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Tutela per le bambine o giustificazione per i pedofili?

La crociata del Sun contro quello che è stato definito “pedobikini” si è conclusa con il ritiro dal mercato di questo costumino dal reggiseno imbottito, destinato alle bambine di 7 anni.

A parte il pessimo gusto in se’ del mettere in commercio un prodotto che erotizza le bambine abbassando sempre di più la soglia d’età nella quale scimmiottano le soubrette televisive, ci lasciano parechi dubbi due cose:

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Corpi che non sono al servizio delle fallocrazie

Sono le Femen, il gruppo di femministe ucraino, di nuovo a riempire pagine di media per una azione contro la politica autoritaria di Putin.

Come si diceva ieri la politica, anche quella delle femministe, tiene conto della società dello spettacolo. Quante sono? Una decina? Quindici? Eppure le loro immagini fanno il giro del mondo.

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La figlia del ciellino

Vi abbiamo già raccontato la tristissima storia di Giampiero, medico, ciellino per fare carriera.

Non vi abbiamo raccontato però qual è stato l’episodio culminante che lo rese tanto ostile alla figlia. Per disgrazia femmina.

Erano ancora i primordi della sua carriera di misogino. E come molte altre persone che credono fermamente in una idea voleva praticarla in casa, con le donne della sua famiglia.

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Licenziata!

In questo post abbiamo condiviso  l’appello delle lavoratrici Omsa di Faenza che chiedono supporto e solidarietà nella loro loro lotta contro il licenziamento.

L’azienda, sfruttando l’ormai abusata scusa della “crisi”, come se questa fosse un po come il maltempo, chiude lo stabilimento storico per trasferire tutta la baracca in Serbia dove la manodopera costa molto meno e i lavoratori e le lavoratrici avranno meno tutele e  meno garanzie.

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Il ciellino

Giampiero, professione medico, passione politica Cl. In realtà più che di passione politica si tratta di un mezzo per fare carriera. Non avrebbe potuto altrimenti trovare un posto nell’ospedale della sua città neanche a pagarlo a peso d’oro.

Fondamentale essere contro la contraccezione, contro l’aborto, contro le donne in generale. Che muoiano di dolore. L’epidurale può attendere e la ru486 pure.

Per la cronaca il medico ciellino non conosce la differenza tra pillola del giorno dopo, il contraccettivo d’emergenza, e la pillola abortiva, la ru486.

Giampiero ha una moglie, regolarmente sposata in chiesa che doverosamente gli ha dato un filino di prole. Peccato sia stata femmina.

La sua prole di sesso femminile lo fa penare perché non l’ascolta mai, neanche quando lui tenta di addomesticarla alle sante virtù della donna sottomessa.

Gli è venuta su una donna ribelle che vota comunista e partecipa alle manifestazioni antagoniste.

Giampiero la ricatta, vorrebbe toglierle i viveri e il suo cruccio è quel particolare articolo di legge che dice che un genitore ha il dovere di mantenere una figlia anche se quella figlia non la pensa come lui. Il suo prossimo obiettivo è di modificare quella legge.

Perchè Giampiero non vuol saperne dei principi costituzionali, della libertà d’opinione. Quella è casa sua e lì comanda lui. Ed è rimasto parecchio male quando la figlia gli ha sputato in faccia che non è più vergine da un bel pezzo, che pratica sesso consensuale con estremo gusto e che usa anticoncezionali come è giusto che sia.

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Brescia: se il diritto d’opinione diventa un reato!

8 Novembre, Brescia. Questa la gestione dell’ordine pubblico. QUI il video. QUI ne trovate altri che possono interessarvi.

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Erano più belle le lotte di una volta?

Le femministe non seguono percorsi diversi rispetto a quelli di altri pezzi di movimento.

Una volta c’erano il corteo, il presidio, il sit in, le bacheche, il volantinaggio, le assemblee, le riunioni, etc etc.

Oggi ci sono tutte queste cose ma fondamentalmente le piazze si svuotano e le lotte seguono dinamiche molto coerenti alla “società dell’immagine”.

Il corteo funziona se è organizzato. Se ci sono bus e posti treno di grosse organizzazioni a traghettare tesserat* e se alla radice ci sono chilometri di accordi preventivi tra tutte le parti che scenderanno in piazza.

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Il governo vuole la famiglia di “Stato”

La famiglia è la tomba delle donne. Lo abbiamo scritto e lo riaffermiamo.

Giovanardi è tra i politici che appoggiano i padri separati.

Questa premessa è fondamentale per capire il contesto in cui si muove la conferenza della famiglia. Non diverso da quello in cui si muovevano le proposte per la famiglia negli anni di Mussolini.

Le donne come ammortizzatore sociale. Le donne costrette ai ruoli di cura. La natalità da sollecitare. Però va impedita la fecondazione eterologa perchè il seme deve essere di padre certo altrimenti Giovanardi fa una brutta figura con il creatore. La natalità delle famiglie di stranieri da buttare al macero perchè vogliamo la razza italica, anzi padana, pura, come il figlio di Bossi. Contraccezione mai. Aborto men che meno. Matrimonio sempre. Famiglia sarebbe solo quella etero e con figli. Le coppie che non hanno figli non sarebbero famiglia. Per le coppie che hanno figli ma sono gay o lesbiche vale quello che ha affermato il premier.

Flebili le reazioni da parte di gruppi di donne, gay e lesbiche a Milano, luogo in cui la conferenza si tiene. Di grave impatto le affermazioni in tutte le fasi della conferenza.

Arriva un messaggio omofobo, che non tiene conto della struttura reale dei nuclei sociali, che umilia e mortifica le donne e che, soprattutto, non fa alcun cenno alla enorme quantità di violenze in famiglia che le donne e i bambini devono subire.

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Gli uomini, questi fantasmi

Pubblichiamo la traduzione libera di un brano tratto da “Un zulo propio” della fantastica Itziar Ziga. Il libro è una raccolta di testi divisi in due parti. La prima, “Antologia bastarda”, inizia proprio con il brano “Gli uomini, questi fantasmi”, un discorso che fu pronunciato durante la II Giornata sulle Mascolinità organizzata dall’aministrazione di Barcellona. I contenuti e i  termini di questo discorso suonavano troppo inadeguati e per questo motivo non fu incluso nella pubblicazione sulle giornate. La seconda parte intitolata “Archeologia di una scrittrice senza un computer proprio” recupera una selezione di testi brevi pubblicati negli anni su differenti blogs o scritti su fogli di carta e mai diffusi.

Che significa “Un zulo propio”? Nel 1929 Virginia Woolf diceva che noi donne per poter scrivere abbiamo bisogno di una stanza tutta per sé. A Itziar sono bastati quattro metri quadrati senza finestra e senza eccessive aspettative di intimità. Continued…

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La manifestazione nazionale non c’è più

Qualche tempo fa avevamo lanciato un appello sintetizzando l’opinione di molte donne che volevano manifestare contro la violenza sulle donne a partire da quelle città in cui il numero delle donne uccise per mano di uomo era più alto.

Dopo un tempo infinito di discussioni tra mailing list e comunicazioni private prendiamo atto che non ci sono tempi sufficienti per organizzare un’iniziativa nazionale che tra l’altro si sovrapporrebbe anche a molte importanti iniziative locali [leggi].

Invitiamo perciò quante ci avevano fatto conoscere l’adesione a questo percorso di mobilitazione nazionale a partecipare, come faremo noi, ad iniziative territoriali che da nord a sud si svolgeranno intorno al 25 novembre.

La discussione sull’appello non accolto e sulle iniziative a venire si svolge nella nostra mailing list.

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Torino, mostra di Martha Rosler

Una mostra da vedere, fino al 30 gennaio a Torino.

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta all’interno del GAM Underground Project la prima mostra di un museo italiano dedicata al lavoro di Martha Rosler. AS IF (come se) è la formula che Martha Rosler ha sempre usato per descrivere il suo metodo di lavoro che è quello tipico dello schizzo, dello studio, senza nessuna pretesa di “professionismo dell’arte” e di compiutezza delle opere.

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Spagna-Italia: trova le differenze!

[Foto da Riotclitshave]

Una democrazia si distingue anche da queste piccole cose.

In Spagna al passaggio del Papa molte coppie gay si sono scambiate baci di protesta.

In Italia, ossia la nazione in cui il premier rilascia battute omofobe e in cui i filo-clericali rinchiuderebbero gay/lesbiche/trans in circuiti di terapie psichiatriche forzate, se avessero provato a fare lo stesso le avrebbero arrestate, accusate di una serie infinita di reati, demonizzate sui media per almeno un mese.

Dite di no?

Pensate che a Palermo, quando c’è stato il Papa, in corso vittorio emanuele, presso la libreria/fumetteria Altroquando, la polizia ha sequestrato uno striscione che diceva “I love Milingo”. Figuriamoci cosa avrebbero fatto se avessero visto coppie gay baciarsi per strada.

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L’arte di badare ai vecchi

[Foto da Riotclitshave]

Le domeniche di novembre sono quasi tutte uguali. Per Pinuccia, Giuseppa, per gli amici Giusy, in effetti non c’è domenica.

Esce la mattina presto. Va alla casa della signora Bottini. Aiuta a rassettare, prepara il necessario per il pranzo, accudisce il vecchio di famiglia.

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