19.11.07
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at 08:06 :: 點閱次數 (520)
Eccovi un po' di aggiornamenti che l'instancabile Prue mi manda a proposito delle donne palestinesi in Tour.
La carovana inizia Domenica 4 novembre.
Dopo un viaggio estenuante attraverso lo Stivale fra code di rientro improponibili, la carovana raggiunge la prima tappa del calendario: con una puntualità svizzera (solo 7 ore di ritardo... e a questo giro i blocchi degli israeliani non c'entrano) le atlete di Deisheh arrivano al circolo
Arci di Bonate Sotto, dove ad accoglierle oltre a una nutrita presenza della comunità palestinese presente sul territorio bergamasco c'è una festa organizzata in collaborazione con il circolo stesso che prevede, oltre al concerto della Askatasuna, un momento di benvenuto e di presentazione del progetto Sport Sotto l'Assedio.
Interessante è stato portare l'esperienza di ragazze che vivono la pratica dello sport sotto l'occupazione israeliana, le difficoltà che incontrano e la determinazione nel voler giocare a basket in un campo profughi.
(Continua)
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19.11.07
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& Precarietà
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
at 07:14 :: 點閱次數 (381)
Oggi, gironzolando per il centro per comprare un paio di quotidiani e fare una passeggiata mi sono imbattuta in due scene abbastanza significative. Un tizio con un martello in mano aveva sfondato il parabrezza di un'auto della polizia. I due tutori dell'ordine hanno preso a corrergli dietro e uno dei due urla all'altro di prenderlo e di sparargli in testa. L'ha urlato ad alta voce e nessuno si è girato scandalizzato. Solo io e due amici che erano con me. La gente anzi pareva concentrata sull'entità del danno causato alla azzurrina autovettura dei poliziotti. Che quindi, forse, il problema non sono solo i poliziotti. Forse è che oramai la gente fa il tifo per vedere linciaggi, decapitazioni e cadaveri donati all'attenzione della pubblica piazza. Esistono i boia e le folle che li acclamano. Così mi è venuta una grande tristezza.
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17.11.07
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Autoproduzioni
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at 20:51 :: 點閱次數 (435)
Info manifestazione: Supporto Legale.
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16.11.07
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at 15:53 :: 點閱次數 (663)
Circa quattro anni fa, ma anche di più credo, quando venne fuori che i manifestanti al G8 di Genova avrebbero potuto essere accusati per il reato di "compartecipazione psichica" o di concorso morale, fiancheggiamento d'occasione e chissa' quali altri reati associativi (per ogni aggiornamento sui processi, le accuse e anche altro guardate il sito di Supporto Legale), avevo scritto questa digressione mettendo a confronto questa tipologia di imputazioni a partire dagli ambienti (quelli siciliani e mafiosi) in cui è stato riconosciuto come inadeguato attribuirle. Vi sono anche altri casi in cui non si può riconoscere una responsabilità diretta a chi è anche fisicamente presente nel momento in cui secondo il codice vigente verrebbe commesso un reato. Uno di questi casi è quello dello stupro di gruppo. Mi permetto di dire però che in questo caso è abbastanza raro che chi si trova in zona stupro non sia completamente partecipe, o sarebbe meglio dire complice, da voyeur piuttosto che da soggetto attivo, del macabro evento. E non si tratta di evidenziare il fatto che bisognerebbe riconoscere il concorso morale a chi assiste assieme ai suoi amici ad uno stupro. Nient'affatto. Si tratta di riconoscere a queste persone - cosa che non avviene - quantomeno l'attribuzione del reato che compete ai singoli.
Diversa è invece l'evoluzione che questo argomento del legislatore ha avuto sul piano della repressione di manifestanti, tifosi di calcio e persino simpatizzanti politici, sul piano teorico, con accuse che tanto somigliano alla caccia alle streghe con intento persecutorio da "reato d'opinione", di gruppi e movimenti in aperto contrasto con le azioni politiche di chi sta al governo. Questo voleva essere un contributo che va aggiornato per le cose che numerose sono avvenute in seguito e per l'aggravarsi sul piano legislativo delle soluzioni repressive. Per ora però ve lo passo come elemento parziale e certamente insufficiente che può essere utile alla riflessione collettiva.
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16.11.07
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at 14:17 :: 點閱次數 (313)
All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite parlano della moratoria
contro la pena di morte (che è passata a maggioranza). Ne avete sicuramente sentito parlare. Quello
che forse non sapete è che uno dei motivi utilizzati per fare
ostruzionismo e per spaccare il fronte del si passa come un carro
armato - come sempre - sul corpo delle donne. Un emendamento dell'Egitto
ha tentato di stravolgere la moratoria contro la pena di morte (non è
una cosa che sto seguendo appassionatamente ma quando si parla del mio
utero mi si rizzano le orecchie) facendola diventare "per il diritto
alla vita".
L'intento era di chiara condanna dell'aborto e di
legittimazione della tesi che l'embrione è già una persona. Mettere sullo stesso piano aborto e pena di morte è come barattare la vita di un condannato a morte con la prosecuzione di una gravidanza indesiderata e la messa in "moratoria" dello stesso principio di autodeterminazione femminile. L'emendamento in questione è stato bocciato. Speriamo che nessuno
riproponga più una tesi del genere per facili speculazioni e
strumentalizzazioni politiche.
Ci sono altre due cose che vale la pena annotare per mia e vostra memoria. Una riguarda il rifiuto di alcune suore di fare da colf,
anzi da badanti, a intonacati vecchi e malaticci. Il vescovo le ha
perciò cacciate via. L'altra riguarda l'ennesimo episodio di censura
che coinvolge direttamente la religione cattolica. Il Forum Aduc è stato sottoposto a sequestro
e secondo il parere del Gip di Catania - formulato sulla base di articoli del
codice abrogati - deve rimanare tale perchè vi sarebbero contenute
frasi offensive per la religione cattolica.
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16.11.07
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at 07:15 :: 點閱次數 (848)
I tetti della Sicilia hanno i colori delle vasche di raccolta dell’acqua. Grigie, di metallo, o azzurre, di plastica. Stanno sempre in alto. Per quella faccenda della forza di gravità. Perché l’acqua bisogna che scivoli facilmente prima che arrivi a bagnarci dal rubinetto.
Per farcela arrivare si usano vari sistemi. Le braccia e la tecnologia. Una volta c’erano solo le braccia. Ho trascorso l’infanzia a trascinare bidoni d’acqua per portarla due piani più su. Mia madre caricava i bidoni da trenta litri. Uno per braccio. Io solo uno da dieci. Con entrambe le braccia. Avrei aumentato il peso e la proporzione con il passare degli anni.
Era semplice: l’acqua arrivava alla vasca del pianterreno. Le donne di famiglia aspettavano e poi organizzavano il trasporto. Infine si concedevano un bel bagno. L’unico dopo venti giorni.
La nostra vita era scandita dal tempo dell’acqua. Anzi c’era, e in alcune zone della Sicilia c’e’ ancora, il “giorno dell’acqua”.
A gestire quella enorme ricchezza era il “fontaniere”. L’uomo più potente del paese. Era lui a decidere quale valvola aprire per prima. Quale quartiere dissetare e quale fare attendere ancora. Quell’uomo riceveva grandi doni in casa. Casse intere di ortaggi e frutta e altri prodotti della terra. Bottiglie di vino, pezze di formaggi. Se un uomo era così potente non aveva bisogno di fare la spesa.
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15.11.07
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& Precarietà
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at 16:56 :: 點閱次數 (624)
In Sicilia esiste un femminismo che è segnato da mille
differenze. Quello che conosciamo di più è rappresentato dall’eredità di parole
di donne discendenti da casati nobiliari o appartenenti a grandi casate alto
borghesi. Poco o nulla sappiamo o abbiamo letto di altre donne. Perché non erano abbastanza
istruite per lasciarci in regalo le loro storie (comunque narrate di bocca in bocca sottoforma di nenie o filastrocche o anche ricordi consegnati per lasciare nuove custodi delle storie familiari) o anche perché il mercato
della cultura un controllo un po’ nepotista e amicale ce l’ha. Il contesto
culturale siciliano ha sempre realizzato un attento ostracismo nei confronti di
donne non di “razza” (Riconoscendo alla casa editrice Sellerio - e talvolta anche alle edizioni La Luna e alle edizioni de La Battaglia - la grazia e bellezza di aver comunque tessuto memorie e racconti altrimenti difficili da rintracciare).
Quel femminismo che parlava di contadini e fame e miseria
lo abbiamo fatto scrivere e raccontare agli uomini o alle donne che non l’hanno mai
vissuto per davvero. Io ho sempre amato leggere di duchesse e baronesse. Mi è
piaciuto leggere di grandi proprietari terrieri e di grandi donne eredi di
enormi ricchezze. Alcune tra loro le ho anche conosciute e al di la’ dei loro
privilegi e della loro fortuna, quella di essere nate in famiglie agiate, emanavano il
fascino di donne che avevano visto mondi lontani. Avevano viaggiato, magari
studiato all’estero, conoscevano le lingue straniere, il francese, l’inglese. Sapevano di arte e letteratura.
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15.11.07
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at 06:58 :: 點閱次數 (324)
Da quelle gran donne delle Sexyshock:
"Dopo le pesanti sentenze di devastazione e saccheggio emesse a carico dei manifestanti per i fatti del G8 2001, il prossimo sabato un corteo sfilerà per le strade di Genova. E noi ci saremo.
Ci saremo collettivamente per rilanciare quello che a Genova, arrivando da Seattle, è stato distrutto, per testimoniare quell'enorme ricchezza di relazioni di pratiche e di intelligenza collettiva che il processo verso Genova ha prodotto, perchè questa ricchezza si merita giustizia, quella vera.
Ci saremo come sempre in pink, perchè questo significa ancora per noi una pratica trasversale, partecipativa e ironica del fare attivismo di cui, da Genova in avanti, c'è sempre più bisogno.
E perchè si sa, il nero snellisce, ma a noi non serve ;)
Ci vediamo il 17, portate il vostro oggetto rosa di fiducia!"
Sexyshock
+++++++++
Mercoledì 14 novembre dalle 19.30 @ Bettybooks
Aperitivo e Proiezione di OP - Ordine Pubblico - Genova 2001
prodotto dal Genoa Legal Forum
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09.11.07
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at 06:57 :: 點閱次數 (590)
Gia'. E nel documento che pubblico sotto vi spiegano anche il perchè. Quel posto meraviglioso occupato dalle Vagine Volanti (e che il 15 novembre celebra il suo compleanno - mi raccomando andate in massa), che in quel luogo hanno misurato il loro agire, l'approfondimento delle tematiche di genere e l'autogestione fatta in chiave di autoproduzione, di riciclaggio delle risorse, di laboratori di sartoria e di palestre condivise. E' un posto che amo come amo le persone che lo hanno fatto vivere. E' un luogo dove si respira l'allergia ai dogmi, dove il confronto si fa attorno ad una buonissima cena (vegetariana o vegana) mentre c'e' chi aspetta di veder lievitare la pasta per fare il pane e chi ancora discute di femminismo senza pose accademiche e senza presunzioni (anzi con grandioso e imperturbabile sbracamento).
Amo quel posto perchè mi ha fatto vedere un'altra faccia, più complessa e ricca, della convivenza e dell'autogestione. Quella che affronta i conflitti, anche quelli di genere, certo. Sarà perchè ci sono di mezzo delle donne meravigliose che conosciamo con il nome di "Vagine Volanti", sarà perchè l'esperienza è venuta a partire da contesti un po' meno ideologici (belli pure quelli ma comunque diversi). Quello che so è che in quel posto ho mangiato dell'ottima pasta con salsine di verdure di cui non sapro' mai dirvi l'esatta composizione e ho bevuto il vino più gradevolmente condito di chiacchiere che mi sia mai stato possibile gustare nel corso di mille altre assemblee politiche.
Se dovessi scegliere un luogo e un modo per fare politica io sceglierei quello. Un po' pink, un po' fru fru, molto intimo (dove si è parlato di personale e politico senza girarci attorno) e con tante idee e con durezza e purezza senza senso militaresco. Un posto laico, come ce ne sono pochi con persone laiche come ne esistono poche. Forse bisognerebbe fare un bel manuale di questa esperienza prima che si chiuda e sperando che continui. Intanto stanno ancora lì e ci/vi invitano all'Asilo (Firenze - Via Bolognese 275) a bere vino e mangiare caldarroste e a discutere sul da farsi.
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09.11.07
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at 00:18 :: 點閱次數 (737)
Nel Decalogo di Cosa Nostra, beccato nell'ultimo roboante arresto del latitante di turno che ridona l'immagine di forza al governo, torna spesso la parola "moglie". Viene considerato motivo di disonore se la moglie, appunto, "fa le corna" al marito. Poi si sottolinea il valore della proprietà: Un comandamento del decalogo dice, infatti, che non si guardano le mogli degli altri affiliati. Regole di comparato che come sempre rendono evidente quanto il corpo di una donna sia un oggetto, povero o di lusso, di proprietà della cultura maschile.
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07.11.07
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at 16:14 :: 點閱次數 (718)
Mia madre stira anche le mutande. Io le chiedo: perché? E lei mi morde con uno sguardo misto tra pietà e commiserazione. Deve averci un senso profondo quella cosa della stirata settimanale di montagne di roba. Maglie, pantaloni, camicie, asciugamani. Ma mamma, anche le asciugamani? Si, risponde lei secca, diventano più morbide. Impossibile contraddirla.
Mia madre copre con un burka corredato di volant ogni superficie visibile. Una volta ha fatto il servizietto anche alla mia colonna di giornali e riviste. Erano diventati un mobiletto ad angolo e lei ci aveva messo sopra pure un bel vaso. Inutile dirle che da quei giornali mi serviva prendere articoli per le mie rassegne tematiche. O lo facevo subito o li avevo perduti per sempre. Diventavano parte integrante dell’arredamento.
Mia madre impasta il pane in casa. Non sempre. Ogni tanto. Fa pizze e focacce. Picchia la farina come fosse un nemico e quella diventa morbida e pronta per farci di tutto. La cosa che le riesce meglio è la sfoglia rotonda. La stira con un matterello minaccioso e non se ne perde neppure un pezzo. Io non ci sono mai riuscita. Mi viene sempre piena di buchi.
Mia madre si sveglia alle cinque del mattino e prima delle nove ha rassettato tutta casa ed è pronta per fare qualunque altra cosa. La sera crolla inevitabilmente entro le dieci. Mia madre vede i film e poi li racconta. A modo suo però. Inventa un’altra trama che certe volte è più avvincente di quella trasmessa. Mia madre ogni tanto è venuta a lezione di sesso dalle figlie. A lei avevano insegnato ben poco. Sa amare, quello si, e ha un abbraccio miracoloso, laicamente parlando.
Mia madre si è sorbita le figlie e le figlie delle sue figlie. In Sicilia quasi non esistono asili nido. Se li vuoi devi pagare e lei non ha avuto alternativa. Come non l'aveva avuta sua madre prima di lei. Mia madre non fa politica. Io invece si. Ho fatto spesso azioni solidali. Per tutti, molto meno per lei. Essere solidali con le donne della propria famiglia è una cosa complicata. Femminista in pubblico e figlia egoista in privato. L'ho fatto per troppo tempo.
(Continua)
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