23.05.07
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Fem/Activism
at 10:05 :: 點閱次數 (923)
Affermare che per il controllo delle donne Mussolini abbia sviluppato un sistema caratteristico non vuol dire che non esistesse in questo senso un piano già pronto quando marciò su Roma nel 1922. il fascismo italiano fu un movimento camaleontico che cambiava colore secondo i potenziali alleati e il mutevole terreno politico del primo dopoguerra. Nel 1919 questo movimento appena nato aveva abbracciato le posizioni degli intellettuali futuristi, pronti a sbeffeggiare la morale convenzionale sostenendo il divorzio e la soppressione della famiglia borghese. Nello stesso anno la voce del suo populismo opportunistico parlò in favore del suffragio femminile, ma tali posizioni vennero presto abbandonate di fronte al movimento dei reduci e all’avversione mostrata al suo interno nei confronti del lavoro femminile dai gruppi sindacali, nonché al rigido anti-femminismo cattolico-rurale degli agrari che nel 1920-21 appoggiarono gli assalti squadristici compiuti dalle camicie nere contro le leghe e le cooperative socialiste. Dopo il 1923 la misoginia fascista venne rafforzata dal duro autoritarismo degli alleati di Mussolini provenienti dal partito nazionalista. Costoro sostenevano il criterio de “l’interesse dello Stato” cui si sarebbe dovuto subordinare ogni “particolarismo”, e la loro concezione dello Stato forte e competente riuniva antropologi criminali, studiosi di igiene sociale, medici, fautori della protezione dell’infanzia e altri riformatori che, a lungo frustrati dall’inazione liberale, speravano di infondere vita ai loro progetti di miglioramento della “stirpe” italiana. Dopo il Concordato con il Vaticano del 1929, istituzioni, personale e tradizioni della Chiesa cattolica si dedicarono al rafforzamento dell’antifemminismo fascista.
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23.05.07
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Fem/Activism
at 09:55 :: 點閱次數 (1168)
L’attacco condotto dal regime contro la libertà di riproduzione costituisce l’aspetto forse più conosciuto della politica sessuale fascista. Nel suo famigerato discorso dell’Ascensione pronunciato il 26 maggio 1927, Mussolini pose gli interventi in “difesa della razza” al centro degli obbiettivi nazionali; lo scopo che il duce intendeva raggiungere entro la metà del secolo era una popolazione di 60 milioni in una nazione che ne contava all’epoca 40. Per giustificare questa ambizione egli faceva riferimento a due argomenti, e noi possiamo arguirne un terzo almeno altrettanto importante: ristabilire – “normalizzare” – le differenze tra uomo e donna che erano state sconvolte dalla guerra.
Il primo argomento era di tipo mercantilistico, ponendo l’accento sulla necessità di avere a disposizione semplici masse di persona come manodopera a basso prezzo. L’altro era invece più tipico di una nazione impegnata a espandersi imperialisticamente: il calo registrato nella crescita della popolazione, acceleratosi negli anni ’20 e reso sempre più evidente dalle migliorate tecniche di indagine demografica, frustrava le ambizioni espansionistiche dei suoi capi. Se l’Italia non fosse divenuta un impero, amava ripetere il duce, sarebbe certamente diventata una colonia.
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23.05.07
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Fem/Activism
at 09:53 :: 點閱次數 (1835)
La politica fascista nei confronti della famiglia venne analogamente plasmata dalle continue pretese avanzate dal regime sulle risorse delle singole unità familiari. Gli ideologi lamentavano la crisi della famiglia italiana, le sue dimensioni sempre più piccole, la presunta perdita di autorità da parte del padre, il malessere delle casalinghe, il ricalcitrare dei figli. Le dimensioni delle famiglie, pur restringendosi in media da 4,7 membri a 4,3 fra il censimento del 1921 e quello del 1936, erano comunque ancora ampie: uno speciale censimento stimò che nel 1928 almeno due milioni di famiglie italiane (sull’insieme di 9,3 milioni) contassero sette figli viventi o anche più.
Quasi la metà delle famiglie viveva al di sotto dei 10 mila abitanti, e il 38% traeva la maggior parte dei propri guadagni dall’agricoltura. La percentuale di autoconsumo, cioè la quantità complessiva di beni e servizi prodotti da imprese familiari che non passava attraverso il mercato, era valutata pari al 30%. In ogni caso, la dittatura agiva fiduciosa che i legami della famiglia italiana fossero abbastanza forti da resistere alla pressione derivante dal taglio dei salari, dall’aver “scremato” i piccoli risparmi a vantaggio degli investimenti industriali e delle imprese coloniali, e ridotto le spese per i servizi pubblici, l’edilizia popolare e l’assistenza sociale. Tale pressione si fece più dura e ricevette un maggiore impulso propagandistico quando negli anni ’30 la dittatura lanciò la campagna per l’autosufficienza economica.
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23.05.07
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Fem/Activism
at 09:51 :: 點閱次數 (729)
A differenza della socialdemocrazia svedese, che nell’interesse della propria politica demografica tentava di conciliare il bisogno femminile di lavorare con gli oneri della maternità, il fascismo teorizzava una rigida divisione del lavoro: gli uomini si occupavano della produzione e del sostentamento della famiglia; le donne della riproduzione e del governo della casa. Anche i dirigenti fascisti erano però sufficientemente realistici da riconoscere che le donne lavoravano; secondo i dati forniti dal censimento del 1936 il 27% dell’intera forza lavoro era costituito da donne, e circa il 25% delle donne in età da lavoro possedeva un’occupazione.
La caratterizzazione sessuale favorì la femminilizzazione dei lavori impiegatizi e in conseguenza della legge Sacchi del 1919 le donne vennero riconosciute idonee alla maggior parte degli impieghi statali, tranne alcune eccezioni fra cui le principali riguardavano le forze armate e le carriere giudiziaria e diplomatica. Alla fine, il fascismo sviluppò la legislazione per impedire alle donne di competere con gli uomini sul mercato del lavoro e per tutelare le madri lavoratrici. Ma lo scopo era anche un altro, evitare che le donne considerassero il lavoro retribuito come un trampolino verso l’emancipazione. Mentre il lavoro era indispensabile alla costruzione di una solida identità maschile, l’occupazione femminile, come dichiarò Mussolini, “ove non è diretto l’impedimento distrae dalla generazione, fomenta una indipendenza e conseguenti mode fisiche-morali contrarie al parto”.
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23.05.07
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Fem/Activism
at 09:40 :: 點閱次數 (1090)
Il fatto che il regime radunasse le donne in un’ampia gamma di organizzazioni di partito può sembrare a prima vista in contrasto con il suo tentativo di escluderle dalla sfera pubblica. A differenza dei regimi conservatori, tuttavia, il fascismo comprese che le sue sociali e sessuali, proprio perché ambivano ad essere “totalitarie”, non potevano essere realizzate senza il consenso dei suoi sudditi sia femmine che maschi. Infatti, nella misura in cui la dittatura aggravò le già acute divisioni sociali e sessuali all’interno della società italiana, spettò al PNF promuovere uno svariato numero di organizzazioni femminili. Entro la fine degli anni ’30 esso aveva completato la serie, che comprendeva i fasci femminili – il primo nucleo dei quali era stato fondato nel 1920, rivolti principalmente alle classi medie urbane -, le massaie rurali (1934) per le contadine e il SOLD (1938) per le operaie, le piccole italiane, nonché le sezioni femminili dei GUF (gruppi universitari) e le giovani fasciste. Alla vigilia della II guerra mondiale circa 3.180.000 donne possedevano la tessera dell’una o dell’altra organizzazione del partito.
Inizialmente, tuttavia, il PNF aveva diffidato a tal punto dei movimenti d’emancipazione delle donne da rimandare a lungo la decisione di autorizzare organizzazioni femminili di partito. Si era mostrato francamente ostile alle richieste di appoggio provenienti dalle sue prime seguaci , e aveva schiacciato duramente le speranze d’emancipazione delle fasciste “della prima ora” trattando con disprezzo, ignorando o in qualche caso addirittura espellendo le loro dirigenti fondatrici, in gran parte donne settentrionali colte e di famiglia altolocata.
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18.05.07
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Fem/Activism
at 15:34 :: 點閱次數 (523)
Con l'assemblea del 16 maggio, ecco pronti il calendario degli appuntamenti a Firenze e tutto il materiale per diffondere le informazioni su Norme Normali.
Giovedì 24 maggio
ore 18 - Casa del popolo di Settignano - Aperitivo - Bindiamo insieme!
Venerdì 25 maggio
ore 18-20,30 e 21,30-00 - Casa del popolo "25 aprile", via del Bronzino 117 - Seminario "La famiglia naturale ai tempi del neoliberismo" con apericena
Giornata seminariale sulle tematiche dello stato sociale e della retorica del diritto naturale
Come reagire alla cancellazione neoliberista dello stato sociale?
Quali connessioni tra neoliberismo e oscurantismo clericale?
Cosa si cela dietro la categoria di ‘naturale’?
ore 22,31 - facoltà di Agraria - Festa by StudentidiSinistra
Sabato 26 maggio
ore 11 - manifestazione PALALAIKA - di fronte al PalaCongressi
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18.05.07
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Corpi
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Anticlero/Antifa
at 15:02 :: 點閱次數 (1451)
--->>> IL VIDEO E' STATO CENSURATO <<<---
[Dovrebbe comunque essere visibile al link segnalato sotto]
Si moltiplicano gli stupri. Si rinnova ipocritamente l'interesse per la questione "sicurezza" che si traduce in caccia allo straniero cattivo. Si fa apertamente caccia alle streghe e si elargiscono scomuniche ed epiteti medioevali. Chi parla di aborto è un terrorista. Chi osa opporsi alla chiesa viene messo al bando. Ma più il papa va in giro a intimidire preti e persone ordinando di assumere come propria una politica anti-laica, fascista, oscurantista e più sollecita il mondo a ricercare prove di civiltà laddove resistono solo sacche di enormi privilegi derivate da una autoinvestitura che ancora, nel 2007, dobbiamo tollerare e dalla quale derivano offese, minacce, ricatti e quell'antico sapore di persecuzione dell'eresia.
Una prova di civiltà sarebbe quella di impedire ai preti sporcaccioni di fare i "mangia bambini". Un'altra, per esempio, sarebbe quella i restituire alla gente, anche a titolo di risarcimento, quel 25% di proprietà immobiliare che il clero possiede in Italia e sul quale non paga nessuna tassa...
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26.04.07
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Corpi
& Pensatoio
& Fem/Activism
at 11:50 :: 點閱次數 (1066)
Da oggi l'aborto è diventato legale a Città del Messico, 15 milioni di abitanti.
Accade che: negli Usa si stabilisce la "disumanità" di un metodo per le interruzioni di gravidanza terapeutiche; in Portogallo l'aborto è stato legalizzato dopo una lunga battaglia che la chiesa ancora non si rassegna a perdere.
In Messico ora l'aborto non è più illegale: La giornata di ieri é stata concitatissima, infatti mentre il presidio antiabortista ha compiuto 48 ore di permanenza di fronte al parlamento veniva chiusa la zona del parlamento stesso, dato che si prevedeva l'arrivo di 10000 manifestanti (per e contro l'aborto).
Alcuni giornali hanno reso noto che la gerarchia cattolica sta attuando una bella violazione della costituzione, che dice:
El inciso e del articulo 130 de la Constitución establece que "los ministros
no podrán asociarse con fines políticos (........), tampoco podrán en
reunión pública, en actos del culto o de propaganda religiosa, ni en
publicaciones de carácter religioso oponerse a las leyes del País o a sus
instituciones (..........)".
Nonostante ciò, Rivera Carrera, capo dei vescovi messicani, prenderà parola domenica contro quanto è successo.
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25.04.07
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Corpi
& Pensatoio
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
at 13:53 :: 點閱次數 (1080)
Oggi mi ero svegliata di umore abbastanza "gaio" perchè ieri sera l'assemblea di Facciamo Breccia è stata ricca e piena di stimoli e perchè con il fantastico piss-ano abbiamo molto discusso della campagna per sconfiggere il terrorismo. Il mio umore è cambiato non appena ho letto le notizie del giorno.

Oggi, car@ membr@ del Movimento per la Chiusura delle Tube di Falloppio e del Movimento per la Vasectomia Collettiva, abbiamo tristemente scoperto che c'e' un nuovo lavoro per noi.
Così, armat@ di tutina e mascherina Resist*ente, possiamo aggiungere - su suggerimento del "monsignor amato" - nuovi motivi per "sconfiggere il terrorista - stavolta dal "volto umano" - in germe".
Il monsignore ce li ha spiegati tutti. Sono oggetto di scomunica e possono chiamarsi "terroristi" tutt@ quell@ che propagandano argomenti da "kamikaze" dal volto umano: "In tale categoria rientrano l'aborto, l'eutanasia, ma anche la pillola abortiva Ru 486 e i laboratori dove si manipolano gli embrioni, e quei Parlamenti che approvano leggi contrarie all'essere umano. Tutto ciò può essere paragonato alle sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».
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24.04.07
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Corpi
& Pensatoio
& Fem/Activism
& Anticlero/Antifa
at 15:32 :: 點閱次數 (1033)
LIMBOGeografia politica dell'aldilà
di Marco d'Eramo
La geografia dell'aldilà l'aveva messa a soqquadro già nel 1984: l'allora cardinale Ratzinger disse da «privato teologo» che il limbo era «una semplice ipotesi teologica che andrebbe abbandonata». Ora l'abbandono è definitivo, sancito dalla Commissione teologica internazionale e avallato dall'autorità papale di Benedetto XVI. Da venerdì 20 aprile 2007 l'oltretomba si è perso una delle sue quattro parti, il limbo appunto. Restano solo, per ora, inferno, purgatorio e paradiso.
Questa decisione pontificia dimostra così che gli atlanti diventano obsoleti non solo su questa terra, come la carta d'Eurasia prima e dopo il 1992. Anche i confini ultraterreni possono spostarsi e intere popolazioni di anime defunte migrare da un reame a un altro. Perché alcuni regni postumi vedano la luce ci vogliono secoli di lotte, come quelle che nel Medioevo portarono a sottrarre intere legioni di anime all'inferno, e fu consentito loro di emigrare in purgatorio.
(Continua)
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