12.05.08
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at 15:11 :: 點閱次數 (6)
Certo. E’ tutto okay. Basta munirsi di bastoni, come le brave Pink Gang indiane e cominciare ad andare in giro a pescare maschioni con le svastiche tatuate anche sul culo, che afferrano a mano aperta la patta dei pantaloni e tirano su un affare che sparisce tra le mutande, che si permettono di manifestare disprezzo nei confronti delle persone di altre razze e che provano – anche a bassa voce – a fare apprezzamenti non richiesti nei confronti delle donne.
Non è faticoso, basta cominciare e poi ordire una buona campagna stampa che batta il chiodo sempre sullo stesso argomento. Ogni giorno titoli giganti che raccontano: “maschio bianco scoperto a masturbarsi eccitato di fronte alla foto del duce”, oppure “maschio bianco molesta bella donna rumena”, e ancora “maschio bianco stupra donna per essere risarcito della cena offerta”. Quante ne avremmo da raccontarne? Ma tante, proprio tantissime e perciò bisognerà avviare una campagna di comunicazione in cui tutte noi cominceremo giorno dopo giorno a mettere in evidenza tutti i singoli comportamenti razzisti, sessisti, fascisti, maschilisti di cui siamo a conoscenza. Infine esigeremo che ogni uomo arrestato paghi per il reato di associazione a delinquere esattamente come l’imputazione che un giudice di torino ha affibbiato ad un rumeno in quanto rumeno. L’associazione a delinquere consisterebbe nell’etnia, nulla di più. Ed è già razzismo. Per gli uomini molesti, stupratori e picchiatori di donne l'associazione a delinquere consisterà nell'appartenenza al sesso maschile.
(Continua)
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12.05.08
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at 09:30 :: 點閱次數 (223)
Da Liberazione (via A/Matrix)
di Angela Azzaro
Donne non si nasce, si diventa. La nostra leonessa Ornella
A un certo punto, nel bel mezzo di un discorso, la fronte si
arricciava, gli occhi si stringevano. Ti guardava con fare sorpreso, un
po' triste un po' scandalizzato. «Dai, Ornie, non fare così», dicevamo.
Lei si difendeva. «Ma che cosa ho fatto?!». Ma ormai il messaggio era
partito. Era come un segnale che Ornella, la nostra Ornella, ci dava
per dire che stavamo sparando minchiate. Insomma, che noi «donne
biologiche» così ci chiamava durante le tante discussioni con il gruppo
femminista a/matrix, stavamo parlando troppo difficile o in maniera
eccessivamente ideologica o molto distante dal suo percorso. Spesso
aveva ragione, a volte no. Ma raramente lei diceva minchiate. Parlava e
scriveva forbito, con dotte citazioni in latino che ci stendevano
«Ornieeee, bastaaa», ma con un'argomentazione chiara. Netta. Lei, le
cose che diceva non solo le aveva elaborate, capite fino in fondo. Ma
le viveva e sceglieva ogni giorno. Ha fatto così quando ha scelto la
transizione e da uomo è diventata donna, ha fatto così quando ha scelto
di prostituirsi. Ornella ha fatto così fino alla fine.
Cocciuta, come davvero se ne sono viste poche. Cocciuta anche
nell'affermare cose scomode, come quando se la prendeva con la
concorrenza delle donne dell'est che si prostituiscono. «Sei razzista»
e giù con fior fior di ragionamenti. Lei non batteva ciglio, spiegava
le sue ragioni, ma non credo che l'abbiamo mai convinta. E' facile
essere politicamente corrette quando le cose non ci toccano da vicino.
In strada, a lavorare, c'era lei. Il suo corpo, il suo desiderio, la
sua rabbia. La strada, la scorsa estate, aveva deciso di lasciarla. Una
decisione meditata. Voleva cambiare vita. Ma a darle la botta finale
l'aggressione di un pappone, che la voleva cacciare dal posto dove lei
lavorava. La ha minacciata con un coltello. E Ornella non ce l'ha fatta
più. La leonessa ha ceduto.
Maria Ornella Serpa ci ha lasciate una settimana fa esatta. In un
venerdì di maggio come tanti, ma un po' più silenzioso del solito per
una città come Roma, a causa del ponte del primo maggio. E' morta in
ospedale al pronto soccorso e ancora non sappiamo perché. Il dolore di
chi l'ha conosciuta e amata non basta per spiegare l'attenzione che le
dedichiamo. Ornella non ha scritto libri (anche se voleva farlo), non
ha ammansito folle, non ha capeggiato partiti, non era una leader.
Ornella era una grande rivoluzionaria. Una che la rivoluzione l'ha
vissuta direttamente. Senza dichiarazioni d'intenti. L'ha vissuta coi
fatti. Ma la sua rivoluzione non muore con lei. Ci lascia un'eredità
bellissima, un futuro che forse neanche vedremo, ma che lei ci ha fatto
intuire.
(Continua)
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12.05.08
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at 07:12 :: 點閱次數 (194)
Ricordandovi la Manifestazione a Verona il 17 Maggio (partenza del corteo dalla stazione Verona Porta Nuova alle 15.00), ricopio qui questa bella lettera delle Madri per Roma Città Aperta. La propongo soprattutto a chi continua a dire che non si tratta di un omicidio politico. La propongo immediatamente dopo al momento in cui la terza carica dello stato, gianfranco fini, leggendo la sua ultima relazione all'assemblea nazionale di Alleanza nazionale, dice: "Per noi è stato molto bello registrare come in modo casuale questo sia avvenuto, insieme ai successi politici di questi giorni nel ventennale della morte di Almirante. E' la dimostrazione di una semplice ed evidente verità: si onorano i nostri morti, la nostra politica diventa centrale. E' la dimostrazione che abbiamo davvero vinto". Si infatti, avete vinto e già si vedono le prime vittime. Per la cronaca i vostri morti non si "onorano". I vostri morti erano nazisti che hanno massacrato migliaia di vite. Non si possono piangere i carnefici. Fino a prova contraria si piangono le vittime e poi si celebrano quelli che dai carnefici ci hanno liberati. L'antifascismo è ancora vivo, sappiatelo.
///////////
"Ancora una volta, a Verona, nel nostro paese, una vita è perduta per l’aggressione da parte di giovani che hanno come idea guida il razzismo, l’intolleranza del diverso. L’uso della violenza fisica e verbale è segno di una scomparsa della capacità critica che spinge il violento a proclamarsi giudice e boia del suo avversario dichiarato o anche di qualsiasi categoria egli senta come nemica.
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11.05.08
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at 15:49 :: 點閱次數 (195)
Non so se ve ne siete accorti ma in questo governo non c'e' il ministero della sanità. Che significa? Che lo hanno accorpato al Welfare e che la sanità diventa di competenza delle singole regioni, proseguendo per la linea di applicazione del federalismo.
La questione parte da lontano, con la realizzazione delle aziende sanitarie e finisce con lo smantellamento quasi totale del servizio sanitario nazionale - grazie ad un passaggio dell'ultima legge finanziaria (votata dal centrosinistra) - e la sempre maggiore spinta al sistema delle assicurazioni private (per cui avrai il servizio che potrai permetterti di pagare). In termini economici questo significa più sprechi, più corruzione (e lo vedete dalle tante inchieste proprio legate alla sanità in sicilia, in calabria, in campania, nel lazio), vuol dire che il cittadino siciliano avrà una sanità che è pari alle possibilità economiche di quella regione o alle proprie personali "conoscenze" e capacità finanziarie di ciascun individuo. In termini pratici significa che ogni regione potrà avere voce in capitolo su temi delicati come, per esempio, la legge 194 (sull'interruzione volontaria di gravidanza).
Non è un caso se la lombardia sta procedendo in una direzione, immediatamente seguita dalla sicilia, chiaramente antiabortista, il veneto sta considerando la proposta di legge che parla della introduzione del movimento per la vita nei consultori e in liguria vorrebbero ampliare la possibilità di obiezione persino ai farmacisti.
Le regioni diventano quindi il nostro interlocutore forzato che spesso, come in questo caso, è sorretto da un governo che non si farà pregare quando sarà richiesto di cambiare le linee guida della legge 40 (sulla procreasione assistita), piuttosto che di svuotare la 194 con provvedimenti e aggiustamenti fatti qua e la'. Stiamo attente dunque a quello che succede e teniamo d'occhio le proposte delle regioni in cui viviamo. Anche se non c'e' nessun deputato o consigliere che può darci delle dritte. Ciascuno di noi ha il diritto di consultare ogni atto amministrativo che viene prodotto dentro il parlamento regionale siciliano così come dentro i consigli regionali di altre regioni. Sarebbe imperdonabile lasciarci sfuggire una legge, una modifica, un regolamento approvato per disattenzione.
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11.05.08
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& Pensatoio
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at 12:20 :: 點閱次數 (225)
Care Femminismo a Sud,
ho visto che molte persone ultimamente si
esprimono attraverso lettere inviate ai destinatari più impensabili.
Rappresentanti del mondo glbt che scrivono a sindaci fascisti.
Mogli che scrivono ai mariti. Quarantenni in piena crisi adolescenziale
che riversano tutto il loro odio contro la madre sessantottina. Avanzi
di partito che scrivono agli elettori che non hanno più. La lettera va
di moda e fa anche notizia.
Mi sembrava così più coerente scrivere a delle
destinatarie alle quali posso dire veramente quello che penso e posso
raccontare come vedo io questi brutti anni.
Ogni tanto davvero penso di essermi addormentata e
svegliata in un universo parallelo in cui i partigiani che fecero la
resistenza vengono chiamati “bande partigiane comuniste”
e a loro viene imputato di aver fucilato dei repubblichini la cui
memoria si pretende di celebrare in pompa magna. Sarà che sono
cresciuta con una nonna che aveva vista buona e una memoria di ferro ma vi giuro che mai e poi mai lei mi avrebbe mentito. Piuttosto mi
raccontava di questi signori della repubblica di Salò che rubavano
beni, cibo, ammazzavano uomini e qualche volta stupravano anche le
donne. Che poi le donne in realtà le stupravano un po’ tutti, anche i
partigiani e anche gli americani quando vennero a “liberarci”. Però i
partigiani nei racconti di mia nonna erano i buoni e i repubblichini
sempre i cattivi. Così non capisco come sia possibile che la storia si
sia capovolta da un giorno all’altro.
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10.05.08
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& Scritti critici
at 11:20 :: 點閱次數 (260)
Ma si,
continuate a negare. E se torno a disturbarvi tirate fuori sempre
quella vecchia storia. C’erano le bi-erre, e c’erano le foibe, e le
dittature comuniste. Ditemele tutte, non sia mai che ve ne scordate
qualcuna. Parlate con tono “sereno” per mostrare che siete sicuri di
quello che dite e non mostrate mai nessun segno di debolezza. Ci vuole
una capacità estrema per tirarsi fuori dai macelli come avete fatto voi.
Così mi avete tenuta in ostaggio per anni, senza che io potessi
imputarvi le stragi, i delitti, i tentativi di colpo di stato. Fino
alla presa del governo. Mi avete legato le mani facendomi pagare colpe
che non sono mie. Dichiarandovi vittime di una persecuzione che forse è
durata il tempo di un anno. Giusto la fine della seconda guerra
mondiale e poi di nuovo liberi, tranquilli di girare per le strade e di
riattrezzarvi rendendo servigi a chi ne aveva più bisogno.
Perché in un modo o nell’altro di un buon fascista c’e’ sempre qualcuno
che può avere bisogno. Così vi siete fatti dare armi e copertura dalla
mafia, i tesserini e i documenti falsi dai servizi segreti (deviati?),
i lasciapassare per scappare in altre nazioni direttamente dal
ministero dell’interno o della difesa.
Eravate soldati in attesa di ordini. Mercenari buoni per
destabilizzare, sovvertire, conquistare. Grazie a voi è stato
decapitato il movimento operaio degli anni settanta. Poi avete fatto
una grande parte durante la guerra fredda. Perché gli occidentali per
combattere il comunismo non hanno avuto dubbi: era meglio usare,
incoraggiare, sovvenzionare un po’ di nazisti.
Alla fine il fascismo torna comodo un po’ a tutti. Anche per piazzare
bombe con false rivendicazioni a nome dei comunisti. E’ dire che li
chiamano misteri. Invece di misterioso non c’e’ proprio nulla. E’ tutto
chiarissimo e gli unici a non capirlo siete proprio voi. Non siete neppure originali perchè quei sistemi puzzano di sbirrume lontano un miglio. Come per Peppino Impastato, ucciso dalla mafia con la complicità di degni esemplari in divisa che per anni dissero che lui si era fatto esplodere da solo.
Anche oggi, cosa credete, siete tornati in pista perché servite a
finire il lavoro iniziato quarant’anni fa. Se il popolo viene ridotto
alla fame e non ci sono grandi scuse da tirare fuori allora si
ricomincia a parlare di nemici esterni, di terrorismo interno e si
restituisce voce ad una masnada di ultrà senza cultura che inventano di
nuovo le boiate che tirò fuori mussolini in tempo di austerità nel
ventennio.
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10.05.08
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Corpi
& Omicidi sociali
& Anticlero/Antifa
at 07:02 :: 點閱次數 (194)
(La politica non c'entra, sono solo dei bambini un po' esuberanti, venite a far merenda).
Forse aveva sognato anche
una carriera politica il giovane Federico Perini. Sfogliando infatti le
liste elettorali per le amministrative della primavera del 2007 si può
infatti incontrare il suo nome, all’11° e al 12° posto, tra i candidati
per le circoscrizioni. In particolare aveva deciso di correre nella
seconda circoscrizione (Borgo Trento) e nell’ottava (Montorio). In
quale partito? Forza Nuova, il movimento di estrema destra, che aveva
come candidato sindaco Roberto Bussinello (L'Arena, 08/05/08)
"Forza Nuova diffida ogni
organo di informazione dall'attribuire al nostro movimento politico
qualsiasi responsabilità sulla vicenda.""Nessuno si permetta di
associare Forza Nuova a tale vicenda. I nostri militanti non
compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi
il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano
neofascisti, questo è un altro discorso, non minimamente ricollegabile
a Forza Nuova".
Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di FN (04/05/08)
"Perini? Non so chi sia. Chiedete a Bussinello."
Yari Chiavenato, Forza Nuova (L'Arena, 08/05/08)
Bussinello:
"non potevo certo sapere che quel nostro candidato sarebbe finito in
una vicenda tragica come questa di cui ci stiamo occupando. Sapere cosa
sarebbe successo un anno dopo sarebbe chiedermi troppo. E non ho certo
facoltà divinatorie". (L'Arena, 08/05/08)
--->>>Ovviamente stiamo parlando di Verona e dell'omicidio di Nicola. Grazie a L'Ombroso
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10.05.08
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Sensi
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at 02:34 :: 點閱次數 (353)
A Ciudad Juarez hanno ammazzato la commissaria responsabile per la sezione reati sessuali della polizia locale. Di tutto ciò potremmo non interessarci se non fosse per il fatto che quella città è il luogo in cui centinaia di donne vengono stuprate e uccise ogni anno.
Quello che succede lì in qualche modo accade anche nelle periferie delle nostre grandi città, sono delitti tipici cioè di una qualunque bordertown, di una città
nella città, di una città a margine che raggruppa persone che non possono stare
in centro e stranieri in cerca di fortuna. E’ una situazione tipica di quelle
zone di confine tra i centri, come zone di insediamento di cittadini in
condizioni economiche meno precarie, e le periferie, come carnai di braccia da
badante, di corpi in vendita, di uomini che non riescono a inventarsi un
futuro.
A Ciudad Juarez, sono
desaparecidos e morte centinaia di donne spesso migrate per trovare un impiego nelle maquiladoras. Vengono
appunto sequestrate, stuprate, torturate e poi sepolte sotto la sabbia rossa del
deserto messicano. Da lì viene il termine “femminicidio” [indica la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna ‘in quanto donna’]. In quella città del messico vale il principio secondo cui le
donne vengono sfruttate per il profitto, uccise da uomini spesso protetti in
nome del trattato
sul libero scambio siglato in accordo con gli stati uniti o picchiate
e molestate dalla polizia nel caso in cui si ribellano alle loro pessime
condizioni di lavoro.
In italia non sembra si siano mai toccati questi estremi. Gli stupri avvengono più spesso nel silenzio delle case, per mano di una persona che le donne conoscono molto bene. Però di quelli l'informazione ufficiale non intende occuparsi. Forse per una sorta di pudore o più probabilmente perchè a loro modo collaborano alla campagna della "paura" che la destra sta facendo in ogni città perchè passi il messaggio che l'unico nemico dal quale dobbiamo temere qualcosa arriva dall'esterno.
Ciò non significa che non vi siano effettivamente stupri ad opera di uomini che in altri margini delle città aggrediscano e stuprino le donne senza conoscerle. Ma i numeri non sono minimamente paragonabili a quelli di Ciudad Juarez. Per ogni donna stuprata fuori casa da uno sconosciuto almento trenta sono stuprate ogni giorno dentro casa dal marito, da un parente, da un amico, da un conoscente.
Orientare l'opinione pubblica sui rischi che corriamo significa anche renderla più favorevole ad un modello sociale piuttosto che ad un altro. Se si racconta ogni giorno che chi stupra le donne è l'uomo nero o il rumeno, persino le donne, che sanno bene quanto il proprio marito possa essere pericoloso e molesto, saranno indotte a pensare di aver ragione di provare più paura per lo straniero che per il familiare.
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09.05.08
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Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
per una Verona libera dalla paura, per una Verona libera dall'odio, per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo. Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
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Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi
Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così. La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli ultimi anni ma anche di trent´anni fa. Abel e Furlan. Figli annoiati della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a presenze non conformi della nostra città.
Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più chi meno, figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei movimenti o dei partitucoli dell´estrema destra cittadina. Vestiti bene, all´ultima moda. Alcuni con precedenti recenti, per atti di razzismo o per problemi allo stadio.
Un certo clima culturale e sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non limitarsi alle periferie, accantonare l´anima stradaiola e la "storica" attitudine "antiborghese" per rimpossessarsi del centro città.
Nicola è stato ucciso non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone.. Solo e "semplicemente" perché estraneo, non familiare, non compatibile. A che serve oggi raccontare per l´ennesima volta lo stillicidio di aggressioni?...
Uno stillicidio di aggressioni motivate da "futili ragioni", spesso nel pieno del centro città. Come gli accoltellamenti dell´ estate 2005, come le sistematiche azioni contro i “diversi” (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab, tifosi del Lecce...) compiute da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa.
Come la "cacciata" da piazza erbe, l´autunno scorso, l´episodio non più violento ma più emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l´applauso generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come l´ultimo fatto "marginale" in Valpolicella (il paese di Nicola) la lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si cercano testimoni di un´aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio, nell´imbarazzante omertà dei clienti,..
(Continua)
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