06.11.07
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at 15:05 :: 點閱次數 (445)
Sono siciliana. Questo lo sapete. Amo i dolci. Li so persino preparare. Invento ricette e poi me le dimentico e la volta dopo rimescolo gli ingredienti e rifaccio tutto da capo. Scopro così un nuovo sapore, buono, più buono del primo, diverso. Ho imparato a cucinare per via di quella passione creativa che mi spingeva a stravolgere e personalizzare le ricette. Così ho scoperto pietanze utili per tutte le occasioni, persino le peggiori.
Il sapore che preferisco di più è la cioccolata. Nera. Fondente. Senza scuse. E’ buona da farci le torte, le creme, da mangiarla intera o anche a pezzetti. Pare abbia delle qualità che calmano, rendono quasi felici. Normalmente mi rende felice il contatto di un corpo. Ci sono volte però che divento piena di spine. Intoccabile. E tuttavia ho bisogno di calma. Come questa sera.
La prima mezz’ora trascorsa a vedere rotocalchi di attualità mi ha fatto mangiare due unghie. Ho dovuto però pareggiare le altre perché non sopporto le asimmetrie. Poi ho cominciato a strappare pezzetti di carta. Ridotti a brandelli sempre più piccoli fino a farne una montagnetta con cui ho giocato per un po’. Ho massacrato la buccia di un mandarino. Se non me la toglievano dalle mani ne avrei fatto una spremitura adatta per le marmellate. Nel frattempo mi sono rintanata sempre di più in un angolo del divano. Occhio sbarrato e immobile. Bocca aperta ed espressione afflitta. Mi chiedevano: “cosa posso fare per te? Dimmelo, per favore non posso vederti così…”. Ho fatto di no con la testa e come un automa ho alzato il volume della televisione.
C’era un’ex di sinistra – fassino - e un altro di destra – fini - che facevano a gara a chi appariva più fascista. Il primo diceva: voi non vi siete assicurati che i romeni fossero espulsi davvero. L’altro rispondeva: no, non è vero. Li abbiamo scortati fino l’aeroplano. Vinceva fassino, senza dubbio.
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30.09.07
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at 23:17 :: 點閱次數 (946)
C'e' il militare in coma in Afghanistan perchè è stato "liberato",
con un assalto degno delle migliori "missioni di pace" portate avanti dal
nostro lietissimo ministero della difesa (ironia on/off), ed ecco che in stato di incoscienza, quasi
prossimo alla morte, lo sposano ("Il diritto canonico prevede per "urgenza di morte del coniuge" e quando
il moribondo avesse già manifestato il desiderio di convolare a nozze,
un'unione in articulo mortis che
ha gli stessi valori civili e religiosi di qualsiasi altro
sposalizio.") alla compagna con cui ha fatto tre figli perchè così lei
può prendere la pensione come vedova di un militare morto in servizio.
Questo è uno dei casi in cui una legge di riconoscimento delle convivenze di fatto (ed ecco la grande ipocrisia del nostro paese catto-fascista) avrebbe
risolto da subito il problema senza costringere una donna a sposarsi
(solo in presenza del prete) con un compagno in coma, in una situazione terribile, per vedersi
riconosciuta una pensione che può permetterle di mantenere i figli.
Questo terribile rito e la terminologia usata sono rigurgiti di un
passato che torna in auge e che prepotentemente si impone in una
situazione di guerra che fa vedove e orfani mentre c'e' ancora chi dice
che sempre di missione di pace si tratta. Un matrimonio celebrato in
questo modo non solo è la negazione stessa del principio di
autodeterminazione ma è anche una legittimazione all'uso del concordato
e del diritto canonico inseriti in un contesto in cui lo stato finisce per non
avere strumenti. Non ci sono alternative. O si sposano oppure la vedova
resta senza la pensione perchè l'esercito e lo stato non le riconoscono
questo diritto. Questo è davvero il segno che la nostra vita è dominata
da leggi che ben poco a che fare hanno con il principio della laicità e
dell'autodeterminazione.
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23.04.07
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at 05:13 :: 點閱次數 (1193)
Siamo donne emancipate, che hanno imparato a conoscere il proprio corpo e ad usarlo. Ad un certo punto ci capita di riprodurci. I figli maschi non so. Quando parlo di madri di prole maschile perdo di obiettività. Mi capita spesso di pensare che non facciano un buon lavoro. Per chi poi con quei figli avrà a che fare dopo, intendo. Non posso fare a meno di immaginare che le madri abbiano una qualche influenza sui propri figli di sesso maschile.
Ovvio che i padri fanno danni gravissimi. Ovvio che i padri contano, eccome. Qui però scelgo di parlare di mamme. Lo so, siamo in epoca post gender, queer e bisogna crescere i figli tentando di seguire e incoraggiare le loro inclinazioni. Non so se ancora lo facciamo. Parlo delle femmine. Partorirle è una sfida lanciata a tutta l'umanità. Come dire: "ecco, ve ne faccio un'altra che lotterà o soccomberà...".
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22.04.07
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at 03:25 :: 點閱次數 (991)
Ho una coscienza sociale, una individuale, una politica, una sessuale... Mi piacerebbe farle conciliare tra loro. Ho sempre avuto un problema: la difficoltà a eccitarmi di fronte a uno con la tessera di un partito di centro destra.
O meglio: per eccitarmi mi eccitavo, perchè poi i sensi vanno in una direzione spesso opposta al cervello, però alla fine tutto si ammosciava. Non per partito preso. Non era una scelta politica, ragionata, no. Succedeva e basta.
Di fatto mi condizionava un pregiudizio: Pensavo che siccome pensavano male allora inevitabilmente amavano e scopavano peggio. Invece so che non è proprio così. Portarsi a letto un'ensemble di pregiudizi e di culture patriarcali non pare essere una cosa così orribile, anche perchè di fronte a certi desideri le coerenze militanti vanno volentieri a farsi friggere.
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28.02.07
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at 00:29 :: 點閱次數 (755)
Mia nonna diceva una cosa che in siciliano suonava così: "Ppi nun sapiri ne' leggiri e ne' scriviri" (per non sapere ne leggere e ne scrivere).
La storia era questa: lei raccontava di cose fatte o da fare che richiedevano la sua presenza e la sua decisione. Generalmente si trattava di mettere una firma (una croce da analfabeta) e in quel caso il "Ppi nun sapiri ne' leggiri ne' scriviri" diventava una giustificazione alla prudenza, un modo per spiegare che nell'incertezza era meglio fare una cosa piuttosto che l'altra.
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05.02.07
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at 18:41 :: 點閱次數 (345)
Il film di Emanuele Crialese mi è piaciuto, ed è stata quasi una coincidenza averlo visto nello stesso periodo in cui in tivvù a Raitre trasmettevano un pezzo di storia degli italiani in America dal titolo: "Pane amaro". Crialese mi era piaciuto già con "Respiro" (Prima ancora c'era stato "Once we were strangers" con la frase mitica <Le donne belle sono per gli uomini senza immaginazione!>) per quel suo modo di definire la Sicilia e le sue donne. Il mondo nuovo mi ha riportato dentro i racconti delle mie nonne e dei miei nonni.
Ha fatto una descrizione meravigliosa delle culture matriarcali, delle magherie, delle madri tutelari delle verginità delle future nuore. Bellissime tutte le donne del film: la madre, l'inglesina incontrata per caso, le ragazze da marito. Persino quella comparsa che nel ruolo di madre soffre per la morte del figlio.
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03.02.07
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at 19:06 :: 點閱次數 (1203)
O per quelli che secondo la cultura estetica dominante corrispondono a certe caratteristiche di bellezza. E' possibile?
Nella cultura non etero i modelli sono tutti spinti e stimolati dal desiderio etero? O dal desiderio che il mercato ha impresso nelle menti di ciascun* etero?
Si riesce a immaginare una foto sexy di qualcun* che non corrisponda ai canoni estetici imposti?
(Continua)
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