Domani si va a Roma a Manifestare per riprenderci un pezzo di vita che altrimenti finirebbe chiusa nei santuari tra le reliquie degli eretici (riconvertiti a forza in punto di morte) del XXI secolo. Nel frattempo però voglio raccontarvi alcune storie ispirate a quel giovincello di Giovanni Verga.
Ho fatto una scoperta grandiosa: c’e’ più Sicilia nell’Italia che Italia nella Sicilia. Mi sono fatta questa opinione e perciò tra un faccio e un Di.Co ho deciso di travestirmi da Commare Mariuccia e girare per i salotti de i mondi eterosessuali.
La colpa. Di chi è la colpa? E’ colpa tua. E’ colpa mia. Ma che cos’e’ la colpa?
Provo a capirlo da quello che si dice in giro. C’entra qualcosa con la responsabilità? O con i doveri?
La colpa è quando hai sbagliato qualcosa e poi vai in chiesa (o in televisione) e ti confessi. Reciti un mea culpa e tre padre nostro e ti paghi un’indulgenza. Assoluzione, perdono, redenzione e non c’e’ più colpa. Finita, coperta, depistata. Si tratta della colpa con pentimento. Se non ti penti ti tieni la colpa. E se pensi di non avere sbagliato? Vai in chiesa (o in televisione) e ti penti lo stesso. Reciti un mea culpa e tre ave o marie e ti ripaghi l’indulgenza. Tanto alla dogana del paradiso puoi dire tutte le bugie che vuoi. Perché se si mettono a fare i pignoli e a pigliare le impronte digitali lì, finisce che non passa più nessuno.
-Almeno fossi riuscita a sentire il suo odore. Perché anche il naso ha bisogno di attenzioni. Invece niente. Una tastatina. Appena il tempo di farmi sentire una fettina di prosciutto tra due croste di pane croccante e poi via. Andato. Sparito. Mi ha abbandonata così e s’e’ preso il mio portafoglio. Riconosco che il metodo di seduzione non era dei più consueti: sull’autobus, tra tantissima gente, a Bologna. Però per me è stata una botta di vita.
-Scusa, ma non hai detto che ti ha toccato solo il culo?
C’e’ un odio che arriva da lontano e può investirti con una forza tale da non lasciarti neppure il tempo di capire. E così si resta soli. Così si muore e se si sopravvive allora l’odio sopravvive allo stesso modo. E ci insegue, fino a quando non sarà sazio e non ingoierà le interiora. Non morderà il cuore. Il nostro cuore.
Perché sapete, avevo un cuore anch’io. Lo tenevo bello in vista perché andava di moda essere di buoni sentimenti. Il mio era un cuore rosa e resisteva alle intemperie. Viveva tra i terreni arsi dal fuoco. Si mimetizzava tra le case di tufo rossastro.
Prima metà anni ottanta. Peppino Impastato era morto da poco. Pippo Fava ancora no. Fare femminismo in Sicilia voleva dire essere considerata buttana o lesbica, con tutto quello che comportava. La droga ammazzava i compagni. Quelli intelligenti. I migliori, così si diceva.
In paese c'era una radio privata che si chiamava Radio XXX International. Si sentiva solo nel raggio di pochissimi chilometri. Poi c'era Radio Rose Rosse. Eravamo nel mezzo di una battaglia tra clan mafiosi senza eguali. I nuovi capi combattevano i vecchi. I proiettili beccavano chiunque.
A noi imponevano un coprifuoco. C'erano le stragi. Esplodevano aerei, persone, posti. Erano sempre incidenti. Bombe che passavano per caso.
Palermo. Famosa gelateria di Via Notarbartolo. Maria e Pina incontrano un amico. E' un uomo moderno, di quelli aperti e pronti ad affrontare qualunque argomento. Ironizzano, ridono del più e del meno e finiscono per disquisire di orgasmi, masturbazione, clitoride. Lui si sente chiamato in causa e in presenza del gelataio, che attende la sua ordinazione, fa:
"Non so neanche da dove partire, sinceramente. Devo parlare di una persona che non conosco abbastanza…
Prima ne avevo solo sentito parlare. Ora mi rimane difficile trovarlo. A voi sembrerà facile perché ce l’avete. E’ vostro.
Non mi piacciono le chiese. Non me ne piace nessuna. Ho qualche difficoltà con i dogmi. Religiosi, politici, baronali, accademici. Sono laica e irriverente. Sono eretica. Il mio nome è Cassandra e come la mia antenata mitologica ogni tanto prevedo il futuro e quasi sempre nessuno mi crede.
Di professione faccio la spacciatrice, solo cose naturali perché alla salute ci tengo. Ho cominciato a coltivare marijuana quando mi è scaduto il contratto a progetto. La fumavo e non avevo più i soldi per comprarla. La prima semina mi venne uno schifo. Brutti fiori, potature fatte male. Poi sono diventata brava e allora si è sparsa la voce e casa mia è diventata meta di clienti discrete.
Verona - 17 maggio ore 15.00 - Concentramento Stazione Verona Porta Nuova - Manifestazione: Nicola è Ognuno di Noi
Firenze - 24 maggio dalle 10.00 alle 17.00 - Giardino dei Ciliegi - Via dell'Agnolo, 5 - Riunione Nazionale dell'Associazione Rosa Luxemburg
Palermo - ogni sabato dalle ore 17.00 alle 20.00 - centro sociale ASK 191 - Viale Strasburgo 191 - Area di ascolto e di informazione sulla sessualità a cura delle Malefimmine
Bologna - dal due aprile in poi - Betty & Books - Via Rialto 23/a - I mercoLady
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