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22.02.07

Terrorismo domestico. Terrorismo patriarcale

Post in Corpi & Vedere & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 03:45 :: 點閱次數 (591)

 

 

 

Slavina su Malapecora ce lo racconta così.

SexyShock per la Macho Free Zone ne parlano così. 

Le Vagine Volanti, sugli stupri familiari, culturali e istituzionali, ci dicono questo

Quando si è vittime di culture fasciste.

Quando si è vittime di catto-fascismo.

Quando non si è ne' colpevoli, ne' vittime e si subiscono stupri morali 

In Italia:

Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza
fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita. Di queste, circa
1.100.000 hanno subito lo stalking (comportamenti persecutori). Nel totale,
la maggior parte di queste violenze sono ad opera del partner (come il 69,7%
degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è stata
denunciata.


E' l'inquietante quadro che emerge dalla prima indagine sulla violenza e i
maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del
Ministero dei diritti e delle pari opportunità, su un campione di donne di
età compresa fra i 16 e 70 anni. L'indagine rileva che sono 6.743.000 le donne vittime di
violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali
(23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno
subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che
vivono al momento in coppia).


Negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a
1.150.000 (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. La
violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle
mura domestiche il 3,4%. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96%
delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche gli
stupri non sono denunciati: lo sono ben il 91,6% del numero complessivo. Ed
è inoltre consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle
violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non
partner).


Per l'Istat, un terzo delle vittime subisce sia violenza fisica che
sessuale, anche più volte (67,1% dal partner contro il 52,9% dal non
partner). Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente l'essere
spinta, strattonata, aver avuto i capelli tirati (56,7%), l'essere
minacciata di essere colpita (852%), schiaffeggiata, presa a pugni, a calci
o a morsi (36,1%).

Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia
fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà
(79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura
(19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali
degradanti ed umilianti (6,1%).

La violenza psicologica è stata subita da
7.134.000 donne (6.092.000 solo psicologica), il 43,2% con partner attuale.
Di queste 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). 1.042.000 donne
hanno subito sia violenza psicologica che fisica o sessuale, il 90,5% delle
vittime di violenza fisica o sessuale. Questo tipo di violenza si esprime
con l'isolamento o il tentativo isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la
violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni
(7,8%).

I comportamenti persecutori (ossia lo stalking) ai danni delle donne da
parte dell'ex partner contano 2.077.000 vittime. Queste donne (pari al 18,8% del totale)
sono spaventate dal partner al momento della separazione o dopo la
separazione. Tra le donne che hanno subito lo stalking, il 68,5% dei partner
ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il
61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l'ha
aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha inviato
messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l'ha
seguita o spiata e l'11% ha adottato altre strategie. Quasi il 50% delle
donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha
subito anche lo stalking. 1.139.000 hanno subito, invece solo lo stalking ma
non violenze fisiche o sessuali.

 

Violenza:

Viene considerata violenza contro le donne qualunque atto di violenza maschile che produca - o possa produrre - danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata.

Sono dimensioni di violenza:

- maltrattamenti fisici: sono da considerarsi violenza fisica tutti quegli atteggiamenti aggressivi (sberle, calci, pugni...) agiti verso la donna, il suo corpo ma anche verso gli oggetti a cui è legata affettivamente (fotografie, animali, vestiario...) o di cui ha bisogno (documenti, permesso di soggiorno...).

- abuso sessuale e molestie sessuali: è da considerarsi violenza sessuale ogni coinvolgimento in attività a sfondo sessuale che avvenga senza il consenso o la volontà della donna (rapporti sessuali o tentativi di rapporti sessuali, costrizione ad assistere, a visionare materiale ...) perpetrati da parte di partner, vicini di casa, colleghi, amici... in casa, sul posto di lavoro e in qualsiasi ambiente, privato o pubblico.

- violenza psicologica: ogni mancanza di rispetto nei confronti della donna, lesiva della sua dignità (umiliazioni, offese, screditamento), ogni minaccia rivolta alla donna o alle persone a lei care (figli/e, parenti...), ma anche ogni minaccia di autolesionismo espressa dall'aggressore (suicidio...).

- ricatto economico: è da considerarsi violenza economica qualsiasi tentativo di controllare e gestire l'autonomia economica della donna (impedire o ostacolare lo svolgimento di un lavoro, non permettere un libero accesso al conto corrente privato o familiare, richiedere continue giustificazioni delle spese effettuate...).
 
- persecuzione: è da considerarsi stalking qualsiasi molestia o atto persecutorio perpetrato nei confronti della donna (inseguimenti, telefonate non gradite, pedinamenti, controllo sugli spostamenti o sulle visite...).
 

Ancora definizioni di violenza:

 

       
   
Maltrattamento fisico

Ogni forma di intimidazione o azione in cui viene esercitata una violenza fisica su un’altra persona.
Si includono comportamenti quali picchiare, schiaffeggiare, cazzottare, ma anche dare pizzicotti, lanciare oggetti contro la persona, privare di cure mediche e del sonno.

Maltrattamento economico

Ogni forma di privazione o controllo che riguarda l’accesso alla propria indipendenza economica: non dare soldi e informazioni relative allo stipendio del maltrattante; non condividere le decisioni sul bilancio familiare; intestare tutti i beni a nome proprio; rifiutarsi di pagare un congruo assegno di mantenimento.

Comportamento persecutorio (stalking)

Comportamento persecutorio messo spesso in atto quando la donna cerca di allontanarsi da una relazione violenta. Il maltrattante perseguita l’ex-partner seguendola negli spostamenti, aspettandola sotto casa, al lavoro, telefonandole continuamente a casa, in ufficio, sul telefonino. Gli effetti possono essere devastanti: viene minato il senso dell’autonomia e dell’indipendenza della donna facendola sentire “in trappola.”

Violenza sessuale

Ogni forma di imposizione di pratiche sessuali non desiderate. Contrariamente ai luoghi comuni, nel 75% dei casi la violenza sessuale viene agita da una persona conosciuta: amico, partner, ex-partner, conoscente, collega o datore di lavoro. Trattandosi di una persona conosciuta e quindi in cui si era riposta fiducia, è molto difficile per le donne vittime di violenze non pensare che la responsabilità sia propria e che raccontando quanto è successo non saranno credute.

Maltrattamento psicologico

Ogni messaggio e atteggiamento diretto a far sentire la persona priva di valore. Questo tipo di violenza prepara sempre ed accompagna il maltrattamento fisico anche se non sempre vi degenera. Sono atteggiamenti che si insinuano gradualmente, tanto che la donna non riesce nemmeno a vedere fino a che punto siano dannosi per la sua identità. La sofferenza è aggravata dal non riuscire a dare un nome a questo comportamento, ci si sente confuse e sofferenti senza capirne il perché.
Le tipologie di maltrattamento psicologico sono molteplici, queste alcune delle più comuni:

1. Svalorizzazione
2. Trattare come un oggetto
3. Eccessiva attribuzione di responsabilità
4. Indurre senso di privazione
5. Distorsione della realtà oggettiva
6. Paura

 

 

Qualche suggerimento per capire come aiutare una donna maltrattata:

Molte donne maltrattate non sanno a chi rivolgersi per ottenere aiuto.
Il tuo desiderio di aiutare è importante, ma occorre essere preparati per affrontare una situazione di maltrattamento e offrire il tipo di aiuto adeguato.

Possibili indicatori di violenza domestica

Gli effetti della violenza domestica possono emergere in molti modi diversi.
Saperli riconoscere ti aiuterà a identificare le donne maltrattate e a capire meglio la loro esperienza.

Lesioni fisiche visibili
  • Contusioni, lacerazioni, bruciature, segni di morsi e fratture - specialmente nella zona degli occhi, naso, denti e mascelle
  • Ferite durante la gravidanza, aborti “spontanei”, nascite premature
  • Inspiegabile ritardo nel cercare assistenza medica per ferite
  • Ferite multiple a diversi stadi di guarigione

Malattie che possono insorgere in situazioni di maltrattamento

  • Malattie da stress come mal di testa, mal di schiena, dolori cronici, disordini gastrointestinali, disordini del sonno, disordini alimentari e affaticamento
  • Condizioni legate a stati d’ansia: come palpitazioni cardiache, iperventilazione e attacchi di panico. Meno frequentemente: depressione, pensieri e tentativi di suicidio, uso di alcool e altre droghe

Effetti sul posto di lavoro

  • Perdita di produttività, assenteismo cronico o ritardi molto frequenti, eccessive richieste di tempo libero
  • Incursioni e molestie sul lavoro da parte del maltrattante, di persona o per telefono
  • Cambio frequente di mansioni nel curriculum lavorativo della donna, o perdita dei lavori precedenti

Richieste di aiuto

  • Per problemi di “coppia” o “familiari”
  • Per dipendenza da alcool e da droghe
  • Per consulenze legali
  • Per problemi relativi alla “salute mentale”

Molte richieste di aiuto mascherano in realtà problemi di violenza domestica.

Come faccio a sapere se una donna viene maltrattata?

L’unico modo di sapere se una donna viene maltrattata è CHIEDERE.
Non è vero che le donne maltrattate non vogliono parlare della loro situazione. Molte nascondono i maltrattamenti perché temono il compagno; perché temono di sentirsi a disagio, di essere colpevolizzate o di non essere credute.
Per comunicarle il tuo desidero di aiutarla e sostenerla, puoi:
- Chiedere a lei in modo semplice e diretto, IN PRIVATO,
- Avere un atteggiamento NON giudicante,
- Non spingerla a fare niente,
- Non pretendere che abbia subito FIDUCIA totale in te
- Se ci sono dei fatti che ti hanno insospettito puoi dire: “Ho notato x, y e z e mi preoccupo per te. Posso fare qualcosa per aiutarti?”. Oppure “Mi sembra che tu sia sotto pressione e infelice. Se hai bisogno di qualcuno con cui parlarne io sono sempre a disposizione, sarà una cosa riservata fra noi due”.
Spesso si esita nell’aiutare una donna in difficoltà perché si ha l’impressione che “non sono fatti miei”. Questa falsa idea ha contribuito notevolmente a costruire l’isolamento delle donne e ad accrescere le difficoltà di prestare aiuto e supporto.
Se decidete di chiedere, preparatevi a rispondere in modo supportivo.

Cosa prepararsi ad offrire supporto

Ci sono molte cose che puoi fare per prepararti ad offrire sostegno, incoraggiamento e aiuto ad una donna maltrattata

  • Preparati sul tema della violenza domestica, leggi, parla con operatrici dei centri anti-violenza
  • Comincia la conversazione in privato e quando hai abbastanza tempo per parlare a lungo
  • Abbandona le aspettative di trovare una soluzione “pronta e veloce”
  • Sforzati di capire che la passività della donna può essere la sua strategia di sicurezza
  • Verifica la correttezza dei tuoi atteggiamenti e opinioni sul maltrattamento e se necessario modificale.


  • Le donne maltrattate non subiscono maltrattamenti per una loro mancanza. Sono donne intrappolate in relazioni coercitive a causa dellíuso della violenza e del controllo da parte dei loro partner.
Atteggiamenti positivi per fornire sostegno e incoraggiamento
  • Credile. Diglielo apertamente. Se conosci il suo compagno considera che molti maltrattanti si comportano in pubblico in modo molto diverso da come sono in privato
  • Ascoltala attivamente, falle domande ma evita di dare giudizi e consigli. Sarà lei stessa a dirti ciò di cui ha bisogno
  • Alleati con i suoi aspetti forti. Sulla base delle informazioni che vi fornisce e delle vostre osservazioni, individuate attivamente le modalità con cui ha sviluppato strategie per gestire la difficoltà della situazione; come ha risolto problemi e mostrato coraggio e determinazione, anche se gli sforzi non sono riusciti completamente. Aiutatela a costruire su questa forza.
  • Sostieni i suoi sentimenti. E’ comune per le donne in situazioni di maltrattamento di avere sentimenti ambivalenti - amore, paura, colpa e rabbia, speranza e tristezza. Dille che quello che prova è normali e ragionevole.
  • Evita di colpevolizzarla. Ditele che il maltrattamento non è colpa sua. Rinforzate il fatto che il maltrattamento è responsabilità del maltrattante e che è contro la legge, evitate di parlare male del maltrattante.
  • Prendi sul serio le sue paure. Se sei preoccupata per la sua sicurezza, dillo senza giudizio, “La tua situazione sembra pericolosa e sono preoccupata per la tua sicurezza”.
  • Offriti di aiutarla. Se ti chiede di fare qualcosa che puoi e vuoi fare, fallo. Se non puoi o non vuoi diglielo e aiutala a trovare altri modi per affrontare il bisogno, magari mettendola in contatto con chi può effettivamente aiutarla in quello che chiede.
  • Usa creatività nell’aiutare la donna ad elaborare strategie di sicurezza. La chiave alla pianificazione della sicurezza è analizzare il problema, considerare tutte le possibilità e le alternative a disposizione, valutare i rischi ed i benefici e le diverse opinioni e trovare dei modi per ridurre i rischi. Offri idee, informazioni e punti di riferimento.
  • Sostieni le sue decisioni. Ricordati sempre che ci sono sempre rischi legati ad ogni decisione presa da una donna maltrattata. Se vuoi davvero aiutarla devi essere paziente e avere rispetto per le sue decisioni, anche se non sei d’accordo.

 

4 Comments on "Terrorismo domestico. Terrorismo patriarcale" »

  1. slavina said: siamo a 10

    22/02/2007, at 04:14 [ Replica ]

    da quando ho scritto il post sulla violenza di genere il numero e' raddoppiato, tanto da farmi pensare che porto pure un po' sfiga... pero' devo dire che l'Italia vince il primato della storia piu' triste e truce del mese, quella della ragazza di Avellino uccisa dal convivente della madre.

    porco dio.

  2. FikaSicula said:

    22/02/2007, at 04:32 [ Replica ]

    No tesoro,
    hai il merito di aver portato un pezzo di verità in questo angolo poetico che è noblogs.
    Vero, non che porti sfiga, ma che l'Italia vince il primato.
    Sotto i video ho pubblicato i dati dell'ultima indagine Istat.
    E non parlano di morte ammazzate e questo c'entra, eccome se c'entra, con il ritorno della cultura fascista e con la violenta ingerenza della chiesa nelle nostre vite.
    Bisogna fare qualcosa di più anche in Italia. Siamo stuprate ogni giorno: nei luoghi di lavoro, dalle leggi dello stato, dalla precarietà che ci sta uccidendo, da chi ritiene che se siamo deboli precarie e subordinate, mai indipendenti, dal punto di vista economico allora torneremo a casa a sfornare figli e a realizzare il progetto patriarcale della "famiglia".
    Personalmente ne ho davvero abbastanza: il patriarcato, i moralismi, le schiavitù, la vita senza diritti...
    Grrrrrrrr

  3. hama kitama said:

    22/02/2007, at 06:16 [ Replica ]

    una volta uno spagnolo, ridendo, mi disse che dalle sue parti (badajoz) si dice che se dio creò la donna da una costola dell'uomo, allora l'uomo ha diritto di rompere le costole alle donne.
    al di là del fatto che il tipo era un povero coglione e che fosse proprio uno spagnolo (un paese in cui, malgrado tutto, cioè malgrado siano indubbiamente messi molto meglio di noi, la chiesa ha un peso ancora non indifferente), c'è da interrograsi sul ruolo dominante che hanno sull'immaginario collettivo archetipi e linguaggi patriarcali, come quello che vuole che dio abbia creato l'Uomo a sua immagine, e solo dall'Uomo la Donna. e delle conseguenze di queste immagini e di questi linguaggi sulla formazione della propria identità. e quindi sulle azioni.

  4. FikaSicula said:

    22/02/2007, at 08:24 [ Replica ]

    Hama Kitama sono d'accordo. Io me lo sono chiesto e ho anche concluso, scoprendo che mi si è aperta una vena infinita di porcherie (superchierie - soverchierie - violenze soverchianti), che viste con uno sguardo un poco meno schematico e meno a compartimenti stagni (più da osservazione della complessità... termine stra-abusato oramai ma tant'è...) sono tutte in qualche modo collegate o collegabili tra loro. Perciò penso che le azioni politiche e culturali consapevoli dovrebbero tenere conto di tutto.
    Un abbraccio :*