violenti.
FikaSicula said:
25/04/2008, at 03:12 [ Replica ]
noiosa menata? comunisti violenti?
voi fascisti dovreste studiare un po' di più la storia e togliervi un po' di bende dagli occhi.
quando mi racconterai con certezza che "voi fascisti" non picchiate mai le donne in casa, non le stuprate, e non le uccidete, quando la smetterete di aggredire e ammazzare compagni e di censurare ogni libero pensiero perchè per voi l'unica parola che conta è la vostra allora forse riusciremo a parlare...
fino ad allora però abbi il buon gusto di tacere perchè non tutti possono essere d'accordo con voi e non tutti gli spazi possono riverirvi con il saluto romano.
e per favore non inquinare più questo posto per legittimare i vostri "comportamenti violenti".