23.02.08
Sicilia: quando la candidata è *donna*
Perchè c'e' donna e donna... La Sicilia sembra una bella panetteria. Si sfornano nomi per un
ulteriore futuro di incertezze. I candidati saranno due? Forse tre? A
sinistra c'e' la sempre verde Finocchiaro, recentemente accomunata alla binetti da intenti distorsivi della discussione sulla applicazione della 194. Ex comunista per tutti i
gusti, ex femminista di un tempo lontano, ex sostenitrice della giunta
catanese Bianco, ex...
Lei è una moderatona di quelle che piacciono tanto a Veltroni il quale in questi giorni si sbilancia fino ad affermare che "le minoranze frenano il nuovo". Ovviamente, mentre gioca a fare l'Obama bianco della situazione, si riferisce ai partiti di sinistra. La Borsellino si era autocandidata dando per scontato che tutti si sarebbero dichiarati d'accordo. La sua candidatura l'hanno trombata sul nascere.
Lei evidentemente non lo sa che in Sicilia i simboli antimafia si "usano" e si bruciano nel tempo di una stagione. Dopodichè finisce che si devono "normalizzare". O stanno dentro i partiti a dar lustro ai politici sopraffini che si nascondono dietro i simboli antimafia per mestiere oppure vengono macinati dalla macchina burocratica della politica "reale", quella che se ne strafotte della lotta alla mafia e che "usa" le Borsellino come cavalli di troia per arrivare piu' lontano.
A destra c'e' un balletto che se non fosse che ci si gioca ad una partita a poker con bluff da ridere il futuro della Sicilia risulterebbe persino divertente. Cuffaro detronizzato vuole tronizzare un uomo che abbia altrettanto fascino e charme: Raffaele Lombardo risponde a quei criteri. Sufficientemente siculo, con sguardo sempre innocente, con il piglio sicuro di uno che se lo mandi a fare la spesa ricorda tutta la lista a memoria, con quel capello un po' così che c'e' e non c'e' ma non importa. Forza Italia siciliana si è riscoperta un animo antimafioso e legalitario. Il garantismo va bene solo per quelli che hanno processi in corso la cui natura è riconducibile al piano politico. Sarei curiosa di sapere cosa è il "piano politico" per loro. Miccichè ha giocato a fare braccio di ferro con Cuffaro. Per scherzo, così, hanno scommesso a chi piscia più lontano.
La novità del giorno è che a guidare la truppa di centro destra o solo quella di Forza Italia dovrebbe essere la Prestigiacomo e qui comincio a ridere davvero. Lei rappresenta l'ideale di donna in politica del popolo per la libertà. Di bell'aspetto, come quell'altra Simona Vicari, già deputata regionale all'Ars e firmataria del disegno di legge sulla sepoltura dei feti siciliani, perfetta nei primi e anche nei secondi piani, con lo sguardo furbino e addestrata a sostenere una comunicazione con l'avversario senza mai alzare il tono della voce. Lei è sinuosa e affascinante come un bel serpente esotico.
Come si difenderà dai marpionazzi che la circonderanno per spolpare quello che resta della trinacria? Lo sa o no che fare il presidente della regione siciliana è un ruolo che se non lo fai bene ti costa anche la vita? Ma si, certo che lo sa. Come potrebbe non saperlo. E lei sarà perfettamente in grado di sostenere le trattative con le aziende foraggiate fino all'altro ieri. Dai governi di centro destra infatti dipendono gran parte degli appalti dati in Sicilia alla Calcestruzzi Spa, il cui amministratore delegato è stato arrestato qualche settimana fa anche per aver agevolato l'attività di cosa nostra.
La grossa impresa edile viene dritta dritta da Bergamo e in Sicilia ha fatto grossi affari. Secondo le notizie che vengono diffuse dalle fonti di informazione ufficiale avrebbe avuto un bell'aggancio con la cosca di Riesi (in provincia di Caltanissetta) e si sarebbe scoperto che risparmiavano sulle spese fornendo lastroni di cemento armato alleggeriti in vari punti. Con quel cemento "depotenziato" sono state costruite varie infrastrutture, tra cui: lo svincolo faraonico per entrare a Riesi, il nuovo palazzo di giustizia di Gela, il Porto Isola-Diga Foranea di Gela, la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Braemi e lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A20 Palermo-Messina...
Ve la ricordate la campagna di Berlusconi presidente operaio sulle grandi opere da realizzare ovunque con particolare attenzione alla autostrada Palermo-Messina? Pare che il pezzo Cefalù/Castelbuono lo abbiano fatto con quel cemento lì e se fossero andate avanti le trattative sarebbe verosimile immaginare che con lo stesso cemento avrebbero costruito il Ponte di Messina
Vorrò quindi vedere quanto sarà brava la Prestigiacomo a promettere per l'ennesima volta il miraggio ponte sullo stretto sul quale nel frattempo hanno fatto grandi affari un bel po' di consulenti e società di progetto. Perchè in Sicilia si riesce a fare business anche sulle cose inesistenti. Non penso di sbagliare se dico che dopo l'altra favola, quella grossa su cui si basa tutta la religione cattolica, viene subito quell'altra sulla costruzione del ponte di Messina.
E' una fantasia che oramai si è arricchita del plastico a porta a porta, della riproduzione olografica, dello studio di possibili franchising, della creazione di quintali di carta in progetti, consulenze, pareri. Su questo si può di sicuro costruire anche la prossima campagna elettorale. Cosa prometterà dunque la Prestigiacomo ai siciliani? Più sicilia per tutti? Più attenzione per le donne in linea con il ddl sulla sepoltura dei feti e con la decisione dell'amministrazione palermitana che ha sospeso la convenzione con i centri antiviolenza per donne che lavoravano nel capoluogo da anni?
Prometterà biglietti aereo per facilitare l'emigrazione? Sarà rivendicata la delocalizzazione delle braccia sicule come manodopera in Cina? Su una sanità "straconvenzionata con i privati" più disastrata di quella costruita in anni di amministrazione di centro destra con Cuffaro? Si, sono proprio curiosa di vedere su che altro si baserà la campagna elettorale siciliana. Forse lei inventerà un'altra balla più balla delle altre. La dirà in maniera più convincente, ritirerà fuori la formula degli ultimi trent'anni (forse di più): lotta contro la mafia come potere astratto, risistemazione della viabilità urbana per assecondare il parcheggio in terza fila, raccolta dell'acqua piovana (inquinata ma gentilmente donata dal cavaliere) in lombardia per risolvere il problema della siccità...
Che poi la questione sta proprio qui. Spesso non si capisce che la mafia non è una cosa allo stato gassoso. Da adolescenti, per hobby, andavamo a chiedere al comune le delibere su un opera la cui costruzione era stata data in appalto ad una impresa mafiosa. Allora ci scontravamo con la non applicazione della legge sulla trasparenza che consente a qualunque cittadino di vedere gli atti. C'era sempre un burocrate che ci sorvegliava ed eravamo costtrett* a copiare i termini delle delibere di nascosto.
La mafia siciliana diventò imprenditrice negli anni settanta/ottanta. Tutta l'isola fu ricoperta di quintali di cemento armato. Molti comuni non avevano neppure i piani regolatori. Gli appalti venivano assegnati a piacere, anche senza gara. Le costruzioni non avevano fondamenta antisismiche. Non si facevano analisi di impatto ambientale. Quello che ne venne fuori fu una versione sdentata di costruzioni orrende che hanno per sempre deformato la faccia di una sicilia già maltrattata.
Si costruiva ovunque e spesso le opere venivano lasciate a metà. Si costruiva su terreni che franavano, su zone sottoposte a vincoli da parte dei beni culturali, con geometrie non sicure che si sarebbero danneggiate al primo terremoto o che si sarebbero sbriciolate perchè in mezzo a quel cemento c'era troppa sabbia.
Verso la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta fu dato un freno a tutto questo. Poi, dopo berlusconi, tutto è ricominciato. Non è una cosa che si fa solo in sicilia. Si costruisce ovunque e infatti è interessante vedere come tra imprese vi sia uno scambio di interessi. Le imprese del nord, con tanto di certificazione antimafia ora necessaria per partecipare alle gare d'appalto, vengono a prendersi l'incarico. Ma il subappalto poi viene dato a mille imprese mafiose che sul territorio si muovono da tempo e con grande disinvoltura. Le stesse imprese per restituire il favore normalmente affidano subappalti a imprese in odor di mafia - ma con prestanome - anche nel quieto e "antimafioso" nord.
I livelli di impermeabilità dei territori italiani alla mafia sono inesistenti. La mafia ci impoverisce e ricicla denaro e uomini ovunque, nel rispetto delle varie mafie concorrenti si intende. E quel che è peggio è che costruisce posti dove noi viviamo e lavoriamo e quei posti, un po' alla volta possono crollare. Perchè di mafia non si muore solo con le pallottole. Si muore perchè ti priva di vita, lavoro, casa e poi si muore anche di costruzioni fatte male. E però continuano a propinarci la favola del mafioso/boss/contadino che piace tanto tanto, come quella del ponte sullo stretto...
In Sicilia le elezioni vengono vissute con grande serietà. Un tempo c'ho creduto anch'io. Poi no, sono cresciuta e so che le cose cambiano lentamente in altri luoghi e in altri momenti. La gente le affronta come se rappresentassero l'unico grande momento di espressione desiderante. Come se attraverso quelle si potesse davvero lasciare intatta l'illusione che con un voto si possono cambiare le cose. Se però quelle persone devono dire grazie a qualcuno perchè un parente ha avuto un impiego con una raccomandazione non dispongono più neppure di quel breve momento di illusoria libertà e partecipazione. Chi si candida ama riaccendere speranze e illusioni e così si deresponsabilizzano tutti quelli che pensano che la sicilia si cambia con un voto. Votare oggi e poi fare i servili per tutto il resto dell'anno non è un atto di libertà. E' solo come pisciare. La faccio oggi perchè così posso trattenerla più a lungo per il futuro. Finchè non scoppia la vescica...












Beppone said:
26/02/2008, at 00:45 [ Replica ]
Cavolo sono stato via dal web una settimana per malattia e mi sono perso post come questi.
La delusione per questo fantomatico PD che incorpora nel carrozzone bacchettoni come la Binetti si fa sempre più dolorosa quando si ignorano persone come la Borsellino a favore di una burocrate della politica...
Plauso per il post... soprattutto le ultime righe, specchio di una triste realtà...
ben ritrovata...
Beppe