06.05.08

Della sinistra vigliacca e della responsabilità morale

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa & Scritti critici at 06:35 :: 點閱次數 (248)

http://www.rifondazionelazio.it/files/antifascismo.jpgLe giustificazioni al fascismo sono diventate tante. Il revisionismo ha oltrepassato quel limite che permette al fascismo di diventare invisibile, persino più pericoloso. Così quando appare ecco che tutti si precipitano a negare, a minimizzare, a prendere le distanze. Ma delle ragioni della destra si è già diffusamente parlato. Quello che invece non abbiamo approfondito è quel senso spocchioso e snob di certa sinistra che proprio non ce la fa a evitare di usare analisi che sembrano indizi parcellizzati di una indagine della scientifica. Pensieri prudenti di chi preferisce tapparsi gli occhi e le orecchie, salvo poi risvegliarsi d'improvviso dal letargo quando c'e' una vittima di mezzo. Come dire: certa gente pensa ed esiste solo se di alcune cose parla repubblica in prima pagina. Le informazioni non "accreditate" dalla stampa ufficiale per alcuni sono indigeste.

Di fare ragionamenti in cui si mettono assieme gesti, azioni e responsabilità morali, politiche, alcune persone si sono proprio stancate. Aggiungiamo poi che a molt* non piacciono certi atteggiamenti da "centro sociale" e abbiamo fatto il resto. Così pur di non stare con quelli di sinistra si finisce per spostarsi un po' a destra, ma talmente a destra che poi si fa davvero fatica a dichiararsi antifascisti.

Perchè vedete, la sinistra ha di sicuro bisogno di menti critiche, di persone, penso alle donne, che ricordino quanto siano machisti alcuni atteggiamenti, quanto sia tanto più di sinistra se dopo aver dichiarato che non si sposa alcuna causa patriottica poi non si difendano altri nazionalismi. Ma si, lo sappiamo. Ma non vorrete mica dire che lottare per una palestina libera, chiedere che la smettano di ammazzare bambini, donne, vecchi, uomini per strisce di terra sottratte un po' alla volta a chi ci stava prima sia come aderire ad un nazionalismo fascista. E se davvero la pensate così allora bisognerà che ripassiamo sotto la lente del vostro giudizio così neutrale anche tutta la storia che parla di colonizzazioni, di furti imperialisti, di genocidi e devastazioni, di sfruttamenti e tragedie mascherate da "guerre giuste". Perchè sapete: si può discutere e lottare contro tutto ciò senza difendere nazionalismi fascisti, altrimenti saremmo tutti lì a festeggiare l'indipendenza del Kosovo.

Poi certo, è verissimo, questi ragazzi di sinistra certe volte sono così teste di cazzo che andrebbero rimandati a scuola a calci in culo, che almeno imparassero un po' di storia, accidenti e la smettessero anche loro di ululare per slogan e di difendere dittature comuniste. Ma dopo che hanno detto due o tre cazzate però ci pensano gli adulti (e non mi riferisco a d'alema) a lasciare esperienze e a legare obiettivi, ragionamenti. Così questi ragazzi crescono e diventano militanti seri, di quelli che ti puoi fidare, che studiano, si informano, che difendono l'eredità antifascista anche per quelli che hanno la puzza sotto il naso e che trovano più igienico e carino frequentare cenacoli culturali alto borghesi o librerie e associazioni culturali alla moda invece che sporcarsi a dare un'occhiata alle esperienze di autogestione.

 (Continua)

06.05.08

Squadrismo e neofascismo in Padania

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 00:52 :: 點閱次數 (752)

Update: Nicola è morto! http://userserve-ak.last.fm/serve/160/2709010.jpg

La questione veronese apre un capitolo ampio della storia italiana che è sempre stata negata. Perciò oltre al presidio a Verona, oggi si moltiplicano riunioni e comunicati in cui si dice quello che altri non dicono mai. Prima però, se volete, ascoltate questa intervista al sindaco Tosi - segnalata tra i commenti - che minimizza ancora la questione, negando una responsabilità morale o una radice culturale e politica degli aggressori, e perdipiù "arriva a dire che questo attacco omicida è più grave dei soliti proprio perchè è privo dell'aggravante xenofoba, giustificando e minimizzando così la gravità dei normali assalti a sfondo razziale".

Ricordo che - Lunedi 5 maggio in via Leoni (Porta Leona) a Verona alle ore 20.00 sit-in di protesta contro le aggressioni fasciste. Uno striscione dirà: "A Verona nel 2008 si muore ancora di fascismo".

A Roma invece l'assemblea cittadina romana si incontra il 7 maggio alle 20.00 in Forte Prenestino e si incontrano il 5 alle 18.00 anche tutti gli studenti e le studentesse antifasciste. Copio sotto il loro comunicato e altri comunicati degli antifascisti veronesi con una premessa scritta da Antifa/ecn

Verona, aggressione a Nicola: comunicati 

Di seguito alcuni comunicati

Prima pero’ due note nostre

Forza Nuova:
“Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l’associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all’episodio. “Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda” [...].

Per la cronaca val bene specificare chi è Roberto Bussinello che ha immediatamente assunto la difesa dell’aggressore: “Si è presentato col suo legale, Roberto Bussinello, candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni” (poi passato a "La Destra" di Storace ndb), nonche’ rappresentante legale nazionale di FN.

Il Sindaco Tosi (*):
che in un primo momento ha richiesto “pene esemplari”, per poi invece minimizzare quando e’ risultata inconfutabile l’appartenenza politica degli aggressori.
Sindaco: quei criminali sono [...] quelli con i quali hai manifestato nella piazza di verona il 15 dicembre, quelli che hai nella tua giunta, come gli elementi del gruppo neonazi Gesta Bellica.
[...]

(*) il sindaco Tosi fu a suo tempo condannato in 2° grado, assieme ad altri suoi amici, ad alcuni mesi di reclusione e al pagamento di 50.000 € nei confronti di alcuni Rom di un campo del veronese per aver violato la legge Mancino contro il razzismo e per aver espresso «un’innegabile idea di superiorità e sentimenti di odio», come da motivazione del tribunale.

 (Continua)

05.05.08

Il fascismo non è una questione di ordine pubblico

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 05:20 :: 點閱次數 (189)

http://farm1.static.flickr.com/247/458605896_b19a121343.jpg Update: Lunedi 5 maggio in via Leoni a Verona alle ore 20.00 sit-in di protesta contro le aggressioni fasciste.

///////////

Lo dicevamo tutt*. Quando c'e' tanta prudenza nel definire nazionalità e identità degli aggressori è sempre una questione "politica", se di politica in questi casi si può parlare. Si tratta di gentili fanciulli [QUI le loro foto] che vengono da ambienti vicini al "Fronte veneto skinheads", agli ultrà tifosi della Hellas Verona e a Forza Nuova, cioè quell'area capeggiata da Roberto Fiore. Proprio quella di cui parla il film Nazirock censurato prima dell'uscita nelle sale. Proprio quella che si è presentata alle ultime elezioni concorrendo alla possibilità di occupare qualche posto in parlamento. Forza Nuova dal canto suo minaccia querele e nega che vi sia una associazione tra la vicenda e l'organizzazione. La stessa cosa fa Il Fronte veneto Skinheads. Negano tutti, fascisti al governo e fascisti che ne stanno fuori.

Si tratta perciò di fascisti che hanno avuto il tempo di "fuggire all'estero" mentre uno si è presentato spontaneamente a confessare l'aggressione avvenuta a Verona (altri due sono stati presi nelle ultime ore). Si tratta di ragazzotti ITALIANI di BUONA FAMIGLIA che hanno quasi ammazzato un ragazzo perchè non ha loro offerto una sigaretta, almeno così si dice. Si tratta forse degli stessi individui che poi urlano di voler pensare alla nostra sicurezza. Che avendone la possibilità accopperebbero un immigrato e che tanto gentilmente si propongono come unici difensori dell'onore patriottico degli organi genitali femminili.

Tutto ciò avviene nella Verona governata da Tosi, quello della "tolleranza zero", un leghista dal pugno di ferro che vuole cacciare gli e le irregolari persino dagli asili, mettendoli assieme ai bimbi delle ragazze madri perchè ree di non avere una fede al dito. Avviene in Padania, dove tutti i problemi sarebbero causati dagli immigrati, mentre gli "italiani brava gente" sarebbero solo quelli che fanno qualche marachella una volta ogni tanto.

 (Continua)

05.05.08

Ladyfest per tutt@

Post in Fem/Activism at 02:14 :: 點閱次數 (109)

Dal 15 al 18 maggio a Madrid ci sarà la Ladyfest spagnola. Saranno presenti 14 gruppi nazionali e internazionali, conosciuti e nuovi, alcuni di sole donne a altri misti, però tutti hanno lo stesso criterio di celebrazione della cultura femminista e della musica che affronta questioni di genere. Sarà uno spazio di riunione, dibattito, solidarietà, autogestione e rivendicazione.

In questa edizione del Ladyfest suoneranno gruppi di genere folk o punk. Ci saranno esibizioni di musica elettronica e quelle di cabaret. Ci sarà anche una sessione di microfono aperto del quale tutte le donne potranno approfittare per esprimersi in musica liberamente.

In Italia l'anno scorso abbiamo avuto il fantastico Ladyfest torinese. Sono proprio loro a dirci cos'è un Ladyfest:

È un festival autogestito da e per ladies (femministe, etero, lesbiche, transgender, ecc.).
È femminista perché vuole dare visibilità alla loro cultura (in senso esteso) e sviluppare/incoraggiare la loro autonomia.

È DIY: do it yourself, cioè gestito fuori dalle meccaniche commerciali, da sol@ o collettivamente, senza rapporti di gerarchia nell'organizzazione e cercando di eliminare la separazione tra chi è attiv@ nella cultura e chi la consuma.

 (Continua)

04.05.08

HACK.Fem.EAST

Post in Vedere & Fem/Activism at 00:04 :: 點閱次數 (66)

Leggo su Gerdaphoto e vi risegnalo:

HACK.Fem.EAST
Women, Technology and
Networks in Eastern Europe

10 maggio - 22 giugno 2008
Kunstraum Kreuzberg / Bethanien Berlin
Apertura: 9 maggio, dalle 19.00

Un progetto di Tatiana Bazzichelli e Gaia Novati, sponsorizzato da Hauptstadtkulturfonds con il supporto dell'Institutes für Auslandsbeziehungen. HACK.Fem.EAST presenta pratiche sperimentali e artistiche di artisti e attivisti che nell'Europa dell'Est lavorano con network digitali. Il soggetto principale sono i media, l'arte e l'hacking.

Le principali protagoniste sono le donne, o progetti in cui le donne rivestono un ruolo importante. Scopo del progetto e' quello di fornire e sviluppare un network, attraverso la mostra, l'inaugurazione, due giorni di conferenze, la pubblicazione di un giornale e un sito web.

Network esistenti, da 11 paesi dell'est, formano il cuore del progetto e la base per la mostra. In tutto 11 network sono invitati a visitare il Kunst-raumes Kreuzberg / Bethanien per presentare il proprio lavoro, le proprie strategie e i propri scopi sotto forma di video o installazioni digitali, documentari e presentazioni.

Il 10 e 11 maggio si terra' una conferenza, allo scopo di unire i vari network e discutere delle prospettive delle donne nella cultura dell'Europa dell'Est, e allo stesso tempo di fornire un forum per una forma di politica radicale, basata su progetti artistici mediatici e su internet, performances, piattaforme network, sviluppo di software, organizzazione di festival mediatici, etc.

Per maggiori informazioni: http://www.hackfemeast.org.

03.05.08

Ciao Sbancor, ciao Ornella

Post in Personale/Politico at 08:45 :: 點閱次數 (308)

Ne abbiamo persi due. Due compagni seri. Sbancor ci ha regalato stimoli e analisi del tempo che abbiamo vissuto in mille modi. Io l'ho apprezzato in mille discussioni fatte dentro Indymedia Italia. A volte condividevo, a volte no. Il suo però era un cervello fino, di quelli che ci mancheranno, giusto ora che abbiamo bisogno di intelligenze attive.

Ornella Serpa si occupava del Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute. Io l'ho incrociata, letta e apprezzata nella lista di Facciamo Breccia. Il suo punto di vista sulle sex workers e sulla ipocrisia catto-familista del nostro paese era illuminante. Ornella ci mancherà. A/matrix ricorderà Ornella insieme alle amiche e agli amici, sabato 10 maggio alla Casa  Internazionale delle donne, in via della Lungara 19 a Roma, a partire dalle 16.30. Per informazioni: amatrix@inventati.org

Sotto copio due differenti ricordi dedicati rispettivamente a Sbancor e Ornella, tratti da Carmilla Online e da Facciamo Breccia. Copio anche un ricordo speciale delle A/Matrix dedicato ad Ornella che del loro collettivo faceva parte. Ciao compagn* e grazie.

/////////////

A SBANCOR

Abbiamo appreso da meno di un'ora della morte di Sbancor.

Era - e per quel che ci riguarda rimane - collaboratore di Carmilla, autore di libri ("Diario di guerra", 2000, e "American Nightmare", 2003), mediattivista e militante anarchico, esperto di economia e finanza, persona appassionata. Suoi interventi sono apparsi, oltre che su questo sito, su Rekombinant, Indymedia e Giap.

Sbancor è per noi la voce sferica e baritonale che, mesi prima dell'11 Settembre 2001, diede forma a una previsione: la guerra contro l'Afghanistan.
Da allora, non abbiamo mai sottovalutato un suo giudizio, una sua intuizione, finanche una sua battuta.

Risalgono al 2002 questi suoi "aforismi sul movimento":

Muovendosi cambia. Solo a questa condizione un movimento produce un mutamento.

Il movimento è la sottrazione dell'intelligenza all'organizzazione sociale del consenso. Il che la rende più deficiente. Probabilmente anche più cattiva. L'intelligenza sottratta al sistema di organizzazione sociale è intelligenza libera. L'intelligenza libera è destinata al nihilismo.

Fermare questo ciclo del "samsara" è il "mantra" dei mutamenti. L'unico soggetto che appartiene a questo scenario è "l'io sono tutti i nomi della Storia" di Nietzsche.

 (Continua)

03.05.08

Da Seveso a Pianura: storie di diossina e antiabortisti

Post in Corpi & Vedere & Omicidi sociali & Fem/Activism at 03:15 :: 點閱次數 (96)

Dalla Campagna "Obiettiamo gli Obiettori" è venuto fuori questo interessante Blog. Potete trovarci dentro i dati raccolti da chi si occupa della campagna. Sono condivisi anche documenti interessantissimi che si riferiscono alla pesantissima situazione per le donne colpite dalla fuga di diossina di Seveso.

Vi ricopio sotto un brano tratto dai materiali di un incontro dedicato all'argomento e vi segnalo soprattutto un documento video (da scaricare: dura pochi minuti) che mostra come le donne colpite dalla diossina che volevano interrompere la gravidanza per sospetto di una malformazione del feto venivano trattate da un signor medico prete. Quello che facevano allora non è molto diverso da quello che in molti posti continuano a fare adesso. Buona lettura e buona visione.

************ 

Nel luglio 1975 con la legge 405 vennero istituiti i consultori familiari e fu conseguentemente soppressa l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia - Onmi - fondata da Mussolini. Con questa legge si cominciò a parlare di «maternità responsabile», «procreazione responsabile», «tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento», promozione dei metodi anticoncezionali (art.1), pur essendo una legge centrata sulla coppia eterosessuale e sulla famiglia più che non sulla donna. Le femministe criticarono aspramente la medicalizzazione che la legge introduceva, a fronte dell'autogestione della salute che andavano promuovendo. 

Consultori ne esistevano già in precedenza, ma erano strutture private, laiche - come l'Aied, attivo dal 1953 con 35 centri - o cattoliche - come l'Ucipem, Unione consultori italiani matrimoniali e prematrimoniali, costituita nel 1968. [Nota a margine: la Carta dell'Ucipem del 1979, fra i fondamenti antropologici enuncia «L'Ucipem riconosce che la persona umana è tale fin dal concepimento» - affermazione che nel 1938 troviamo nella Politica della famiglia dell'integralista cattolico e fascista Ferdinando Loffredo e che nel 2004 troveremo come art. 1 della legge 40 sulla procreazione assistita].

A Seveso il consultorio venne aperto il 2 agosto 1976, tre settimane dopo la fuoriuscita di diossina, in una sede e con organizzazione provvisorie.

 (Continua)

02.05.08

Buon primo maggio

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali at 11:34 :: 點閱次數 (128)

Primo maggio, festa dei lavoratori. Il nuovo presidente della camera ha ribattezzato la festa di liberazione dal fascismo "festa della libertà" contro i totalitarismi. L'anno prossimo diventerà "festa delle libertà" e l'anno dopo "festa del popolo delle libertà" e fu così che ci soffiarono una giornata fondamentale.

Il primo maggio è quell'altra festa che è dei lavoratori, del popolo che si è liberato dallo sfruttamento dei padroni e ancora lotta per emanciparsi dal bisogno. Tra qualche anno anche questa festa cambierà nome e cambierà sostanza. Forse si chiamerà "festa del lavoro" e le manifestazioni saranno capeggiate dalla confindustria. Il mondo alla rovescia.

Questo primo maggio è già all'insegna di una novità. I tre capi dei maggiori sindacati nazionali (con il disaccordo della sinistra cgil) con le loro brave facce da paraderetani obbediscono agli ordini di montezemolo e tirano fuori dal cappello magico una nuova proposta di contratto nazionale

Montezemolo chiedeva che il contratto nazionale fosse del tutto tolto di mezzo perchè è una roba "anacronistica". Di sicuro per lui anche i diritti del lavoratore sono un po' demode'. Invece la modernità a me sa tanto di rigurgito di passato. Lo sfruttamento dei lavoratori oggi si chiama flessibilità e la schiavitù legalizzata oggi si chiama libero scambio e libero mercato.

 (Continua)

01.05.08

Di ritorno dalla Padania

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa & Scritti critici at 17:11 :: 點閱次數 (785)

In Viaggio

Un’amica ha votato per la lega. E’ siciliana. Me la ricordavo di sinistra. Ho bisogno di capire. Vesto i panni di una indagatrice dell’incubo e mi avventuro per la Padania.

Parto in treno, per gustarmi la differenza di un paese pieno di fratture via via che i chilometri scorrono.

Mi viene in mente la senatrice finocchiaro, candidata alla presidenza della regione Sicilia, sconfitta e “traditrice”, come dicono dalle mie parti. I candidati alla presidenza che perdono hanno diritto ad un posto nell’assemblea regionale siciliana. Lei non lo ha voluto. Ha lasciato un posto vuoto, che non si capisce come si possa colmare, e ha optato per il posto al senato. Era straniera prima di candidarsi e torna ad essere straniera ora.

Mi vengono in mente anche quelle 270.000 persone che ogni anno dal sud emigrano al nord per un lavoro che almeno arrivi a mille euro di stipendio. Troppo pochi per sopravvivere al nord. Se non fosse per i regali dei parenti non ci si paga neppure l’affitto. E’ una emigrazione assistita: dai genitori, dai nonni, dalla famiglia dalla quale, per un motivo o per un altro, non ci può mai affrancare.

La mia amica è un’emigrata di lunga data. Gran lavoratrice. Donna testarda che non si arrende mai. Tessera di rifondazione e della cgil in tasca. Mi ha dato la notizia così, come per caso: “Ah, ti volevo dire che ho votato lega. Spero che non mi toglierai il saluto…”

Credo di aver balbettato qualcosa come: “Ma che dici… figuriamoci!”. Due giorni dopo sto già sul treno. Lei mi ha promesso un tour nel mondo padano.

Il viaggio è interminabile e mi da il tempo di prendere un po’ di appunti. Metto per iscritto gli argomenti che mi serve conoscere per realizzare l’esorcismo. Perché non può esserci altra spiegazione che questa. Devono averle fatto qualcosa. L’hanno certamente obbligata a convertirsi.

Appunti 

Segno un “nota bene che parla di natalità riequilibrata dai figli degli stranieri. L’italia senza di loro sarebbe a natalità bassissima. Se c’e’ chi si lamenta di questo lo fa soltanto perché sposa teorie di purezza della razza o per via della gara che c’e’ tra chiesa cattolica e musulmani.

Le donne sono maltrattate, stuprate e uccise all’ottanta per cento da italiani, mariti, fidanzati, padri, fratelli, dentro casa. Questa storia dei rom è un argomento fascista. Lo straniero è un bel caproespiatorio per non far pensare alla povertà, ai prezzi che aumentano, ai problemi economici che tutti stanno attraversando.

Le situazioni di violenza che avvengono in periferia somigliano a quelle di una qualunque bordertown, di una città nella città, di una città a margine che raggruppa persone che non possono stare in centro e stranieri in cerca di fortuna. E’ una situazione tipica di quelle zone di confine tra i centri, come zone di insediamento di cittadini in condizioni economiche meno precarie, e le periferie, come carnai di braccia da badante, di corpi in vendita, di uomini che non riescono a inventarsi un futuro.

 (Continua)
«Precedente   1 2 3 4 5 6 7 ... 47 48 49  Successivo»