18.04.07

Sono tornate le dame della carità

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 15:05 :: 點閱次數 (687)

C'erano in quel primo trentennio del '900. Erano anche quelle che negli anni cinquanta e sessanta andavano in giro con uomini della buon costume dell'epoca e si erano date il compito di imprimere una linea morale su tutto il paese. Facevano parte anche di apposite commissioni per la censura e intervenivano con vistosi tagli su film, spettacoli, televisione (quando arrivò), locali, vetrine e lunghezza delle gonne delle adolescenti a scuola.

Le ricordiamo con una pettinatura cotonata, un bel ciuffo sincero e uno chignon più o meno elegante. Cattoliche e casalinghe per passione, con gli occhiali spessi se erano insegnanti o erano state impiegate a sostenere gli uomini e l'italia tutta durante la grande guerra, con le gonne lunghe sotto al ginocchio, si distinguevano perché più erano morigerate e più si intendeva che appartenessero a caste sociali medio borghesi.

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17.04.07

Chi non è omertoso alzi la mano. Ovvero: la vita psichica del potere

Post in Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 11:36 :: 點閱次數 (642)

Si è sempre parlato di omertà in relazione alla mafia e ai siciliani. Poche volte se ne parla riferendosi – più in generale - al ricatto di chi esercita "potere" che perennemente gioca ad affascinare le nostre vite o a ridurle al silenzio.

C'e' una modalità sociale che spinge tutti - e qui invito la gente non meridionale a farsi un bell'esame di coscienza prima di dirsi indignata di fronte al comportamento omertoso di molti siciliani - a farsi i cazzi propri o comunque a comportarsi in maniera consona, rispettosa, conveniente e perfettamente in linea con l'ambiente che li circonda. Questo a prescindere dal fatto che tali ambienti siano stati scelti o meno. Di fatto il terrore dell'abbandono lega tutti a doppio filo ai contesti in cui si vive. Fedeltà è la parola chiave. E lì si gioca con strani termini che esprimono variegate versioni del concetto di "onore" e altrettante variopinte facce del comportamento "fedele".

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16.04.07

Milano da bere

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Milano

Ve la ricordate quella Milano degli yuppies e dei paninari? Dove c'erano i sopravvissuti degli anni settanta che a furia di mazzate e di eroina per un po' non riuscirono a dire che pure c'era qualcosa che non andava? Poi venne tangentopoli a svelare che era tutto un bluff e nel frattempo qualcun'altro diceva che era tutta colpa di Roma ladrona e degli immigrati perchè altrimenti quella Milano lì sarebbe stata ricchissima e gioiosa come disneyland.

Milano da un po' è ridiventata protagonista delle prime pagine dei giornali. Non solo perchè ospita l'ex presidente del consiglio e perchè pare abbia una linea diretta con la mafia siciliana, ma perchè lì, in quella terra di Formigoni, dei ciellini, della lega lumbarda e dei forzitalioti, lo scontro che in modo diluito e diversificato si realizza in tutta la penisola è perfettamente visibile. Un concentrato di repressione, scontro di ideologie, di razze e culture e religioni. Una pappa densa di fondamentalismi, fanatismi vecchi e nuovi, attitudini estreme da crociati di ogni parte.

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16.04.07

Dio, patria e famiglia

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La mia guerra

Fare il soldato non è una bazzecola. Io lo so perchè a mio modo un po' soldato lo sono anch'io. "Abbiamo tutti qualche guerra da combattere" - si dice così, no? La differenza sta nel giocare in difesa o in attacco. La differenza sta nell'obiettivo. Io sono entrata nella resistenza al mio primo vagito. Tra lacrime e sangue mi fu chiara da subito una cosa: dovevo arruolarmi.

Altrimenti avrei pagato con una vita fatta di supplizi e torture. Come in ogni brava resistenza che si rispetti io utilizzai ogni mezzo e rubai ogni risorsa. Riposavo in ambienti complici e continuavo a muso duro dove c'era da tirare fuori le armi. E ne avevo di armi, so solo io - e non dio - quante ne avevo. Non le caricavo mai a salve. I miei proiettili me li forniva la vita. Una discreta scorta, devo dire.

Sono nata nel tempo in cui a me erano destinati un dio dei maschi, una patria dei ricchi e una famiglia per puritani, ipocriti, repressi cattolici.

Ho combattuto e combatto ancora, con le parole, con la scrittura, con la mia presenza. Mai stanca di far valere la mia opinione. Per non subire quella degli altri più che per imporre la mia.
Ogni tanto pare che possa rilassarmi. Riposare in ambienti che si presentano in quanto laici e senza perversioni sadiche. Non mi piace fare la masochista. Non mi piace neppure fare l'agnello sacrificale.

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13.04.07

Maddalena e le altre: La chiesa e le donne

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di Lidia Ravera

[A seguire il pezzo di Elettra Deiana: "Le donne non condannarono Cristo perchè non c'erano"]

Allegre compagne, in occasione della Santa Pasqua, c’è una novità positiva, finalmente, dopo gli anni difficili dell’ingerenza Vaticana negli affari del nostro corpo, dopo le carriere bloccate, la violenza in crescita, l’immagine femminile umiliata, dopo duemila anni di esplicita o sottintesa inferiorità obbligata, ecco, alfine, un’occasione di letizia per le donne: siamo state scagionate. L’ha detto il predicatore papale, Raniero Cantalamessa (nom de plume o nomen est omen?): «Si discute animatamente su chi fu a volere la morte di Gesù, se i capi ebrei, Pilato o entrambi. Una cosa è certa: furono degli uomini, non delle donne». Capito, maschi? Non siamo state noi. E certo, fossimo state noi ad avercela con Lui, avrebbe campato altri 33 anni. Contiamo poco adesso, figuriamoci allora. Ma non è tutto qui, nel corso della scorsa Via Crucis, venerdì, ce ne siamo accaparrati un bel po’ di omaggi.

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10.04.07

Topo Seveso: Produzioni di morte, nocività e difesa ipocrita della vita

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A Milano, sabato 14 aprile, ore 14 c/o Usi sanità, via Bligny 22 (tram 29-30)

Una riflessione aperta su Seveso, i veleni, nocività, lotte territoriali, autodeterminazione con interventi di:
Collettivo Maistat@zitt@
Laura Centemeri sociologa
Nicoletta Dosio movimento NoTav
Milena Sant epidemiologa
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*****  

Vi ricordate di Seveso (10 luglio 1976 - tragedia negli impianti chimici dell'ICMESA)? La fuga di diossina? L'avvelenamento di una zona enorme fatta di terra e persone? Qualcun* ricorda che la gente fu avvertita del disastro dopo molti giorni e per un po' si tentò di sminuire, sviare, coprire...? Ricordate dei feti delle donne incinte, tutte contaminate, che si erano ammalati, deformati in una Italia dove ancora l'aborto legalizzato, la legge 194, non esisteva? Molte donne, divenute contenitori di morte, loro stesse contaminate, abortirono in paesi stranieri e a pochissime fu permesso di abortire in Italia.

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09.04.07

Sporcaccione d'un prete

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Quante volte abbiamo riso e scherzato sulle manie dei preti, sulle leggende che accompagnavano i loro tic. Quante volte ci siamo nutriti di quella satira popolare che sbeffeggiava il clero ponendolo allo stesso livello del popolo. Immaginando le loro tuniche sollevate e i loro organi sessuali deliziati dalle attenzioni di una fedele perpetua o di un giovane seminarista, magari un po' timido e perplesso.

Li abbiamo disegnati dentro i loro confessionali ad appropriarsi dell'innocenza di fanciulle che pagavano un'indulgenza al prezzo di una punizione servita direttamente da un servo di dio. E pensavamo dio a segnare le punizioni rese in un pallottoliere, felice voyeur ultraterreno che tutto può guardare e di tutto può godere. Abbiamo intuito i vizi e le virtù di una umanità per nulla santa che nascondeva perversioni dietro una croce in nome della quale tutto era lecito. Tutto. Proprio tutto.

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08.04.07

Anno 2007: quando l'umanità stava per estinguersi

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Giovanardi, quell'onorevole che a dirla con un eufemismo non sta al passo coi tempi, ha detto che se tutt* scegliessero di diventare omosessuali allora nessuno più assolverebbe al compito di continuare la specie e l'uomo rischierebbe l'estinzione.

Io voglio sperare che il tono apocalittico di Giovanardi e di tanta invadente chiesa sia quantomeno giustificato dall'ignoranza sulle cifre che popolano il pianeta. Glielo dico io: siamo quasi in settemiliardisette. Onorevole che dice, corriamo davvero il rischio? Perchè un po' bisogna anche che ci si capisca fra noi, che alle volte c'e' qualche contraddizione, anche bella grossa.

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02.04.07

Come importare l'amore e picchiarla facile. Ovvero: quando gli italiani le vogliono straniere

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Proviamo a ridere un po’. Non prendetevela se dirò una serie di cose già dette. Essere originali è difficile se le questioni contro le quali si lotta sono tutte lì. Anzi pare che se ne aggiungano altre perché quelle esistenti non bastavano da sole a far girare i capezzoli come forsennati mentre intercettano gli attacchi intergalattici.

Da un po’ di tempo si discute di femmine che pigliano mazzate dai compagni e mariti. Direte: sai la novità! Infatti niente di nuovo sotto questo sole.

Ne discutono i programmi dedicati alle donne, quelli fatti apposta per riassumere i 112 casi noti annui di morti femmine ammazzate in Italia per mano di maschio, quelli che scoprono che le immigrate  - oltre ad avere discreti problemi per sopravvivere e/o sfuggire alle schiavitù, per rinnovare il permesso di soggiorno, per riuscire a pagarsi un affitto in uno di quei locali che in metri quadri dovrebbe corrispondere al target abitativo obbligatorio richiesto dalla Bossi-Fini per il rilascio del permesso di stare in questa terra (ironia/on: terra pietosa, cristiana, buonissima e piena di gente disposta a sacrificarsi a piene mani per quelle che soffrono - ironia/off) – spesso vengono anche massacrate di botte, torturate, uccise dagli uomini di altre nazionalità che oltre ad arricchirci di cultura diversa ci portano anche tanto ma tanto maschilismo di cui non avremmo proprio alcun bisogno.

 (Continua)