22.02.07
Terrorismo poetico, nichilismo semiotico
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(Continua)Storie di egemonie culturali e pretese uguaglianze. Dal margine: nel tempo in cui tutti dicevano di avere capito!
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Grazie a Cloro al Clero.
In questi giorni il nostro Amato governo e le forze che lo fiancheggiano stanno facendo uno sforzo apologeticamente grandioso per mantenere intatta questa nostra sublime democrazia.
I migliori uomini dei servizi segreti e i dirigenti di una strana struttura definita "sindacato dei lavoratori" (che offre allo stato una mirabile schedatura dei lavoratori, le loro impronte digitali ed un loro esame del Dna fatto grazie alla piscia raccolta per la campagna natalizia "Piscia insieme a noi" in favore dei malati di uretrite religiosa respingente) stanno assolvendo in queste ore all'ingrato compito di scovare quelli che, tra i tanti abitanti del nostro paese, sono un po' incazzati.
Ogni incazzato può essere un nemico dello stato. Ogni incazzato può essere considerato un potenziale terrorista.
(Continua)
L'MCTF ha iniziato le proprie ronde per impedire che ovunque attecchisca il germe del terrorismo.
Nel pomeriggio è stato effettuato un ritrovamento di armi improprie con i quali una squadra di segaioli e ditalinomani usavano esercitarsi in un casolare di campagna situato nel territorio di Carrapipi Montanaro.
In attesa dell'elezione democratica del/della Presidente del Movimento per la Chiusura delle Tube di Falloppio ampi poteri sono stati conferiti alla facente funzione Ciccina Ficafina.
(Continua)Pare che i terroristi crescano.
Pare che i terroristi crescano nei centri sociali.
Che fanno i terroristi? Terrorizzano.
Dove crescono? Nei centri sociali.
Chi sono i terroristi? Quelli con le stelle rosse, le Falci, i Martelli, le biciclette, i telefonini, i vestiti sfardati, i portachiavi a palline, i ciuffi alla little tony (ah, quelli sono i peggiori!), gli scarponi della fabbrica pure per uscire la domenica (sdisonorati!).
(Continua)Domani si va a Roma a Manifestare per riprenderci un pezzo di vita che altrimenti finirebbe chiusa nei santuari tra le reliquie degli eretici (riconvertiti a forza in punto di morte) del XXI secolo. Nel frattempo però voglio raccontarvi alcune storie ispirate a quel giovincello di Giovanni Verga.
Ho fatto una scoperta grandiosa: c’e’ più Sicilia nell’Italia che Italia nella Sicilia. Mi sono fatta questa opinione e perciò tra un faccio e un Di.Co ho deciso di travestirmi da Commare Mariuccia e girare per i salotti de i mondi eterosessuali.
(Continua)
Non esiste un dolore più dolore di un altro. Non esiste un nero così nero e un bianco così bianco. E’ una abitudine maschile o quantomeno propria di una cultura al maschile. Quella di chi ha foga di individuare un colpevole. Subito. Adesso. Quella di chi immagina che stabilito dove inizia e finisce la linea di trincea sia più facile combattere la guerra e che a guardarsi negli occhi, umani contro umani, non si provi nessun dubbio.
Niente titubanze. Solo certezze. Un nemico lo si immagina come quegli affari del tiro a segno. Basta fare centro. Il gioco sta tutto lì. Di un nemico non si rispettano le lacrime, le relazioni. I nostri amori sono più amori di tutti. Le nostre lacrime sono eccellentissime lacrime da sofferenza d’hoc.
(Continua)
Il martello delle streghe. Mi viene spesso in mente in questi giorni - chissà perchè - e così possiamo parlarne grazie ad uno spunto: un librino delizioso della Sellerio, scritto da Maria Attanasio (siciliana di Caltagirone), dal titolo "Correva l'anno 1698 e nella città avvenne un fatto memorabile".
Cento pagine in cui l'autrice narra - traendo spunto da un fatto vero di cui si trova traccia negli archivi dell'inquisizione siciliana custoditi nella biblioteca di Palermo - di una donna assolta dal tribunale dell'inquisizione.
(Continua)
C'e' una televisione minore che ha un progetto ambizioso: pacificare il paese. Stasera a La 7 (ieri hanno trasmesso sotto l'insegna al neon "Giornata della Memoria" di tutto e di più sull'olocausto) dovevano essere al culmine del godimento perchè sono riusciti in una mission impossible: far sedere nella stessa trasmissione due "terroristi" - uno di sinistra e uno di destra - e fare dire ad entrambi che le divisioni politiche non aiutano e che in fondo è meglio volersi tutti molto bene.