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29.12.07

Il sangue degli altri

Post in Corpi & Pensatoio & Vedere & Omicidi sociali at 10:57 :: 點閱次數 (363)

Antonio Pagliaro ha scritto un romanzo. Si chiama: “Il sangue degli altri”. Se una persona che ha una forte passione civile scrive un libro è una gran cosa perché quello che attraverso esso comunicherà al mondo sarà con molta probabilità qualcosa di speciale.

Antonio è di Palermo e ha un senso dell’umorismo che appartiene a quella città. Frasi asciutte, tono tranquillo, grande solarità e senso dell’ironia congenito di quelli che non capisci mai se stanno scherzando oppure no e quando lo capisci però ti sbellichi dalle risate.

Il suo libro pare somigliargli. Porgendoti gli argomenti in maniera pacata riesce a farti indignare e a tirarti fuori una risata piena. Non è un libro comico, no. Non lo è proprio per niente. E’ un giallo, un buon giallo con varie intrusioni nel noir che ti tiene immobile fino alla fine in attesa di scoprire come andrà a finire.

Inizia con un prologo che è un pugno nello stomaco. Parla di stupri di guerra e corpi straziati sui quali si compiono abusi e indicibili crudeltà per mano di uomini che assieme ai bottini si appropriano delle vite di donne e bambine che non avranno più futuro ne' sogni. Ed è attorno ad uno stupro in particolare e alla tragedia di un intero popolo in generale che si consuma una ricerca fatta di resistenza partigiana che trova nel protagonista un valido alleato.

La storia è originale ma assolutamente credibile e si svolge a Palermo, in Cecenia e in Lettonia. C’e’ un assassino, anzi ce n’e’ più d’uno, e c’e’ anche un personaggio che indaga per svelare un mistero fatto di intrighi, soldi, mafie, guerre, stragi, persecuzioni, crimini di guerra e genocidi.

Lui si chiama Lo Coco ed è un giornalista di una vecchia e gloriosa testata che Antonio ha resuscitato per l’occasione: “L’Ora”. E’ un uomo pieno di contraddizioni che non ha nessuna voglia di apparire migliore di quello che è. Antonio ne traccia la personalità senza giudizi e senza sconti. Lo fa naturalmente possessivo e maschilista ma anche idealista e profondamente umano. Lo Coco è un perfetto antieroe che ha paura, non spara e usa la penna per raccontare agli altri quello che molti avrebbero il timore di raccontare. Quasi un incosciente che va contro la sua stessa ritrosia a farsi sconvolgere da troppe emozioni, tratto tipicamente palermitano, e si ritrova suo malgrado a cercare risposte in altri posti lontani che con Palermo in realtà non dovrebbero avere molto a che fare.

Invece Palermo, la Cecenia – con la sua guerra e lo sterminio dei suoi abitanti – e la Lettonia, oramai parte della comunità europea, rivelano un legame che va ben oltre ogni possibile aspettativa. Si tratta di affari e quelli non hanno davvero confini.

L’espediente è utile ad Antonio per raccontare dell’essenza delle tragedie cecene e di come la Lettonia sia diventata luogo di riciclaggio di denaro sporco delle mafie di mezzo mondo. Palermo è un approdo come un altro, un posto di passaggio per assassini e soldi, per investimenti e progetti di costruzione di un Casino’ (e chi è siciliano sa bene quanto questa prospettiva sia presente nei comizi elettorali di certa parte politica dell’isola) che vedrà coinvolti mafiosi, assassini, ex torturatori e politici corrotti.

Antonio racconta la città di Palermo e la allontana finalmente da quella immobilità che la vuole isolata e priva di influenze straniere. Sembra piuttosto una Marsiglia piena di razze che si proteggono le une con le altre. La Sicilia viene descritta per quello che è: un’isola molto ospitale per chi latita e ha soldi. Una specie di porto franco per criminali di ogni tipo che portano nutrimento alla mafia e ai politici collusi.

E nel romanzo di Antonio tutto viene proposto come fosse una chiacchiera informale e tranquilla. Niente fronzoli, nessun commento, nessuna sbavatura. Un linguaggio secco che tiene l’autore lontano dal testo. Antonio non c’e’ mai, c’e’ solo la storia che lui ti porge come fosse un panino con la milza. E ti racconta con altrettanta tranquillità: di un parcheggiatore abusivo così come di uno stupro.

E’ un gran tentativo - secondo me riuscito - quello di Antonio, perché ha raccontato una Sicilia che difficilmente si racconta. Fatta di mafie che appartengono a livelli non “contadini”, protette da contesti politici e occultate da procuratori della repubblica. In un contesto dove un giornalista come Lo Coco e un tenente non hanno proprio potere e rischiano di restare schiacciati dalle proprie scelte se queste diventano lesive di personaggi intoccabili. Così si finisce per inseguire una giustizia parallela che parla di vendette ma anche di resistenza (cecena) ad una aggressione armata di una intera nazione (la Russia) che può davvero definirsi un crimine per l’umanità.

In questo romanzo ci sono molte donne: barbaramente trucidate, violate, tradite, trattate male. Antonio le descrive senza particolari pietismi. Le fa vittime quel tanto che basta per descrivere quello che succede ma non le salva, non è spinto da sentimenti paternalisti. Il protagonista del romanzo vuole possedere e sedurre le donne che incontra, non le vuole salvare. Tant'e' che in ogni situazione dietro ogni camicetta vede seni sodi e dietro ogni assenza vede un tradimento. Anche per questo val bene una mia recensione... :) 

Grazie ad Antonio per aver scritto questa storia perchè del sangue, nostro o degli altri, ci interessa molto. Il colore è sempre rosso e quando scorre ci riguarda sempre. 

Per stuzzicare ancora la vostra curiosità:

--->>> Antonio ha un suo sito e un blog, Xantology.

--->>> Ha contribuito a mettere su le pagine collettive di Cabaret Bisanzio.

--->>> Di tutto ciò che riguarda il libro e le sue storie potete leggere QUI

In basso i video con la lettura del Prologo e il booktrailer:


2 Comments on "Il sangue degli altri" »

  1. cloro said: saluti

    31/12/2007, at 10:21 [ Replica ]

    OT ciao bella, ti faccio tanti auguri di buon capodanno e buon 2008 e oltre
    ottime cose sempre :-)
    cloro aka barbara

  2. FikaSicula said:

    01/01/2008, at 06:13 [ Replica ]

    carissima :)
    un augurio per un ottimo anno anche a te.
    sperando sia meglio di quello che è passato :*

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