05.03.08
Storie italiane: ovuli, palle, sputtanamenti e nuove schiavitù!
Qualche giorno fa, durante un telegiornale della rai (due) hanno buttato lì una notiziola che spacciavano per un nuovo traguardo della ricerca scientifica. Parlavano della diagnosi preimpianto (nel caso della procreazione medicalmente assistita) addirittura prima che l'ovulo e lo spermatozoo generassero l'embrione. La teoria parla di esame sull'ovulo attraverso il quale si potrebbe definire se c'e' un rischio di trasmissione della talassemia oppure no. Hanno parlato solo di "ovulo" dando a vedere, come si faceva decine di anni fa, che sono le donne responsabili della trasmissione di malattie e giammai gli uomini.
Curiosa e fremente di verificare la veridicità di una notizia tanto sessista ho cercato un po' e ho trovato un bell'articolo (bello si fa per dire...) sull'avvenire che risale a tre anni fa - segno che queste belle notizie si tengono in caldo e si ritirano fuori ogni volta che serve - in cui si insiste sulla possibilità di evitare la diagnosi preimpianto sull'embrione ma estende questa possibilità anche alla selezione degli spermatozoi. Rincuorata di tanta "parità" e tristemente incafonita per la versione del tg2, mi sono chiesta: ma come immaginano questi signori che possa avvenire una selezione degli ovuli se secondo la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita una donna che produce ad esempio 9 ovuli se ne vede buttare via 6 perchè c'e' il divieto di congelamento e di sperimentazione (quindi non si potrebbe neppure esaminarli?) e se ne deve fare concepire e impiantare per forza 3 sul cui numero non è possibile contrattare anche se tutti e tre sono portatori di malattie?
Per loro è una roba da matematica delle scuole elementari. Come se da bravi geometri con un diploma preso per corrispondenza avessero fatto dei calcoli sul pallottoliere per decidere quante palle stanno nello spazio di un utero e quanta produzione monocellulare possono buttare nel cesso senza consentire il congelamento. Tutte misure che sicuramente avrà comunicato loro il divino nei sogni. Perchè c'e' chi sogna i numeri da giocare al gioco del lotto e c'e' chi ha scambiato gli ovuli per biglie di proprietà del clero.
In spagna la musica è un po' diversa infatti "Se il partito di Zapatero vincerà le elezioni del 9 marzo, una delle prime iniziative del governo sarà di impedire che l'"obiezione di coscienza" dei medici possa ostacolare la piena applicazione della legge sull'interruzione di gravidanza. Lo ha annunciato Bernat Soria, ministro socialista della Sanità del precedente governo, denunciando anche il fatto che molti medici obiettori nel settore pubblico praticano l'aborto in privato. Il ministero della Sanità creerà un "registro degli obiettori" in base al quale, prima di assegnare incarichi nel settore pubblico che riguardano gli interventi abortivi, le strutture sanitarie potranno avere la sicurezza di fornire le prestazioni sanitarie previste. Soria ha anche sottolineato la necessità di regolare i tempi massimi delle liste di attesa per l'aborto su tutto il territorio nazionale, introducendo penalizzazioni per i ritardi. Un altro decreto proteggerà la "confidenzialità e intimità" delle donne che abortiscono e la "sicurezza giuridica" dei medici che le assistono." [la notizia viene da QUI e QUI]
In italia
invece come ben saprete siamo sempre più vicini al medioevo e dato che stiamo per viverci l'otto marzo nella maniera più costruttiva e
autonoma possibile, i maggiori quotidiani non trovano di meglio che
pubblicare in prima pagina la notizia di un signore cui la donna ha staccato un testicolo.
La cosa che mi fa senso non è tanto la notizia in se' che rivela un
dato comunque ovvio per chi guarda alle relazioni tra sessi senza
ideologismi e con un minimo di realismo. Mi fa senso il titolone
"Orrore a genova etc etc... uomo castrato etc etc" che rivela un
sensazionalismo che mai è stato utilizzato neppure nei peggiori episodi
di squartamento dei corpi femminili.
Avete mai letto voi "orrore a brescia - per esempio - strappato via capezzolo"? oppure: "orrore a palermo... sfondato lo sfintere"? oppure "orrore a napoli...massacrato il retto, la vagina e rovinata a vita la cervice uterina"? Immagino di no. Perchè la tendenza splatter, forse, rispetto alle donne è già codificata nella comunicazione come messaggio da snuff movies. Per le donne oramai è abituale l'uso di sinonimi, eufemismi, messaggi edulcorati che sono fatti apposta per non shokkare chi legge. Come non sentirsi turbati dalla descrizione dettagliata di quello che un uomo può fare ad una donna quando decide di farla a pezzi? Noi stesse, le donne, le femministe, abbiamo difficoltà a chiamare le ferite, le violenze con altri nomi, quasi a sottrarli al piacere sadico di chi gode di fronte a simili particolari e nello stesso tempo operiamo una censura che anestetizza l'emergenza, che tranquillizza la mente delle persone per le quali una violenza resta quella che gli uomini vogliono comunicare che sia: qualcosa alla quale tutto sommato si sopravvive e per cui spesso si può dire che le donne se la cercano perchè a loro piace.
Invece per gli uomini la sensibilità è al limite. Si toccano le corde della commozione, dell'indignazione per un testicolo strappato. Come se simbolicamente l'atto del "togliere" o "perdere" qualcosa fosse più adeguato da attribuire a chi ha escrescenze e non a chi è munito di cavità. Non possiamo certo dimenticare che siamo in una società basata sul potere delle "palle". Un sedicente mistificato potere inteso di procreazione, di rappresentazione della potenza e della forza, con tutte quelle frasi che delineano la struttura pallesca a partire dagli elementi che la compongono. Le palle possono infatti essere di ferro, di piombo, di pietra. Immaginario che si sfracella un pochino con la fragilità mostrata a causa di un morso. Ricordo quanto la Bobbit diventò leggendaria perchè in se' evocava per gli uomini la paura più paura di tutte: che gli strappassero le palle. Non sto sminuendo l'accaduto. Una palla è pur sempre una palla. In un'epoca in cui si decide di seppellire persino una monocellula, volete che non si faccia un degno funerale ad una signora palla che ha perso la vita da eroina?
Davvero, ma di fronte a tante donne morte, fatte a pezzi, sfondate, tranciate, torturate, scusatemi se non mi viene da commuovermi neppure un po'. Non perchè penso che quell'uomo lì si è meritato che gli si staccasse una palla ma solo perchè la mia solidarietà e il mio interesse per il destino delle palle maschili è andato via via scemando per ogni donna della quale ho registrato la morte, per ogni lesbica della quale ho raccontato lo stupro.
Perchè la cultura di violenza appartiene a tutti: donne e uomini. Non lo nego e anzi lo sottolineo perchè sia definitivamente defunta l'immagine della donna angelo, madonna e regina del focolare che però non può essere sostituita da quella della donna diavolo, strega cattiva che passa il tempo a staccare le palle agli uomini. Sarebbe un nuovo tipo di serial killer: la pallicida!
Le donne - non come entità astratta o concettuale - sono persone alle quali va riconosciuto il diritto di poter mostrare rabbia e aggressività. Come per gli uomini, no? Perchè delle donne ci sorprende e degli uomini no? Pensateci...
Ci stiamo prendendo il diritto ad essere incazzate e a poter mostrare quanto siamo imperfette. Se non ce lo lasciate fare e ci ricacciate in ruoli che non ci somigliano non fate un regalo a nessuno. Lo dico ai maestri della comunicazione mainstreming che insistono con l'ignorare e perpetuare un modello che a voler essere buoni si ispira proprio alla santissima Laura del petrarca.
La notizia
seguente invece parla del solito ricatto maschile: "tu mi lasci e io
mostro al mondo quanto sei puttana". Un "lui" lo ha fatto attraverso la diffusione di foto ose' su internet
della sua ex. Ha sputtanato la donna negli ambienti di studio, tra gli
amici, i conoscenti. Perchè il metodo in fondo è lo stesso. Una donna
che lascia un uomo viene uccisa fisicamente o socialmente. La finalità
è la stessa: l'uomo vuole distruggerla. Come mai su questa notizia
nessuno ha titolato "Orrore etc etc..."? Come mai il quotidiano che
linko indulge così soavemente nella descrizione delle foto
sottintendendo che la donna le avrebbe fatte, ne era al corrente e
quindi l'unico problema è che l'uomo le ha "solamente" divulgate? Mettiamoci d'accordo, car* giornalist*: la donna per voi è un po'
puttana o no? Avete forse sposato la tesi dell'avvocata del tipo che sottolinea la puttanaggine della donna? Come mai è stato riconosciuto un risarcimento a compensare l'onore trafitto dei familiari della donna? A quale epoca siete bloccati, di grazia?
Rispetto all'uso dell'immagine del corpo femminile, per attribuirgli ruoli e funzioni codificati dal patriarcato, in generale nessuno comunque può dirsi esente e dunque faccio mia la riflessione di Ombra che segnala come la pop art abbia trovato una "soluzione" artistica che definisce il sessismo nella comunicazione senza censurarlo e anzi facendolo diventare strumento di espressione artistica.
L'ultima notizia riguarda invece la storia di una donna che lavorava all'Esselunga di Via Papiniano a Milano. Non le è stato permesso di allontanarsi dal suo posto di lavoro per fare pipì e lei si è pisciata addosso. Lei ha denunciato questa tristissima faccenda e dato che molti e molte l'hanno comunicata e conosciuta allora l'Esselunga ha deciso di sporgere querela perchè ne avrebbe ricevuto un danno di immagine. Una amica di rete, a commento, dice: "Ah beh poverini! Invece chissà come è contenta lei: tutta l'italia sa che si è dovuta pisciare addosso, oltre che tutto il resto..."
Per chi volesse aggirarsi
assieme alle altre "Oke inkazzate" nei pressi dell'esselunga di via
papiniano, sappiate che per l'otto marzo - oltre alla mobilitazione milanese dalle 14.30 a Largo Cairoli a cura della rete regionale lombarda per l'autodeterminazione delle donne, alle ore 15.00 le Maistat@zitt@
e il collettivo Ri-belle hanno destinato a quella tappa una attenzione
"autodeterminata" (l'altra loro iniziativa è alle 9.30 del 5 marzo
davanti l'ospedale Macedonio Melloni). Starnazzate forte, mi raccomando! :)
--->>>La prima immagine "Motherchild" è dell'artista Joel Peter Witkin
--->>>La terza immagine è di Mel Ramos a proposito di nudo femminile e pop-art













Francesco said:
05/03/2008, at 14:59 [ Replica ]
A te può pure non commuovere, ma io è tutto il giorno che sento il bisogno di andare continuamente in bagno per tastarmele e trarre conforto dalla loro presenza. :(
Comunque è la vecchia storia dell'uomo che morde il cane che fa notizia.
13245124 casi di violenza di uomini su donne non fanno notizia, 1 caso di violenza di donna su uomo, invece, sì.
Tuttavia credo che quello che faccia notizia non sia il sesso della vittima, ma quello del* carnefice: casi di aggressioni fatte da uomini su altri uomini sono altrettanto ignorati di quelle fatte da uomini sulle donne (forse anche più ignorati).
Viceversa, casi di donne che subiscono un'aggressione da parte di altre donne finiscono subito in prima pagina sotto il titolo "gang al femminile" (dando quindi per scontato che la gang tout court sia tutta e solo al maschile).
In generale sono d'accordo sulla tua analisi che l'eccezionalità di questa notizia deriva dal fatto che la donna viene ancora catalogata come "santa o puttana", invece che vederla come persona (e quindi con gli stessi pregi e difetti E DIRITTI delle altre persone, cioè degli uomini).
Però è una schematizzazione in cui cascano spesso anche alcune persone che, in teoria, dovrebbero essere femministe (vedi il caso della presidente dell'UDI che parlava di comportamento non consono alle donne riferendosi).
La Spagna lasciamola sta'... siamo in campagna elettorale e se faccio un confronto tra quello che abbiamo noi e quello che hanno loro mi viene l'ulcera.
Emanuele said:
06/03/2008, at 05:50 [ Replica ]
quoto Francesco
Emanuele