02.01.08
Anno nuovo: chi ben comincia...
I proiettili vaganti e le iniziazioni ai botti
E’ anche per quest’anno abbiamo la nostra bella dose di mani mozzate e di proiettili vaganti. Proprio qualche giorno fa un amico mi faceva vedere il vecchio film con Luciano de Crescenzo “32 dicembre” e in uno dei tre esilaranti episodi era mostrata la sofferenza estrema di un padre di famiglia che per mancanza di soldi non poteva comprare i botti ai figlioletti.
Ma chi lo sa che passa per la testa agli uomini quando fanno a gara a chi lo spara più grosso. Io ricordo bene come anche in Sicilia nel nostro piccolo si aspettava quella mezzanotte fatidica per andare sui tetti e sulle terrazze a sparare con le carabine pallettoni veri, di quelli che sono off limits per i picciriddi, almeno fino a che non diventano più grandi. La prova dell’essere diventati uomini sta nel fatto che il padre, un bel giorno, decide che è ora per l’iniziazione alla machalità minchiona e invita il bambino a fare questa cosa idiota che fanno i grandi. E il bambino tutto orgoglioso va tranquillo perché si fida dei “grandi” e se sopravvive lo racconterà anche agli amichetti. Perché le prodezze fanno punti qualità di maschione e perdere una mano è al top del punteggio nella hit parade delle prove del fuoco di questi uomini delle caverne.
Sono stata una bambina anch’io e ricordo di avere avuto il mio bel brividino a tenere in mano la fiaccolina tutta sfavillante. Da femminuccia zii e cugini non mi facevano di certo salire sul terrazzo a sparare i botti. Era una cosa da uomini. Uomini veri.
Ogni anno una pallottola rimbalzava su uno spigolo e andava ad ammazzare qualcuno che stava semplicemente affacciat* al balcone o , come è successo anche quest’anno, una persona che stava seduta comodamente a mangiare dentro la sua cucina. Perciò i capodanni bisognerebbe trascorrerli con le finestre e le porte sprangate perché è l’unica notte dell’anno (poi ci sono i mondiali, i campionati vari di calcio in cui vince la nazionale e altri rigurgiti di “entusiasmo” collettivo di quello stesso genere) in cui chiunque può fare quello che gli pare e, cosa ancor più grave, può far esplodere e sparare come gli pare.
Nel film “32 dicembre” il padre di famiglia di cui parlavo prima, alla fine – sebbene in ritardo - riesce a trovare i soldi per comprare i botti e, esaudendo ad una promessa fatta ai figli, li fa sparare fuori tempo massimo a metà gennaio. Viene richiamato dalle forze dell’ordine che vorrebbero multarlo perché il questore, suo vicino di casa, ha fatto un esposto. Il poliziotto che gli comunicò la cosa gli lesse anche l’articolo del codice dove stava scritto che era vietato fare esplodere botti. Il protagonista allora chiede se nello stesso articolo fosse specificato che invece era legale fare esplodere l’artiglieria la notte di capodanno e ricevendo risposta negativa decide di denunciare lo stesso questore che proprio quella notte aveva fatto un concerto di botti di ogni tipo. Così evitò la multa.
La condivisione dei sentimenti nazionali
Questa cosa mi ricorda un’altra faccenda che tanto tempo fa mettemmo in scena con fratelli, sorelle e amici/che in occasione di una partita di calcio in cui vinse il Camerun. Qualche giorno prima aveva vinto l’Italia e ovunque c’era un casino immenso. A noi dell’Italia non ce ne poteva fregare di meno e oltretutto io avevo da studiare e quel frastuono mi stava facendo impazzire. Così progettammo la nostra uscita da veri tifosi… del Camerun. In una giornata procurammo aste e stoffe per le bandiere. Le ricucimmo con pazienza e dopo la partita e la prevedibile vittoria fummo pront*. Cinque macchine piene di accaniti e accanite tifos* con bandiere e fischietti a girare per le strade, con la gente che ci urlava di fare silenzio perché LORO dovevano dormire.
Qualcun* ovviamente segnalò la cosa alla polizia che mandò una volante. Riuscì ad acciuffarci dopo uno strenuo inseguimento e alla fine i poliziotti non poterono non darci ragione mentre esigevamo pari trattamento per la voglia di condividere il nostro sentimento e la nostra gioia sportiva. Non è servito a togliere legittimità ai tifosi patrioti dei mondiali ma di sicuro ci siamo pres* una grande soddisfazione e io mi sono divertita moltissimo. :)
Nuovo anno e 1: il clero!
La fine dell’anno in calendario può comunque dirsi avvenuta e di sicuro ci vuole un augurio a tutt* per un anno migliore di quello che è già passato.
I presupposti ci sono tutti. Il clero non ha smesso di terrorizzarci con i suoi editti, le sue crociate antiabortiste e le sue scomuniche e non ha smesso soprattutto di fare della “sacra famigghia” il fulcro di qualunque significato moralista e bacchettone. Ultimamente si è persino inventato che la famigghia sarebbe un luogo da custodire per difendere la pace nel mondo. Bontà sua, ognuno nelle cose ha ben diritto di vederci quello che gli pare, purchè non pretenda che lo veda anch’io. Che non è mica semplice indicare un punto fisso nello spazio e vederci gli angioletti. Succede, certo, dopo aver assunto una buona dose di LSD. Io direi che il Vernacoliere di battutone così non ne tira fuori neppure se lo santificano.
Nuovo anno e 2: la violenza sulle donne!
Un italiano ha ucciso una romena. L’ha uccisa perché voleva lasciarlo e per truccare la storia si è inventato che era stata colpita da una “pallottola vagante”. Perché certi “italiani” - dato che ragioniamo per categorie nazionali – quando ammazzano hanno sempre di queste visioni mistiche – a proposito di allucinogeni e pure di malafede.
E che dire dei nostri proiettili. A parte quello che ha ammazzato una donna giusto l’ultimo dell’anno, poi ce ne sono altri che ogni tanto impazziscono e finiscono un po’ dovunque. Sul cranio di Carlo Giuliani, sul collo di Gabriele Sandri, su altri corpi per i quali si dirà sempre la stessa cosa: si è trattato di un proiettile vagante. Perciò l’italiano che ha ammazzato una romena viene da una ottima scuola. Ordunque: se i romeni, come dice la lega, sarebbero tutti delinquenti allora gli italiani che razza sarebbero? Equilibristi delle palle? Allevatori di particolari volatili in piombo definiti per puro caso proiettili?
Se i romeni bisognerebbe, sempre come dicono i leghisti, espellerli... allora agli italiani, assieme ai loro particolarissimi proiettili, bisognerebbe fare un esorcismo?
Nuovo anno e 3: gli italiani veri!
Ma le donne impallinate in questi giorni non sono solo quelle ammazzate. Ce ne sono altre, ben vive e anche lucidamente conniventi con un razzismo che non ci abbandona mai, neppure quando si dice che bisognerebbe essere più buoni – e fesso chi ci crede.
Una donna colombiana ha sposato un assessore leghista. Voi direte: cazzi suoi! Certamente si. Problema è che il marito l’ha fatta sottoporre dal sindaco, per propaganda e tendenza alle strenne di carnazza familiare, ad un esame di italiano. E quella lo ha pure fatto e ha infine avuto il coraggio di dire "si". Il problema è sempre lo stesso. Uno dei sindaci ridicolmente “insurgenti” leghisti, non statalisti, che ce l’hanno duro e minacciano di prendere le armi per conquistare la padania, decide che per dare la cittadinanza – che è d’obbligo dopo il matrimonio con un cittadino italiano e secondo la legge non prevede nessun esame di italiano – bisogna dimostrare che il o la richiedente vuole diventare “veramente” italiano/a.
A me che italiana non mi sono mai sentita e che non ho mai concepito la patria come luogo e segno di appartenenza di nessun tipo, questa cosa suona davvero come una bestemmia. Una donna per avere la cittadinanza deve dimostrare di voler diventare davvero italiana e così le si da’ il bollino di appartenenza agli uomini italiani che, di sicuro, difenderanno con microchip e sorveglianze varie lo strumento che si ritrova tra le cosce.
Mentre quella donna svolgeva l’esamino di italiano, precisando che sapeva persino parlare il dialetto veneto, non ha solo colluso con un sistema patriarcale architettato e tenuto in vita da coglioni. La donna ha firmato un preciso patto di proprietà consegnandosi tutta intera a quegli uomini e avallando una cosa che non sta ne in cielo ne’ in terra.
Ma che minchia vuol dire esattamente essere “veri italiani”? Avrà mica lo stesso significato di “uomini veri”? O piuttosto ha il significato che gli veniva attribuito da mussolini e da tutti i fascistoni vecchi e nuovi come lui? Io direi la seconda senza escludere la prima.
E però la storia mi diverte e allora voglio immaginarmelo questo italiano vero: è abbastanza brutto, peloso e anche tozzo. Ha la pancetta e lo sguardo lascivo di chi intende che ogni lasciata è persa. Possiede allevamenti di proiettili volanti e di sicuro ha un’arma di difesa personale. Ama portare la propria donzella in salvo ogni qualvolta ella chiede “Aiuto! Aiuto!” - salvo poi stuprarla girato l'angolo per riscossione in natura della riconoscenza - e insegue i cattivi con fare eroico e con un unico identikit. Lo ha realizzato la speciale polizia degli italiani veri che i cattivi li vede un po’ neri e un po’ romeni, un po’ chiari e un po’ scuri, un po’ froci e un po’ puttane, un po’ anarchici e un po’ comuniste, un po’ atei e un po’ dei centri sociali, un po’ femministe e un po’ studenti della facoltà di filosofia. Quest’ultima caratteristica è tra tutte di sicuro la più temibile. Se studi filosofia sei cattivissimo!
L’italiano vero è anche particolarmente dotato. Tutti coloro che ce l’hanno al di sotto dei venti centimetri dovranno essere condannati alla prigionia. L’italiano vero non è MAI omosessuale e ama la FAMIGGHIA. L’italiano vero non fa scioperi e non si incazza mai se il padrone non dota le fabbriche di misure di sicurezza che impediscano agli operai di morire uno dopo l'altro. L’italiano vero è flessibile e soprattutto con la fabbrichetta delocalizzata in romania ci fa tanti soldi e ci compra 32 metri di barchetta per le vacanze estive che per il fisco risulterà soltanto un mezzo "aziendale"!
L’italiano vero è cattolico e sposa solo donne cattoliche che possano continuare l’insegnamento ai figli che lei partorirà con dolore. L’italiano vero è disponibile con il prossimo, purchè parli il dialetto locale o si faccia fare un bell’esame di italiano.
Così è l’italiano vero e quindi io che italiana non sono penso che non mi resta altro da fare che consegnarmi a nuoto alle polizie libiche perché mi accolgano nelle loro grandiose prigioni, nella speranza che mi concedano almeno la cittadinanza siculo/africana.
Nuovo anno e 4: questioni di lingua e populismo fascista!
Che la questione della lingua
è poi tutta un controsenso. Affezionarsi ai dialetti locali, alle
lingue del popolo, è sempre stata una attitudine eretica e
rivoluzionaria. Altro che lega nord con il suo uso fascista dei
dialetti e con il suo populismo da restaurazione dei poteri forti. Il
vulgo, la lingua volgare – così era definita, contrastava con il latino
– lingua sovrana. I libri venivano scritti in lingue colte e
sconosciute ai più perché il popolo non dovea capire e solo i ricchi, i
nobili per stirpe e i ministri del clero dovean sapere. La scuola
siciliana – quella letteraria, e lo dico soprattutto per i leghisti che
magari gli è sfuggita questa nostra meravigliosa radice culturale – fu
abbastanza radicale nel proporre schemi linguistici innovativi e
popolari. E poi: come non ricordare Dante e la sua Divina Commedia
scritta in lingua “volgare” e Boccaccio con i suoi dissacranti scritti
per il popolo. Poi ci fu Lutero che osò tradurre la bibbia in altra
lingua diversa dal latino diffondendo il concetto secondo cui dio e i
suoi princìpi/comanda-menti appartenevano a tutti e non solo al clero.
E se quei princìpi appartenevano a tutti e tutti potevano avere libero accesso ad essi era anche più semplice non accontentarsi più della interpretazione unica della chiesa cattolica ed era anche più semplice cominciare a scardinare un integralismo che era stato un tutt’uno con il sacro romano impero.
Per questa ragione poi ci fu – e ve la sintetizzo in maniera davvero banalissima – la controriforma e la santa inquisizione con il suo meraviglioso kit di torture, omicidi, con le sue cacce alle streghe, i roghi, lo sterminio di artisti, scienziati, geni, donne, uomini, eretici o semplicemente persone che non obbedivano al potere così come fino ad allora era stato riconosciuto e conosciuto.
Se vuoi sconfiggere uno stato inventati un dio o una religione e vincerai la guerra. Questo era un motto pesante e applicato sempre e in ogni circostanza fino a quel momento. Lo aveva fatto l’imperatore romano, così come quello ottomano. Chi si sarebbe aspettato che un ceto di intellettuali ribelli cominciasse a istigare a suon di versi biblici in lingua "volgare" il popolo stretto tra fame e carestie, tasse e torture dei potenti? Nessuno. Clero e nobili erano troppo arroganti e potenti e non se l’aspettava nessuno. Così iniziò un nuovo ciclo della storia.
Quando qualcuno voleva rivoluzionare e scardinare i sistemi di potere sobillava il popolo tenuto sempre alla fame e costretto a piegarsi ad ogni ordine possibile. Persino della rivoluzione francese si disse che fu sobillata da intellettuali e borghesi. E così andando via via sempre più avanti fino al presente... e nel frattempo mi sono persa nella scrittura e non so più per quale via ho raggiunto questo punto della discussione…
Ah si, parlavamo di lingue e di razzismi. La cosa che pare una novità (ma non lo è perché già lo faceva mussolini) è che la lega usa il linguaggio della gente comune per dire cose molto fasciste. Come se nel tempo della controriforma cattolica in risposta alla riforma luterana la chiesa invece che sterminare eretici si fosse applicata, per combattere contro le innovazioni e l’andazzo che portava all’illuminismo, a recitare messa in strettissimo dialetto locale per dimostrare quanto fosse vicina al popolo. Di questo si tratta quando parliamo di lega e fascismi nostrani. Di espedienti di restaurazione che mantengono intatti i privilegi di clero, ricchi e delle “nuove” nobiltà con parole d’ordine finto rivoluzionarie prese in prestito dal “popolo”. Perciò si chiama populismo. Con l'aggravante che a sinistra di parole semplici non se ne parlano quasi più. Chi le usa è solito fare altro populismo e ha intenzioni ben poco rivoluzionarie (vedi l'allievo più capace di berlusconi: veltroni).
Nuovo anno e 5: i subappalti!
(e per ora basta perchè altrimenti neppure il sole di sicilia mi può evitare una depressione)
Infine: Dopo la convalida del decreto nazista sulle deportazioni ops espulsioni, il nuovo anno ci ha consegnato anche un altro ben augurante contratto con i libici. Gli abbiamo subappaltato la caccia allo straniero nelle acque del mediterraneo. Perché a fare arrivare i morti fin nelle nostre rive è una brutta cosa. Meglio se li raccolgono e li buttano via in Libia.
Che dire dunque, si apre un bell’anno fatto di stimoli vitali a tenerci tutt* attiv* e in divisa militante. E neppure per quest’anno, credo, potrò evitare di incazzarmi per le cose orrende che succedono tutt’intorno…
Ps: scusate le scurrilità :) e auguri di buon anno a tutt*! (Grazie per tutti i vostri auguri e complimenti a Blazar per la pazienza :)))





























Mario said:
03/01/2008, at 02:12 [ Replica ]
Ma non scopi mai?
pioniere said:
03/01/2008, at 03:19 [ Replica ]
Mario, tu si che sei un vero italiano!
Bel post! Complimenti fika!
blazar said: No, ma quale pazienza?
03/01/2008, at 04:30 [ Replica ]
[...] nessuna pazienza. Anzi, impazienza. Insieme a pigrizia e boria [...]
FikaSicula said:
03/01/2008, at 05:27 [ Replica ]
Mario: come disse pioniere è fantastico avere qui finalmente in lettere e bit un esemplare di vero italiano. grazie di averci degnato della tua attenzione :PPP
ps: ti giuro che chi ti dice che le femministe sono tutte brutte e racchie e non scopano mai ti dice una gran minchiata. aggiornati caro!
Pioniere: grazissime per i complimenti e auguroni di qualunque cosa. bacione grande :))))
Blazar: bella la citazione :))
ma io sarei rimasta cecata e con le mani indolenzite a fare tutti quei link e a organizzare tutto quel po po' di disegnino...
ce vo' pazienza, ce vo' :)))
bella storia! un bacione anche a te! :**
Il Mostro said:
11/01/2008, at 06:12 [ Replica ]
"Lo ha realizzato la speciale polizia degli italiani veri che i cattivi li vede un po’ neri e un po’ romeni, un po’ chiari e un po’ scuri, un po’ froci e un po’ puttane, un po’ anarchici e un po’ comuniste, un po’ atei e un po’ dei centri sociali, un po’ femministe e un po’ studenti della facoltà di filosofia. Quest’ultima caratteristica è tra tutte di sicuro la più temibile. Se studi filosofia sei cattivissimo!".
BUAHAHAHAHAHHA... Sono cattivo e non lo sapevo!
Ecco perchè amo Hannibal Lecter! :D
Bell'articolo. Cmq, i leghisti non li metterei fra gli italiani. Autodeterminazione dei popoli. Non vogliono essere italiani? Ok, accontentàti. Mangiate nebbia, vai vai.