03.04.08
Poligamie pubbliche e private
Qualche notizia dal fronte della cultura laica: mentre ferrara si
spreca in offese sui tg nazionali e mistifica una protesta legittima,
di tante donne e uomini che a Bologna
hanno difeso l'autodeterminazione delle donne, tacciandola come
complicità con le "assassine" che interrompono le gravidanze, sappiamo
che in puglia
hanno annunciato la diffusione della pillola anticoncezionale gratuita
"per prevenire l'aborto". Ovviamente non per tutte: solo per quelle che
hanno un reddito bassissimo. Per la verità erano stati i ginecologi
italiani che avevano acconsentito alla proposta della ministra turco di
rendere il farmaco gratuito. L'unica regione a rispondere fino ad ora è
stata però la puglia.
Di questa notizia mi sommuove lo stomaco la maniera in cui la si offre. L'assessora pugliese al ramo dice esplicitamente che si tratta di prevenzione e io sarei anche d'accordo se non fosse che quello scandire in modo così chiaro, sillaba per sillaba, il termine pre-ven-zio-ne sa di campagna elettorale un po' progressista un po' no, un po' dalla parte delle donne e del concetto di "autodeterminazione" e un po' dalla parte dei movimentisti della vita con tutto il loro carico di moralismi e pregiudizi. Il coraggio non risiede nella rappresentanza istituzionale. Nulla di nuovo, dunque.
In una inchiesta si scopre improvvisamente che in italia si pratica soavemente la poligamia. Il taglio del pezzo è di descrizione e minimo approfondimento. Tra i commenti c'e' quello della presidentessa dell'associazione donne marocchine che è candidata nelle liste di centro-destra. La sua opinione si presta perfettamente alla retorica destrorsa sugli uomini stranieri tutti violenti e cattivi con le donne. Il suo piglio è di una che chiede soccorso agli uomini italiani così tanto civili che, dall'alto della loro moderna visione, pongono il solito nefasto ricatto: per salvarci dalle liete costrizioni cui ci sottoporrebbe la religione musulmana dovremmo produrre prole come tangente in cambio di una protezione sotto la tutela della chiesa cattolica.
Non difendo gli uomini che picchiano le donne, anzi. Ne' ho una opinione precisa sulla poligamia a parte il fatto che io credo non mi piacerebbe a meno di poter intrecciare una relazione sessuale con tutte le componenti del menage. Ironia a parte davvero non lo so e quello che so l'ho letto e in parte visto nei miei giri ad approfondimento della cultura araba. Da quelli ho tratto la visione di una complessità difficilmente semplificabile, nella quale l'unica cosa che mi sento di circoscrivere riguarda la competitività e l'aggressività femminile, in un nucleo dove le lotte per la conquista del potere sono infinite e dove la vita sembra tutt'altro che serena.
Eppure la serenità l'ho trovata negli occhi di M., anziana signora che ha trascorso un bel pezzo della sua vita in mezzo al deserto, che con naturalezza mi diceva di essere stata molto contenta quando il marito ha sposato S. "Io non potevo fare più tutto da sola" - mi raccontava, e si riferiva a questioni di letto di cui a lei non andava più di occuparsi con frequenza e alle faccende di casa che ora poteva delegare alla più giovane.
Il marito in fondo poteva anche essere giudicato un buon cristiano perchè si era tenuto una moglie sino a che non è stata in grado da sola di assolvere a tutti gli obblighi coniugali. Due mogli in un contesto in cui si può arrivare anche a numeri superiori non è tanto.
Mi chiedo: qual'e' la differenza tra il marito di M. ed S. e un uomo nostrano che ad un certo punto si fa l'amante e le paga affitto e spese trattandola come una squillo di lusso in esclusiva?
Ma il punto non è neppure questo. Il punto è che le donne che vivono assieme possono farsi del male e in nome della condivisione di un uomo possono diventare l'una la persecutrice dell'altra. Così in Marocco, dove la poligamia è ora fuorilegge, mi hanno raccontato che se la moglie più giovane si divertiva a scippare l'attenzione dell'uomo all'altra donna grazie all'avvenenza e a rinnovati amplessi, la più anziana era la padrona di casa e quindi quella che dava gli ordini sulle faccende da fare. Sono cose che non si dicono ma le donne più anziane si vendicavano sulle più giovani nei modi più brutti e la violenza arrivava ad esplicitarsi anche in forme evidenti con litigi, percosse, aggressioni.
Tutto era normalmente coperto dalla versione maschilista che vuole queste donne felici e perennemente soddisfatte della relazione che vivono. Dal mio punto di vista, nel rispetto più totale per la loro cultura che comunque non è la mia, bisognerebbe che indagassero sulle forme di relazione tra donne così compromesse da gelosie infide e cattiverie tanto da risultare nefaste. Questa cosa ad altri livelli va indagata anche da noi e quindi è una cosa rispetto alla quale ci accomuna la prospettiva di ricerca e azione. Per il resto credo che la loro evoluzione non possa certo passare attraverso forme di occidentalizzazione o cristianizzazione ma di sicuro hanno un bel po' di cultura patriarcale da lasciarsi indietro. La loro opinione sulle donne infatti è generalmente sessista, priva di una prospettiva laica e molte donne parlano di figli e rispetto per il marito come se si trattasse di una cosa normalissima. Ovvero: se le donne migranti potessero votare credo sia più che possibile che darebbero un voto a destra.
L'altra notizia è una chiacchiera da propaganda elettorale. Semplice pettegolezzo che qui, regno del gossip intellettual-sinistrorso-impegnato, non possiamo trascurare. Qualcuno ha detto che i gay non sarebbero adatti a fare i soldati e grillini si è molto risentito. A me verrebbe da dire ma chissenefrega. Però mi chiedo: ma che cavolo gliene frega ai gay di diventare militari?
E' mai possibile che il concetto di pari opportunità debba essere sempre tristemente celebrato per legittimare comportamenti sociali gravissimi di cui potremmo benissimo fare a meno?
Secondo voi il fatto che le donne siano state accettate tra i militari è un segno di emancipazione e di progresso? Cosa me ne frega a me di avere pari opportunità in contesti in cui la gente è addestrata per uccidere, annientare, anzi "annichilire" l'avversario sia esso donna, uomo o bambino?
Ma piuttosto mi piacerebbe che la figura del soldato non esistesse proprio e che si mettesse fine alle guerre. Invece mi ritrovo a leggere di polemiche che da un lato ripropongono quella vecchia, fascista, intatta omofobia e dall'altro una richiesta di integrazione anche nei contesti in cui non bisognerebbe esigere di avere accesso.
Lo so cosa risponderebbe grillini: che prima bisogna stabilire che tutti i luoghi sono aperti a tutti e poi si può ragionare di libertà di scelta in rapporto alle professioni da fare. Che il rifiuto alla possibilità d'accesso nella carriera militare per i gay è spinto da quell'antico pregiudizio che dice che un gay sarebbe un individuo viscido e un po' perverso che se ti vede a culo scoperto ti inchiappetta. Un pregiudizio che va contrastato, certo. Cazzate omofobe da militari che devono tenere alto l'onore della patria e della propria maschia virilità. Però io comunque non capisco e dal mio punto di vista le critiche che pongo partono da un livello sul quale forse bisognerebbe portare la discussione, giusto per non stare sempre a dirci idiozie addosso.
Per portare avanti le mie rivendicazioni femministe devo spingermi sino a pretendere di avere accesso, che so, nell'equipe di costruzione di un'arma nucleare?
Lo so: l'inclinazione sessuale non c'entra nulla con quello che poi si sa o si vuole fare e non posso mettermi a idealizzare i gay che tra loro si dividono in persone reazionarie, spesso misogine e fasciste e altre volte laiche e di sinistra (che può essere la sinistra alla veltroni o quella più radicale). Trattasi di persone, diverse tra loro, come tutt*, dalle quali non si possono accettare spinte culturali regressive se non in maniera critica proprio come faremmo con tutt*.
Tutt* noi possiamo ancora scegliere cosa pretendere e cosa no e per la comunità gay mi pare oltremodo paradossale la pretesa di accedere a luoghi fatti di cameratismo, machismo, nonnismo, violenza, molestia, mobbing, persino stupri ai danni delle donne, da quando queste sono diventate soldatesse. Ad un mondo così io direi semplicemente; no, grazie. Non ci interessa!
--->>>La foto è dell'artista Yans Mjolk





























nto said:
03/04/2008, at 10:42 [ Replica ]
riguardo alla poligamia e alle divergenze religiose, consiglio di scaricarvi "l'Orlando" di sergio endrigo...la trovate nel mulo. una canzone molto bella anche per far capire tante cose ai bambini (endrigo ha collaborato spesso con rodari)
FikaSicula said:
03/04/2008, at 10:45 [ Replica ]
ehi nto :)*
che vuol dire che la troviamo nel mulo? in che mulo? comunque la cerco.
bacioni
nto said:
03/04/2008, at 22:29 [ Replica ]
ah...scusa
il mulo inteso come emule o amule, il programma di p2p
hama kitama said:
04/04/2008, at 06:44 [ Replica ]
non credo che ogni singolo omosessuale si riconosca in una 'comunità gay', così come continuo a non credere che in nome della differenza culturale io debba paradossalmente accettare che non si accetti il mio punto di vista, in poche parole che non mi si riconosca.
perché quando si parla di poligamia - in nome della cultura - è sottinteso che si tratta di un uomo e più donne.
parlare di poliandria è impensabile.
e il fatto che io non abbia alcuna intenzione di sposare più uomini, non vuol dire che non apprezzerei che si riconoscesse questo diritto, anche se fosse una richiesta avanzata solo da tre persone in tutto il mondo (ma sono di più).
Lory said:
04/04/2008, at 11:13 [ Replica ]
"qual'e' la differenza tra il marito di M. ed S. e un uomo nostrano che ad un certo punto si fa l'amante e le paga affitto e spese trattandola come una squillo di lusso in esclusiva?"
L'amante squillo di lusso lo può piantare quando gli pare e piace.
La 1° o 2° etc... moglie che sia no, perché non possono divorziare, e il matrimonio è l'unica garanzia di susistenza, neanche mai certa (possono essere "ripudiate").
Oltralpe a quanto pare le famiglie poligame sono stimate a 28 000. In Italia si può suppore un pò meno della metà.
blazar said: Società guerriere
08/04/2008, at 04:17 [ Replica ]
Incidentalmente, è un dato storico di fatto che nelle società più guerriere e militarizzate esistite in ogni parte del mondo, l'omosessualità spesso è stata assai diffusa e financo incoraggiata. Leggasi e.g. l'Hagakure. (Shudo.)