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14.03.08

Lettera ad una donna moderata

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 02:15 :: 點閱次數 (752)

Cara donna moderata di centro/sinistra, centro/destra e di destra, mi confronto spesso con donne che stanno dalla mia stessa parte e ti giuro che volendo approfondire potrei descriverti mille differenze che creano tensioni, incomprensioni, rotture. Sono conflitti che mi piace affrontare in maniera chiara perché le ambiguità non appartengono alla mia natura e perché mentre crescevo tutti dicevano che ci sono cose che si possono dire e altre che bisogna tacere. Le ragioni di opportunità variavano di volta in volta ma la mia reazione era sempre la stessa: dicevo tutto, senza riserve, rifiutandomi di operare rimozioni o di essere responsabile di gravi omissioni.

Così parlo anche a te che mi sei nemica perché mi piace chiarire come mai reputo giusto prendere le distanze da te e perché tuttavia c’e’ sempre qualcosa di sospeso che vorrei riacchiappare così come si tenta di ricucire lo strappo tra me e le altre mie donne, vecchie di altre generazioni, che amo profondamente perché appartengono alla mia carne e al mio sangue ma le odio visceralmente perché hanno taciuto, mi hanno messa in condizione di dover operare scelte pesanti e di dover assumermi tutta la responsabilità di tranciare relazioni che costituivano un grave ostacolo all’affermazione della mia coraggiosa coerenza.

Tu vivi il mio stesso secolo e di sicuro non sei una sciocca. Farti passare come tale non mi fa gioco perché annulla la dimensione di complessità che mi è cara e che mi serve per continuare a frantumare la mia vita tra mille differenze. Tuttavia hai delle furbizie strane e in parte credo che ti servi di me.

Ti nascondi in dimensioni del potere cui attingi per crearti o conservare posizioni di privilegio e hai appreso dell’arte della diplomazia quella che per il nostro sesso e per la cultura che ci ha costrette a restare subordinate è diventata l’arte del far fruttare meglio il poco che ci viene concesso.

Ma non è umiliante dover sempre essere lì a compiacere uomini della tua area di partito per poter avere accesso ad una qualunque postazione di comando? Non è grave e pesante da sostenere il fardello della mancata realizzazione di sogni e bisogni frantumati sulla linea di passaggio di uomini che ti hanno lasciato regole da seguire e ordini cui obbedire che mai riuscirai a modificare?

Mi piacerebbe sapere quanto ti fa comodo che io rimanga qui fuori a non prendermi neppure un centesimo dei tuoi vantaggi mentre scardino sistemi culturali e scavo con le unghie passaggi in zone fatte di pietra dura che tu mi permetti di sfondare a patto che alla fine io dichiari che sei stata tu a fare quel buco, a ferire quella barriera, a raccogliere il sangue che c’e’ voluto per ogni centimetro esploso sotto i colpi spinti dalla rabbia e dall’istinto di sopravvivenza. Se io non mi presto al tuo giochino tu tappi il buco e io devo ricominciare da capo.

Chi ha deciso quali sono i tempi per la nostra crescita culturale e quali no? Chi decide se è ancora tempo di sopportare umiliazioni e mortificazioni oppure no? Tu sai bene di chi parlo e sai anche che non ti conviene farmi tacere a lungo. Sono io che tengo i tuoi spazi aperti.

A me tocca di assistere le tue figlie mentre lamentano una dimensione sessuale offensiva e inutile. A me tocca di doverle ascoltare mentre mi dicono che l’uomo della chiesa accanto le ha malmenate, stuprate, fatte a pezzi e poi le ha lasciate lì con una insicurezza e un senso di colpa che solo un uomo di quella specie può instillare. A me tocca ristabilire un criterio corretto che misura la nostra diversità che non sta nelle ideologie ma nei soldi che abbiamo in tasca. Perché se tu rischi di restare incinta sai bene a quale medico facoltoso, amico, compiacente rivolgerti. Hai di sicuro un amico che ti passa sottobanco la pillola del giorno dopo o persino la RU486 che ti ha fatto arrivare per corrispondenza. Perché se tu hai deciso di abortire non hai bisogno di consultori o ospedali pubblici che ti garantiscano assistenza gratuita. Per te sono aperte le porte delle cliniche private o c'e' sempre un "Ermanno Rossi" pronto a servirti. Tu proteggi la tua reputazione nascondendo una verità che trasformi in bugia. E quella bugia poi me la vieni a ributtare addosso, in pubblico,  per continuare nella tua finzione. Per continuare ad avere accesso alla tua vita di sempre, alla tua dimensione conveniente, alla tua corruzione serena e alla tua compromessa quiete.

Per le tue povere figlie la storia è un po’ diversa. Non hanno amici da cui andare e non sempre riescono a tirarsi fuori da un aborto grazie all’amicizia di un medico obiettore in pubblico e praticante l’IVG in privato.

Il consultorio e l’aborto gratuito per tutte, la contraccezione e l’educazione sessuale nelle scuole garantisce a queste figlie di poter sentire pienamente la dimensione del proprio corpo, quello che tu vendi in nome dei tuoi privilegi, quello a cui tu rinunci in nome delle convenzioni sociali.

Il nostro mondo, mia cara, non è fatto di povere e cattive ragazze e di donne piene di sani principi. Siamo tutte uguali perché una volta o l’altra le gambe ci troviamo ad aprirle tutte e vuoi o non vuoi ci capita di dover avere a che fare con la nostra scarsa conoscenza del corpo, con il nostro disagio nel vivere una dimensione sessuale che non ci appartiene, con una gravidanza indesiderata o desiderabile.

Sarà di sicuro capitato anche a te, anche se non sei più una monaca e non resti vergine fino al matrimonio. Quella modernità, la conquista di una dimensione sessuale migliore, se ce l’hai, la devi a me. La vita stessa delle tue figlie che volevano abortire e a cui io ho dedicato luoghi che le facessero sopravvivere a quella scelta la devi a me. Mi devi molto e io lo so bene che speri tanto che io non smetta di parlare, urlare, manifestare perché altrimenti tu rimarresti condannata dentro la tua bella prigione e non ci sarebbe più nessuna a tirarti fuori.

Mettiamola cosi, cara amica, se io da domani mi metto in sciopero di militanza femminista e chiudono tutti i consultori e cancellano la 194 e per abortire ti mandano da macellai che possono ucciderti e ti impediscono di usare la contraccezione e di pretendere almeno un orgasmo quando vai a letto con qualcuno o di andare a letto con qualcuno se non per finalità riproduttive e ti costringono a fare tanti figli per quanti rapporti sessuali avrai e poi ti lasceranno morire del tuo parto doloroso e infine non potrai neppure più scegliere la persona da amare e con la quale dividere il tuo letto e la tua vita…

Dicevo… se io da domani mi metto in sciopero di militanza femminista: tu, che fai?

7 Comments on "Lettera ad una donna moderata" »

  1. bimbovic said: Brutta fine

    14/03/2008, at 02:43 [ Replica ]

    Se tu da domani ti metti in sciopero,
    torniamo al medioevo,
    e i politici maschi le daranno un bel calcio in culo. Alla donna moderata, che sarà loro inutile.
    Brutta fine.

  2. Crocco1830 said:

    14/03/2008, at 03:51 [ Replica ]

    Se ti metti in sciopero, sarà il ritorno ad una socità patriarcale, protetta da una pace sociale forzata.

  3. Andre said:

    14/03/2008, at 04:39 [ Replica ]

    è buffo constatare che, con le dovute modifiche di alcuni periodi e con qualche adattamento, questa lettera potrebbe benissimo scriverla qualche omosessuale militante, ipotizzando di smettere all'improvviso di militare...
    tutti noi gay, ed anche quelli che nonostante le evidenze appoggiano il centro-destra di questo paese, faremmo forse una fine addirittura peggiore della "donna" a cui è idealmente indirizzata questa lettera

  4. FikaSicula said:

    14/03/2008, at 04:56 [ Replica ]

    andre,
    infatti un gay, una lesbica o un trans hanno la stessa esatta funzione sociale. ciascun militante se si mettesse in sciopero costringerebbe l'area moderata a tirare fuori un, chiamiamolo, estremismo che per ora tiene comodamente nascosto per convenienza. perchè altrimenti rimarrebbero schiacciati sotto il peso della loro "moderazione".

    bimbovic e crocco: si, si torna al medioevo e la pace sociale sarà ottenuta a costo di grandi schiavitù come avviene in gran parte del mondo. però ogni tanto penso che un vulcano che dorme quando si risveglia trascina il mondo intero con se'...
    al momento noi siamo piccole eruzioni, minuscole e continue colate laviche che tengono all'erta chi ci vuole male e che possono essere usate per spaventare la gente... come si fa nella strategia della tensione.

    siamo ammortizzatori sociali. siamo forse funzionali... ma a noi chi ci ammortizza?

  5. Barbara said:

    14/03/2008, at 08:38 [ Replica ]

    Io lo farei un po' di sciopero, è un periodo talmente teso che a Bologna gli attacchi arrivano da ogni dove e non si sa più come schivarli...
    Dalla Digos, dalla Curia, dai farmacisti, dalle donne moderate, dalle donne non moderate, da chi pretende di definire femminismi buoni e femminismi cattivi, da chi vuole lacerare il movimento delle donne perchè ritiene che sia troppo moderato, da chi lo vuole lacerare perchè pensa sia troppo estremista. Una cosa è sicura...il territorio è sommosso ma le scosse d'assestamento si fanno sempre più violente.
    Un abbraccio.
    Sei bravissima.

  6. imPrecario said:

    14/03/2008, at 09:25 [ Replica ]

    Cacchio sta donna moderata.... quanto te le fa girare!!! che ne dici di "il moderato" dei Biscazulu come colonna sonora?

  7. alba said:

    14/03/2008, at 22:29 [ Replica ]

    come le chiamava la V. Solinas?
    le figlie di papà?