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#NoTav: terroristi siete voi!

Cioè si, abbiamo fatto terna. In fatto di “donne che fanno la differenza”. Fornero che l’inculata sulle questioni del lavoro, a fronte di persone disperate, suicidi, vecchiette con pensioni minime che si sono improvvisate rapinatrici nei supermercati, ragazzi che non sanno dove sbattere la testa e donne che oramai pare che se non sfornano bebè nessuno se le caga, ce la racconta in pianto. Severino che è quella tanto buona e giusta e il suo problema primario sarebbero i blog, questi disgraziatissimi spazi in cui, guarda un po’, esiste chi può dire ciò che vuole, sebbene esistano leggi pesantissime per perseguire chiunque diffami, calunni, faccia o dica cose sbagliate, ma lei di più vorrebbe, piegate/i, ecco come, al pari di quotidiani di regime che obbediscono a logiche di partito e di governo. E poi la Cancellieri che oggi dice che il suo problema non sono le buste con la cifra tasse, ché pare una estorsione, che spingono al suicidio tanta gente, o la faccenda degli speculatori che sulle nostre vite e sulla nostra povertà ci fanno i soldi, o l’altra dell’assenza di diritti civili minimi che in questo paese mancano, o l’altra ancora del fatto che ogni problema in Italia, ogni forma di dissenso viene assunto come un problema di ordine pubblico. No. Lei dice che il suo problema più grande siano i NoTav, sai la novità.

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#marciaperlavita: per dirne una c’erano le ragazze a pagamento!

[Piedi e foto di Just Laurè]

Sono contro il divorzio, l’eutanasia, l’aborto. Le donne sarebbero assassine, se ci va bene siamo figlie di satana. Le femministe manco a parlarne, meglio la morte. Sembrano venuti fuori da un buco nero, un’altra dimensione temporale ancora ferma al medioevo, e sfilavano intatti, non moltissimi in verità, ragazze reclutate tramite InfoJobs per 37 euro in tutto incluse, per fare numero e bellezza, donne sfruttate contro le donne.

Come previsto c’erano tutti quelli che dovrebbero dar conto di legnate date agli immigrati, linciaggi alle trans, coltellate ai gay, stupri punitivi alle lesbiche. Gente compassionevole che se muore un bimbo immigrato chissenefrega e se muore scannata una femminista figuriamoci. Prossimamente sui nostri teleschermi la diretta di uno sterminio contro medici abortisti e donne in fase di Ivg.

Poche parole. Semplici. Diciamo da sempre che a furia di sdoganare le parlamentari con cilicio e i casapoundini del “tempo di essere madri”, i post/latitanti di forza nuova e gli integralisti, fanatici e volgarissimi fascisti di ogni risma ci saremmo trovati con questa gente dentro le nostre mutande.

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Il movimento “per la vita”: pericoloso, egoista, pigro

 Quando un essere umano viene al mondo e comincia a respirare, allora essere “per la vita” diventa infinitamente più difficile. Significa prendersi DAVVERO cura delle persone. Quel tipo di cura che richiede una mente critica, pazienza e consapevolezza di sé. Il tipo di cura che richiede di capire perché le cose stiano in un certo modo, e il modo corretto di gestirle. Il tipo di cura che richiede compassione e dedizione senza fine per una vita migliore per tutti gli esseri umani (e non umani).

Il tipo di cura di cui sono completamente priv* coloro che marciano in giro, sventolando enormi manifesti di bambini morti, e chiamando le donne assassine.

(originale in inglese, qui)

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Web, 13 Maggio, corteo virtuale #prolife “Una tetta per la vita”

Avevamo chiesto per il 13 Maggio di contribuire alla campagna #tettaprolife (accompagnata dalla campagna #provibra) con un pezzo del vostro corpo (QUI la versione in inglese). I motivi di questa campagna stanno qui (Roma: marciano per impedire la libera sessualità alle donne) e qui (Marcia per la vita di chi?) e se proprio non hai nulla da fare potresti anche voler affrontare il Quizzone #prolife. Qui invece trovi scritto com’è andata in quel di Roma.

A fikasicula[at]grrlz.net di pezzi di corpi ne sono arrivati proprio tanti (inviatene ancora, perché sono pezzi di corpo liberati) :D . Potete vederli tutti in basso. Cliccate per ingrandire le immagini, liberate e fate girare con l’hashtag #prolife e #tettaprolife o #ascellaprolife o #piedeprolife e così via. Che oggi sia un corteo (virtuale) di corpi liberati #prolife.

La prima “Tetta per la Vita” è la mia, liberata (a cura del Tetta Liberation Front) per chiedere:

- Educazione sessuale nelle scuole

- Sessualità libera (con chi vuoi)

- Contraccezione disponibile (anche d’emergenza)

- Aborto assistito e gratuito

- Consultorio pubblico e laico

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A new meaning for #prolife ’cause real #prolife is #prochoice

a new meaning for #prolife ‘cause real #prolife is #prochoice! #umbilicusprolife #ombelicoprolife is #ombelicoprochoice Sex education in schoolsSexual freedom (with anyone)Contraception, emergency contraception help and advice (helpline)Free abortion and medical assistancePublic Counseling (not dogmatic) Web, 13 Maggio: “Una tetta per la Vita”.  If you would like to contribute to the campaign “A Tit for Life” with a piece of your body (armpit for life, ear for life, knee for life, nostril for life) send a photo with signature (they have to be original pieces by the author) to fikasicula[at]grrlz.net

da Ritagli, contributo ombelicale e la traduzione in inglese della campagna “Una tetta per la vita!:

a new meaning for #prolife ‘cause real #prolife is #prochoice!
#umbilicusprolife #ombelicoprolife is #ombelicoprochoice

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Il Quizzone #prolife

Immagine tratta da Wooster Collective

Dal blog di ZiaJo‘:

Domenica 13 maggio è la festa della mamma e per far felici tutte le mamme a Roma sfileranno i prolife, quelli provitaprimadellanascita tanto dopo chi se ne frega. Io, cara mamma, ti faccio tanti auguri anche se sei già nata.

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Napoli, 13 maggio: incontro con le donne della “Primavera Araba”

Riceviamo e volentieri condividiamo:

Domani, domenica 13 maggio, alle 19.00 Equobar – Lilith incontra una delegazione mediorientale (Giordania, Libano, Egitto) di attiviste della società civile ed esponenti istituzionali impegnati nella creazione di un quadro politico e normativo per la tutela di migranti e il contrasto ai fenomeni di tratta. Un’occasione unica per confrontarsi con alcune delle protagoniste della primavera araba.

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#provibra: scegli un vibratore per la fika

Non staccare la spina al tuo vibratore… un vibratore scarico è sempre una tragedia e non rappresenta mai la soluzione per nessun problema.

Tuttavia, anche dall’oscuro abisso del male è sempre possibile risalire, per ricominciare da capo e aprirsi nuovamente la fica.

È quel che ha fatto la signora Malafemmina della provincia di Dildolandia. Dopo un aborto di orgasmo (il vibratore si scaricò che quasi veniva) ora è madre di due casse di pile alcaline. Continued…

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Web, 13 Maggio: “Una tetta per la Vita”. Più #tettaprolife per tutt*!

Update: QUI le immagini a contributo e adesione che sono arrivate fino ad ora. Buon corteo virtuale di corpi liberati! (fatele girare)_______

Questa è una “Tetta Pro-Life“. Il 13 Maggio #tettaprolife per tutt*.

Il 13 Maggio scegli “Una Tetta per la Vita” per chiedere:

- Educazione sessuale nelle scuole

- Sessualità libera (con chi vuoi)

- Contraccezione disponibile (anche d’emergenza)

- Aborto assistito e gratuito

- Consultorio pubblico e laico

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Marcia per la vita di chi?

Domenica a Roma confluiranno tutti i prolife nella Marcia per la vita.

Continuano a definirsi prolife e io continuo a chiedermi cosa significhi essere a favore della vita quando si impedisce alle donne di curarsi, di vivere consapevolemente e responsabilmente la maternità, la sessualità – che dio, la dea, gli dei, l’invisibile unicorno rosa vi scampi dal vivere una sessualità consapevole! Dirà qualcuno. No agli anticoncezionali, né quelli di emergenza – pillola del giorno dopo, pillola dei cinque giorni dopo, né quelli comuni, i preservativi, la spirale, non sia mai, sono strumenti di Satana! E pure in un libro, di cui non ricordo più il titolo,  molti anni fa lessi che Satana non era altro che l’angelo del dubbio, al quale Dio, con la d maiuscola, quello dei cristiani e degli ebrei, aveva affidato il pianeta più amato, la Terra.

Il dubbio non è forse una delle basi della ricerca della verità? Vorrei chiedere, ancora, alle donne che partecipano alla Marcia per la vita, cosa intendono per vita? davanti ad una madre che decide di interrompere la terza o quarta gravidanza perché rischia di diventare cieca, perché ha l’hiv, perché ha il cancro, perché ha due figli con la leucemia, perché non ha da mangiare – e 250 euro pro-life non cambiano la vita a nessuna famiglia. A chi non ha alcun desiderio di diventare madre, qual è l’alternativa? La costrizione fisica? Alcune risposte le conosco già, perché è tutta la vita che cerco di capire cosa porti una donna, che sa bene cosa significa diventare madre, quale complesso di responsabilità, impegno, sentimenti ed emozioni comporta, cosa la porta dire: io decido per te.

Purtroppo sono spesso domande a vuoto, perché, come mi capita di dire, queste persone somigliano agli zombie, metaforicamente, agiscono in base ad un unico impulso, l’obbedienza ad una ideologia malata, che con la vita non ha a che fare, ma ha a che fare col dominio, con la coercizione e l’imposizione, in definitiva col fascismo.

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Spot Fiat: esportiamo stereotipi sessisti!

Il Post segnala questi nuovi spot Fiat per l’Argentina. Lo Stato di cui parliamo è quello che ha approvato norme per l’unione tra persone dello stesso sesso e continua nel rispetto dei diritti civili a stabilire, per esempio, che le persone potranno registrarsi all’anagrafe in base alla propria identità sessuale percepita (e non quella imposta) e dunque potrà godere da parte dello Stato della totale assistenza da parte del servizio sanitario nazionale.

Ecco, in quell’Argentina lì la Fiat è andata a pubblicizzare il proprio marchio veicolando stereotipi sessisti, descrivendo gli uomini come dementi che non immaginano altro che essere alleviati da tante e decorative colleghe d’ufficio e offendendo le donne i cui seni possono diventare piscine dentro le quali tuffarsi o il cui bel corpo, disponibile alla molestia, diventa l’unico motivo per cui essere assunte in ufficio, alla faccia dei diritti delle lavoratrici. In alternativa alle donne non resta nulla di meglio da fare, stereotipo nello stereotipo, che godere dello status di moglie, madre, e proprietaria di un paio di pantofole e di un’auto Fiat.

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Torino, 14/15 Maggio: Il genere al lavoro!

Riceviamo e volentierissimo condividiamo:

Workshop a cura del Laboratorio Sguardi sui Generis
L’uguaglianza disponibile oggi non è filosofica ma politica: ci piace, dopo millenni, inserirci a questo titolo nel mondo progettato da altri? Ci pare gratificante partecipare alla grande sconfitta dell’uomo? C. Lonzi

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Roma: marciano per impedire la libera sessualità alle donne!

Giorni fa dicevamo che domenica 13 maggio a Roma si svolgerà un corteo d’accusa contro l’autodeterminazione delle donne. Si chiama *marcia per la vita* e tra le adesioni a questo evento medioevale c’è di tutto, sigle cattolico/integraliste, sigle in odor di fascismo, trovi finanche i templari redivivi a testimonianza del fatto che – è proprio vero – certe volte tornano e quando tornano lo fanno con tanto di Patrocinio di Roma Capitale, con l’adesione di qualche deputata del Pd, nella città in cui tale Tarzia, con supporto di Polverini governatrice della Regione, firmataria dell’appello che sgrava la coscienza ai più in tema di femminicidio, vorrebbe, appunto, polverizzare i consultori pubblici.

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