04.05.08

HACK.Fem.EAST

Post in Vedere & Fem/Activism at 00:04 :: 點閱次數 (117)

Leggo su Gerdaphoto e vi risegnalo:

HACK.Fem.EAST
Women, Technology and
Networks in Eastern Europe

10 maggio - 22 giugno 2008
Kunstraum Kreuzberg / Bethanien Berlin
Apertura: 9 maggio, dalle 19.00

Un progetto di Tatiana Bazzichelli e Gaia Novati, sponsorizzato da Hauptstadtkulturfonds con il supporto dell'Institutes für Auslandsbeziehungen. HACK.Fem.EAST presenta pratiche sperimentali e artistiche di artisti e attivisti che nell'Europa dell'Est lavorano con network digitali. Il soggetto principale sono i media, l'arte e l'hacking.

Le principali protagoniste sono le donne, o progetti in cui le donne rivestono un ruolo importante. Scopo del progetto e' quello di fornire e sviluppare un network, attraverso la mostra, l'inaugurazione, due giorni di conferenze, la pubblicazione di un giornale e un sito web.

Network esistenti, da 11 paesi dell'est, formano il cuore del progetto e la base per la mostra. In tutto 11 network sono invitati a visitare il Kunst-raumes Kreuzberg / Bethanien per presentare il proprio lavoro, le proprie strategie e i propri scopi sotto forma di video o installazioni digitali, documentari e presentazioni.

Il 10 e 11 maggio si terra' una conferenza, allo scopo di unire i vari network e discutere delle prospettive delle donne nella cultura dell'Europa dell'Est, e allo stesso tempo di fornire un forum per una forma di politica radicale, basata su progetti artistici mediatici e su internet, performances, piattaforme network, sviluppo di software, organizzazione di festival mediatici, etc.

Per maggiori informazioni: http://www.hackfemeast.org.

03.05.08

Da Seveso a Pianura: storie di diossina e antiabortisti

Post in Corpi & Vedere & Omicidi sociali & Fem/Activism at 03:15 :: 點閱次數 (125)

Dalla Campagna "Obiettiamo gli Obiettori" è venuto fuori questo interessante Blog. Potete trovarci dentro i dati raccolti da chi si occupa della campagna. Sono condivisi anche documenti interessantissimi che si riferiscono alla pesantissima situazione per le donne colpite dalla fuga di diossina di Seveso.

Vi ricopio sotto un brano tratto dai materiali di un incontro dedicato all'argomento e vi segnalo soprattutto un documento video (da scaricare: dura pochi minuti) che mostra come le donne colpite dalla diossina che volevano interrompere la gravidanza per sospetto di una malformazione del feto venivano trattate da un signor medico prete. Quello che facevano allora non è molto diverso da quello che in molti posti continuano a fare adesso. Buona lettura e buona visione.

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Nel luglio 1975 con la legge 405 vennero istituiti i consultori familiari e fu conseguentemente soppressa l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia - Onmi - fondata da Mussolini. Con questa legge si cominciò a parlare di «maternità responsabile», «procreazione responsabile», «tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento», promozione dei metodi anticoncezionali (art.1), pur essendo una legge centrata sulla coppia eterosessuale e sulla famiglia più che non sulla donna. Le femministe criticarono aspramente la medicalizzazione che la legge introduceva, a fronte dell'autogestione della salute che andavano promuovendo. 

Consultori ne esistevano già in precedenza, ma erano strutture private, laiche - come l'Aied, attivo dal 1953 con 35 centri - o cattoliche - come l'Ucipem, Unione consultori italiani matrimoniali e prematrimoniali, costituita nel 1968. [Nota a margine: la Carta dell'Ucipem del 1979, fra i fondamenti antropologici enuncia «L'Ucipem riconosce che la persona umana è tale fin dal concepimento» - affermazione che nel 1938 troviamo nella Politica della famiglia dell'integralista cattolico e fascista Ferdinando Loffredo e che nel 2004 troveremo come art. 1 della legge 40 sulla procreazione assistita].

A Seveso il consultorio venne aperto il 2 agosto 1976, tre settimane dopo la fuoriuscita di diossina, in una sede e con organizzazione provvisorie.

 (Continua)

01.05.08

Napoli: un'assemblea per costruire una manifestazione nazionale contro le violenze alle donne

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism at 05:10 :: 點閱次數 (102)

In Catalunya si approva la legge per dare alle donne il diritto di sradicare la violenza machista. In Italia invece la violenza machista ha piena cittadinanza in ogni casa. Le donne vengono usate, abusate e violentate ogni giorno. A Napoli si continua a lavorare sugli obiettivi stabiliti nella due giorni del 23/24 febbraio.

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Napoli: venerdì 9 maggio 2008; l’invito a partecipare ad un’assemblea pubblica per organizzare nella città una grande manifestazione di dignità femminile di solidarietà militante e concreta.

Molte di noi pensano che il clima ostile alle libertà che le donne di questo paese, più che in altri, hanno faticato ad affermare, stia pesando in modo insopportabile, in forma di emergenza, nelle vite delle singole.

Il quotidiano è scandito da sottrazioni silenziose: i diritti nella sanità pubblica, (a partire dalla legge sull’aborto fino a tutto quanto riguarda la maternità), la libertà di spostarsi anche nella città, lo scempio del territorio.

Il silenzio e l’omissione anche arrogante sulle proposte delle donne, sono culminati in una campagna elettorale più che mai offensiva sull’applicazione della 194 e il contrasto alle violenze sessuate in famiglia e in strada. Tutto questo ha già indotto moltissime donne a vivere in solitudine un disagio, che le istituzioni e i partiti volentieri ignorano.

Da tempo il movimento delle donne ha sentito la responsabilità di costruire una solidarietà militante e concreta a quelle solitudini, opponendosi alle risposte “private”, più dannose del male.

La classe dirigente di fronte alle responsabilità pubbliche che impediscono alla metà del paese di vivere nel pieno diritto, ha delegato le risposte alla pietà e alla beneficenza. Nel caso della 194, alla repressione.

Ma la politica ufficiale ha anche sfidato la consapevolezza femminile, mai come oggi apertamente, e apertamente le donne hanno risposto nelle piazze di Milano, Roma, Napoli e dalle altre mille città di cui l’informazione “libera” tace.

 (Continua)

30.04.08

Migranti, lavoratrici, donne incazzate: c'e' la MayDay!

Post in Corpi & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 05:25 :: 點閱次數 (353)

La Mayday anche per quest'anno attraversa il centro di Palermo. Si parte alle 18.00 del primo maggio da Piazza Verdi (meglio conosciuta come Piazza Massimo).

A Milano ci sarà come sempre uno spezzone a forte caratterizzazione di genere. La precarietà riguarda molto le donne. Le troviamo nei tanti call center o a fare le schiave degli ipermercati, ci trovate a pietire un rinnovo di contratto (a progetto) o fuori dal mercato del lavoro perchè ci siamo ammalate, abbiamo fatto un figlio, abbiamo preteso di essere trattate da persone. In questa epoca di spoliticizzazione dell'economia, le donne si occupano di reddito. Lo fanno in mille modi. Alcune si riconoscono negli argomenti portati avanti nella mayday. 

Le Sexyshock ci invitano a Milano:

PERCHE' partecipare alla Parade?

Perche' la precarieta' non e' una sfiga personale, ne' una contingenza:
segna le nostre vite, nutre le nostre coliti psicosomatiche, manda in rosso i nostri sparuti conti in banca.
Perche' e' tempo di riprenderci la libertà di scelta sui nostri corpi e sui nostri desideri, di attivare reti di solidarieta' e di lotta,senza lasciare nessun@ a combattere in solitudine. Perche' e' tempo di godere!

CHI organizza e partecipa all'EuroMayDay Parade ?

Migranti, lavoratrici e lavoratori precari@, collettivi queer, donne incazzate che rinunciano volentieri al ruolo di angelo del focolare, sabotatrici di confini...

Chi viene a Milano per la MayDay parade precari@:
per condividere allestimenti del camion, decidere che fumetto vogliamo avere sopra la testa, taglia-incollare baloon, cotonarsi i capelli...(gradite pin-up, tute da lavoro e occhiali anni '50: perche' indietro non si torna! Ma se avete altre idee: portatele!)

 (Continua)

26.04.08

Gli stupri "utili" e le "bonifiche preventive"

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 13:41 :: 點閱次數 (431)

Riepiloghiamo: A roma si misura la penetrazione al millimetro, proprio come fanno nelle aule di tribunale, per vedere se lo stupro c'e' stato oppure no. Perciò alla fine si allude al fatto che possa essersi trattato "solo" di aggressione, con accoltellamento, ma non di stupro.

Dalla zona rutelliana si dice poi che c'e' qualcosa di sospetto e che la magistratura farà chiarezza (c'e' veramente una indagine in corso su questo). Inoltre c'e' chi trova dubbio il fatto che uno spiantato di rumeno abbia un difensore stranoto vecchio tesserato all'Msi e che uno dei testimoni, soccorritori, del fattaccio sia presumibilmente un elettore di alemanno. Dall'altro lato tacciano rutelli di essere un miserabile che non ha rispetto del dolore altrui.

Senza offesa, a me fanno abbastanza senso tutti e due perchè in tutto ciò non si capisce come sta la ragazza, non si è parlato del "suo dolore" quasi per nulla. Si è parlato invece tantissimo del fatto che bisogna cacciare via i rumeni e che questo brutto fatto ha fatto perdere qualche speranza e molti voti a rutelli. Avevo parlato di donne abusate. Avevo sottovalutato la questione. In fase di elezioni dopo gli show televisivi con la precaria di An che fa finta di opporsi a berlusconi e si becca in offerta speciale il figliolo come promesso sposo, evidentemente bisogna cominciare a pensare che ci sia anche un mandante, per stupri su commissione, o un pusher di tragedie personali.

Quando avvengono c'e' chi si presenta alle vittime per stabilire il valore di mercato della aggressione. Furto vale 100 punti, furto e aggressione in villa vale 500 punti, aggressione semplice vale 250 punti, aggressione con stupro vale 1000 punti tondi. Aggiudicarsene uno è da campioni. E' mercato aperto, belle donne, se vi fate stuprare ora può essere che scuciono persino qualche euro, tanto per loro siamo tutte puttane. Siamo carne da macello, siamo oggetto di allusioni e insinuazioni sessiste. Siamo quelle cui viene tolta credibilità. Siamo quelle su cui si specula per mettere in pratica le deportazioni naziste di stranieri (perchè fa male immaginare che si sia potuto ordire un piano così terribile per mere questioni elettorali). Siamo niente.

 (Continua)

25.04.08

L'antifascismo dei giorni nostri: buon 25 aprile!

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 15:41 :: 點閱次數 (324)

Già avevamo parlato dell'aggressione fascista avvenuta a Palermo la notte scorsa. Ma il 25 aprile non è solo una questione siciliana e purtroppo gli "impedimenti" vanno persino oltre il territorio palermitano. Perciò mentre in tant* si organizzano per vivere un 25 aprile di lotta, di resistenza, di memoria, con amici, compagn*, con le mondine, piuttosto che ricordando le tante vittime per omofobia organizzata, c'e' chi si diverte ad aggredire - come a palermo - o a fare ostruzionismo - come è accaduto a roma - o a tentare di impedire che si celebri la giornata non autorizzando l'uso della piazza - com'e' è successo a verona (dove il sindaco Tosi poi però ha autorizzato l'uso dello spazio con una scadenza a "tempo"). Così pubblichiamo il comunicato fatto dai compagni e dalle compagne palermitan* in risposta all'aggressione, poi ci facciamo raccontare di quello che è successo a Roma e infine anche quello che è accaduto a verona. In tutti i casi comunque segnatevi gli appuntamenti e partecipate, se potete. Buona lettura!

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COMUNICATO STAMPA

La scorsa notte, intorno alle ore 01:00, un giovane compagno, militante antifascista palermitano, è stato aggredito e brutalmente picchiato da otto neofascisti dell'area di Fiamma Tricolore.

 (Continua)

25.04.08

Inchiesta sui consultori di Palermo

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism at 10:04 :: 點閱次數 (346)

Dopo le iniziative in difesa dell'autodeterminazione e dopo aver saputo che gli obiettori in sicilia sono addirittura raddoppiati, ecco pronta una inchiesta su consultori e pillola del giorno dopo a Palermo. L'inchiesta è firmata "Assemblea delle Compagne", "Centro sociale ex-carcere", "Collettivo universitario autonomo". Presto metteranno in condivisione anche i risultati di un'altra inchiesta sulle farmacie palermitane. Il materiale su consultori e pillola del giorno dopo è anche disponibile, da scaricare in formato .doc, QUI

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*Obiettiamo gli obiettori di coscienza*

Inchiesta sui consultori in relazione alla pillola del giorno dopo

Percorso inchiesta- motivazioni

Il diritto di decidere sui nostri corpi dovrebbe essere l’elemento su cui si basa la società contemporanea, ma così non era e così non è. Le donne hanno conquistato con la lotta alcuni dei diritti che ad oggi sono loro riconosciuti, come ad esempio il diritto all’aborto. La legge 194 è una conquista per le donne, per la loro libertà di scelta, per la loro salute, ma la legge in questione va cambiata, va eliminato l’articolo 9 che prevede l’obiezione di coscienza. La legge 194 sancisce il diritto di ogni donna di decidere della propria vita e poi, con un assurdo controsenso, limita lo stesso permettendo a dei bigotti clerico-fascisti di decidere al posto della donna, opponendo il veto alla richiesta di aborto, rifiutandosi quindi di fornire un servizio. La presenza degli obiettori nei consultori, negli ambulatori e negli ospedali limita la libertà di ogni donna, ne lede la salute e favorisce l’aborto clandestino. L’obiettore di coscienza, tra l’altro, non rifiuta solo l’interruzione volontaria di gravidanza ma non prescrive nemmeno la “pillola del giorno dopo”, cadendo anche in un errore scientifico: è provato che la pillola del giorno dopo non interrompe una gravidanza in atto ma blocca l’ovulazione ed è catalogato come contraccettivo d’emergenza è non come abortivo. Siamo pienamente convinte che si debba lottare per abolire l’art. 9 e si debba eliminare la figura dell’obiettore. Il contratto di lavoro dovrebbe vincolare il medico a rispettare la salute di ogni donna! A tal proposito abbiamo iniziato un percorso d’inchiesta sul territorio palermitano, il primo ciclo d’inchiesta riguarda i consultori, vogliamo verificare quanti obiettori sono presenti nel territorio palermitano, quanti medici prescrivono la pillola del giorno dopo, ma anche il tipo di accoglienza e servizio che le donne trovano nei consultori. La prossima inchiesta riguarderà invece le farmacia, verificheremo in quante farmacie viene venduta la “pillola del giorno dopo”. Questo opuscolo vuole essere un vademecum per tutte quelle donne che hanno la necessità di ricorrere ad un contraccettivo d’emergenza, potranno così, conoscendo già prima i consultori dove possono ricevere il servizio richiesto, evitare di perdere tempo inutilmente ed assumere la compressa entro le 72 ore, tempo limite per la funzionalità del metodo.

 (Continua)

25.04.08

Bologna: denunciata per presidio femminista

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism at 05:46 :: 點閱次數 (121)

Le Ribellule, con solidarietà, pubblicano la notizia di una denuncia a carico di una compagna del collettivo "Quelle che non ci stanno" che ha manifestato - assieme a molte altre - a Bologna il 14 febbraio. Vi spiegano quello che è successo "Quelle che non ci stanno", con un comunicato, e la "Rete delle donne di Bologna", con una lettera di solidarietà.

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"Prosegue la repressione intimidatoria contro la presa di parola  delle donne e delle lesbiche. Serve a sostenere il tentativo patriarcale di negarne l'autodeterminazione, colpendo quelle che continuano a denunciare le politiche che vogliono minare la nostra libertà.

E' arrivata una notifica di apertura di indagini a carico di una compagna per la presenza al presidio del 14 Febbraio 2008 davanti all'ospedale S.Orsola a Bologna. Il 14 febbraio è stata una giornata di manifestazioni spontanee in tutte le città promosse dalle donne indignate per il bliz all'ospedale di Napoli.

Una denuncia a una sola persona per una manifestazione che radunava quasi 1000 donne e uomini: abbiamo ragionevoli motivi per pensare che non sarà l'unica. Per questo teniamo alta l'attenzione e continuiamo a lavorare." 

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"La rete delle donne di Bologna afferma con forza tutta la solidarietà alla compagna di "Quelle che non ci stanno" indagata per la manifestazione del 14 Febbraio davanti al Sant'Orsola.

Quel presidio, seguito da un corteo spontaneo e non autorizzato, è stato convocato proprio dalla nostra rete, attraversata da tante e diverse realtà, tante e diverse donne che rivendicano la scelta di scendere in strada per la difesa dei diritti delle donne.

 (Continua)

25.04.08

La resistenza delle donne e le aggressioni fasciste

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 00:32 :: 點閱次數 (450)

25_aprile Che il 25 aprile dia fastidio ai fascisti è un fatto noto. Meno noto è che spesso attorno a questa data, come in altre occasioni dell'anno, quelli che celebrano la memoria della resistenza siano aggrediti. E' successo a Palermo. Pubblico sotto il comunicato che racconta di questa vicenda e a seguire potete leggere *La resistenza delle donne*, documento delle Malefimmine.

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La notte tra il 23 e il 24 aprile, intorno alle ore 01.00 un militante dei centri sociali, mentre stava attaccando dei manifesti riguardanti le manifestazioni del 25 aprile, è stato brutalmente assalito da un gruppo di 10 fascisti, nei pressi del liceo "cannizzaro" situato in via G.Alimondi. Più volte colpito a calci e pugni alla schiena ed alla testa. Quest'episodio denota il chiaro intento da parte delle destre, nuovamente al potere, di instaurare un clima di repressione nei confronti di chi giorno per giorno lotta per i diritti e per una società migliore. 

*MAI PIÙ attacchi fascisti!!!, liberazione giorno per giorno nelle lotte sociali..

*ricordiamo che la manifestazione si terrà il 25 aprile a piazza Massimo alle ore 17.00, in seguito alla quale si terranno concerti dalle ore 21.00 a piazza Rivoluzione. in piazza saranno allestiti pannelli informativi, stand e mostre.*

PALERMO RESISTENTE
Aula "Carlo Giuliani" - Viale delle scienze - Facoltà di lettere e filosofia - Palermo
e-mails: aulacarlogiuliani@libero.it - universitarinlotta@yahoo.it - ask191pa@gmail.com - malefimmine@gmail.com

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La Resistenza Delle Donne

Il 25 aprile non è una ricorrenza né un giorno di memoria, ma uno di lotta contro le logiche del dominio, della sopraffazione, della supremazia del più forte sul più debole, del controllo. Il fascismo non è morto a piazzale Loreto, è concreto e si manifesta nella violenza dell’esercizio del potere.

A 63 anni da quei giorni, ahinoi, ci troviamo in balia di fascisti di palazzo, galoppini spietati e razzisti dichiarati che ogni giorno scelgono e prendono decisioni che, in primissima istanza, riguarderanno la nostra vita quotidiana.

Rivendichiamo il diritto al reddito garantito, a un lavoro dignitoso, ad una casa; pretendiamo di vivere senza angosce, di urlare le nostre esigenze, i nostri bisogni, i nostri pensieri, senza essere censurati, denunciati e processati.

 (Continua)
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