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01.11.07

Finanziaria e Sicurezza: questione di pacchi!

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 08:33 :: 點閱次數 (317)

La filosofia è la stessa. Fanno finta di tutelare le donne e nel frattempo rifocillano altri. Anzi premiano le donne e le trattano per quello che ritengono siano: una proprietà. La finanziaria (che di finezze ne fa tante e credetemi sulla parola se vi dico che vale la pena leggere come questi che gestiscono le casse dello stato spartiscono denari a destra e a manca sperando che nessuno guardi i dettagli – inaccessibili al cittadino medio - a scoprire qual’e’ il trucco) ci propina il solito articoletto che sostiene la creazione di nuove imprese femminili.

Fingendo di ignorare che per fare impresa ci vogliono piccioli (soldi) e che per avere i soldi devi avere altri soldi a garanzia dei prestiti che chiederai o dei contributi che riceverai. Incentivare la prospettiva dell’impresa invece che investire per risanare la dimensione della precarietà è la solita scelta ipocrita e comoda che non porta a niente. Ma non si fermano qui. La donna di proprietà (a momenti dell’uomo o delle famiglie e poi delle imprese dalle quali dipendono per campare) avrebbe diritto ad una esenzione irpef poco poco minore (150 euri in meno) se lavoratrice madre.

Cosa ci si può aspettare da un ministro (ma da tutto il governo in generale) che chiama bamboccioni quelli che non riescono ad andare via di casa? Nulla di più che questo. Evidentemente il ministro non sa che le donne sono precarie e che se hanno intenzione di fare figli nessuno le assume o vengono licenziate. Lui non sa forse che le precarie non percepiscono gli assegni familiari e che se si assentano dal lavoro perché i figli stanno male o per qualunque altra ragione riconducibile alla maternità non vengono pagate. Soprattutto questo premio alla maternità di sapore fascista è davvero la dimostrazione di quanto poco vale all’etto la pancia gravida di una donna povera, precaria e in stato di bisogno.

Dulcis in fundo poi c’e’ la svendita alle imprese del sud per “incentivarle” ad assumere giovani e donne. Le donne valgono circa 400 euro (più o meno) e i ragazzi giovani qualcosa in meno. Io che conosco la Sicilia come le mie tasche e so quant’e’ bello il mondo del lavoro nero in trinacria mi chiedo: l’incentivo all’assunzione in una terra dove in generale i lavoratori non vengono regolarizzati a che serve? O a chi serve? Per carità, di certo il ministro si è informato e Cuffaro gli avrà detto che lì è tutta brava gente e che imprenditori stritolati dal pizzo che non fanno contratti regolari non ce ne sono manco per niente. E se lo dice Cuffaro bisogna proprio crederci. Ma la Sicilia delle zone de-cuffarizzate sa bene che le imprese sono incastrate tra mafia e stato e che poi esiste la mentalità del lavoro nero che non lascia possibilità di futuro a nessuno.

Ma è periodo di strenne e quindi bisogna piazzare i prodotti in vendita. Giovani e donne a prezzi d’occasione: venghino signori venghino. Poi c’e’ in previsione una cifra di 20 milioni di euro per lo sviluppo nel 2008 di un piano contro la violenza sulle donne. Considerando che il disegno di legge in discussione è stato stralciato e si è ridotto a tre articoli (introduzione del reato di stalking - molestia insistente e persecuzione - e ampliamento della legge mancino ai reati istigati da odio di genere) inapplicabili e difficilissimi da dimostrare (come il mobbing) in sede giudiziaria (sempre se approvati). Considerando che è saltato il punto sul registro delle case per donne maltrattate e una specie di piano preventivo. I sostegni alle case protette e altri passaggi che analizzerò in dettaglio in un prossimo e più dettagliato post.

Considerato che in commissione giustizia ancora si titillano l’un l’alt@ eccitati all’idea di ascoltare la propria voce ma fondamentalmente perché di fare un piano antiviolenza serio poch* hanno voglia (da quelle parti sanno solo allungare pene in senso securitario e perché no anche in senso fisico), questi 20 milioni di euro a cosa saranno destinati? A fare manifesti con la solita donna piena di lividi che piange affranta e sofferente, da vittima, e chiede sostegno alla polizia (che poi non arriva, il sostegno intendo...)? Interrogativi che rimarranno probabilmente senza risposta o si tratta delle mie solite previsioni da cassandra di cui purtroppo avrò paura di constatare l’esattezza.

Le donne però – a parte che essere pure alibi per le finte guerre umanitarie – sono diventate ufficialmente l’alibi per la deriva giustizialista e securitaria del governo. Le donne alla stessa stregua delle proprietà. Il pacchetto sicurezza (a cui si può opporre il Pacchetto Badholico), e ne ho già parlato, è una miserabile risposta alla miserabile richiesta di sicurezza istigata solo in alcune direzioni dalla destra e da certi sceriffi di sinistra. Se la gente soffre, ha problemi economici e ha paura il modo migliore per far finta di operare una soluzione qual’e’? Inventare un nemico e poi fare provvedimenti che servano a sconfiggerlo. Mi riferisco in particolare alla questione degli immigrati e delle borse taroccate.

In una città come, per esempio, Firenze – con sindaco assolutamente presente su questo tema – l’economia del centro storico è basata sul commercio di milioni di cose e le imprese soffrono perché i clienti non ci sono più o non comprano più come prima. Però succede che persino il pizzaiolo – cui potrebbe non fregare di meno della questione – decide che il suo nemico è il senegalese che vende le borse per tirare a campare. Così chiama i vigili che riportano alla amministrazione e che chiede una decisione al sindaco. Non sto salvando nessuno. Dico solo che quei provvedimenti riflettono perfettamente le richieste dei commercianti e di tanta parte economica della città.

Le imprese chiedono più sicurezza, non vogliono accattoni dentro e fuori i negozi. Le stesse imprese però non vorrebbero neppure dover pagare gli affitti altissimi dei fondi che sono costretti a pagare. Le amministrazioni queste cose le sanno. Però piuttosto che chiedere una regolamentazione del mercato degli affitti agiscono facendo leva sulle paure superficiali dei cittadini. Lo straniero è brutto e cattivo, si sa. Se poi ti convinci che ti ruba il mestiere o i clienti diventa proprio un appestato. E si che la politica di integrazione della regione toscana finge essere meravigliosa. Peccato si rivolga solo agli immigrati che portano soldi, preferibilmente in contanti. Questo però è un altro capitolo che prima o poi tratterò come si deve a partire dai morti sulle coste della mia terra.

Quindi si puniscono i poveri e gli immigrati e poi si aumenta il tempo di prescrizione delle pene. Come se nei tribunali fosse semplice celebrare processi se li rimandi di una ventina d’anni. Ma capisco: la destra chiede certezza della pena e quindi bisogna dargli almeno certezza del mantenimento dello stato di latitanza!
Sindaci e prefetti con più poteri. Di espulsione degli immigrati di sicuro. (ironia on) Finiremo per creare anche gendarmi di quartiere e come nel far west ricopriremo di pece nera e piume gli “stranieri” che osano “rubare alla comunità” un cavallo e li cacceremo via a calci in culo perché noi siamo persone civili e bisogna che loro si adeguino al nostro livello di grandiosa civiltà
Saranno puniti (più di prima) quelli che guideranno sotto l’effetto di una canna (sarà inventato il cosiddetto cannometro) e dell’alcool.

Poi c’e’ quel punto che dice che se parli in chat con un minorenne (anche se non ne sai un tubo dell'età o del sesso o di che genere di gendarme sia) e arrivate a tessere una “amicizia”: Quello diventa adescamento di minore via internet. Indovinate quali chat saranno monitorate di più? Ma quelle gay e lesbiche naturalmente. Non è forse quello il luogo della perdizione in web? Proseguendo: non vi sarà sospensione per i reati giudicati gravi. Tra questi c’e’ la rapina, l’estorsione e la violenza sessuale. Vedete un po’ voi se non ci trattano da proprietà piuttosto che da persone.
Poi creeranno la banca dati del DNA (che terrà i dati per 40 anni). Così anche noi avremo una squadra CSI Miami che si rispetti. Questo è coerente con l’altro bel progetto di Mastella di centralizzare le intercettazioni perché siano controllate dall’alto. (/ironia off).

Gli immigrati vengono trattati di merda ma per le donne immigrate che denunciano è previsto il permesso di soggiorno per motivi di protezione umanitaria. Questa mi pare una buona cosa. Peccato che umanitariamente parlando lo stato non riesca a proteggere proprio nessuna donna e che agli uomini immigrati che avrebbero diritto ad essere egualmente tutelati perchè vittime di violenze di ogni genere non si prevede di riservare lo stesso trattamento. Un'iniquità celebrata creando separazione di genere è come istigare alla guerra tra poveri. Tutto ciò sempre sulla pelle delle donne.

Poi si inaspriscono le pene per chi compie in generale reato di maltrattamenti in famiglia (donne, figli) estendendo la questione anche ai conviventi. Ma torniamo al ragionamento di prima e questo davvero non ci serviva, grazie. Non ci serve sapere che ci sono pene più gravi quando non si interviene in termini culturali, di analisi , di prevenzione e di riprogettazione del tempo e della vita delle donne. Riprogettare la nostra vita per sottrarci alle violenze vuol dire renderci meno precarie e più autonome. Meno timorose di dio e più consapevoli.

Ci hanno barattato per qualche voto in più da destra. Hanno inserito la questione della violenza di genere in mezzo ai furti e alle rapine. Ci hanno svenduto, usato, abusato ancora una volta. Per dire che fare un danno a noi è come farlo a questo maschio stato e a questo maschio governo. Di noi gli appartiene tutto. Utero, figli, braccia, cosce, sangue, lingua, corpo e testa. Siamo una proprietà. Apparteniamo. A tutti meno che a noi stesse.

--->>>Le splendide foto [grazie a Fastidio] sono di Ken-Ichi Murata

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