07.12.07

La macelleria degli umani: baratti!

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 22:58 :: 點閱次數 (757)

Il maxi emendamento sulla sicurezza è passato. Pare che abbiano votato tutti e con fiducia a favore meno Turigliatto, Andreotti e la Binetti (gli ultimi due perche' contrari alla norma antiomofobia inserita nel pacchetto). Il provvedimento pare frutto di uno scellerato baratto tra chi sostiene la politica delle deportazioni e chi invece vuole un riconoscimento di pena per chi commette reato di omofobia. Lo stesso baratto che è stato proposto con l'inserimento della norma sulla violenza contro le donne. Solo che per lottare contro questo uso dei corpi, delle donne per far passare norme securitarie e razziste si sono/ci siamo opposte in tante a Roma il 24 novembre. Per questo ultimo baratto invece non c'e' stato nessun rumore. Nessun senatore si è alzato per dirsi sconcertato di questa cosa vergognosa tranne la scandalizzata Binetti e per ragioni di tutt'altra specie.

La norma antiomofobia in realtà è l'ampliamento delle tipologie di reati per discriminazione contenuti nella legge Mancino anche a quella fattispecie relativa la discriminazione sessuale (allargato ai delitti spinti da omofobia). Questa proposta faceva originariamente parte del disegno di legge sulla violenza sessuale della Pollastrini e in seguito allo stralcio dell'altro ddl che conteneva esclusivamente gli articoli sullo stalking e sul riconoscimento del reato di omofobia. Grillini e la De Simone si sono battuti molto in commissione perchè questa norma sopravvivesse allo stralcio e fosse inserita nel ddl sullo stalking. Non so però cosa hanno detto o pensato dopo aver saputo che la norma veniva inserita nel maxiemendamento. Voglio davvero sperare che quando il provvedimento arriverà alla camera abbiano qualcosa da dire.

Oltretutto dopo il voto contrario e le polemiche scatenate dalla Santa Madre Binetti del paese del cilicio, il ministro Chiti ha tenuto a precisare che questa benedetta norma antiomofobia sarà tolta o modificata (che poi è la stessa cosa) alla camera (e il compare Mastella minaccia addirittura la crisi di governo se non sarà eliminata). Lo dice per ammiccare agli altri cattolici e per convincerli a votare favorevolmente il provvedimento e la fiducia al governo che tanto poi quella norma lì si può tranquillamente cestinare. Perciò davvero mi chiedo: come è stato possibile per tanti e tante sensibili parlamentari laici, di sinistra, come quelli di rifondazione - il cui presidente della camera ha dato fondo alle parole più estremiste che gli venivano in mente solo qualche giorno fa e per tenere buona la base - o quei verdi che un po' conosciamo o quei cossuttiani che pare che alle volte vogliono incatenarsi in San Pietro tanto si dichiarano estremisti, votare a favore di un provvedimento da deportazioni naziste? Gli è davvero bastato barattarlo con la norma antiomofobia o sono i soliti cialtroni da cacciare non solo dalle piazze ma anche dal parlamento e anche di corsa?

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07.12.07

Da grande voglio fare il sindaco...

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Perchè pare che svolgere questa venerabile funzione sia una cosa fikissima. Ci si diverte un sacco e si possono fare un monte di cose esattamente come al tempo dei Comuni (addirittura precedente a quello delle signorie). E' un lento risvegliarsi di fantasmi del passato che un po' riprendono le sembianze dei dogi delle città marinare e un altro po' si mischiano agli sceriffi del far west e ai prefetti dell'epoca fascista. Sono cambiate solo le divise. Prima erano tutte un po' nerastre. Oggi variano dal rosso acceso al verde pisello.

I sindaci governano le città e arrivano al trono per elezione diretta. Con il pacchetto sicurezza il governo Prodi stabilisce che abbiano più poteri e una maggiore autorità nell'impedire l'accesso entro le mura della città a stranieri e mercanti sconosciuti. La saga dei sindaci sceriffo parte da lontano ma solo di recente si è espressa in tutta la sua grandezza. In Sicilia io ricordo di sindaci moralizzatori, peggio che Girolamo Savonarola, che in perfetto accordo con il vescovo facevano ordinanze che vietavano agli adolescenti di baciarsi in pubblico (come quello di Monreale). Quel provvedimento passò alla storia come l'ordinanza contro le limonate.

Inutile dire che non fu mai applicata. E di sindaci creativi in Sicilia ne abbiamo avuti tanti. Come Ciancimino a Palermo che negli anni settanta fece buttare giù decine di splendide ville liberty per permettere che le imprese mafiose edificassero abominevoli palazzoni senza storia lungo tutta la via Libertà. In generale i nostri sindaci si concentravano sulle cose che fruttavano denaro perchè per i voti avrebbe provveduto la manovalanza mafiosa.

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06.12.07

Era una famiglia normale - ovvero - storia di donne possedute: da uomini e dalle banche!

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Vivevano nella casa dei balocchi con tanti bei soldini e "nessun problema" comprensibile. Questo ha detto il sindaco di Tarcento (in provincia di Udine) per commentare l'omicidio/suicidio di un uomo ai danni di tutta la sua famiglia. Solito copione: prima uccide moglie e figlio e poi si suicida. Perchè la famiglia evidentemente si pensa ancora sia un possesso. Nulla di nuovo quindi di cui non abbiamo già parlato. Ma per il sindaco, così come riportato acriticamente da repubblica online - e di sicuro non è la sola, quella era una famiglia normale.

Entrambi i coniugi lavoravano e già tanto basta a definire quell'area di "normalità" che in Italia distingue il femminicidio dal "raptus", la costante strage di donne e altri membri della famiglia da un gesto estemporaneo che non deve assolutamente mai essere digerito come abituale. Come dinamica nelle relazioni sociali che va analizzata e affrontata e mai liquidata con un semplice e comodo: "era una famiglia normale".

Siamo sempre in quella Italia del nord est in cui si pensa che anormalità stia per immigrato, nero, rumeno, albanese magari siciliano. E' uno dei tanti luoghi in cui si ascrive la violenza contro le donne alla razza dell'uomo e persino alla situazione economica complessiva della famiglia. Se così fosse non ci sarebbe più il problema dei poveri e della disoccupazione perchè tutti i precari e gli affamati si starebbero sterminando tra di loro. Invece no. La cultura di violenza e di possesso è appunto una cultura che permea la società senza alcuna forma di discriminazione: "L'assassino non è un malato ma è il figlio sano del patriarcato!" - urlavano le donne in corteo il 24 novembre

La storia dell'uomo normale con famiglia normale è anche abbastanza antica e rappresenta quella vecchia categoria sociale fatta di massonerie e feudalesimi sparsi, dottorati e cavalierati della repubblica. Siamo nel territorio degli eccellentissimi, egregi, illustrissimi, signorie vostre (Con le puntature abbreviate dei: Dott. al quale si aggiunge "essa" per adeguarlo al femminile, Ill.mo/a, SV, talvolta SV Ill.ma - signoria vostra illustrissima - giusto perchè la leccata sia completa e definitiva. Trascuro il terreno delle eminenze che conosco meno perchè non ho fortunatamente visto spesso una corrispondenza burocratica tra fedeli e la sacra rota...). Attributi questi ancora presenti nelle letterine che compongono tanta nostra burocrazia. Accadeva nel nostro passato e accade ancora adesso: un uomo con una situazione economica serena non ha - per i benpensanti - alcuna giustificazione nell'essere violento se non quella di avere avuto un raptus.

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03.12.07

E ora basta!

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 01:18 :: 點閱次數 (375)

l'asilo murato Buongiorno amici e amiche. Oggi vi voglio proprio parlare. State a sentire...

Succede da tempo. A fronte delle innumerevoli violazioni della privacy ci siamo accomodati in una normalità fatta di quell’orgoglio del “non avere nulla da nascondere”, della indifferenza nel sentire di notizie che riferiscono di sgomberi, perquisizioni, criminalizzazioni di interi pezzi di movimento. Succede ad altri, non succede a noi. E’ successo anche ad amic* e compagn* dell’Asilo Occupato. Come succede a quelli che si oppongono, che non si lasciano normalizzare, che non si lasciano fagocitare da questo tritacarne che è la nostra società di oggi.

Che ne sapete voi di cosa vuol dire svegliarsi con la polizia in casa che tocca e prende tutte le vostre cose perché qualcun* ha detto che qualcun altro ha detto e che i servizi segreti o anche quelli meno segreti hanno trascritto come informazione “affidabilissima”. Che ne sapete voi di centinaia di ragazzi e ragazze prese di mira dalla polizia senza rispetto e senza una sola prova. Che ne sapete voi della repressione di questi anni che colpisce la gente con lo stesso sistema di quelle molotov (oramai latitanti) piazzate apposta dentro la Diaz durante il G8 di Genova (e nessuno pagherà per questo!).

Ne sono sicura: ogni tanto sul vostro quotidiano preferito o sul tiggì di una rete televisiva ascoltate che hanno preso qualcuno che fa parte di chissà quale gruppo “terroristico”, i “soliti” anarco insurrezionalisti, che immaginano legati a Bin Laden e con una linea di comunicazione privilegiata con i talebani e poi anche con lucifero in linea direttamente dall'inferno. E giù teoremi e intrecci assolutamente inverosimili e demenziali dello stesso livello della storia del Kebab che per l'Fbi indicherebbe in chi lo mangia un terrorista. Che cazzata, vero? Eppure per una cazzata di questo genere qualcuno sicuramente finirà con una perquisizione e milioni di violazioni dei propri diritti. Perchè noi qui ridiamo ma nel frattempo la gente finisce in galera per queste minchiate.

E poi ci sono altre costruzioni a convenienza e mille pseudo-profiler, che oggi vanno tanto di moda, che segnano tra i propri schedari che siccome voi per abitudine andate nel bar all'angolo a bere solo caffè nero (che bisogna variare altrimenti quelli si insospettiscono), e poi vi piacciono soltanto film in cinese sottotitolati in russo e sulla vostra agenda avete fatto strani ghirigori che di sicuro saranno in codice e nasconderanno la comunicazione di un piano d'attacco contro la porcilaia del paese, allora dovete essere di sicuro delle specie di leader di una frangia violenta rossa. Una volta, io ricordo, dicevano che i compagni li pagava il Kgb, poi abbiamo saputo che era la Cia a pagare un po’ di fascisti e di mafiosi per fare esplodere luoghi e persone. Di quelle stragi ancora non sappiamo niente.

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27.11.07

Non una di più

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 07:01 :: 點閱次數 (320)

Il 27 novembre, cioè domani, si celebra il processo ai due "presunti" stupratori della Cirenaica (sotto pubblico il volantino che annuncia diversi presìdi davanti ai tribunali di diverse città italiane). Abbiamo spesso parlato di questo perchè lei è una ragazza straordinaria e coraggiosa che ha affrontato per un anno una situazione che l'ha vista oggetto di accuse, insulti, offese. Perchè siamo con lei e saremo con lei domani per tenerla per mano e accompagnarla, seppur da lontano, in questa sua battaglia che è anche la nostra. Perchè comunque vada questa donna si è battuta come una tigre per non subire violenza e poi anche per riuscire - come fosse semplice - a vedersi riconosciuto il diritto di sentirsi abusata, lesa fino in fondo e ancora dileggiata, vituperata mentre ha sostenuto con orgoglio che lei è l'unica che può determinare le sue scelte in fatto di sessualità (e non solo) e che nessuno può applicare su di lei bigotti moralismi e umilianti e patriarcali stereotipi.

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23.11.07

24 novembre, manifestazione contro la violenza maschile sulle donne. Partecipazione critica in fondo al corteo tra i gruppi misti.

Post in Corpi & Pensatoio & Fem/Activism at 15:18 :: 點閱次數 (609)

Riprendo un intervento da QUI (e pubblico sotto l'articolo scritto da Stefano Ciccone su Liberazione e uno dall'intero gruppo di Maschile Plurale su Il Manifesto) per insistere sul tema (mi riferisco ad alcuni interventi contro il separatismo, il "sole donne" imposto per l’iniziativa) che inevitabilmente domina la nostra attenzione in relazione alla manifestazione del 24 novembre. E insisto perchè da più parti si continua a intendere che bisogna "tornare a parlare di contenuti" come se qui si parlasse di qualcosa di diverso o come se appunto pratiche e contenuti potessero essere scindibili.

Così per me non è e so anche che chi mi legge è più che conscio/a del fatto che il tema della violenza contro le donne è una questione che mi preme moltissimo, e mi preme tanto da aver trascorso molto tempo della mia vita a lavorarci su' e a ragionare di leggi e pratiche e a discutere in maniera animata con uomini e donne sempre tenendo ben chiaro quell'obiettivo.

E l'obiettivo è la lotta contro la violenza sulle donne, o "violenza maschile sulle donne" come opporranno le instancabili organizzatrici della manifestazione. Per me l'approccio così formulato è solo uno dei tanti possibili approcci. Il mio è diverso. La manifestazione avrebbe dovuto a mio parere contenerli tutt* (gli approcci). Proprio perchè l'obiettivo è la lotta contro la violenza sulle donne e proprio perchè i progetti, le risorse e le idee in circolazione che si occupano di questo non sono così numerose a tal punto da poter rinunciare ad alcune importanti energie disponibili.

E qui non sto parlando soltanto di gruppi come "Maschile Plurale" che io ad esempio considero importantissimi proprio in funzione di questa battaglia, non parlo neppure dei compagni gay o trans, in parte quasi intimiditi o sollecitati dalle compagne a mostrare reverenziale rispetto per la decisione separatista che non so fino a che punto poi davvero hanno condiviso poichè non ho assistito ad un loro intenso e autonomo dibattito interno sulla questione (ma sotto riporto di un parere chiaro di gay che si dichiarano contro e si svincolano da questo allineamento forzato, denunciando di sentire una chiara discriminazione in questa scelta).

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22.11.07

Killa Billa, lo spot!

Post in Corpi & Pensatoio & Vedere & Omicidi sociali & Fem/Activism at 17:21 :: 點閱次數 (515)

Guardatevi questo ironico spot delle splendide A/MatrixQUESTO bel Test fatto dalle bellissime Feramenta per la manifestazione del 24 novembre e QUELLO bel documento che segnala che la manifestazione è Antirazzista, Antifascista e Antisessista :)

QUI invece trovate lo spot radiofonico. Contributi e dibattiti in radio potete trovarli LA' (scorrete e in basso trovate un titolo riferito alla manifestazione e l'mp3 della trasmissione radio) e LI'.

Ancora: QUA, il documento che chiama all'adesione a questa manifestazione.  QUI, QUO e QUE, opinioni di partecipazione critica che condivido. Ci vediamo in fondo al corteo, tra i gruppi misti!

Ps: Un'altra donna picchiata e stuprata a Pordenone. A quante stiamo per quest'anno? 

21.11.07

Contro il separatismo. Non è una strategia che esprime la nostra molteplicità

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Il 18 novembre, cioè la scorsa domenica, Liberazione ha pubblicato, nell'interessantissimo inserto Queer che esce ogni domenica con il quotidiano, numerosi interventi, che espongono vari punti di vista, tutti dedicati alla manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne. Gli interventi potrete trovarli prestissimo online sul sito del giornale (cercate allegato queer in data 18 novembre). Io ve ne passo - abusivamente - uno che condivido e che mi sembra chiarire l'equivoco che sta nel ragionamento di chi ha immaginato - riferendosi alle opinioni di chi si oppone al separatismo - che la pratica (della manifestazione per sole donne) potesse essere scissa dal contenuto (la lotta contro la violenza sulle donne). Quando pratica e contenuto sono la stessa cosa il risultato che viene fuori è appunto la acuta riflessione di Gaia. Inserisco a seguire un mio molto ma molto più modesto contributo che parla sempre di essenzialismo strategico e contrapposizioni binarie. L'insieme di questi interventi sono pubblicati non in maniera distruttiva o irrispettosa della fatica e delle ottime intenzioni delle donne che stanno lavorando sulla manifestazione - che mi auguro (come me lo auguro per ogni bella iniziativa dedicata alle donne) abbia una ottima riuscita - ma per far emergere che può esserci una partecipazione critica (alla discussione sulle pratiche contro la violenza sulle donne e alla stessa iniziativa del 24 novembre), che ha pari legittimità e dignità, non "allineata" e non per questo "su commissione" o persecutrice di varie forme di "delegittimazione" (perchè le buone intenzioni non stanno mai da una parte sola). Partecipiamo dunque criticamente, in fondo al corteo, tra i gruppi misti.

**********

Solo donne?
Così ribadiamo i ruoli che generano violenza


Di Gaia Maqi Giuliani

In una mail circolata, tra le altre, sulla lista Sexyshock, in cui vivace e talvolta aspro si è sviluppato il dibattito sulle modalità della manifestazione del 24, è stato citato il concetto elaborato da Gayatri C. Spivak e ripreso da Teresa De Laurentis, di “essenzialismo strategico”.

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21.11.07

Lettera sul 24 novembre da Facciamo Breccia - Torino

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Molto volentieri pubblico la lettera aperta di Facciamo Breccia Torino inviata:

A tutte le donne che stanno costruendo la manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile sulle donne
    
Siamo le donne di Facciamo Breccia Torino, alcune di noi fanno parte di collettivi femministi, altre dai collettivi universitari e/o centri sociali, tutte ci riconosciamo nel movimento antagonista.
Seppure da oltre un anno lavoriamo insieme (molte di noi in altri ambiti da molto prima) sul tema della violenza di genere, non abbiamo potuto partecipare alle assemblee che ci sono state a Roma, e ce ne dispiace.

Riconosciamo a chi ha partecipato, da Roma e dalle altre città, il merito di aver pensato la manifestazione, di aver messo a disposizione energie e tempo per costruirla, nel modo in cui le presenti hanno ritenuto efficace.

Non vogliamo quindi mettere in discussione le decisioni raggiunte e le disposizioni per la manifestazione, vorremmo semplicemente portare il nostro contributo, nell'auspicio che la discussione possa proseguire serenamente, nel reciproco rispetto e nel reciproco riconoscimento di percorsi e pratiche.

Abbiamo infatti molto condiviso l'appello che chiama le donne alla mobilitazione: siamo stufe della violenza sui corpi delle donne e siamo esasperate dalle strumentalizzazioni che ne fanno i media, servi dei politicanti di destra e di sinistra. Troviamo la situazione particolarmente odiosa perché da un lato ci designano come vittime e ci spingono a rinchiuderci nelle case, dall'altro ci usano a pretesto per provvedimenti di stampo repressivo che generano solo odio e paura. E sappiamo bene che l'odio e la paura conducono sempre alla violenza.

Vorremmo però riprendere la discussione sulle pratiche e riportare le nostre perplessità sulla decisione di fare una manifestazione chiusa agli uomini, discussione affrontabile anche, con calma, a corteo avvenuto, perché i toni che abbiamo letto sul blog e su molte mailing list (compresa quella interna di facciamo breccia)  non ci sono piaciuti affatto: verso chi ha posto la questione molte hanno usato toni prescrittivi o giudicanti ("o così, o siete contro le donne"), o di rifiuto dell'argomento ("se discutete le pratiche, non vi interessa il contenuto"). Alcune, esasperate da ciò, hanno deciso di non partecipare, e di questo ci dispiace molto.

 (Continua)
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