21.11.07
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at 16:41 :: 點閱次數 (359)
Riprendo e vi ripropongo un intervento di Anna Picciolini da "Il Paese delle Donne" (che sta dedicando ampio spazio al dibattito, variamente diffuso su testate e mailing list, sulla manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne). Parla di conflitti e di come l'agire i conflitti sia una cosa vitale e utile. Di conflitti e politica ho sentito molto parlare e ho anche parlato molto in alcuni incontri della Associazione Rosa Luxemburg di Firenze. Da quegli interventi venne fuori persino una pubblicazione (presentata anche al Settival - festival delle autoproduzioni di Settignano - tutta nocopyright ma purtroppo non ancora in rete. Da quella pubblicazione vi copio comunque il mio intervento. E' datato e quindi non attuale per molte cose ma se spostate la modalità dell'agire il conflitto sul femminile o meglio sul mondo aggregante dei femminismi - soprattutto per la parte che riguarda i metodi assembleari cosiddetti "aperti" che restano invece imbrigliati in logiche autoritarie - io necessito della stessa radicalità e dello stesso principio antiautoritario. Lo trovate sotto immediatamente dopo quello di Anna). Grazie ad Anna per avercelo ricordato con queste parole.
*********
"Se
qualcuno mi avesse detto che al carattere separatista o no di una
manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne avremmo
dedicato più spazio che ai contenuti avrei pensato che volesse
denigrarci, mettendo l’accento, come al solito, sul fatto che le donne
litigano fra loro e solo in questo caso “fanno notizia”. Invece questo
è accaduto e di questo è giusto parlare, perché a questo conflitto se
ne intrecciano altri e, soprattutto, noi sappiamo che i conflitti si
affrontano e si gestiscono cominciando a nominarli.
Firenze ottobre-novembre 2007.
L’adesione dei gruppi femminili e femministi della città alla
manifestazione è stata immediata. Il soggetto collettivo che da subito
ha cercato di tradurre l’adesione in partecipazione è Libere tutte, la rete che a livello locale corrisponde più o meno a quello che in altre parti d’Italia sono le assemblee di Usciamo dal silenzio.
La scelta del nome non è casuale: non ci piacque allora e non ci piace
adesso il ‘titolo’ dato alla manifestazione del 14 gennaio: purtroppo
non ci venne in mente subito quello che, da risposta impertinente, è
diventato il nome di un gruppo di giovani femministe: Maistatezitte.
Durante tutta la fase di preparazione, con le polemiche sulla data (ve
le ricordate?), abbiamo vissuto come un problema il fatto che le
decisioni prese dall’assemblea di Milano non fossero discutibili.
(Continua)
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21.11.07
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at 07:53 :: 點閱次數 (329)
Qualche giorno fa abbiamo scritto un appello affinchè le donne "non in condizione di privilegio" della Sicilia prendessero la parola. Ci hanno risposto innanzitutto le donne della Cooperativa sociale "Le viole" di Messina costituita per aprire lo sportello antiviolenza "Un vivaio per le viole" (per chi volesse contattarle il loro indirizzo mail è: leviole_info@alice.it).
Ci dicono:
"Facciamo piccole azioni, la notte, che permettano un risveglio diverso a cittadinanze dormienti. Ma qui (più che altrove) è dura. Ed è dura perché mancano braccia di
donne che assieme possano accogliere, attutire cadute, permettere
salti, farci addormentare e risvegliare serene e protette...
[...] Ora siamo in attività per il 25 novembre. Apriamo lo sportello Antiviolenza a Villafranca Tirrena.
(Continua)
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20.11.07
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at 13:32 :: 點閱次數 (200)
Clikka sull'immagine per vedere il video
--->>> Prima di iniziare a leggere il post se vuoi scarica il bellissimo manuale di autodifesa fatto da Trash-Punk
Abbiamo già parlato di corsi di autodifesa
e qui ho pubblicato svariati manuali scritti da gruppi che si occupano
della questione. A queste donne dobbiamo riconoscenza e con la stessa
gratitudine che va data a chi generosamente si dedica a combattere in
concreto contro la violenza sulle donne offro degli spunti di
riflessione.
In Sicilia capita spesso
di fare brutti incontri casalinghi. A noi fike sicule infatti non è mai
successo (ma non vuol dire che non accada) di essere aggredite da
qualcuno che non fosse un marito, un compagno, un cosiddetto amico o un
conoscente. A Palermo ci è capitato di camminare anche alle quattro di
notte da sole e di sentirci chiedere "quanto prendi?". I tizi però poi
sgommavano via senza nessuna conseguenza. Invece è capitato che l'amico
si sia approfittato dell'amica che aveva bevuto tanto, o che il compagno abbia
picchiato tanto la compagna da ridurla quasi in fin di vita, o che il
marito abbia legato, stuprato e infine quasi ucciso la moglie senza che
mai ci fosse possibilità di difesa.
(Continua)
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19.11.07
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at 07:14 :: 點閱次數 (236)
Oggi, gironzolando per il centro per comprare un paio di quotidiani e fare una passeggiata mi sono imbattuta in due scene abbastanza significative. Un tizio con un martello in mano aveva sfondato il parabrezza di un'auto della polizia. I due tutori dell'ordine hanno preso a corrergli dietro e uno dei due urla all'altro di prenderlo e di sparargli in testa. L'ha urlato ad alta voce e nessuno si è girato scandalizzato. Solo io e due amici che erano con me. La gente anzi pareva concentrata sull'entità del danno causato alla azzurrina autovettura dei poliziotti. Che quindi, forse, il problema non sono solo i poliziotti. Forse è che oramai la gente fa il tifo per vedere linciaggi, decapitazioni e cadaveri donati all'attenzione della pubblica piazza. Esistono i boia e le folle che li acclamano. Così mi è venuta una grande tristezza.
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16.11.07
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at 15:53 :: 點閱次數 (389)
Circa quattro anni fa, ma anche di più credo, quando venne fuori che i manifestanti al G8 di Genova avrebbero potuto essere accusati per il reato di "compartecipazione psichica" o di concorso morale, fiancheggiamento d'occasione e chissa' quali altri reati associativi (per ogni aggiornamento sui processi, le accuse e anche altro guardate il sito di Supporto Legale), avevo scritto questa digressione mettendo a confronto questa tipologia di imputazioni a partire dagli ambienti (quelli siciliani e mafiosi) in cui è stato riconosciuto come inadeguato attribuirle. Vi sono anche altri casi in cui non si può riconoscere una responsabilità diretta a chi è anche fisicamente presente nel momento in cui secondo il codice vigente verrebbe commesso un reato. Uno di questi casi è quello dello stupro di gruppo. Mi permetto di dire però che in questo caso è abbastanza raro che chi si trova in zona stupro non sia completamente partecipe, o sarebbe meglio dire complice, da voyeur piuttosto che da soggetto attivo, del macabro evento. E non si tratta di evidenziare il fatto che bisognerebbe riconoscere il concorso morale a chi assiste assieme ai suoi amici ad uno stupro. Nient'affatto. Si tratta di riconoscere a queste persone - cosa che non avviene - quantomeno l'attribuzione del reato che compete ai singoli.
Diversa è invece l'evoluzione che questo argomento del legislatore ha avuto sul piano della repressione di manifestanti, tifosi di calcio e persino simpatizzanti politici, sul piano teorico, con accuse che tanto somigliano alla caccia alle streghe con intento persecutorio da "reato d'opinione", di gruppi e movimenti in aperto contrasto con le azioni politiche di chi sta al governo. Questo voleva essere un contributo che va aggiornato per le cose che numerose sono avvenute in seguito e per l'aggravarsi sul piano legislativo delle soluzioni repressive. Per ora però ve lo passo come elemento parziale e certamente insufficiente che può essere utile alla riflessione collettiva.
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16.11.07
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at 14:17 :: 點閱次數 (212)
All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite parlano della moratoria
contro la pena di morte (che è passata a maggioranza). Ne avete sicuramente sentito parlare. Quello
che forse non sapete è che uno dei motivi utilizzati per fare
ostruzionismo e per spaccare il fronte del si passa come un carro
armato - come sempre - sul corpo delle donne. Un emendamento dell'Egitto
ha tentato di stravolgere la moratoria contro la pena di morte (non è
una cosa che sto seguendo appassionatamente ma quando si parla del mio
utero mi si rizzano le orecchie) facendola diventare "per il diritto
alla vita".
L'intento era di chiara condanna dell'aborto e di
legittimazione della tesi che l'embrione è già una persona. Mettere sullo stesso piano aborto e pena di morte è come barattare la vita di un condannato a morte con la prosecuzione di una gravidanza indesiderata e la messa in "moratoria" dello stesso principio di autodeterminazione femminile. L'emendamento in questione è stato bocciato. Speriamo che nessuno
riproponga più una tesi del genere per facili speculazioni e
strumentalizzazioni politiche.
Ci sono altre due cose che vale la pena annotare per mia e vostra memoria. Una riguarda il rifiuto di alcune suore di fare da colf,
anzi da badanti, a intonacati vecchi e malaticci. Il vescovo le ha
perciò cacciate via. L'altra riguarda l'ennesimo episodio di censura
che coinvolge direttamente la religione cattolica. Il Forum Aduc è stato sottoposto a sequestro
e secondo il parere del Gip di Catania - formulato sulla base di articoli del
codice abrogati - deve rimanare tale perchè vi sarebbero contenute
frasi offensive per la religione cattolica.
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09.11.07
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at 02:44 :: 點閱次數 (214)
L'Fbi ci ha svelato un segreto segretissimo: i terroristi mangiano niente po' po' di meno che il Kebab. Si si, non fate finta di niente, lo sapete. Quel rotolone di carne molliccia rosolata che questi screanzati osano persino condire con cipolla, pomodoro, verdurine e - tenetevi forte - salsina piccante (o allo yogurt). Anche in città si guarda sempre con grande rischio al fatto che aprano nuovi kebabbari. Perchè ogni kebab può operare conversioni straordinarie.
Sono sicura che anche alla Vucciria sarebbero d'accordo su questo punto. Il pasto preferito dai mafiosi - sempre secondo l'Fbi - allora potrebbe essere il pane con la milza (meglio conosciuto come pane cca' meusa). Sono curiosa di sapere quale categoria di esseri umani può mangiare le pietanze di McDonald's. L'MCTF - sempre determinato a sconfiggere l'atroce piaga del terrorismo - indagherà con determinazione e costanza tra tutti i fruitori della famosa catena di fast food.
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09.11.07
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at 00:18 :: 點閱次數 (493)
Nel Decalogo di Cosa Nostra, beccato nell'ultimo roboante arresto del latitante di turno che ridona l'immagine di forza al governo, torna spesso la parola "moglie". Viene considerato motivo di disonore se la moglie, appunto, "fa le corna" al marito. Poi si sottolinea il valore della proprietà: Un comandamento del decalogo dice, infatti, che non si guardano le mogli degli altri affiliati. Regole di comparato che come sempre rendono evidente quanto il corpo di una donna sia un oggetto, povero o di lusso, di proprietà della cultura maschile.
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08.11.07
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& Anticlero/Antifa
at 10:33 :: 點閱次數 (447)
A proposito di laicità: al Senato oggi la maggioranza si è opposta all'emendamento della Finanziaria che prevedeva il pagamento dell'Ici sugli immobili della Chiesa cattolica utilizzati a scopo di lucro. E' una cosa della quale ultimamente si è anche parlato tanto. Ma forse in parlamento i quotidiani non arrivano o è semplicemente l'ennesimo atto di sudditanza di una intera classe politica. Nessuna sorpresa, certo. Ma sono ugualmente esterrefatta. Sconcertata. Definitivamente schifata! Siamo ostaggi di questo governo. Ce ne libereremo mai?
Vi passo da leggere il comunicato stampa del Coordinamento Facciamo Breccia su quello che è avvenuto. Buona lettura!
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COMUNICATO STAMPA
Oggi il Senato della Repubblica ha votato, e respinto a larga maggioranza, un emendamento alla Finanziaria che prevedeva di eliminare l'esenzione dell'Ici agli immobili di proprietà della chiesa cattolica utilizzati a scopo di lucro.
Questi i numeri bulgari dell'ennesimo cedimento sui diritti e sulla laicità dello stato, in perfetta continuità con il governo Berlusconi: 240 contrari, 48 astenuti, 12 favorevoli.
Facciamo Breccia denuncia l'asservimento del parlamento italiano al Vaticano e ritiene grave la dichiarazione di astensione da parte di quelle forze politiche che si sono "pilatescamente" astenute con la motivazione della necessità di evitare la caduta del governo (a parte che non c'era assolutamente bisogno dei loro non-voti per continuare a pagare la "tangente" al Vaticano).
Tre domande:
Sarebbe questo il governo che difende la laicità, come vorrebbe farci credere?
Perché il governo dovrebbe cadere se l'Italia smette di farsi richiamare dall'Unione Europea perché mantiene uno stato extra-comunitario poco bisognoso e poco democratico?
(Continua)
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