Le donne e i lavori, pagati o non pagati, sono la materia dell’art. 1 della Costituzione.
L’unico articolo sul quale davvero, per mantenere un legame se pure tormentato tra donne e costruzione dell’universo politico condiviso, sembra colpevole e autoritaria una cancellazione.
Allo stato delle cose, se una discussione vera c’è nel paese sui temi costituzionali, è questo il punto sul quale esplicitare i sottintesi gesti responsabili quotidiani delle donne, sui quali appunto si fonda la sopravvivenza, non solo la Repubblica. Come sempre nei riguardi della parte femminile, c’è uno spazio in cui riconoscere ed un altro per obbligare e sottovalutare. Infatti, l’articolo 37 della Costituzione recita: “ La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione.”.
Le donne lavorano almeno per metà della loro vita senza che il loro agire venga chiamato lavoro, senza che questo rientri nella responsabilità sociale. E non si tratta solo del lavoro di cura materno, ma del complessivo farsi carico del minore impatto possibile dei danni connaturati al sistema. È quel complesso di gesti che nessuno vuol fare perché, essendo “naturalmente delle donne” non sono retribuiti o sede di prestigio. Sono quei gesti che fanno le donne, da sempre e nuovamente, fuori dal lavoro “vero”: quello che è signoria degli uomini, ceduto a malincuore all’altro genere sotto la pressione della “necessità”
Oggi la necessità è anche rappresentata dalla migliore attitudine e qualificazione femminile emergente in tutti i campi.
Negli Atenei come nelle scuole secondarie, per ammissione dei titolari di cattedra, la debordanza dell’eccellenza femminile, potrebbe far prevedere un fenomeno di femminilizzazione della classe dirigente se…
Valerio, a commento del post in cui parlavo della prima parte del film su Basaglia, scrive:
"Dopo aver visto la seconda parte, direi che a me il film su Basaglia
non è piaciuto... E' una visione sentimentale, alla "mulino bianco"
della follia quella che è stata rappresentata, nel solito linguaggio
piatto delle fiction... E il solito culto dell'eroe e della personalità
carismatica e da osannare quello che ne risulta...
Certo le tematiche e il racconto non si possono trasformare più di
tanto... Ma in questo "siamo tutti più buoni e tolleranti perché nel
1999 è stata definitivamente messa in pratica la legge Basaglia", ci si
dimentica dell'orribile campagna anti-psicolabili del post-Tartaglia...
I matti non sono innamorati sofferenti e incompresi... I film sulla
follia sono "El" di Bunuel, "Images" di Altman, "Santa sangre" di
Jodorowsky..."
Condivido. Alla fine della seconda parte la visione buonista è risultata stomachevole. Tutti assolti, compresi quelli che oggi vogliono rivedere la 180 proprio con le stesse argomentazioni che venivano usate per non metterla in atto e in atto non è stata messa mai anche perchè è stata frutto di mille compromessi e perchè tutto è comunque stato delegato alla psichiatria che di progressi da allora ne ha fatti ben pochi. L'unica cosa che si è evoluta è la quantità di psicofarmaci sul mercato ma per il resto i ricoveri coatti possono essere realizzati tuttora e se ne discute.
Di recente, come più volte qui abbiamo scritto, ne hanno discusso a proposito di anoressia e depressione. Gli psichiatri insistono nel sostenere che le donne non "vogliono curarsi" e il punto è che tante donne probabilmente non hanno nessuna voglia di bombardarsi di psicofarmaci che producono soltanto dipendenza, altre patologie croniche, crisi di panico, gravi stati d'ansia e infine collassi cardiaci.
Il Tso viene usato ancora dalle forze dell'ordine nel caso in cui ritengono un soggetto molesto ed è così che è morto francesco pochi mesi fa, un insegnante ammazzato da un tso, morto di psichiatrizzazione forzata, dentro un carcere. Per non parlare delle persone sedate nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione.
I lager esistono ancora e vogliono soltanto rilegittimarli perchè in fondo fa sempre comodo tornare a classificare alcune categorie umane come inaffidabili. Le donne, per esempio, questo tanto insistere sul numero di depresse, quando invece sono i maschi a commettere un femminicidio al giorno solo in italia e a perseguitare le donne in mille modi. Eppure si parla sempre e solo di donne depresse, per toglierci credibilità e dignità: Per riportarci allo stadio in cui erano le donne dei tempi di basaglia.
Ed è questo aspetto che comunque ho apprezzato nel film. L'ho apprezzato perchè mi ha sorpreso che rai uno evidenziasse con così tanta chiarezza il sessismo di quei tempi.
La donna finita in manicomio perchè la madre aveva l'ossessione per la sessualità che considerava sporca, giacchè lei stessa era stata stuprata e aveva fatto la prostituta per anni nel periodo della guerra.
C'è l'infermiera che si guadagna il diritto di scegliere e di dire la sua opinione e viene minacciata dal marito il quale vuole far ricorso alla denuncia per abbandono del tetto coniugale. Peccato che il reato non c'era già più e allora il marito, anzi il padre separato fa di tutto per toglierle i figli e alla fine riesce a toglierli perchè questo fanno i mariti che non riescono più a dominare e controllare la vita delle donne che considerano di loro proprietà: le offendono e le uccidono in mille altri modi possibili.
Negli ultimi giorni l'attenzione sulla vicenda di Joy ed
Hellen sta crescendo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare
una sintesi dei fatti che renda chiara – anche a chi non l'ha seguita
dall'inizio – la gravità della situazione e l'importanza di non mancare
all'appuntamento del 12 febbraio sotto il carcere di Como.
Ma prima vorremmo fare una breve premessa.
Ciò che sta accadendo a Joy in particolare, così come ciò che è accaduto a Preziosa – la cui storia la trovate nella prima versione del dossier,
sotto il mese di luglio 2008 – ci conferma che i Cie sono fra i
pilastri fondamentali del meccanismo securitario. Un meccanismo di
controllo totalitario che, oltre a calmierare coi Cie la forza-lavoro
immigrata per meglio sfruttarla e ricattarla, legittima e moltiplica le
violenze e gli abusi– istituzionali e non solo – nei confronti di
immigrate ed immigrati dentro e fuori i Cie.
E guai
a chi, direttamente coinvolta/o oppure solidale, si permette di
interferire con questo meccanismo, mettendone a nudo violenze e
connivenze. Si massacra nei Cie chi si ribella alla violenza dei
guardiani, così come si massacra nelle piazze chi rompe il cerchio
dell'omertà e denuncia politicamente e pubblicamente le sopraffazioni e
le violenze che donne e uomini immigrate/i vivono quotidianamente nei
lager di Stato e negli ambiti lavorativi.
Per questo ripetiamo, ancora una volta e con sempre maggiore determinazione, che ribellarci è giusto e che è importantissimo essere il 12 mattina sotto il carcere di Como.
Sintesi cronologica
Una
sera dei primi d'agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del
Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di
violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all'aiuto
di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi.
Stare a sentire i tg regionali di rai tre è una gioia perchè in alcune regioni le donne non sono rifatte, e gli uomini hanno la esse che sputa. Sono straordinari ed è uno specchio della società reale. Poi però parlano e allora ti accorgi che sono come noi solo all'apparenza.
In realtà seguono il copione che segue tutta la televisione nazionale in tempo di elezioni e allora giù con l'elenco dell'assalto alle vecchiette e con le cifre sui furti in casa, in villa, persino in baracca, perchè gli uomini della sicurezza ti rassicurano dappertutto, a costo di abbattere le tue quattro pareti di latta.
Al momento la notizia che va molto di moda è quella delle slavine ed è fontamentale che si sappia che il governo sta pensando ad una punizione penale (il carcere) per gli incoscienti, ovvero per chi è causa involontaria di un incidente.
Facciamo che tu arrivi in montagna, dove chi si occupa della stazione sciistica ti dice che è tutto ok anche se ha piovuto, c'è il sole, il buco nell'ozono, il riscaldamento globale e la neve non può certo stare paralizzata per fare contento te e per arricchire i titolari di impresa del turismo. Facciamo che tu chiami il tuo amico o la tua amica a voce alta per dirgli che sei proprio felice di respirare tanta bell'arietta frescolina e "pura". D'improvviso il tuo urlo provoca la slavina e chi ci resta secco non sa con chi prendersela. Con i metereologi? Con i titolari delle stazioni sciistiche? Con il governo che per un po' ha risarcito danni alle imprese per calamità naturali o con chi ha lanciato l'urlo?
La risposta viene da se: chi ha lanciato l'urlo deve essere giudicato responsabile di tutto ed eccoci dunque a ragionare di una legge che punisce l'incoscienza (o dei permessi a punti per essere umani sulla base della etnia) mentre tutti quelli che commettono reati in modo parecchio cosciente stanno discutendo - per se' - di immunità parlamentare.
Per cui, sentite noi, se vi capita di ululare alla luna e provocare una slavina quando siete in montagna inventatevi immediatamente che la neve è notoriamente comunista e fatevi candidare per diventare deputati. Secondo le ultime notizie in italia esiste un partito apposito che fa al caso vostro. Lo chiamano il partito della libertà. Il sottotitolo è: "la libertà di quelli che i giudici vogliono mettere in galera". E non parliamo di stranieri e partigiani.
Un'altra notizia che ci ha alquanto turbato è quella di un ex assessore di Olgiate Comasco che per difendere la figlia da un presunto stalker gli avrebbe sparato. Lui dice di aver mirato alto ma il proiettile avrebbe beccato la macchina dell'individuo.
La notizia è passata in sordina perchè non si tratta di un padre marocchino che prova a spaventare il fidanzato italiano della figlia destinata all'islam. Si tratta solo di un ex assessore di una giunta in odor di lega, per argomenti e modalità, il quale avrebbe dovuto confidare sulla eccezionalità della legge della quale tutta la destra si riempie la bocca. L'antistalking non era dunque il massimo delle soluzioni antipersecuzione e antiviolenza contro le donne che si poteva sperare? Quel che è certo è che c'è una contraddizione nei mondi della giustizia fai da te. Se si tratta di accoppare un immigrato per presunta legittima difesa allora sono tutti a regalare licenze di caccia e porto d'armi. Se invece si tratta di difendersi dagli stalker allora gli uomini stanno tutti un po' sul chi va la', oggi a me domani a te non sai mai a chi può capitare.
Mentre il corriere insiste nel definire le donne in quanto inaffidabili depresse (guardate stasera e domani la fiction su rai uno sulla vita di basaglia e vedrete i motivi per cui le donne venivano rinchiuse nei manicomi), contraddicendo i tanti articoli in cui nomina gli uomini che uccidono donne e bambini giustificandoli proprio perchè malati, depressi e parecchio squilibrati; mentre lo stesso Corriere ci illumina d'immenso continuando la sua campagna misogina contro le donne, lavoratrici, madri, italiane, straniere, ecco che stamane il premio per il peggior articolo della categoria misogina va a Il Giornale.
L'articolo di oggi, tanto per cambiare, esalta la figura del padre e trasforma centinaia di migliaia di commenti sessisti e senza senso sparsi per la rete in un editoriale a firma della "redazione" in cui è ben chiaro il tipo di recinto che costoro vogliono realizzare attorno alle donne.
Se sei una donna, hai una casa o hai contribuito ampiamente a costruirla, con una somma o un anticipo versato dai tuoi genitori o un mutuo che ancora stai pagando tu;
Se hai un figlio e ti sei sposata in comunione dei beni;
Se ti stai separando e ti trovi ad avere a che fare con la nuova legge sull'affido condiviso voluta dalla destra, dalla lega, dal pdl (ministero prestigiacomo, pari opportunità dei maschi, 2006);
Se concorrono questi tre elementi devi sapere che:
- tuo figlio diverrà oggetto di scambio e tu non potrai controbattere all'affido condiviso neanche se il tuo ex marito è una persona violenta e molesta; tuo figlio potrà finire in un istituto o in una casa famiglia perchè il tuo ex, se anche non dovesse ottenere l'affido, impedirà che lo ottenga tu;
- tuo figlio diverrà il perno su cui si gioca affidamento e assegnazione della casa (la casa viene assegnata a chi ottiene l'affidamento del figlio). La casa viene assegnata indipendentemente dal fatto che tu sia la proprietaria. Ciò accade perchè su questo la nuova legge basa la sua filosofia fondante: fregarti i tuoi beni e tuo figlio;
- il tuo ex marito non avrà l'obbligo di versarti alcun contributo per la crescita di tuo figlio ma potrà vederlo quando e come gli pare e potrà denunciarti mille volte se tu, per qualunque ragione (se lui è un violento, se non rispetta gli orari, se non rispetta le giuste e corrette regole della giornata del bambino) non glielo permetterai; perciò tu non potrai mai e poi mai trasferirti per ragioni di lavoro o altro; rimarrai così schiava del tuo ex a vita;
- il tuo ex marito può evitare di rispondere ad una accusa di violenza grazie alla PAS, falsa sindrome da alienazione genitoriale che sostiene che qualunque sia l'accusa che tu muovi nei confronti del tuo ex marito devi evitare di farla perchè altrimenti "escludi" il padre dalla vita di tuo figlio: ne consegue che dovrai farti stuprare, picchiare, molestare, perseguitare e che dovrai assistere impotente alle molestie che il tuo ex marito farà a tuo figlio perchè a priori, secondo la legge e secondo l'altra proposta che la lega (lussana) sta avanzando, tu sarai ritenuta sempre e solo una matta e una bugiarda.
Giacchè queste sono le premesse e gli ex mariti usano i figli per accaparrarsi perfino le proprietà delle ex mogli; giacchè gli ex mariti dichiarano di essere "svenati" dalle ex mogli che mirerebbero all'inesistente contributo che gli ex mariti spesso NON danno in favore dei figli; giacchè, come nelle migliori tradizioni dei momenti di crisi economica avvenuti nel mondo, quando interviene l'alibi della crisi i nemici sono sempre gli altri, ovvero gli stranieri e le donne e che contro di essi si perpetra una guerra che mira a sottrarre tutte le risorse a stranieri e donne, esattamente come fu fatto agli ebrei nel periodo del nazifascismo; giacchè le donne attualmente non hanno altra arma di difesa se non l'autodifesa noi comprendiamo, sebbene non condividiamo in alcun modo, il gesto estremo della donna che non avendo altra scelta per sgomberare l'ex marito da casa sua (di lei) ha deciso di demolirla con una ruspa. Ovviamente ci complimentiamo ancora con Il Corriere per la campagna misogina che continua a fare contro le donne...
Mentre siamo intente nella traduzione del fascino fascista della Sontag (che condivideremo appena finita) e meditiamo di scrivere un "fascino sessista e maschilista", ci comunicano che i misogini canadesi (simili a quelli americani), parenti dei misogini italiani di cui parliamo spesso, hanno subito un duro colpo e si appellano alla libertà della rete per continuare a fare circolare la loro istigazione al femminicidio.
Un blogger maschilista ha esaltato la figura di un fanatico che ha ucciso 14 donne spinto da motivazioni profondamente antifemministe. Il blogger è stato arrestato e tutto si svolge in un contesto assai simile a quello italiano.
"Non tira una buona aria, in Canada,
per le femministe, le donne in generale e chiunque abbia a cuore i loro
diritti. Gruppi di “attivisti per i diritti degli uomini” fanno sentire
sempre di più la loro voce: anche in Parlamento, dove
è arrivata una proposta di legge che affiderebbe automaticamente un
figlio a entrambi i genitori in caso di divorzio, indipendentemente
dalla storia pregressa. Secondo Antonia Zerbisias del Toronto Star,
gli attivisti appoggiano questa legge, dando la colpa alle “femi-nazis”
per le sentenze che danno l’affido alla madre. La paura è che questa
legge consenta agli ex-mariti di “continuare a esercitare il controllo sulle ex-mogli e sui bambini”. "
In italia una legge che consente agli ex mariti di controllare le ex mogli, di perseguitarle in nome dell'affido condiviso a prescindere dalla storia pregressa e dalle imputazioni di violenza, stalking, pedofilia, percosse a carico dell'ex marito è già passata nel 2006 grazie alla prestigiacomo & company.
Attualmente la stessa truppa di maschi che usano i bambini e l'affido condiviso, come dice l'avv. Elena Coccia dei giuristi democratici "come una clava contro le donne", ne sostengono un'altra addirittura peggiorativa della precedente della quale abbiamo parlato qui.
Il fanatismo di chi divulga idee a questo proposito noi lo abbiamo sempre denunciato giacchè abbiamo compreso il legame tra causa ed effetto a partire dall'osservazione del web per scovare pagine profondamente sessiste e misogine.
Ma basta che voi facciate ora un giro su google (o su facebook) cercando il termine offensivo e improprio "nazifemminismo", che i tizi non riferiscono alle kapo' o alle donne in stile santanchè ma a quelle come noi, antifasciste per dna e antisessiste a tal punto da disturbare questi antifemministi che cercano di marchiarci a fuoco targando in negativo anche le parole che ci caratterizzano [1] [2] (quello che fanno è demonizzare le donne per dominarle, sottometterle). Basta dunque che facciate un giro per vedere chi usa quel termine e troverete siti e spazi web che in un modo o nell'altro sono interessati alla questione dei "padri separati".
Potete verificare voi stess* qui, qui, qui, qui, qui. Tutti gruppi in cui si criminalizza il femminismo che non piace a loro, addirittura veicolano dati falsi dicendo che le femministe sarebbero dietro un complotto gigantesco che manipola dati istat e cronache giornalistiche quando si enumerano gli atti di violenza contro le donne. Su facebook ultimamente hanno anche preso l'abitudine di creare gruppi fake che sembrano parlare di femminismo, addirittura rubano simboli caratterizzati e slogan (meraviglia! :D - mentono scrivendo di essere per l'aborto, contro il sessismo e il fascismo e contro la violenza sulle donne) poi veicolano tutt'altro. Ci sono quelli che creano gruppi fake contro la violenza sulle donne e poi veicolano altro. In basso a destra, tra le pagine preferite di chi crea questi gruppi, vedrete che la questione dei "padri separati" è pregnante per ciascun@ di loro. I gruppi maschilisti che si occupano di "padri separati" poi non si contano più, gli spazi in rete sono infiniti e tutti appassionatamente investono energie per istigare odio contro le donne e far crescere misoginia e sessismo in rete.
Condividiamo da Noi non siamo Complici questo ulteriore appello che si riferisce alla questione di Joy.
>>>^^^<<<
Il
04/02/2010 l'avvocato Massimiliano D'Alessio chiama in carcere a Como,
per l'istanza depositata nel tribunale di Milano il 2 febbraio scorso,
che gli autorizza l'ingresso in carcere insieme all'interprete
nigeriana per incontrare in colloquio la sua assistita Joy.
Dall'ufficio colloqui del carcere rispondono che è tutto a posto per la suddetta visita.
Il
giorno seguente, venerdì 5 febbraio 2010, l'avvocato insieme
all'interprete si presenta all'ufficio colloqui del carcere di Como per
incontrare la sua assistita e gli viene detto che Joy il 4 febbraio
2010 ha revocato la nomina al suo avvocato di fiducia, Massimiliano
d'Alessio, nominando l'avvocata d'ufficio che le avevano assegnato in
precedenza e con la quale non ha mai avuto un colloquio né un contatto.
Non
avendo potuto incontrarla non ci spieghiamo come Joy abbia potuto
scegliere di cambiare l'avvocato che la seguiva fino a quel momento nel
processo di appello per la rivolta dello scorso agosto nel Cie di via
Corelli a Milano e nella denuncia per tentata violenza sessuale nei
confronti dell'ispettore capo dello stesso Cie, Vittorio Addesso,
mettendosi così nelle mani di un'emerita sconosciuta.
Allora
ci chiediamo: ma ha fatto la richiesta veramente Joy? Quale 'forza
oscura' l'ha indotta a farlo? In questo modo non ha potuto parlare con
il suo avvocato e la interprete nigeriana. Perchè succedono queste cose
improvvise? C'è qualcuno o qualcosa che non vuole che si sappia come è
andata la vicenda?
Non abbiamo potuto vedere
Joy, non abbiamo potuto parlare con Joy, non sappiamo come stia, non
sappiamo cosa pensi, non abbiamo potuto dirle che il 12 febbraio,
giorno della sua scarcerazione, saremo lì fuori ad aspettarla.
Lei continua a lottare, ma purtroppo è in carcere dove non possiamo comunicare con lei perché loro non vogliono.
Dobbiamo far sapere a tutti che non possono zittirla perchè siamo noi la sua voce!
La notte scorsa facendo zapping in tivu' mi sono trovata di fronte ad un film che esaltava la figura del mafioso. Sfidando il sonno e la stanchezza l'ho visto tutto perchè volevo capire. Poteva essere una di quelle cose alla quentin tarantino, dove il criminale è il buono e lo sbirro è il cattivo. Poteva esserlo ma lo era. Una specie de "Il Padrino" all'italiana, con un tomas milian nella parte dell'eroe buono della malavita organizzata, il figlioccio di un mafioso che aveva studiato per diventare avvocato e che voleva ritirarsi dalle attività dei clan contravvenendo alla regola primaria delle famiglie mafiose: lasciate ogni speranza o voi che entrate.
Il Consigliori è un film di De Martino. Poteva essere di Luchino Visconti ma sempre una gran schifezza è.
In realtà definisce e semplifica un fenomeno abbastanza diffuso negli anni settanta/ottanta, ovvero prende posizione nella faida tra vecchi e nuovi della criminalità organizzata facendo l'apologia della vecchia mafia, piena di regole d'onore, buona, umana nonostante ammazzasse esattamente come la nuova che invece viene descritta come avida, cattivissima e senza scrupoli.
Il tutto è stato condito da una cornice romantica con l'unica donna protagonista a fare l'amante dell'avvocato fuoriuscito che parte alla sconfitta del clan avversario morendo da vero eroe.
Per tutto il film non ho capito se ridere, piangere e arrabbiarmi. Mi sono allora concentrata sui dettagli apparentemente insignificanti: il film veniva offerto nello spazio cinema d'essai di retequattro. Non l'hanno interrotto con una sola pubblicità e perfino i titoli di coda potevano scorrere fino alla fine come se si trattasse di uno spazio offerto senza elementi di disturbo a nostalgici del settore, italici o oltreoceano (il satellite può tutto).
Per capire se si trattava di un caso, se non era solo una opposizione commerciale al "fuori orario" di enrico ghezzi su rai tre, ho aspettato anche il giorno dopo.
Puntuale è arrivato "Assicurarsi vergine", un film in cui Romina Power fa la pessima parte di una vergine promessa in sposa ad un losco individuo del paese. Una ragazza in balìa del promesso sposo, del padre, che esasperando gli stereotipi siciliani decide di fare una assicurazione sulla verginità della figlia per poi fare di tutto per fargliela perdere e incassare il risarcimento.
Romina non ha scelta: è illibata di professione, un po' tonta per natura e persino i puttanieri si piegano al suo cospetto dinanzi alle sue lacrime. Un film che fa scempio delle donne in cui l'altra protagonista, la madre della vergine, è una moglie che non ha nulla da dire, che vive orgogliosamente al fianco del marito mentre sottopongono la figlia al supplizio degli esami per verificarne il tasso di verginità.
Anche questo è certamente un film accattivante e fantastico per i nostalgici, non di certo per chi come me quella mentalità l'ha subita e non riesce a riderne, soprattutto se per riderne si finisce per apprezzare la figura del padre padrone e del fidanzato che ama le sante e aborrisce le puttane.
Sembra il titolo di un film horror, vero? Immaginate il cattivo con la faccia di jack nicholson e due donne che trascurano di dare retta ad un vecchio uomo completamente immerso tra nevrosi e squilibri, con una scala di valori che mette il cancello chiuso sopra alla vita di una nuora e di una nipote.
Lo immaginiamo sogghignare, strofinando le mani, all'ennesimo e sarcastico "non chiudete quel cancello... e vedrete cosa vi succede" e poi attenderle con un'arma puntata al petto delle due, pronto ad uccidere e in effetti le uccide.
E' successo davvero e lui è un pensionato, un ex impiegato dell'asl, uno che non si capisce come facesse ad avere il porto d'armi. Segno che i maschi violenti continuano ad essere violenti anche da vecchi.
Morire ammazzate perchè non si agevola la nevrosi di un vecchio è il segno dei tempi. Quante sono le donne che per sopravvivere devono placare le ansie dei maschi? Quante sono le donne che devono addirittura prevenire la loro rabbia per non finire sottoterra?
E non è affatto vero che questi sono raptus. Si tratta di reazioni insofferenti al genere umano, alle donne, e quelle reazioni sono alla base di molte relazioni sbagliate soprattutto nelle coppie di una certa età.
Sarebbero questi i mostri di equilibrio, il perno della società, gli "anziani" solidi e pieni di esperienza, che continuano ad ammazzare mogli, figlie e nipoti fino a ottanta anni e che non smettono di essere inaffidabili e violenti mai.
Avete mai provato l'ebbrezza del terrore mentre un uomo anziano vi sfidava a spostare la vostra automobile perchè secondo il suo metro personale quando avreste fatto marcia indietro di sicuro gli avreste ammaccato la macchina?
E la sicurezza dei disastri stava tutta nella sua mente e in quella di chi amplifica le paure dei vecchi.
Per esempio: perchè un uomo anziano dovrebbe essere così incazzato con nuora e nipote quando loro scordavano di chiudere il cancello? Perchè aveva paura che entrasse qualcuno in casa? E chi aveva amplificato quelle paure? Chi passa il tempo a terrorizzare tutte le persone che immaginano di esistere solo perchè legate ad una proprietà? Chi passa il tempo a dire che ci sono orde di selvaggi, meglio se stranieri, che superano barriere insormontabili pur di occupare le terre e rubare le ricchezze degli italiani?
Il corriere ripresenta la sua manfrina con dati rilevati in un dormitorio, statistiche per niente scientificamente provate e interviste con calza trasparente (potevano mettere la parrucca)
degne della miglior tradizione scandalistica di certi programmi della
tivu'. Ce la segnala Eleonora, che ci invita a parlarne ancora (come tante altre donne che continuano a chiederci come mai le altre femministe in giro per l'italia non si occupano di questo) e che ringraziamo.
Gli regaleranno luoghi di ospitalità appositi in quanto maschi privilegiati, in quanto "padri separati" (in quanto disoccupati, cassintegrati, regolarmente accoppiati e poveri invece no?), così dice il leghista Salvini circa il progetto assistenziale voluto a Milano. Lo stesso è avvenuto a Roma
a carico dell'amministrazione alemanno. A roma hanno predisposto comodi
bivani per "padri separati" già stipendiati - alla cifra di 360 mila
euro l'anno a carico dell'amministrazione pubblica - maschi "associati"
che "non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese". Le madri con
figli e senza, le donne, gli uomini disoccupati e gli stranieri
baraccati, gli sfrattati e i senza casa, che hanno manifestato numerosi sotto l'assessorato, possono invece morire al gelo com'è avvenuto per tutto
l'inverno.
A Milano va allo stesso modo e ne
abbiamo già parlato al primo annuncio che vediamo diventa sempre più
martellante e offensivo nei confronti di tutta la gente che ha problemi
economici in giro per l'italia. Ci sono uomini con famiglia e senza che
non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese eppure la lega non
predispone alcunchè per nessuno di loro. Ci sono tante donne che non ce
la fanno ad arrivare alla fine del mese ma nessuno fa niente per loro.
Ci sono madri separate, le vecchie e nuove povere, costrette a stare in
strada, da parenti, da conoscenti, ovunque, che normalmente non
finiscono come questi "padri", come si accenna nelle interviste, che
scivolano verso l'alcool (i disagi degli uomini dipendono quindi tutti dalle donne cattive cattive????).
Le madri, se possono, si organizzano e non hanno tempo di cincischiarsi
appresso a queste crisi esistenziali. Hanno figli da mantenere e hanno
la pellaccia da salvare da ex mariti che generalmente le massacrano e
non hanno un soldo bucato perchè il mondo del lavoro le rifiuta,
nessuno le ospita, nessuno realizza luoghi di ospitalità per loro e
nessuna, certamente, ha l'appoggio della lega, di tutti i media
nazionali e di accademici e professionisti sparsi per tutta l'italia.
Di loro abbiamo già parlato e ci
spiace doverne parlare ancora perchè vorremmo parlare di donne, quelle
che sono massacrate tutti i giorni da uomini che le violentano, le
molestano, le massacrano, le perseguitano, talvolta grazie all'aiuto di
chi istiga odio verso le donne o di chi fa dipendere i problemi
economici ed esistenziali dei maschi dalle donne. Quello che però la
lobby predispone, a parte i loculi assistenziali che procaccia nelle
varie regioni, è un'altra legge che aggrava i contenuti della
precedente legge sull'affido condiviso.
Il nuovo ddl, prima firmataria la leghista lussana, obbliga i giudici ad applicare l'affido condiviso sempre,
anche quando il bambino non vuole stare con il padre, anche quando il
padre è sotto processo per violenza; obbliga il bambino a fare il pacco
postale e ad abitare due giorni qui e due lì contravvenendo alle
indicazioni della convenzione internazionale del fanciullo e favorendo
la nascita della sindrome da dobbia abitazione; obbliga il giudice a
tenere conto della PAS,
una sindrome inventata in america da un tale che sosteneva che la
pedofilia era caratteristica naturale degli esseri umani e che la
responsabile dei traumi del bambino che subisce pedofilia dal padre
sarebbe la madre perchè rende la questione evidente; sgrava il padre
dal dovere di versare, quando può, gli alimenti per i figli; trova il
modo di strappare la casa, costruita anche con l'apporto economico o di
cura della ex moglie, alla madre favorendo, in quel caso si, il
fenomeno delle chochard per spinta misogina. Il terreno sul quale loro
agiscono è il diritto di famiglia che sta involvendo a velocità
incredibile mentre la destra ci prende in giro con finti provvedimenti
che riguardano il pericolo degli stupri commessi da stranieri.
Le donne non saranno presto più in
grado di avere diritto al patrimonio, come nell'antica roma. La casa
verrebbe destinata al figlio (ci sarà differenza tra figlio maschio o
femmina?) e a chi ne ottiene l'affidamento, con le leggi in discussione
e quella che c'è già sono i padri ad essere agevolatissimi in questo
senso mentre alle madri, dopo anni di sacrifici e di cura familiare, si
da' solo un bel calcio per sbatterle fuori dalla porta. Le donne non
saranno più in grado di difendere i propri figli dalle molestie dei
padri perchè la PAS imputerebbe loro la responsabilità della falsa
sindrome da alienazione genitoriale. Le donne non saranno più in grado
di difendersi dalle violenze del marito perchè non appena oseranno
aprire bocca il marito avrà tutte le carte in regola per sbatterle
fuori casa e lasciarle senza nulla e senza possibilità di vedere i
figli. Le donne non potranno trasferirsi per lavoro, non potranno
ricominciare a vivere, dovranno per SEMPRE restare legate all'uomo che
le rende schiave.
E' un programma di informazione femminista: ogni sabato dalle 18.30 alle ore 20.00 su RadioLina. Potete ascoltare lo streaming via web a partire da Qui e potete chattare in diretta sul canale irc dedicato.
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Le pulci nelle 'recchie
E' un programma di informazione femminista: in streamingogni mercoledì alle ore 18.00 su Radio di Massa. Potete riascoltare le puntate in podcastsul loro sito.
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