Nel Decalogo di Cosa Nostra, beccato nell'ultimo roboante arresto del latitante di turno che ridona l'immagine di forza al governo, torna spesso la parola "moglie". Viene considerato motivo di disonore se la moglie, appunto, "fa le corna" al marito. Poi si sottolinea il valore della proprietà: Un comandamento del decalogo dice, infatti, che non si guardano le mogli degli altri affiliati. Regole di comparato che come sempre rendono evidente quanto il corpo di una donna sia un oggetto, povero o di lusso, di proprietà della cultura maschile.
A proposito di laicità: al Senato oggi la maggioranza si è opposta all'emendamento della Finanziaria che prevedeva il pagamento dell'Ici sugli immobili della Chiesa cattolica utilizzati a scopo di lucro. E' una cosa della quale ultimamente si è anche parlato tanto. Ma forse in parlamento i quotidiani non arrivano o è semplicemente l'ennesimo atto di sudditanza di una intera classe politica. Nessuna sorpresa, certo. Ma sono ugualmente esterrefatta. Sconcertata. Definitivamente schifata! Siamo ostaggi di questo governo. Ce ne libereremo mai?
Vi passo da leggere il comunicato stampa del Coordinamento Facciamo Breccia su quello che è avvenuto. Buona lettura!
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COMUNICATO STAMPA
Oggi il Senato della Repubblica ha votato, e respinto a larga maggioranza, un emendamento alla Finanziaria che prevedeva di eliminare l'esenzione dell'Ici agli immobili di proprietà della chiesa cattolica utilizzati a scopo di lucro.
Questi i numeri bulgari dell'ennesimo cedimento sui diritti e sulla laicità dello stato, in perfetta continuità con il governo Berlusconi: 240 contrari, 48 astenuti, 12 favorevoli.
Facciamo Breccia denuncia l'asservimento del parlamento italiano al Vaticano e ritiene grave la dichiarazione di astensione da parte di quelle forze politiche che si sono "pilatescamente" astenute con la motivazione della necessità di evitare la caduta del governo (a parte che non c'era assolutamente bisogno dei loro non-voti per continuare a pagare la "tangente" al Vaticano).
Tre domande:
Sarebbe questo il governo che difende la laicità, come vorrebbe farci credere?
Perché il governo dovrebbe cadere se l'Italia smette di farsi richiamare dall'Unione Europea perché mantiene uno stato extra-comunitario poco bisognoso e poco democratico?
Mia madre stira anche le mutande. Io le chiedo: perché? E lei mi morde con uno sguardo misto tra pietà e commiserazione. Deve averci un senso profondo quella cosa della stirata settimanale di montagne di roba. Maglie, pantaloni, camicie, asciugamani. Ma mamma, anche le asciugamani? Si, risponde lei secca, diventano più morbide. Impossibile contraddirla.
Mia madre copre con un burka corredato di volant ogni superficie visibile. Una volta ha fatto il servizietto anche alla mia colonna di giornali e riviste. Erano diventati un mobiletto ad angolo e lei ci aveva messo sopra pure un bel vaso. Inutile dirle che da quei giornali mi serviva prendere articoli per le mie rassegne tematiche. O lo facevo subito o li avevo perduti per sempre. Diventavano parte integrante dell’arredamento.
Mia madre impasta il pane in casa. Non sempre. Ogni tanto. Fa pizze e focacce. Picchia la farina come fosse un nemico e quella diventa morbida e pronta per farci di tutto. La cosa che le riesce meglio è la sfoglia rotonda. La stira con un matterello minaccioso e non se ne perde neppure un pezzo. Io non ci sono mai riuscita. Mi viene sempre piena di buchi.
Mia madre si sveglia alle cinque del mattino e prima delle nove ha rassettato tutta casa ed è pronta per fare qualunque altra cosa. La sera crolla inevitabilmente entro le dieci. Mia madre vede i film e poi li racconta. A modo suo però. Inventa un’altra trama che certe volte è più avvincente di quella trasmessa. Mia madre ogni tanto è venuta a lezione di sesso dalle figlie. A lei avevano insegnato ben poco. Sa amare, quello si, e ha un abbraccio miracoloso, laicamente parlando.
Mia madre si è sorbita le figlie e le figlie delle sue figlie. In Sicilia quasi non esistono asili nido. Se li vuoi devi pagare e lei non ha avuto alternativa. Come non l'aveva avuta sua madre prima di lei. Mia madre non fa politica. Io invece si. Ho fatto spesso azioni solidali. Per tutti, molto meno per lei. Essere solidali con le donne della propria famiglia è una cosa complicata. Femminista in pubblico e figlia egoista in privato. L'ho fatto per troppo tempo.
Rubo questa notizia da questo sito per la qualità delle immagini e dell'interpretazione di Emma Thompson. Si parla della campagna anti tratta delle donne che poi vengono costrette a prostituirsi. Il video sollecita ampi interventi paternalisti e ripropone la figura del femminile come vittima senza difese. E' una realtà che esiste, certo, ma diverso sarebbe stato se avesse rappresentato una donna arrabbiata e stanca della vita che sta facendo che ad un certo punto decide "attivamente" di denunciare i suoi sfruttatori o, che so, magari di rivolgersi, laddove è possibile, alle altre sex workers per elaborare una strategia di autodifesa, partecipare ad un sindacato, ribellarsi alla schiavitù.
Sono siciliana. Questo lo sapete. Amo i dolci. Li so persino preparare. Invento ricette e poi me le dimentico e la volta dopo rimescolo gli ingredienti e rifaccio tutto da capo. Scopro così un nuovo sapore, buono, più buono del primo, diverso. Ho imparato a cucinare per via di quella passione creativa che mi spingeva a stravolgere e personalizzare le ricette. Così ho scoperto pietanze utili per tutte le occasioni, persino le peggiori.
Il sapore che preferisco di più è la cioccolata. Nera. Fondente. Senza scuse. E’ buona da farci le torte, le creme, da mangiarla intera o anche a pezzetti. Pare abbia delle qualità che calmano, rendono quasi felici. Normalmente mi rende felice il contatto di un corpo. Ci sono volte però che divento piena di spine. Intoccabile. E tuttavia ho bisogno di calma. Come questa sera.
La prima mezz’ora trascorsa a vedere rotocalchi di attualità mi ha fatto mangiare due unghie. Ho dovuto però pareggiare le altre perché non sopporto le asimmetrie. Poi ho cominciato a strappare pezzetti di carta. Ridotti a brandelli sempre più piccoli fino a farne una montagnetta con cui ho giocato per un po’. Ho massacrato la buccia di un mandarino. Se non me la toglievano dalle mani ne avrei fatto una spremitura adatta per le marmellate. Nel frattempo mi sono rintanata sempre di più in un angolo del divano. Occhio sbarrato e immobile. Bocca aperta ed espressione afflitta. Mi chiedevano: “cosa posso fare per te? Dimmelo, per favore non posso vederti così…”. Ho fatto di no con la testa e come un automa ho alzato il volume della televisione.
C’era un’ex di sinistra – fassino - e un altro di destra – fini - che facevano a gara a chi appariva più fascista. Il primo diceva: voi non vi siete assicurati che i romeni fossero espulsi davvero. L’altro rispondeva: no, non è vero. Li abbiamo scortati fino l’aeroplano. Vinceva fassino, senza dubbio.
Esiste un gruppo di uomini come quello di Maschile Plurale,
che si autorappresentano, prendono "attivamente" la parola, si pongono
il problema e lo affrontano organizzando anche dei corsi di formazione
antiviolenza. Ve li presento, se avete voglia di conoscerli...
Nel loro sito si dice che:
la stragrande maggioranza dei maltrattanti sono uomini;
perché la violenza ha origine in quel sistema pulsionale da cui ha
origine la vita stessa; perché è lo strumento più importante al
servizio della prevaricazione, che è quel sistema che usiamo spesso per
dirimere i conflitti, che annulla l’altro togliendoci dall’impiccio di
reggere confronti, differenze, opinioni contrastanti; perché a volte ci
sembra di non poterne fare a meno, magari mistificandola per non
doverne rispondere; perché fa parte di sistemi che la considerano
imprescindibile, anche se “usata a fin di bene”; e per tanti altri
motivi.
Nel loro ultimo incontro nazionale hanno richiamato anche a questi motivi:
La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la
parola come uomini. Se in questo incontro politico le donne sono le
dita di una mano – ma ovviamente graditissime - stavolta non è per
antiche discriminazioni ma perché questo appunto è un “incontro di
uomini”. Come emergerà dal dibattito una delle idee portanti è che i
maschi debbano parlare fra loro di sessualità e amore, di genere ed
erotismo, di patriarcato e «pensiero della differenza», di poteri e di
saperi che al dominio maschile sono collegati o contrapposti: senza
rimozioni ma anche senza il paravento del femminismo o quello, che
tanto eccita i massmedia, del maschio in crisi depressiva. Insomma
qualche forma di “auto-coscienza” è comunque necessaria, per pensare un
nuovo “modello maschile” occorre rompere anche quel modo di comunicare
fra uomini che è fatto di clamorose omissioni e/o bugie sul personale.
Come era prevedibile l'istigazione alla xenofobia, i provvedimenti di stampo nazista hanno infine condotto ad attentati e a raid punitivi fascisti contro i romeni
[Foto] (Forza Nuova con l'avvertimento di "Guai a chi tocca le nostre donne"
sta autorizzando pubblicamente ogni fascista/nazista/forzanovista a:
"usare metodi che vadano al di là di semplici proteste per difendere i
propri compatrioti").
Io, donna autonoma e che si autodetermina, non appartengo a nessuna patria e a nessun fascista. Io non sono di proprietà di nessuno. Io non riconosco il concetto militare e fascista di "patria". Io affermo la mia totale indipendenza e il mio essere cittadina del mondo e in qualsiasi parte del mondo voglio avere il diritto di essere libera e di non appartenere a nessuno. Io non sono una proprietà dello stato e dei fascisti. Io mi difendo da sola ed esigo che vi siano strumenti sociali e culturali che posso utilizzare e che mi permettano di esercitare il diritto di vivere, difendermi e autodeterminarmi.
Chi sono quindi i cittadini pericolosi? Grazie a
tutt* il centro-sinistra e a tant* miserabili pensatori "illuminati"
della nostra deprimente "era" per aver definitivamente sdoganato e
legittimato fascisti nazisti in Italia. Ne avevamo proprio bisogno. :(
Il video riporta una intervista a Giuseppe Fava prima che fosse assassinato dalla mafia (la mafia per come la definiva lui con capi ed esecutori materiali). Questo video sta girando in blog e siti che amano tanto appropriarsi dell'immagine di idealisti veri che a torto o a ragione hanno compiuto battaglie che hanno poi pagato con la propria vita. Sono gli stessi blog e siti che oggi istigano alla violenza razzista, alla xenofobia. Ebbene, mi dispiacerebbe che Pippo Fava fosse associato a idee merdose di questo tipo. Lui era un giornalista. In Sicilia per noi ha rappresentato un grande punto di riferimento.
Ha fondato "I Siciliani" e fatto crescere una intera generazione di liberi pensatori, giornalisti e intellettuali che dopo di lui hanno proseguito in quella stessa battaglia, allo stesso o in un differente modo. In quel deserto che la Sicilia era, schiava di andreottiani e comunisti consociativi, con socialisti mafiosi e "uomini di cultura" piegati al cospetto dei potenti, la sua voce era una boccata d'ossigeno. Da siciliano qual'era leggeva i fatti e le cose contando i morti e attribuendo alla fine della vita di ciascuno un valore reale e simbolico che veniva di volta in volta interpretato praticamente e politicamente.
Non ho mai letto però di Pippo Fava un appello banale a leggi più dure ne' a pene certe. Non ho mai letto nulla di miserabile come gli appelli razzisti contro i romeni che grillo sta facendo in questi giorni. Perciò il posto di questo video è qui.
La filosofia è la stessa. Fanno finta di tutelare le donne e nel
frattempo rifocillano altri. Anzi premiano le donne e le trattano per quello
che ritengono siano: una proprietà. La finanziaria(che di finezze ne fa tante e credetemi sulla parola se vi dico che vale la
pena leggere come questi che gestiscono le casse dello stato spartiscono denari
a destra e a manca sperando che nessuno guardi i dettagli – inaccessibili al
cittadino medio - a scoprire qual’e’ il trucco) ci propina il solito
articoletto che sostiene la creazione di nuove imprese femminili.
Fingendo di ignorare che per fare impresa ci vogliono piccioli (soldi) e che
per avere i soldi devi avere altri soldi a garanzia dei prestiti che chiederai
o dei contributi che riceverai. Incentivare la prospettiva dell’impresa invece
che investire per risanare la dimensione della precarietà è la solita scelta
ipocrita e comoda che non porta a niente. Ma non si fermano qui. La donna di
proprietà (a momenti dell’uomo o delle famiglie e poi delle imprese dalle quali
dipendono per campare) avrebbe diritto ad una esenzione irpef poco poco minore
(150 euri in meno) se lavoratrice
madre.
Berlino - dal 10 maggio al 22 giugno - HACK.Fem.EAST
Palermo - ogni sabato dalle ore 17.00 alle 20.00 - centro sociale ASK 191 - Viale Strasburgo 191 - Area di ascolto e di informazione sulla sessualità a cura delle Malefimmine
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