11.05.08
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& Fem/Activism
at 15:49 :: 點閱次數 (193)
Non so se ve ne siete accorti ma in questo governo non c'e' il ministero della sanità. Che significa? Che lo hanno accorpato al Welfare e che la sanità diventa di competenza delle singole regioni, proseguendo per la linea di applicazione del federalismo.
La questione parte da lontano, con la realizzazione delle aziende sanitarie e finisce con lo smantellamento quasi totale del servizio sanitario nazionale - grazie ad un passaggio dell'ultima legge finanziaria (votata dal centrosinistra) - e la sempre maggiore spinta al sistema delle assicurazioni private (per cui avrai il servizio che potrai permetterti di pagare). In termini economici questo significa più sprechi, più corruzione (e lo vedete dalle tante inchieste proprio legate alla sanità in sicilia, in calabria, in campania, nel lazio), vuol dire che il cittadino siciliano avrà una sanità che è pari alle possibilità economiche di quella regione o alle proprie personali "conoscenze" e capacità finanziarie di ciascun individuo. In termini pratici significa che ogni regione potrà avere voce in capitolo su temi delicati come, per esempio, la legge 194 (sull'interruzione volontaria di gravidanza).
Non è un caso se la lombardia sta procedendo in una direzione, immediatamente seguita dalla sicilia, chiaramente antiabortista, il veneto sta considerando la proposta di legge che parla della introduzione del movimento per la vita nei consultori e in liguria vorrebbero ampliare la possibilità di obiezione persino ai farmacisti.
Le regioni diventano quindi il nostro interlocutore forzato che spesso, come in questo caso, è sorretto da un governo che non si farà pregare quando sarà richiesto di cambiare le linee guida della legge 40 (sulla procreasione assistita), piuttosto che di svuotare la 194 con provvedimenti e aggiustamenti fatti qua e la'. Stiamo attente dunque a quello che succede e teniamo d'occhio le proposte delle regioni in cui viviamo. Anche se non c'e' nessun deputato o consigliere che può darci delle dritte. Ciascuno di noi ha il diritto di consultare ogni atto amministrativo che viene prodotto dentro il parlamento regionale siciliano così come dentro i consigli regionali di altre regioni. Sarebbe imperdonabile lasciarci sfuggire una legge, una modifica, un regolamento approvato per disattenzione.
(Continua)
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11.05.08
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& Pensatoio
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at 12:20 :: 點閱次數 (222)
Care Femminismo a Sud,
ho visto che molte persone ultimamente si
esprimono attraverso lettere inviate ai destinatari più impensabili.
Rappresentanti del mondo glbt che scrivono a sindaci fascisti.
Mogli che scrivono ai mariti. Quarantenni in piena crisi adolescenziale
che riversano tutto il loro odio contro la madre sessantottina. Avanzi
di partito che scrivono agli elettori che non hanno più. La lettera va
di moda e fa anche notizia.
Mi sembrava così più coerente scrivere a delle
destinatarie alle quali posso dire veramente quello che penso e posso
raccontare come vedo io questi brutti anni.
Ogni tanto davvero penso di essermi addormentata e
svegliata in un universo parallelo in cui i partigiani che fecero la
resistenza vengono chiamati “bande partigiane comuniste”
e a loro viene imputato di aver fucilato dei repubblichini la cui
memoria si pretende di celebrare in pompa magna. Sarà che sono
cresciuta con una nonna che aveva vista buona e una memoria di ferro ma vi giuro che mai e poi mai lei mi avrebbe mentito. Piuttosto mi
raccontava di questi signori della repubblica di Salò che rubavano
beni, cibo, ammazzavano uomini e qualche volta stupravano anche le
donne. Che poi le donne in realtà le stupravano un po’ tutti, anche i
partigiani e anche gli americani quando vennero a “liberarci”. Però i
partigiani nei racconti di mia nonna erano i buoni e i repubblichini
sempre i cattivi. Così non capisco come sia possibile che la storia si
sia capovolta da un giorno all’altro.
(Continua)
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10.05.08
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& Scritti critici
at 11:20 :: 點閱次數 (256)
Ma si,
continuate a negare. E se torno a disturbarvi tirate fuori sempre
quella vecchia storia. C’erano le bi-erre, e c’erano le foibe, e le
dittature comuniste. Ditemele tutte, non sia mai che ve ne scordate
qualcuna. Parlate con tono “sereno” per mostrare che siete sicuri di
quello che dite e non mostrate mai nessun segno di debolezza. Ci vuole
una capacità estrema per tirarsi fuori dai macelli come avete fatto voi.
Così mi avete tenuta in ostaggio per anni, senza che io potessi
imputarvi le stragi, i delitti, i tentativi di colpo di stato. Fino
alla presa del governo. Mi avete legato le mani facendomi pagare colpe
che non sono mie. Dichiarandovi vittime di una persecuzione che forse è
durata il tempo di un anno. Giusto la fine della seconda guerra
mondiale e poi di nuovo liberi, tranquilli di girare per le strade e di
riattrezzarvi rendendo servigi a chi ne aveva più bisogno.
Perché in un modo o nell’altro di un buon fascista c’e’ sempre qualcuno
che può avere bisogno. Così vi siete fatti dare armi e copertura dalla
mafia, i tesserini e i documenti falsi dai servizi segreti (deviati?),
i lasciapassare per scappare in altre nazioni direttamente dal
ministero dell’interno o della difesa.
Eravate soldati in attesa di ordini. Mercenari buoni per
destabilizzare, sovvertire, conquistare. Grazie a voi è stato
decapitato il movimento operaio degli anni settanta. Poi avete fatto
una grande parte durante la guerra fredda. Perché gli occidentali per
combattere il comunismo non hanno avuto dubbi: era meglio usare,
incoraggiare, sovvenzionare un po’ di nazisti.
Alla fine il fascismo torna comodo un po’ a tutti. Anche per piazzare
bombe con false rivendicazioni a nome dei comunisti. E’ dire che li
chiamano misteri. Invece di misterioso non c’e’ proprio nulla. E’ tutto
chiarissimo e gli unici a non capirlo siete proprio voi. Non siete neppure originali perchè quei sistemi puzzano di sbirrume lontano un miglio. Come per Peppino Impastato, ucciso dalla mafia con la complicità di degni esemplari in divisa che per anni dissero che lui si era fatto esplodere da solo.
Anche oggi, cosa credete, siete tornati in pista perché servite a
finire il lavoro iniziato quarant’anni fa. Se il popolo viene ridotto
alla fame e non ci sono grandi scuse da tirare fuori allora si
ricomincia a parlare di nemici esterni, di terrorismo interno e si
restituisce voce ad una masnada di ultrà senza cultura che inventano di
nuovo le boiate che tirò fuori mussolini in tempo di austerità nel
ventennio.
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10.05.08
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at 02:34 :: 點閱次數 (352)
A Ciudad Juarez hanno ammazzato la commissaria responsabile per la sezione reati sessuali della polizia locale. Di tutto ciò potremmo non interessarci se non fosse per il fatto che quella città è il luogo in cui centinaia di donne vengono stuprate e uccise ogni anno.
Quello che succede lì in qualche modo accade anche nelle periferie delle nostre grandi città, sono delitti tipici cioè di una qualunque bordertown, di una città
nella città, di una città a margine che raggruppa persone che non possono stare
in centro e stranieri in cerca di fortuna. E’ una situazione tipica di quelle
zone di confine tra i centri, come zone di insediamento di cittadini in
condizioni economiche meno precarie, e le periferie, come carnai di braccia da
badante, di corpi in vendita, di uomini che non riescono a inventarsi un
futuro.
A Ciudad Juarez, sono
desaparecidos e morte centinaia di donne spesso migrate per trovare un impiego nelle maquiladoras. Vengono
appunto sequestrate, stuprate, torturate e poi sepolte sotto la sabbia rossa del
deserto messicano. Da lì viene il termine “femminicidio” [indica la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna ‘in quanto donna’]. In quella città del messico vale il principio secondo cui le
donne vengono sfruttate per il profitto, uccise da uomini spesso protetti in
nome del trattato
sul libero scambio siglato in accordo con gli stati uniti o picchiate
e molestate dalla polizia nel caso in cui si ribellano alle loro pessime
condizioni di lavoro.
In italia non sembra si siano mai toccati questi estremi. Gli stupri avvengono più spesso nel silenzio delle case, per mano di una persona che le donne conoscono molto bene. Però di quelli l'informazione ufficiale non intende occuparsi. Forse per una sorta di pudore o più probabilmente perchè a loro modo collaborano alla campagna della "paura" che la destra sta facendo in ogni città perchè passi il messaggio che l'unico nemico dal quale dobbiamo temere qualcosa arriva dall'esterno.
Ciò non significa che non vi siano effettivamente stupri ad opera di uomini che in altri margini delle città aggrediscano e stuprino le donne senza conoscerle. Ma i numeri non sono minimamente paragonabili a quelli di Ciudad Juarez. Per ogni donna stuprata fuori casa da uno sconosciuto almento trenta sono stuprate ogni giorno dentro casa dal marito, da un parente, da un amico, da un conoscente.
Orientare l'opinione pubblica sui rischi che corriamo significa anche renderla più favorevole ad un modello sociale piuttosto che ad un altro. Se si racconta ogni giorno che chi stupra le donne è l'uomo nero o il rumeno, persino le donne, che sanno bene quanto il proprio marito possa essere pericoloso e molesto, saranno indotte a pensare di aver ragione di provare più paura per lo straniero che per il familiare.
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08.05.08
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& Anticlero/Antifa
at 03:07 :: 點閱次數 (111)
La società ideale che i fascisti vogliono realizzare è un po' a loro immagine e somiglianza. Come quella che propone il
sindaco di Roma Alemanno che dopo aver detto chiaro e tondo che non ha
voglia di vedere sfilare per le vie della capitale un Gay Pride poichè
gli sembra una ostentazione esibizionista della sessualità, riceve una letterona da una rappresentante della comunità glbt che lo invita a partecipare.
Chi scrive la lettera è
del Pd, quindi rappresenta quella categoria moderata di pezzi
dell'arcigay piuttosto che di altri gruppi simili, che hanno già
manifestato la volontà di voler interloquire anche con i rappresentati
istituzionali un po' fascisti. Così, a parte la provocazione mediatica
che la lettera può forse rappresentare nella mente di chi l'ha scritta,
quello che viene fuori è un ritratto molto triste.
C'e' chi - come quelli di
GayLib - vuole fare un pride in giacca e cravatta (a giugno, a squagliarsi dal caldo). C'e' chi
in maniera provocatoria immagina una sfilata di pinguini in frac. C'e'
chi, come l'autrice della lettera, riesce persino a legittimare quella
celtica che il sindaco porta al collo, come dire: se io posso accettare
e comprendere che tu porti la celtica, tu dovrai pur accettare e
comprendere che io sono gay, lesbica, bisex, trans.
Tutto ciò, alla luce poi
di quello che è successo a verona che illustra perfettamente quali
siano gli effetti di tanto sdoganamento della cultura fascista anche a
sinistra, sembra oltremodo ridicolo. Volendogli dare valore "culturale"
diciamo allora che è quantomeno un modo di mettersi proni aspettando
spinte sodomite "autorizzate".
Così mentre altrove di fascismo si muore, a Roma invece si
prepara un gay pride (al secolo sarebbe una manifestazione in cui si
rivendicano diritti per l'intera comunità glbt) con giacca e cravatta
in cui il motto potrà essere: "froci si ma solo in casa propria". Mi
chiedo: se per le vie di Roma i neofascisti di passaggio vedono due gay
mano nella mano o che si baciano che succede? Si ricomincia con le
persecuzioni? Le botte? Le denunce per atti osceni in luogo pubblico? Chissà...
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08.05.08
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& Pensatoio
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at 02:18 :: 點閱次數 (129)
A Verona i cinque fascisti sono "assicurati alla giustizia".
La storia però si fa complicata e se vi aspettavate che messi i mostri
in galera il problema era risolto spiace molto dirvi che non è così.
Basta sentire questa intervista [Scarica il contributo audio, durata: 12 min.] di Pippo, del csoa La Chimica, rilasciata a Radio Onda D'urto
per capire che anzi il clima veronese tende ad appiattirsi su una
versione della storia che consente al sindaco Tosi di rilanciare nella
sua strategia delle ronde e della caccia al "diverso" in difesa della
"veronesità". Le ronde a suo avviso sarebbero utili proprio ad evitare
che accadano cose simili a quella che ha ucciso Nicola. Quello che è
grave è dunque che Tosi insiste nel legittimare la stessa politica che
deriva da e produce essa stessa quella cultura che ha portato
all'omicidio di Nicola.
Si parla già dunque di
Manifestazione Antifascista per sabato 17 mentre in altre città si
moltiplicano presidi antifascisti. Dopo Roma, con il presidio indetto
dagli studenti e dalle studentesse antifasciste, anche a Milano è stata
indetta dal Prc per giovedì 8 maggio, alle ore 18.30, una
"Mobilitazione contro il fascismo, la cultura dell'odio e la violenza.
Per ricordare Nicola Tommasoli" in Piazza S. Babila. E ancora Roma il 9 maggio per una iniziativa Antifa a Piazza Trilussa. A verona invece ci sarà un presidio antifascista in Piazza Isolo l'11 maggio alle 16.00.
Abituiamoci comunque da ora in poi a vedere come funziona la difesa dei cinque "fascisti tutori della veronesità". Innanzitutto si inizia con la umanizzazione
dei soggetti. L'uno contro l'altro a dichiarare che nessuno ha
effettivamente sferrato il colpo mortale. Tutto quindi è consegnato a
chilometri di perizie e controperizie per dimostrare quanto e come
hanno contribuito i cinque alla morte di Nicola. L'Avvocato Roberto
Bussinello [candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni” (poi passato a "La Destra" di Storace ndb), nonche’ rappresentante legale nazionale di FN] ha già iniziato a mettere in piedi tesi
che attendono riscontri con l'autopsia. Egli sostiene che Nicola
Tommasoli poteva forse avere qualche fragilità pregressa al cranio, un
problema cardiaco o qualunque altra cosa che abbia determinato la sua
morte.
Insomma, nulla è dato per
scontato e come già accaduto nel caso di Dax e di Renato Biagetti c'e'
chi tenterà di stabilire una verità storica attraverso imbrogli
giudiziari. Fiumi di parole e di serate a porta a porta con plastico
del centro di verona e con ritratti di questi cinque "bravi ragazzi"
dei quali si scopriranno passioni meravigliose, non ultima quella di
soccorrere le vecchiette e di aver fatto certamente parte delle giovani
marmotte.
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07.05.08
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& Pensatoio
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& Anticlero/Antifa
at 00:52 :: 點閱次數 (179)
Gli ultimi due della banda neofascista sono tornati da Londra e si sono consegnati alla Digos. Il presidio per Nicola potete vederlo QUI. E mentre tutti si affaticano a far vedere quanto è buona la destra di verona e quanto invece si tratti soltanto di gggiovani senza valori (e non è vero, perchè i valori li hanno ma sono "sbagliati"), e giù con sociologia di quart'ordine che ci riempie di bla bla bla, ecco tre appuntamenti antifascisti a Verona, Roma e Milano. A Verona: questa sera, 6 maggio, alle ore 21.30 presso il circolo Pink in via scrimiari 7 (traversa di via XX settembre), ci sarà l'assemblea aperta del csoa lachimica per decidere in modo democratico, orizzontale e condiviso quali saranno le prossime tappe di mobilitazione che partono dalla città. Nella capitale a Forte Prenestino alle 20.00 del 7 maggio. A Milano, cascina Torchiera Cimitero Maggiore, ore 21.00 del 7 maggio.
Una prima reazione romana - ricordando quanto siano simili le vicende di Nicola e Renato - invece la danno gli studenti e le studentesse antifasciste che convocano per oggi (martedì 6 maggio) alle ore 18.00 a ponte garibaldi [Roma] un appuntamento pubblico perchè: "vogliano dare vita ad una prima iniziativa dopo i fatti di Verona, per far sentire la nostra indignazione e per denunciare a tutta la città che non è stato, come qualcuno adesso sostiene, un generico atto di follia ma purtroppo un episodio conseguente ad una cultura squadrista che stanno tentando di diffondere anche nella nostra città, ed in particolare proprio nelle scuole. Invitiamo tutti i compagni e le compagne, tutti gli antifascisti, tutti i "sinceri democratici", tutti coloro che ancora hanno la forza e la voglia di indignarsi a partecipare ed a far circolare questo primo appuntamento."
Quelli che vedete nella foto sono Arlan e Furlan, in arte: Ludwig, serial killer. Fanno parte della storia di Verona che a quanto pare non è ancora finita. Una città in cui mentre un ragazzo veniva ucciso per i suoi capelli lunghi altre tre persone venivano arrestate perchè bevevano una birra all'aperto. Vi copio sotto il comunicato del csoa la chimica e del circolo pink, scritto prima che fosse dichiarata la morte clinica di Nicola. Chiedono le dimissioni del sindaco Tosi e vi spiegano il perchè.
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06.05.08
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& Pensatoio
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& Anticlero/Antifa
at 11:52 :: 點閱次數 (424)
Update: si annuncia che per sabato 17 maggio a verona una manifestazione antifascista nazionale. Faranno sapere di più nei prossimi giorni.
$$$$$$$$$
"I due ricercati stanno tornando da Londra dove ci risulta che siano stati in passato altri latitanti di estrema destra e dove esiste una rete che garantisce loro protezione." Questo è quello che ha detto il giornalista in collegamento da Verona per la trasmissione "Chi l'ha visto".
Lo stesso giornalista ha
raccolto le dichiarazioni di un dirigente della digos il quale ha
precisato che gli assassini di Nicola hanno una provenienza politica
che fa riferimento ad ambienti di destra. Altri giornalisti presenti,
come quella del Corriere (pagina locale) e persino il direttore de L'Arena di Verona (che rappresenta perfettamente la mentalità liberale, cattolica, destrorsa della città che fu la culla di Ludwig e che applaude al finanziamento delle ronde), hanno
affermato la stessa cosa sottolineando però come la questione della
sigaretta fosse un pretesto per aggredire comunque qualcuno che non era
vestito o non era conforme ad un modello preciso.
Nicola, in particolare, aveva i capelli lunghi. E c'e' chi
nel corso della riuscitissima manifestazione ha affermato che la
questione è nota a tutti e che va avanti da tempo, diventando
gravissima negli ultimi dieci mesi di amministrazione del sindaco Tosi.
Il sindaco dal canto suo, in linea con il depistaggio che viene fuori da tutti gli ambienti di destra,
continua a dire che si tratta di un fatto isolato e nega che a verona
si sia mai creata l'atmosfera di invivibilità e di "insicurezza" per i
cittadini a causa di una motivazione che ha una radice ideologica e
politica precisa. Egli si rimette la coscienza a posto con una specie di veglia organizzata per giovedì prossimo sulla base di un documento contro una "generica" violenza firmato da tutte le componenti del consiglio comunale, compreso il PD. Gli unici a non aver firmato sono stati i cossuttiani.
L'informazione italiana
comunque non è fatta solo di trasmissioni a raitre, lo sappiamo, e
dunque varrà la pena descrivere il servizio penoso che ha fatto il tg
di canale cinque e quello di rai due. Nel primo si sono affaticati per
definire la radice politica degli ultrà italiani scoprendo addirittura
che ci sarebbero dei gruppi in cui destra e sinistra hanno fatto un
patto esclusivamente teso a realizzare atti di violenza. Su rai due
invece hanno fatto un mega servizio con due parole per dire che
nicola è morto e al presidio organizzato dai centri sociali e da sinistra critica ci sarebbe stato anche il sindaco (chi l'ha organizzato ha ritenuto giustamente di voler fare a meno della sua solidarietà) e poi dieci minuti di umanizzazione degli assassini. Poi c'e' l'Ansa o il Corriere della Sera che mettono tristemente sullo stesso piano l'omicidio di Nicola con l'atto di bullismo ad un ragazzino di quattordici anni. Vale la pena spiegare che il bullismo non ha una matrice politica e che gli assassini di verona hanno invece agito spinti da convinzioni politiche riferite a "dis-valori" precisi che a loro volta fanno riferimento alla xenofobia, alla superiorità di una razza o di una parte politica sull'altra, alla discriminazione di genere (pensate a cosa avrebbero fatto se avessero incontrato un gay o una lesbica), alla convinzione che chi aderisce ad ogni orientamento politico diverso dal loro merita una punizione.
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06.05.08
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at 06:35 :: 點閱次數 (270)
Le giustificazioni al
fascismo sono diventate tante. Il revisionismo ha oltrepassato quel
limite che permette al fascismo di diventare invisibile, persino più pericoloso. Così quando
appare ecco che tutti si precipitano a negare, a minimizzare, a
prendere le distanze. Ma delle ragioni della destra si è già
diffusamente parlato. Quello che invece non abbiamo approfondito è quel
senso spocchioso e snob di certa sinistra che proprio non ce la fa a
evitare di usare analisi che sembrano indizi parcellizzati di una
indagine della scientifica. Pensieri prudenti di chi preferisce tapparsi gli occhi e le orecchie, salvo poi risvegliarsi d'improvviso dal letargo quando c'e' una vittima di mezzo. Come dire: certa gente pensa ed esiste solo se di alcune cose parla repubblica in prima pagina. Le informazioni non "accreditate" dalla stampa ufficiale per alcuni sono indigeste.
Di fare ragionamenti in
cui si mettono assieme gesti, azioni e responsabilità morali,
politiche, alcune persone si sono proprio stancate. Aggiungiamo poi che
a molt* non piacciono certi atteggiamenti da "centro sociale" e abbiamo
fatto il resto. Così pur di non stare con quelli di sinistra si finisce
per spostarsi un po' a destra, ma talmente a destra che poi si fa
davvero fatica a dichiararsi antifascisti.
Perchè vedete, la
sinistra ha di sicuro bisogno di menti critiche, di persone, penso alle
donne, che ricordino quanto siano machisti alcuni atteggiamenti, quanto
sia tanto più di sinistra se dopo aver dichiarato che non si sposa
alcuna causa patriottica poi non si difendano altri nazionalismi. Ma
si, lo sappiamo. Ma non vorrete mica dire che lottare per una palestina
libera, chiedere che la smettano di ammazzare bambini, donne, vecchi,
uomini per strisce di terra sottratte un po' alla volta a chi ci stava
prima sia come aderire ad un nazionalismo fascista. E se davvero la
pensate così allora bisognerà che ripassiamo sotto la lente del vostro
giudizio così neutrale anche tutta la storia che parla di
colonizzazioni, di furti imperialisti, di genocidi e devastazioni, di
sfruttamenti e tragedie mascherate da "guerre giuste". Perchè sapete:
si può discutere e lottare contro tutto ciò senza difendere
nazionalismi fascisti, altrimenti saremmo tutti lì a festeggiare
l'indipendenza del Kosovo.
Poi certo, è verissimo,
questi ragazzi di sinistra certe volte sono così teste di cazzo che
andrebbero rimandati a scuola a calci in culo, che almeno imparassero
un po' di storia, accidenti e la smettessero anche loro di ululare per
slogan e di difendere dittature comuniste. Ma dopo che hanno detto due
o tre cazzate però ci pensano gli adulti (e non mi riferisco a
d'alema) a lasciare esperienze e a legare obiettivi, ragionamenti. Così
questi ragazzi crescono e diventano militanti seri, di quelli che ti
puoi fidare, che studiano, si informano, che difendono l'eredità
antifascista anche per quelli che hanno la puzza sotto il naso e che
trovano più igienico e carino frequentare cenacoli culturali alto
borghesi o librerie e associazioni culturali alla moda invece che
sporcarsi a dare un'occhiata alle esperienze di autogestione.
(Continua)
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