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11.02.08

Il bastone e la carota

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 07:57 :: 點閱次數 (378)

L’11 febbraio di tanti tanti anni fa un signore chiamato Mussolini stipulò con la chiesa cattolica i Patti Lateranensi. “Un accordo nuovamente confermato nel 1984 dall'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, e che alla fine della seconda guerra mondiale aveva trovato supporto nell'articolo 7 della Costituzione, con il placet del "Migliore", Palmiro Togliatti. Si potrebbe dire tutti politicamente colpevoli, dunque; nessuno escluso tra fascisti e comunisti di primo pelo, con la ciliegina sulla torta posta dal socialismo italiano moderno di timbro craxiano.”[Fonte]

Per questo motivo ogni anno in questi giorni si realizzano iniziative che mettono in discussione il concordato e che dicono con fermezza che il potere temporale della chiesa cattolica non può e non deve sconfinare sino all’ingerenza negli affari dello Stato. Questa cosa invece accade soprattutto in Italia. Persino nella cattolicissima Spagna oramai i preti vengono rimessi al proprio posto se si permettono di dire ai politici cosa fare nell’esercizio della loro funzione parlamentare e di governo. Nella stampa spagnola si può leggere spesso come la risposta dei politici sia di rimprovero per i preti o di invito a candidarsi alle elezioni e a partecipare al gioco democratico con gli strumenti che mette loro a disposizione lo Stato.

In italia invece, ultima roccaforte del papa, la prova di forza è ai massimi livelli. Come se la chiesa dovesse dimostrare il suo potere proprio a partire da casa sua. Come se si sentisse delegittimata a “ordinare” alle donne di non abortire in giro per il mondo mentre le donne dello stato che ospita il Vaticano possono farlo senza essere messe in carcere e con una assistenza medica adeguata in virtù della depenalizzazione dell’aborto voluta con il referendum del 1978 che permise la composizione della legge 194.

Come succede a certi padri padroni siciliani che si permettono di criticare il comportamento della figlia di qualcun altro. Una delle critiche più ovvie – e maschiliste – è: “va viriti a tto’ figghia!” [Guardati tua figlia, prima di venire a giudicare la mia!]. Ergo: se quella che considera sua figlia pecca di libertinaggio allora non avrà egli il diritto di dire alcunché sulle figlie altrui. La scelta che gli resta obbligata è quella di mandare alla gogna la propria figlia per dimostrare tutta la sua incorruttibile intransigenza.

Questa cosa, sciocco pensiero di una domenica in attesa che il ragù si compia, mi rimanda al fatto che sulle donne italiane – o forse persino europee – non si sta realizzando solo una delle tante guerre estemporanee che la chiesa mette in atto. Le donne italiane sono oggetto della crociata più crociata di tutte. Sulla nostra testa si sta compiendo forse quella riaffermazione, restaurazione del potere temporale sul potere terreno che la chiesa – chissà in nome di quale follia – ha deciso di realizzare.

Che motivi può avere tutta la gerarchia ecclesiastica di pianificare il sacrificio delle donne nel 2008? L’avanzata dei turchi? La resurrezione dell’impero ottomano? Sta perdendo clienti? Deve dimostrare che solo chi è cattolico ha diritto di controllare le fonti energetiche disponibili nel mondo? Di che si tratta dunque? Mi piacerebbe proprio saperlo…

Se così non fosse non sarebbero comprensibili sparate degne di Mussolini e dell’altro fascistone d’oltreoceano Roosevelt che tentano di attribuire ruoli “patriottici” alle donne elevate al rango di “protagoniste di uguaglianza in dignità” come già accadde appunto nel periodo fascista e nel bel mezzo della seconda guerra mondiale in america.

Durante il fascismo alle donne veniva affidato il compito di “fabbricare” la “giovine italia”. I figli della lupa, come li chiamavano allora, che dovevano essere pronti per l’esercito o per la croce rossa. Le donne erano utili alla patria nei ruoli di cura e le donne italiane rimasero ferme a quel ruolo fino a che, nel dopoguerra e in fase di sviluppo economico e industriale, non fu chiesto loro di prendere posto in fabbrica perché dopo la guerra di uomini ne erano rimasti pochini.

Nella america della seconda guerra mondiale le donne presero in molti campi il posto dei mariti impegnati nella guerra e furono necessarie persino per la realizzazione di armi e mezzi utilizzati dall’esercito. Avevano già acquisito il diritto di voto, assieme alle donne inglesi che lo ottennero nel 1918 mentre le italiane lo ebbero solo nel 1946, ma cio’ nonostante alla fine della guerra furono obbligate a tornare a casa a fare le mogli e le madri.

L’elevazione delle donne al rango di pari dignità è quindi sempre stata funzionale a qualcosa. Le donne erano tuttalpiù supplenti a tempo ma mai titolari di ruolo.

C’e’ poi quell’altra storia del bastone e la carota che servono per tenere buone le bestie a fare il lavoro che l’uomo le ha destinate a svolgere mentre fa ritenere loro che quello può essere l’unico lavoro possibile perché naturale e infine le abitua a dipendere da quella carota come se quelle non sapessero ottenerla da sole.

Riassumiamo: sulla nostra testa e sui nostri corpi si sta compiendo una guerra “secolare”. In nome e per conto di questa guerra la chiesa ha bisogno anche di far credere che in casa di questo signor dio si sta meglio che in casa di allah e quindi inizia a parlare di diritti delle donne come si trattasse della pratica hippy di una dottrina che sta per darsi appuntamento a Woodstock. Parlare di diritti della donna dopo che le hanno, ci hanno, proibito di scegliere, di autodeterminarci, di avere altre possibilità sessuate fuorché quelle etero, di avere altre chance personali ed economiche fuorché il dover dipendere dalla “famiglia”, è come darci la carota dopo averci preso a lungo a bastonate.

Si tratta di una carota che personalmente trovo molto offensiva e provo a spiegarvi anche il perché:

-    il papa  si schiera ancora una volta “per la famiglia tradizionale, contro le politiche e le culture che tendono a offuscare le differenze sessuali "iscritte nella natura umana".

Vuol dire che io sono libera fino a che faccio figli e me ne sto bella tranquilla a farmi massacrare in una famiglia “tradizionale” che è ad altissimo rischio dato che è lì che si verifica il 90 % delle violenze contro le donne per mano di un uomo. Non sono più libera se scelgo di sottrarmi da questa scelta, se non faccio figli, se li voglio ma sono lesbica.

 -    in questo articolo si dice che il papa “ha criticato la persistenza di “una mentalità maschilista, che ignora la novità del cristianesimo, il quale riconosce e proclama l'uguale dignità e responsabilità della donna rispetto all'uomo. Ci sono luoghi e culture dove la donna viene discriminata o sottovalutata per il solo fatto di essere donna, dove si fa ricorso persino ad argomenti religiosi e a pressioni familiari, sociali e culturali per sostenere la disparità dei sessi, dove si consumano atti di violenza nei confronti della donna rendendola oggetto di maltrattamenti e di sfruttamento nella pubblicità e nell'industria del consumo e del divertimento. Dinanzi a fenomeni così gravi e persistenti ancor più urgente appare l’impegno dei cristiani perché diventino dovunque promotori di una cultura che riconosca alla donna, nel diritto e nella realtà dei fatti, la dignità che le compete” […] “Quando, pertanto, l'uomo o la donna pretendono di essere autonomi e totalmente auto-sufficienti, rischiano di restare rinchiusi in un’auto-realizzazione che considera come conquista di libertà il superamento di ogni vincolo naturale, sociale o religioso, ma che di fatto li riduce a una solitudine opprimente. […] Inoltre, è necessario che anche alla donna sia reso possibile collaborare alla costruzione della società, valorizzando il suo tipico "genio femminile".

Traduco: le donne devono stare in famiglia ma se gli uomini continuano ad ammazzarle è chiaro che le donne col cavolo che si lasciano abbindolare sulla salvifica e “naturale” prospettiva familiare. Perciò, oh uomini, siate furbi, collaborate e non rompete le righe. Provate a picchiarle senza lasciare lividi evidenti.

Le donne inoltre non devono pensare che è l’uomo quello cattivo. Così indichiamo un altro nemico della “dignità” femminile: le veline. Per la prossima stagione a mediaset vedremo donne senza scossa e soubrette coperte fino alla caviglia. L’industria del divertimento ridiventa sottoposta alla censura che tagliava i baci nelle pellicole.

Se sei donna e pretendi di realizzarti in senso individuale bisogna dire di te che sei infelice, ridotta ad “una solitudine opprimente”, insoddisfatta ed incompleta (Chi gliel'avrà poi data questa notizia, mah!). Giammai deve passare l’immagine della donna senza la famiglia che se ne strasbatte ed è ultrafelice di poter gestire il proprio tempo e la propria vita senza problemi.

Si riaprono le porte alle donne con la scusa della valorizzazione del “genio femminile”, vale a dire che le rimettiamo a operare negli asili e nelle scuole materne. Donne architetto o avvocato ovviamente non ce ne devono essere.

Il bastone e la carota.
Per consolarvi vi lascio con qualche link che rimanda a foto (da cui ho rubato quelle che potete vedere in questo post), cronache scritte e audio (a cura di Radio Onda Rossa) della No Vat di ieri.

--->>>Ancora foto e video, video, il video di donna tv, foto, l'articolo da Il Manifesto, su No Vat

10 Comments on "Il bastone e la carota" »

  1. imprecario said:

    11/02/2008, at 12:34 [ Replica ]

    c'è posta per te

  2. TenderBranson said: no vat

    11/02/2008, at 13:44 [ Replica ]

    io aggiungo che è bruttissimo segno anche il silenzio della rete sulle manifestazioni, la poca informazione anche da parte di chi c'era.

    è vedendo che tra le pagine più aggiornate di noblogs non c'era neanche un minuscolo riferimento alla giornata, che ho deciso di scrivere (grazie per il link).

    il resto mi sembra talmente limpido da non poter che sottoscrivere.

    saluti

  3. imprecario said:

    11/02/2008, at 13:58 [ Replica ]

    Fai un salto da me ho postato sul Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto che a occhio e croce (non sono bravo a contare i partecipanti) è stato più partecipato della manifestazione pur con gli stessi contenuti

  4. FikaSicula said:

    11/02/2008, at 14:54 [ Replica ]

    Tender Branson il silenzio da parte di chi c'era non so se sia più o meno indicativo. tu hai fatto benissimo a pubblicare la tua cronaca ma per capire diamo il tempo agli altri di pubblicare foto e video che in genere - da bravi frikkettoni - vengono condivisi un po' dopo :)

    so che radio onda rossa - che potevi sentire anche via web - comunque per tutto il giorno ha fatto una bella diretta su questo e nelle interviste sentivi l'entusiasmo e si capiva che la manifestazione stava andando bene.

    sul silenzio in generale più o meno funziona così: la manifestazione era stata boicottata prima ed è stata ignorata anche dopo perchè non aveva numeri da prima pagina. di certo molti non avevano e non hanno interesse a parlarne.

    io sono felice che siano venuti tanti studenti almeno le generazioni a venire non saranno così rincoglionite... :)

  5. bibi said:

    11/02/2008, at 15:25 [ Replica ]

    ti lascio un bacino :)

  6. FikaSicula said:

    11/02/2008, at 15:35 [ Replica ]

    grazie bibi :)
    bacino anche a te!

  7. ettore said: domande

    13/02/2008, at 12:43 [ Replica ]

    sono un frate francescano. non mi sento affatto offeso dalle manifestazioni per certi versi 'anticlericali', penso che ne abbiamo e ne ho bisogno. So contrario all'aborto. Oggi ci sono una infinità di metodi contraccettivi, non capisco perchè si debba ricorrere all'aborto. Sono contrario ad ogni forma di violenza, per me non si devono schiacciare neppure le formiche. Forse per le zanzare farei un'eccezione :-) ...Quando si deve affrontare una gravidanza indesiderata si potrebbe sempre scegliere di abbandonare il bambino\a presso delle case famiglia o degli istituti e provvedere ad una immediata adozione. Vorrei capire meglio perchè l'emancipazione della donna passa attraverso l'aborto secondo voi, e se non si può percorrere questo cammino attraverso altre strade. Anche a me viene il vomito quanto sembra che tutto il cristianesimo si concentri in mezzo alle gambe, anch'io come tanti penso che nella chiesa dove le donne fanno tutto contano meno di zero... però non riesco proprio a vedere nell'aborto un segno di civiltà. sarei davvero interessato a capire meglio le vostre motivazioni

  8. Francesco said:

    13/02/2008, at 18:39 [ Replica ]

    Ciao Ettore.
    Il problema è che, per arrivare al momento dell'adozione, la gestante debba comunque portare a termine la gravidanza; ovvero per nove mesi si vede costretta a fare da incubatrice suo malgrado.
    Soprattutto c'è da considerare il fatto che non per tutti (anzi, solo per i cattolici è così) l'essere è già umano al concepimento.

    Idea delle 4:46: se la tecnica lo consentisse (e in assenza di rischio per la gestante), invece, perchè non sostituire l'aborto con il trapianto dell'embrione (o del feto) nell'utero di una volontaria cattolica?

  9. FikaSicula said:

    14/02/2008, at 05:43 [ Replica ]

    concordo con le posizioni di francesco rispetto all'adozione.

    sulla questione del trapianto io temo che ancora non ci siano riusciti perchè l'embrione in ambiente extrauterino muore...
    ma non saprei. e comunque la questione mi sembra piuttosto truculenta. sempre di passaggio da contenitore a contenitore si tratta e di rispetto della volontà di scelta vincolato dall'obbligo di sottoporsi ad una operazione di trapianto che comunque a occhio non mi sembra proprio una passeggiata.

  10. ettore said:

    15/02/2008, at 00:13 [ Replica ]

    la proposta della volontaria cattolica è simpatica, purtroppo sono proposte che non si possono (ancora?) fare agli uomini, altrimenti potremmo farle alla CEI e vedere se i vescovi italiani in questo caso ci terrebbero tanto alla vita :-))... Non penso però che il ruolo di una madre possa essere sic et simpliciter paragonato a quello di una incubatrice... io lavorerei sulle responsabilità del padre... in che modo potrebbe essere coinvolto e obbligato a sostenere il peso di una gravidanza indesiderata... Al di la del problema specifico poi penso che ridurre tutto il problema ad aborto-sì aborto-no serva solo a rafforzare le contrapposizioni ed impedire dialogo tra gli schieramenti per eludere percorsi di emancipazione fattivi... penso al family-day che per me è stato solo la copertura di una chiesa gerarchica (perchè la realtà di base è molto diversa, vedi i fedeli di monterrosso) che ha paura di fare scelte evangeliche e coraggiose e mettere così in discussione i propri privilegi... COMUNQUE UN GRAZIE DI CUORE.

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