Non è antipolitica. Che palle con ‘sto termine. Si chiama antipotere o al massimo antipoteri. A questo si ribella la gente che s’è rotta delle stesse voci che si autocelebrano per dire che è stato un successo anche se la sconfitta è più che evidente. Ed è un errore continuare a reggere il gioco dei partiti che hanno voluto il maggioritario bloccato, a schema fisso ed escludente, con gli sbarramenti di percentuali, con il bipartisan che ha reso tutti uguali, senza distinzioni, né destra né sinistra e tutti un po’ più terzoposizionisti, fascisti mascherati da ribelli, e rossobruni amanti di signoraggi e cose affini che partono dal basso e si introducono tra le file dei popoli nati dal web.
Il fatto è che ho sentito l’intervista, breve, fra i due candidati al ballottaggio nella città di Parma. La faccia vecchia di uno del Pd e poi un ragazzo giovane del Movimento Cinque Stelle. Città complessa, giunta di centrodestra che ha lasciato un buco di 700 milioni, e allora il tipo del Pd, posa da chi ce la sa, espressione supponente, dice che si, capisce, il voto di “protesta”, il messaggio è arrivato, ma ora è tempo di fare sul serio e serve un “adulto”, uno “maturo” per gestire una cosa così complicata, perché quell’altro, di trent’anni e poco più, per niente noto, tono tranquillo, faccia da idealista che ha passato il tempo a farsi il porta a porta, proprio non è in grado. Così lo liquida come per quelle femministe/matrone ché noi siamo tanto belle quando serve colorare di gioventù le manifestazioni e riempire di idee il vuoto politico delle filo/istituzionali ma quando c’è da partecipare all’elaborazione collettiva serve l’adulta, la madre superiora, e noi, sebbene alcune quarantenni e oltre, diventiamo “le giovani” a cui puoi dire cose tipo “tu la pianti”.
Non è l’elogio del grillismo perchè lo guardo con sospetto per quanto nel bel mezzo di ‘sta gente andrebbero guardati tutti uno ad uno, è il necrologio del piddismo (da pd) che non impara mai, pur perdendo una città dopo l’altra, un candidato dopo l’altro, con i comuni che eleggono vendoliani, rifondaroli, dipietristi, finanche NoTav (evvai!
), e poi grillini, eleggono tutti fuorché quelli del Pd. Se non capiscono ‘sti qua a questo punto che c’hanno rotto più d’una ovaia immagino servirà accompagnarli alla discarica, rottamatori inclusi.
Oggi vincono i sogni, le leadership dipendenze, i travaglismi, gli schemi linciaroli alla santoro che se linci da pseudo/sinistra è una figata (invece quegli altri coi forconi hanno meno appeal…), la manovalanza sui territori, quello che chiamano presunto cambiamento e l’archiviazione delle facce che non sanno decidere da che parte stare. Destra o sinistra siete tutti uguali, fate cagare, e non è qualunquismo, è solo la verità. Vincono cose controverse, dubbie, belle o brutte ma chiare, come vince in europa la sinistra che pare un po’ sinistra e la destra che è perfino nazi. E c’è poco da innescare un’altra strategia della tensione ché spacciare una sparatoria contro uno a Genova per un segnale di ritorno alla lotta armata è solo come sempre per invitare a votare quel maledetto centro, né carne o pesce ma solo monnezza che si ripropone.
Continued…