14.04.08

La guerra tra le donne

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Personale/Politico & Anti-Fem/Machism & Scritti critici at 11:15 :: 點閱次數 (633)

Oggi vi rivelo un po’ di dietro le quinte del bel pianeta del femminismo. Le donne si fanno la guerra, da tanto, forse da sempre. E’ per questo che mi interessa andare avanti con la mia ricerca sull’aggressività e il bullismo al femminile, perché più leggo e ascolto e più la storia mi appassiona e mi si accendono mille lampadine in testa.

Questa faccenda non risparmia ovviamente neppure il mondo delle femministe dove la competizione viaggia all’ennesima potenza e dove lo scontro tra protagonismi è fortissimo. Avete presente una gara di monopolio di piccole e piccolissime aree di potere? Ecco, per alcune è proprio così. Gli scontri sono altissimi e i colpi bassi sono altrettanto alti.

Nulla di nuovo, direte voi. Non c’e’ di che sorprendersi perché il pianeta maschile non è migliore e anzi probabilmente fa più danni. Quindi perché pretendere che le donne si comportino in maniera diversa?

Non lo pretendo infatti. Registro un dato che non sembra ovvio a tutti. Rendo pubblica una faccenda che sta chiusa tra i “non si dice” perché le donne devono apparire per forza “amiche” o peggio “sorelle”. Ed è proprio nel contesto della “sorellanza” che si registrano le cattiverie più perfide, le vendette più meschine, le battute più mediocri.

Il punto è che abbiamo a che fare con donne presumibilmente in gamba, con un livello di istruzione medio-alto, quindi abbastanza colte e in grado di comprendere qual’e’ la differenza tra conflitto politico e rissa.

Invece no. Proprio non è così. Vi potrei fare molti esempi ma li tengo caldi per la ricerca alla quale lavoro e che pubblicherò online. Vi basti sapere che i metodi attraverso i quali le donne, colte, femministe (non sempre, perché talvolta credono di esserlo ma non lo sono affatto) danno addosso ad altre donne, sono tipici e immediatamente riferibili ai modelli dell’aggressività indiretta.

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13.04.08

Violenze, obiezioni e puzze

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 17:01 :: 點閱次數 (352)

Oggi ve ne dico di più. Ce n’e’ per tutti. Da cosa volete che inizio? Dalle violenze? Ma si, certo. Ne abbiamo di tre tipi. Quella inflitta ad una suora che è dovuta scappare via dal convento per mettere fine alle angherie cui la sottoponeva la madre superiora e quella di una ragazzina siciliana di diciassette anni, con l’amore per il ballo, con tanti sogni in testa, che è stata violentata dal suo insegnante di danza. Nel primo caso c’era di mezzo la fede e la preghiera banalmente frantumate nella concreta schiavitù in un albergo in cui c’era da lavorare. Invece che assumere qualcuno hanno preferito sfruttare una suora nonostante fosse persino ammalata. Nel secondo caso c’era di mezzo una gara e l’insegnante aveva il potere di scegliere chi fare gareggiare e chi no. Così ha minacciato di escludere la ragazza e dopo aver abusato di lei ha anche precisato che l’avrebbe uccisa se ne avesse parlato con qualcuno.

L’altra storia riguarda una donna, una artista che stava facendo un viaggio vestita da sposa in autostop per una performance. Era in Turchia, vicino Istanbul. Qualcuno l’ha accolta in macchina, l’ha stuprata, uccisa, buttata in un fosso nuda. Il governo turco chiede scusa. Probabilmente perché aspettano di poter entrare in europa e questo un po’ lede l’immagine di quella nazione. Forse per ragioni di diplomazia politica. Nulla di più.

Cos’altro vi posso offrire? Senza dubbio qualche notizia sulle pratiche di obiezione di coscienza in italia. A Genova, nell’ospedale di Bagnasco, ad alcune donne è stata negata la pillola del giorno dopo. Loro hanno denunciato la cosa e l’assessore della regione liguria ha scritto all’ospedale chiedendo chiarimenti e precisando che la pillola del giorno dopo deve essere prescritta. Al momento pare stiano facendo un po’ a rimpallarsi le responsabilità, però per la prima volta un rappresentante istituzionale ha osato ficcare il naso negli affari di un ospedale presieduto da un cardinale. Speriamo non sia solo una mossa pre-elettorale.

Sullo stesso argomento ho una bella notizia: le Malefimmine stanno portando avanti la campagna “Obiettiamo gli obiettori” e quindi chiedono alle donne palermitane di scrivere o lasciare messaggi [o recarsi presso l’Ask 191 dove loro ogni sabato dalle 17.00 alle 20.00 fanno sportello ascolto e informazione sulla sessualità] per dire se c’e’ qualche farmacia che non vuole vendere la pillola del giorno dopo o qualche medico obiettore che fa ostruzionismo su ogni genere di contraccettivo. QUI i dettagli dell’iniziativa.

E’ superfluo precisare che le Malefimmine sono un collettivo femminista, che l’Ask 191 è un centro sociale e che per una iniziativa del genere, così come per qualunque consultorio la cui istituzione è pure già prevista dalla legge, non si troveranno mai risorse ne “supporti” come invece è stato possibile per il centro aiuto alla vita di corso tukory (sempre a Palermo). Inaugurato alla fine del 2006, occupa una sede che è un bene confiscato alla mafia,  ristrutturato grazie ai finanziamenti della Fondazione Banco di Sicilia, della Curia, di Banca Nuova, e di aderenti della Camera di Commercio.

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13.04.08

Un altro genere di tecnologia

Post in Corpi & Pensatoio & Fem/Activism at 08:07 :: 點閱次數 (311)

Un altro genere di tecnologiaE' un libro a cura di Anna Capitani che raccoglie interventi di donne sul bel mondo della tecnologia osservato da un punto di vista di genere. Personalmente sono stata molto interessata nel leggere l'intervento di Marzia Vaccari con la passione che trasmette nel ricordare i come, i perchè, i progetti della Associazione Orlando.

Quello di Federica Fabbiani con la narrazione dei dietro le quinte del coraggioso FemCamp [QUI trovate i video di tutti gli interventi al FemCamp] mi ha strappato molti sorrisi perchè capisco ogni parola di ciò che dice e perchè - a distanza di un po' di tempo - mi rendo conto anch'io di come sia autoreferenziale, paranoico, totalitario il mondo dei bloggers. Soprattutto sono d'accordo sul fatto che opporre una critica, una nuova visione dei linguaggi, una nuova proposta che mal si inserisce sulle "certezze" stagnanti già sperimentate, nel mondo dei bloggers che si autoalimentano con mezzucci, piccolezze, linkini e classifiche, vale una "scomunica" o comunque una sorta di mobbing attivo che talvolta diventa persino "linciaggio virtuale" [Di questo e molto altro avevo parlato nel mio "Abc della femminista teknologica" - che presto vedrete aggiornato e integrato in una versione 1.1].

Mi è piaciuto l'intervento di Giulia, anche per motivi affettivi, che parla del progetto "Sorelle d'Italia" e di come lo aveva immaginato all'inizio, motivato da un gesto di ribellione e da una bella spinta visionaria. Ho trovato belle e interessanti in generale un po' tutte le descrizioni, per un motivo o per un altro. Per alcuni ho avuto difficoltà a tirare fuori dalla descrizione accademica le informazioni che mi piaceva trovare. Ma è un giudizio personale e può essere che voi invece troverete utile ogni descrizione, specie se siete digiun* dell'argomento.

A quello che già il libro narra così bene io aggiungerei che c'e' una categoria di donne che hanno appreso - soprattutto nell'ultimo decennio - l'uso della tecnologia per motivi puramente militanti, quindi squisitamente politici. Essere donna e attivista, con una certa impostazione politica, crea quindi una ulteriore separazione, un gap nel gap, un divide nel divide, un "gender political divide" che non può essere colmato ne' con la preparazione intesa in senso meritocratico ne' con la semplice (si fa per dire) valorizzazione delle differenze.

Il "gender political divide" sta in mezzo al "political divide" - che va oltre ogni genere - e al "gender divide" che ci riguarda. E' una sorta di aggravante che pone le donne che ne vengono coinvolte nella posizione di essere non soltanto delle "cassandre" discriminate spesso soggette a "scomuniche". Il "gender political divide" può essere un modo per definire lo scontro attivo tra identità politiche forti o tra una identità politica forte e una identità teknopatriarcale tout court.

Quello che voglio dire, ma credo di averlo già detto un bel po' di volte, è che non è vero che la rete annulla le differenze. Non è neppure vero che nella rete è semplice rientrare in una filosofia post-genere. Cioè: può essere vero che ciascun@ può assumere in rete l'identità che si sente addosso, che la rappresenta meglio, quindi il genere al quale vuole aderire, ma se il mio genere è di femminista mestruata, sarà quello il mio modo di rappresentarmi in rete. 

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12.04.08

Roma: un orco di passaggio

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 02:11 :: 點閱次數 (468)

http://www.rifondazione.it/forumdonne/wp-content/uploads/2007/10/0710femministe.jpg

Sono arrivata molto prima dell'inizio. E' sempre il modo migliore per cogliere i movimenti degli agenti, gli equilibri fra uomini in borghese e quelli in divisa, studiare i volti che poi si agiteranno al momento degli scontri. Il comizio iniziava alle sei. Alle quattro e mezza largo Benedetto Marcello era già presidiato da quattro squadre di poliziotti e altrettante di carabinieri. Polizia da un lato, carabinieri dall'altro, tanto per non smentirsi sulle rivalità fra corpi. Gli ordini li dava la polizia. Quando ho provato a chiedere qualcosa al colonnello dei carabinieri se ne è lavato subito le mani. 'Si rivolga a loro', mi ha detto indicandomi gli uomini in blu dal lato opposto della strada.

I primi voti il caro GF li ha persi fra gli automobilisti bloccati nel traffico e i pedoni costretti a fare un lungo giro dell'isolato perché la strada era bloccata. I voti successivi si sono volatilizzati fra coppie ignare che volevano entrare nel cinema per vedere il film Juno e dovevano arrendersi perché la sala era del GF per l'intera serata. Giusto, peccato che nessuno li avesse avvertiti. Un altro po' di preferenze se ne sono andate fra i proprietari di motorini infuriati perché costretti a spostarli per ordini superiori del boss dei poliziotti.

Le ragazze di ACTion-A ed Action sono arrivate alle cinque e mezza. Sorridenti, festose con grandi cartelli che intimavano un ordine di espulsione contro il caro GF. Saranno state un centinaio, molte tra i venti e i trent'anni e alcune immigrate. I poliziotti tirano fuori scudi e caschi antisommossa, fanno muro. Uno di loro tenta di spostare una camionetta ma sbaglia a ingranare la marcia correndo il rischio di invesire la granitica barriera di agenti.

I carabinieri si accontentano di assistere e intanto fare la guardia contro un fantomatico assalto dalle retrovie. Due poliziotte in borghese si aggirano con aria beffarda e sicura e i manganelli che escono dalle loro borse sono fra le immagini più volgari della giornata. Un manganello appeso al cinturone di un poliziotto maschio lo considero piuttosto normale, fa parte dell'ordine delle cose durante una manifestazione. La stessa arma nelle mani di una donna mi sembra inaccettabile.

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11.04.08

Un opuscolo per poter decidere del nostro corpo

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism at 16:13 :: 點閱次數 (325)

In Piemonte le "sommosse torinesi" fanno sul serio. Hanno avuto la grandiosa idea di redigere un opuscolo - preciso e pieno di informazioni preziose - sulla contraccezione, la prevenzione, le norme da seguire anche in caso di aborto e hanno incluso le indicazioni sui consultori - di Torino - presso cui andare e sugli ospedali cui rivolgersi. L'opuscolo è destinato alle adolescenti (sarà distribuito davanti alle scuole) e in generale a tutte le donne che abbiano ancora necessità di chiarirsi le idee su questi argomenti.

Vi passo la introduzione e il file in pdf dell'opuscolo che potete liberamente scaricare, stampare e distribuire. Tenete conto che le informazioni sui servizi disponibili sono relative alla città di Torino. Le sommosse danno la disponibilità ad impaginare l'opuscolo inserendo dati di altre città se glieli fate pervenire (quindi potrebbero riadattare l'opuscolo con dettagli su consultori e ospedali "accessibili" della città di Roma, di Firenze, di Palermo, etc etc). Gli indirizzi mail li trovate più giù. Altrimenti lasciate pure un commento qui e sicuramente riceverete risposta. Buona lettura!

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10.04.08

In Lombardia si obietta anche sull'uso della spirale

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 22:07 :: 點閱次數 (315)

Mentre quella gran donna della santanchè arricchisce questa deprimente campagna elettorale informando il cavaliere e noi tutti che non gliela da' (roba di altissimo livello), un'altra donna è morta a Perugia per mano del suo ex marito. Scrivono che lui l'ha ferita e l'ha vista dissanguarsi senza fare nulla. Poi - come tanti - ha provato a suicidarsi. Ma come capita quasi sempre ovviamente non c'e' riuscito.

Nel frattempo ferrara ci fa sapere che in italia "non nascono bambini a sufficienza per costruire il futuro". Già in passato il leghista Giovanardi aveva fatto una affermazione del genere con toni un po' più apocalittici che parlavano addirittura di estinzione dell'umanità. Quello che a questi signori sfugge - o magari non sfugge per niente ma è un calcolo basato su una selezione della razza - è che in italia ci sono tante donne che continuano a partorire ma non tutte sono italiane. C'e' poi quel dettaglio della disoccupazione dei vivi e dei futuri nascituri che non è ancora stato risolto. Mi parrebbe quello un gran problema per la costruzione del futuro.

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09.04.08

A Palermo nessuna agibilità politica per la reincarnazione di savonarola

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 19:02 :: 點閱次數 (279)

Update: Come sapete, ieri Giuliano Ferrara è stato a Palermo e anche lì è stato pesantemente  contestato. Ci sono stati lanci di uova, ortaggi e accensioni di fumogeni. La Digos ha identificato 28 persone, tra i manifestanti, che sono state denunciate per turbativa di riunione di propaganda elettorale: rischiano una pena da 1 a 3 anni di reclusione ed una multa da 309,87 Euro a 1.549, 37 Euro. Le organizzatrici ribadiscono il concetto che "nessuno può parlare sui corpi delle donne e non saranno le denunce a tappare loro la bocca!" [Su questo e sulla giornata palermitana audio e foto su InfoAut.org]

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Alla fine ferrara è stato costretto a ripiegare su un luogo veramente "alternativo". Doveva fare il suo comizio in chiesa e proprio lì era stato convocato un presidio. Così era stato organizzato come in molti altri posti d'italia. Invece la curia gli nega lo spazio e dichiara persino che c'e' una norma che vieta l'uso delle chiese per le campagne elettorali (norma che evidentemente, tranne qualche eccezione, non viene rispettata). La stessa cosa era avvenuta a Mantova. A Palermo però il candidato locale della lista pro life se l'e' un po' presa

Insomma sono finiti, ospiti del forzitalioto sindaco di palermo, nell'ex chiesa sconsacrata, ora "Nuovo Teatro Montevergini", che è stato un centro sociale per tanti anni sino a che il comune non l'ha rivoluta indietro per restaurarla e farla diventare spazio di altro genere (che fine ingloriosa per un luogo di cultura il dover ospitare l'enorme deretano di G.F.). Il posto sta vicino piazzetta della canna (si chiama proprio così) che è un luogo di ritrovo per tante persone. Da lì si snodano vie e viuzze strapiene di pub, associazioni culturali, locali in cui mangi il kebab o bevi il the' e fumi il narghile'. Di sicuro, che io sappia, non è stato un punto di rifermento per cattolici integralisti, a meno che non fossero infiltrati tra la folla sinistrorsa.

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08.04.08

Palermo: nessuno può parlare sui nostri corpi

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 07:00 :: 點閱次數 (304)

http://www.globalproject.info/IMG/jpg/foto_fe_04.jpg

Messer ferrara continua il suo solitario e desolato tour. Puntualmente in ogni piazza ci sono donne arrabbiate ad accoglierlo. Spesso lui si rifugia dentro le chiese che ospitano i suoi sproloqui. A Mantova però il vescovo gli ha negato il permesso e lui ha dovuto trasferirsi all'aria aperta dove è più visibile la solitudine con la quale procede nel suo giro e dove le contestazioni lo raggiungono senza tregua.

A censurare il dissenso, come sempre, le forze dell'ordine che non mancano di fare bernoccoli e ferite con manganellate molto inclini alla passione per la vita. Domani, 8 aprile alle ore 17.30, ferrara sarà ospitato dalla chiesa San Salvatore. Il comitato di benvenuto lo accoglierà in un presidio in Corso Vittorio Emanuele (di fronte alla chiesa).  E per fortuna che le chiese non si impegnano direttamente nelle campagne elettorali...

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CONTESTIAMO DOMANI GIULIANO FERRARA A PALERMO

Giuliano Ferrara sarà domani a Palermo: alle 18.30 presso la chiesa di San Salvatore in corso Vittorio Emanuele.

L'appuntamento è stato ufficializzato solo oggi, il giorno prima.

MARTEDI' 8 APRILE ORE 17:30
PRESIDIO IN C.SO VITTORIO EMANUELE
di fronte la chiesa di S.Salvatore...

NESSUNO PUO’ PARLARE SUI NOSTRI CORPI: NE’ GIULIANO FERRARA NE’ NESSUN ALTRO

Giuliano Ferrara e la sua lista "Aborto? No, grazie" sono i pericolosi portavoce di un ceto politico e clericale che vorrebbe negare alle donne il diritto all’ autodeterminazione, attraverso la falsa retorica della "difesa della vita". Le donne vengono così, nuovamente, ad essere considerate meri contenitori di qualcosa che è altro da loro, a trent’anni dalle lotte che hanno portato le donne ad rifiutare un ruolo che era loro imposto da una società patriarcale, a rivendicare il diritto di scelta, il diritto a decidere se e quando essere madri, l’affermazione di se stesse in quando donne e non più figlie, mogli, sorelle.

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08.04.08

Sfruttate in nome di dio

Post in Corpi & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 04:15 :: 點閱次數 (217)

Mentre a Bergamo altre donne sono state caricate dalla polizia per impedire loro di manifestare dissenso, a Roma troviamo una brutta vicenda che coinvolge alcune donne lavoratrici tenute in uno stato di precarietà dal loro datore di lavoro. Si tratta della stessa istituzione religiosa che si spreca in grandi parole per fare a noi la morale e per insegnarci come vivere. L'otto marzo le lavoratrici hanno fatto un presidio di protesta. Per tutta risposta sono state "allontanate". Il 9 aprile un'altro presidio è dedicato a questo brutto fatto. Per chi volesse andare o volesse semplicemente sapere che succede, vi passo il comunicato in cui si spiega tutto. Buona lettura!

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Sfruttate in nome di Dio - La ricetta dell’ORP contro precarietà e lavoro nero?! Il licenziamento per chi protesta

Presidio mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma

L'8 marzo, come è noto [leggi l'articolo su Liberazione e i comunicati Cobas 1 - 2], alcune lavoratrici degli Open Bus dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.) hanno denunciato la condizione di assoluta precarietà nella quale sono costrette ad operare da anni: un rapporto di lavoro mai formalizzato con un contratto, senza nessuna tutela e senza nessun rispetto delle leggi vigenti in materia di rapporti di lavoro.

Per tutta risposta, l’O.R.P. anziché regolarizzare tutte le lavoratrici in nero, ha allontanato tutto il personale senza contratto e conferito mandato alla Società di lavoro interinale Quanta (che già fornisce circa 20 lavoratrici) il reperimento di nuovo personale in sostituzione di quello lasciato a casa. La Quanta, da parte sua, ha iniziato a selezionare il personale per l’attività di hostess di bordo, tra cui anche parte di quelle hostess che già lavoravano senza contratto, sottoponendo tutti le “aspiranti” hostess ad una prova scritta e orale di conoscenza della lingua inglese.

A prescindere che è altrettanto irregolare per l’O.R.P. gestire il servizio della Roma Cristiana con solo personale in affitto, risulta oltretutto inaccettabile sottoporre il personale che da anni già lavora in nero ad una prova selettiva che, tra le altre cose, è già stata effettuata all’inizio del rapporto di lavoro direttamente dall’Amministratore Delegato dell’O.R.P., Padre Caesar Atuire o altre persone da lui delegate (…o l’O.R.P. vuole sostenere che i milioni di pellegrini venissero accolti dalle “animatrici pastorali” in lingua latina?!).

 (Continua)
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