HACK.Fem.EAST
Women, Technology and
Networks in Eastern Europe
10 maggio - 22 giugno 2008
Kunstraum Kreuzberg / Bethanien Berlin
Apertura: 9 maggio, dalle 19.00
Un
progetto di Tatiana Bazzichelli e Gaia Novati, sponsorizzato da Hauptstadtkulturfonds con il supporto dell'Institutes für
Auslandsbeziehungen. HACK.Fem.EAST presenta pratiche sperimentali e artistiche di artisti e attivisti che nell'Europa dell'Est lavorano con network digitali. Il soggetto principale sono i media, l'arte e l'hacking.
Le principali protagoniste sono le donne, o progetti in cui le
donne rivestono un ruolo importante. Scopo del progetto e' quello di
fornire e sviluppare un network, attraverso la mostra, l'inaugurazione,
due giorni di conferenze, la pubblicazione di un giornale e un sito web.
Network esistenti, da 11 paesi dell'est, formano il cuore del progetto
e la base per la mostra. In tutto 11 network sono invitati a visitare
il Kunst-raumes
Kreuzberg / Bethanien per presentare il proprio lavoro, le proprie
strategie e i propri scopi sotto forma di video o installazioni
digitali, documentari e presentazioni.
Il 10 e 11 maggio si terra' una
conferenza, allo scopo di unire i vari network e discutere delle
prospettive delle donne nella cultura dell'Europa dell'Est, e allo
stesso tempo di fornire un forum per una forma di politica radicale,
basata su progetti artistici mediatici e su internet, performances,
piattaforme network, sviluppo di software, organizzazione di festival
mediatici, etc.
Dalla Campagna "Obiettiamo gli Obiettori" è venuto fuori questo interessante Blog. Potete trovarci dentro i dati raccolti da chi si occupa della campagna. Sono condivisi anche documenti interessantissimi che si riferiscono alla pesantissima situazione per le donne colpite dalla fuga di diossina di Seveso.
Vi ricopio sotto un brano tratto dai materiali di un incontro dedicato all'argomento e vi segnalo soprattutto un documento video (da scaricare: dura pochi minuti) che mostra come le donne colpite dalla diossina che volevano interrompere la gravidanza per sospetto di una malformazione del feto venivano trattate da un signor medico prete. Quello che facevano allora non è molto diverso da quello che in molti posti continuano a fare adesso. Buona lettura e buona visione.
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Nel
luglio 1975 con la legge 405 vennero istituiti i consultori familiari e
fu conseguentemente soppressa l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia -
Onmi - fondata da Mussolini. Con questa legge si cominciò a parlare di
«maternità responsabile», «procreazione responsabile», «tutela della
salute della donna e del prodotto del concepimento», promozione dei
metodi anticoncezionali (art.1), pur essendo una legge centrata sulla
coppia eterosessuale e sulla famiglia più che non sulla donna. Le
femministe criticarono aspramente la medicalizzazione che la legge
introduceva, a fronte dell'autogestione della salute che andavano
promuovendo.
Consultori
ne esistevano già in precedenza, ma erano strutture private, laiche -
come l'Aied, attivo dal 1953 con 35 centri - o cattoliche - come
l'Ucipem, Unione consultori italiani matrimoniali e prematrimoniali,
costituita nel 1968. [Nota a margine: la Carta dell'Ucipem del 1979,
fra i fondamenti antropologici enuncia «L'Ucipem riconosce che la
persona umana è tale fin dal concepimento» - affermazione che nel 1938
troviamo nella Politica della famiglia dell'integralista cattolico e
fascista Ferdinando Loffredo e che nel 2004 troveremo come art. 1 della
legge 40 sulla procreazione assistita].
A
Seveso il consultorio venne aperto il 2 agosto 1976, tre settimane dopo
la fuoriuscita di diossina, in una sede e con organizzazione
provvisorie.
Vi avevo già parlato del film Nazirock. Forza Nuova ha impedito che venisse proiettato nelle sale con minacce di azioni legali. Il regista Claudio Lazzaro ha anche detto chiaramente che i gestori dei cinema in cui era prevista la presentazione del film hanno seriamente temuto rappresaglie. In ogni caso dal momento in cui la proiezione è stata bloccata è partito un passaparola ampio che sta facendo girare il film in proiezioni frequentissime realizzate in associazioni - Anpi in testa - centri sociali e c'e' chi si è dato da fare perchè fosse possibile scaricarlo online.
Il 25 aprile tante città celebreranno questo giorno dedicato alla memoria della resistenza partigiana in vari modi. Si ricorderà e si riaffermerà il principio grazie al quale l'azione antifascista si rinnova, si aggiorna e assume persino dimensioni di genere [come potete vedere dal documento *La resistenza delle donne* scritto dalle Malefimmine].
A Palermo è stata organizzata una tre giorni - 24/25/26 - densa di iniziative. Tra queste anche la proiezione di Nazirock. Vi copio tutte le informazioni. Spero trascorriate delle ottime giornate. Spero che in questa epoca così fascista l'antifascismo venga ancora celebrato come un grande valore. A tutt* voi: buon 25 aprile.
PER UN 25 APRILE DI LOTTA
Resistenza, liberazione.
Parole che tornano quantomai attuali.
Il 25 aprile non e' allora una ricorrenza vuota, ma l'occasione per riallacciare il filo con la storia e creare nuovi momenti di aggregazione. Alla crisi della rappresentanza e al lunedi' nero della sinistra italiana possiamo rispondere soltanto alimentando la partecipazione dal basso e la resistenza. (Continua)
Segnalo il secondo appuntamento bolognese per il ciclo Madri&Co. Dopo aver parlato di parto, medicalizzazione, di Madri Cattive stavolta si parla di madri precarie. Se vi trovate da quelle parti e volete andare a dare un'occhiata ecco tutte le informazioni che vi servono:
Mercoledì 23 aprile 08- ore 19.30 - Betty & Books - Via Rialto 23/A, Bologna.
Madri&Co. Verso l'Euromayday 08
Maternità + lavoro + diritti + strategie
presentazione di Uno virgola due
un documetario di Silvia Ferreri
Edizioni ediesse
Ne parliamo con:
Alessandra Gribaldo, antropologa (e mamma)
Lucia Manassi, giornalista di Radio Città del Capo (e mamma)
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Uno virgola due e’ un viaggio nel mondo del lavoro, delle donne e delle madri.
Un viaggio raccontato direttamente dalle voci delle protagoniste:
donne che sono state licenziate a causa della gravidanza, donne
costrette ad abbandonare “volontariamente” il proprio lavoro, donne che
hanno subito mobbing. Per molte di loro le conseguenze sono state
psico-fisiche oltre che economiche e legali. Tutto per aver desiderato
di diventare madri.
Ecco come funzionano le cose nel nostro regno della "tolleranza". Gli antifascisti non possono più aprire bocca. Ed è già troppo. Nazirock non sarà proiettato nelle sale. Il perchè ve lo spiega lo stesso regista in basso. Riporto la trama del film (già nelle librerie circuito feltrinelli) tratta dal sito Nazirock.it e sotto il pezzo di Claudio Lazzaro [lo stesso che ha fatto il film "Camicie verdi" sulla lega nord] che parla appunto del divieto posto alla proiezione del suo film. Vi segnalo infine anche la rassegna stampa. QUI e QUI alcuni interessanti video con scene tratte dal film. Buona lettura.
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Nazirock
L’estrema destra vista dall’interno:
la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali, lo sdoganamento politico che sta aprendo ai nazifascisti italiani le porte
del potere istituzionale.
La destra radicale in Italia
può raggiungere il mezzo milione
di voti e diventare determinante, in un quadro politico in cui ne bastano
25.000 a decidere chi governerà il Paese. Per questo viene sdoganata.
NAZIROCK racconta questo passaggio politico, usando come filo conduttore
le band che infarciscono di testi fascisti la loro musica skin, oi, white
power e punkadestra.
Il film apre con le immagini
dei “due milioni” convocati
a Roma dall’opposizione al governo Prodi, il 2 dicembre 2006, ma
soprattutto racconta la Nashville dell’estrema destra: una grande
manifestazione, organizzata da Forza Nuova, il movimento guidato da Roberto
Fiore (condannato a nove anni per banda armata), che si è svolta
a Viterbo, nel Lazio, con la partecipazione dei principali gruppi rock
assieme a militanti e a leaders provenienti da Spagna, Germania, Francia,
Grecia, Libano e Romania.
Alla manifestazione di Forza Nuova si vendono decalcomanie filonaziste,
stemmi con la faccia di Hitler da applicare alle felpe, testi negazionisti
che non temono di sfoggiare in copertina titoli come “Auschwitz:
fine di una leggenda”.
Grazie a Gerdaphoto in blog so che si sta realizzando un nuovo documentario, "Passion and Power: the Technology of Orgasm", diretto e prodotto da Emiko Omori e Wendy Slick, che ricostruisce la lunga e complessa storia del vibratore. Il documentario è tratto dal libro "Tecnologia dell'Orgasmo" di Rachel Maines che narra della storia della tecnologia del in rapporto alla sessualità femminile. Il vibratore nasce con una finalità terapeutica. Veniva richiesto per i massaggi pelvici che venivano considerati un toccasana per la cura dell'isteria. L'autrice svela quale sia il rapporto tra la patologia che veniva attribuita alle donne, per lo più a quelle insoddisfatte sessualmente, e la cultura patriarcale con la sua sessualità androcentrica. Se avete voglia di sapere qualcosa di più circa contenuto del libro potete leggere la nota che ho aggiunto in basso.
C'è una conduttrice che legge le notizie spogliandosi piano piano. A
ogni notizia, vola via un capo di abbigliamento, fino ad arrivare al
nudo integrale, proprio mentre, magari, sta raccontando della guerra
del Golfo o della crisi dei mutui subprime. Metafora incredibilmente
sublime dello stato dell'informazione contemporanea, arriva in Italia
Naked News, il Tg con le ragazze nude. Si tratta di un notiziario
"particolare" che ha esordito ormai dieci anni fa, nel 1999, sul web -
nakednews.com - e poi è sbarcato sul digitale terrestre e sull’IPTV.
All’estero l’idea è piaciuta tanto da generare 6 milioni di utenti al
mese, provenienti da 172 paesi diversi.
In Italia, gli abbonati vedranno per ora le giornaliste che si
sbiottano su Internet, o direttamente sul cellulare. Sono previste tre
diverse versioni, a cui corrispondono tre diversi gradi di nudità
(bikini, topless e nudo integrale) a seconda di quanti soldi il
“cliente” disposto a spendere per l’abbonamento.
Dal nostro punto di vista, lo show-informazione Naked news conferma un
sillogismo categorico interessante: i giornalisti si son fatti, nel
tempo, spogliarellisti, le spogliarelliste sono tutte giornaliste.
Conferma anche la caduta nella pratica di una distinzione bigotta e
opportunista che vorrebbe la prostituzione del cervello migliore, o
comunque preferibile, a quella del corpo. Fa chiarezza, insomma, una
volta per tutte: all’interno di un’informazione voyeristica e guardona
non si capisce, semmai, come potessero ancora mancare le donne nude che
danno le news.
I giornalisti precari, tra l’altro, potrebbero utilmente spiegare che i
compensi da fame pagati dagli editori italiani e il clima di perenne
ricatto che sono costretti a subire nei giornali per cui lavorano
predispongono naturalmente alla nudità, rafforzando, ancora una volta,
il concetto che Naked News rappresenta un modello assolutamente più
diffuso di quello che appare.
Marco Ottolini, che ha portato Naked News in Italia, presentandolo come
“il programma che non ha niente da nascondere”, invita a non sollevare
troppa polvere: “Lo scandalo per qualche centimetro di pelle scoperta
in più rispetto a quello che si vede già nella tv italiana? Spero
proprio di no. Le riprese sono a distanza, la parte genitale inquadrata
sarà minima, di pochi pixel”.
Si può essere, tutto sommato, d’accordo con lui. Lo scandalo è altrove.
Più nella “vita nuda” del precario contemporaneo che nella nuda notizia.
Qualche giorno fa quel misogino di ferrara era in tour elettorale a Padova. Le donne hanno organizzato un presidio per esprimere la propria opinione. Dissentire non è un reato ma, come potrete vedere dal video, da un po' di tempo alle donne e agli uomini che dissentono per la propria libertà, contro le prevaricazioni della chiesa, dei fascisti e contro l'arroganza di quelli come ferrara è riservato un trattamento fortemente repressivo.
Ecco: quella donna lì proprio non la vorrei neppure se si trattasse di nominare l'amministratore di condominio figuriamoci al governo del paese. Assieme all'altro candidato premier di forza nuova seguito dallo slogan: un'italia senza extracomunitari si può (ottimo proclama xenofobo e grande intento da genocidio organizzato, eppure partecipano alle elezioni...), fanno un'accoppiata vincente. Fasci in libertà. Menomale che c'e' la satira. Nel video [grazie a Blazar per averlo segnalato] c'e' una grandiosa Cortellesi che si esibisce a "Parla con me", programma condotto dalla Dandini ogni domenica alle 23.30 su raitre. Guardatevelo, che è roba decente :)
Berlino - dal 10 maggio al 22 giugno - HACK.Fem.EAST
Palermo - ogni sabato dalle ore 17.00 alle 20.00 - centro sociale ASK 191 - Viale Strasburgo 191 - Area di ascolto e di informazione sulla sessualità a cura delle Malefimmine
Bologna - dal due aprile in poi - Betty & Books - Via Rialto 23/a - I mercoLady
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