22.05.08
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at 23:32 :: 點閱次數 (114)
di Graziella Bertozzo
Il
nostro paese sta accelerando la corsa verso una compiuta forma di
fascismo: credo che ci sia bisogno di una risposta immediata. Un pride
incosciente di tutto ciò può essere solo una dichiarazione di
incapacità politica di rispondere a quanto sta avvenendo, una
regressione all’epoca pre-movimento lgt.
E
spiego subito chi, secondo me, è responsabile dell’introduzione del
fascismo in un paese, della produzione di pogrom, dell’omicidio di
vittime innocenti: è responsabile il piccolo o grande dittatore di
turno, ma anche i suoi ministri-fantoccio; è responsabile il generale
che ordina di uccidere ma anche il soldato che esegue quell’ordine, è
responsabile il picchiatore che uccide un ragazzo per strada, ma anche
chi si volta dall’altra parte. _ E’ responsabile quel veronese che in
autobus grida “vicino a sto negro no me sento” (trad: non mi siedo), ma
anche chi non interviene e non si scandalizza (episodio raccontato dai
compagni di scuola di uno degli assassini veronesi di Nicola).
Credo che tutti/e noi che ci definiamo antifascisti/e,
ma - a maggior ragione - il movimento lgt, avremmo dovuto inorridire e
denunciare il nazismo, l’orrore, la violenza che trasudavano dalle foto
delle trans e delle ragazze rincorse fra gli sterpi dai poliziotti e
insultate da una folla di teppisti l’altro giorno a Roma. Oppure
togliamo il “t” dalla sigla, visto quanto siamo stati/e bravi/e ad
assumerci una scena che troppo da vicino ricorda le foto dei nazisti
all’opera nei primi anni 40.
Ero a Verona, sabato 17 maggio, e anche a me, seppure
lesbica, ha dato noia che l’arcigay pensasse di essere parte di uno
spezzone glbt che invece non c’era proprio. Quella era una manifestazione che voleva denunciare che il tiro si
era alzato, che ad essere colpiti/e non erano più solo i/le migranti,
i/le rom, i/le trans, le lesbiche, i gay.
Che voleva dire che a Verona - laboratorio di destra - il
fascismo
aveva già alzato il tiro e aveva ucciso un ragazzo qualsiasi. Prima
ancora che lesbica io a Verona volevo essere una donna, una qualsiasi
donna: solo come tale posso porre il mio corpo contro la barbarie che
ci apprestiamo a vivere. Io a Verona non ero la lesbica Graziella, io a
Verona ero Nicola, perché lo avevo preso sul serio lo striscione di
apertura.
A Verona nel ’95, con il Comitato “Alziamo la testa”,
contribuii ad organizzare una precedente manifestazione per denunciare
l’attacco fascista contro gay e lesbiche portato avanti da
quell’amministrazione di destra, molto simile all’attuale. Fin da subito abbiamo avuto chiara una cosa: che alla barbarie
non saremmo bastati/e noi, non sarebbe bastata la scomparsa delle
lesbiche, dei gay, dei/delle trans da Verona e dal mondo.
Fin da allora avemmo chiaro che la battaglia
prioritaria avrebbe dovuto essere per il diritto di tutti/e a non
essere linciati/e da quella folla inferocita che alcuni/e di noi
avevano e avrebbero visto da vicino, istigata da inviti all’omicidio
pronunciati in consiglio comunale, che solo con una battaglia politica
generale avremo potuto cercare di salvare la nostra dignità, la nostra
autodeterminazione, la nostra stessa vita.
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22.05.08
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Comunicato Stampa
UDI Niscemi: l’uccisione di Lorena femminicidio, a breve a Niscemi una forte iniziativa politica delle UDI Siciliane
E’ sconvolgente il terremoto emotivo che ha investito la nostra città in questi giorni. Purtroppo nonostante lo sgomento generale emerge solo la punta di una condizione sociale assurda e le convivenze culturali rimangono ancora invisibili agli occhi di tutti quelli che gridano “mostri” e non si assumono le proprie responsabilità.
La cultura che sta emergendo è quella del “consumatore lavorato”, cioè di colui che usa un bene di consumo e lo getta via come se nulla fosse, lasciando sul corpo della donna il marchio di una “lettera scarlatta”, imposto dalla cultura maschile a chi non si omologa e non sa fingere un’ integrazione che non sente e non vive.
Lorena è stata vittima di inaudita violenza fisica e culturale, i suoi baby carnefici le hanno cucito addosso una “lettera scarlatta” da esibire a protezione degli occhi innocenti delle loro fidanzatine. L”altra diversa” che non merita un trattamento umano, che può essere violata, picchiata selvaggiamente e ammazzata è quella che scegliamo e difenderemo anche fra qualche settimana quando i funerali saranno lontani e i carnefici diventeranno bravi ragazzi che hanno sbagliato. Noi UDI contrasteremo questa rimozione e terremo caro il ricordo di Lorena che non ha avuto modo e possibilità di crescere, di trovare la sua strada, i suoi affetti. Sappiamo di doverci assumere la responsabilità della nostra giovane età dentro il luogo politico che abbiamo scelto, far crescere il senso di coscienza critica delle nostre coetanee, far crescere i valori di rispetto e di comprensione per tutte le differenze.
Vogliamo essere capaci di una azione concreta. Da sempre l’UDI combatte il femminicidio: il “50E50” e “ La Lettera Scarlatta ” sono tasselli di una azione politica complessiva che mette sul tappeto il problema irrisolto della rappresentanza politica e della violenza sessauta. A Niscemi daremo vita ad uno sportello che costruisca quotidianamente dialogo fra le donne e azioni contro la violenza, vogliamo ricordare Lorena a nostro modo con una iniziativa politica nelle scuole che guardi negli occhi di chi deve assumersi la responsabilità di mettersi in discussione. Uccidere è reato, ma inspiegabilmente non in guerra, non per difendere la proprietà, ed anche in pace le attenuanti sono tante: una di queste è l'identità sessuale. Donna è poco anche quando vittima, poco grave è l'ultima ingiuria perché provocata, indotta secondaria ad altri problemi più gravi. Stabilità, famiglia e ordine economico valgono più della vita delle donne.
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19.05.08
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at 16:06 :: 點閱次數 (226)
Stavolta niente rumeni. Abbiamo un italiano che a Lecce ha stuprato una donna
e le ha anche rubato un po' di soldi. Secondo quanto dice la stampa si
trattava di un conoscente. In ospedale sarebbe stata accertata la
violenza.
Qualche giorno fa invece abbiamo saputo che un ragazzotto ventenne, palermitano, ha realizzato dei video hard usando come protagonista una ragazza di tredici anni.
Pare che la sollecitasse a dimostrare di non essere una bambina ma una
donna. Secondo la stampa la ragazza avrebbe ammesso di essere stata
consenziente e che anzi avrebbe coinvolto altre amichette.
Consensualmente o meno la ragazza ha meno di 14 anni e dunque al
regista improvvisato tocca l'accusa di pedopornografia. Tutta la
faccenda è venuta fuori perchè il video, che girava via telefonino, è
arrivato in possesso dello zio della ragazza. Mi chiedo: se la protagonista del
video non fosse stata la nipote lui sarebbe stato altrettanto
indignato?
Abbiamo dei cinesi, giusto per cambiare, che in veneto hanno sequestrato, tenuto segregata e stuprato per quattro giorni una ragazza di sedici anni.
Lei aveva seguito un conoscente, che poi sarebbe diventato uno del
branco, per bigiare la scuola. Vanno a trovare due amici e insieme la
stuprano allegramente per quattro giorni.
Infine abbiamo ancora la
storia di Lorena che, come avevo già scritto, vi racconterò meglio non
appena verrà fuori qualcosa di certo che non sia la linea difensiva dei
tre assassini. Anche in quel caso si trattava di conoscenti. Anche in
quel caso non era immaginabile aspettarsi un simile progetto criminale.
Questa settimana, in
questi giorni, sicuramente tantissime donne sono state stuprate,
molestate, picchiate, forse uccise. Molte tra queste non hanno
denunciato. Moltissime restano nascoste in casa per non fare vedere i
propri lividi. Tante non condividono queste esperienze con nessuno
perchè il timore è sempre quello di essere giudicate male. Troppe si
aspettano che debba esserci qualcun'altro a soccorrerle quando invece
bisognerebbe che imparassero innanzitutto ad autodifendersi.
Spesso le donne muoiono
e quando accade già si può parlare di femminicidio. A questo proposito
vorrei segnalarvi la pubblicazione di un libro a cura di Barbara
Spinelli dal titolo "Femminicidio: dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale".
E' un testo di cui si sentiva il bisogno perchè ci servono strumenti di
comprensione del fenomeno e si servono anche dati e una documentazione
che potrà servirci per orientare o continuare la nostra attività
militante. Vi dirò di più non appena l'avro' letto.
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19.05.08
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at 04:39 :: 點閱次數 (375)
A Verona pioveva. Durante i cortei piove spesso. Quasi a voler mettere alla prova lo spirito militante di chi si fa chilometri e chilometri in bus, in treno e poi a piedi per portare solidarietà, per difendere un'idea, per dare forza a chi lotta in territori difficili, com'e' verona in questo momento.
Alla stazione ci accolgono i veronesi con volantini che descrivono l'elenco delle aggressioni fasciste più gravi dal 2001 ad oggi. Ancora mancano in tanti, perchè bloccati nelle stazioni, perchè partiti in ritardo. Mentre abbracciamo e salutiamo tanti amici e amiche che quasi incontriamo solo in queste occasioni ci viene in mente che a verona non si troverà mai un ambulante straniero che vende ombrelli. "Li avranno uccisi tutti!" - penso. Invece spuntano un paio di napoletani organizzatissimi. Tolta di mezzo la concorrenza i meridionali tornano a riprendere i propri posti. Sarà per questo che molti di loro votano lega?
Il corteo via via si compone con i veronesi in testa. Quasi subito dietro inspiegabilmente si piazzano quelli di arcigay. Non pensavo avessero partecipato granchè al dibattito veronese. Ma al di là degli equilibri territoriali mi viene subito in mente la disponibilità di arcigay a invitare al pride il fascista sindaco di roma e a collaborare con quei fascisti che stanno al governo. Davvero comodo stare in prima fila quando tutto il lavoro lo fanno altri.
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14.05.08
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at 03:50 :: 點閱次數 (486)
Qualche giorno fa il Tar boccia le nuove linee guida
di applicazione della legge 194 decise dalla regione lombardia. Il
punto focale di queste linee guida sta nella diminuizione del tempo
disponibile per praticare le interruzioni di gravidanza terapeutiche
(ridotte a 22 settimane invece che le 24 normalmente accettate dai
medici). Il ricorso al Tar era stato presentato dalle donne della Cgil
che hanno ottenuto riconoscimento e ora si aspettano nuove opposizioni
da parte della regione lombarda.
Nel frattempo il papa accoglie le anime belle dei volontari del movimento per la vita e si pronuncia contro la legge 194
che secondo la sua opinione sarebbe stata una legge che ha determinato
un sempre maggiore svilimento del valore della vita umana. A noi questo
sembra alquanto strano perchè la 194 ha ridotto il numero di aborti e
lo ridurrebbe ancora di più se ospedali e farmacisti non continuassero
a fare ostruzionismo persino sulla prescrizione o la vendita dei
contraccettivi. Lo sarebbe ancora di più se la chiesa evitasse di
sconsigliare l'uso dei preservativi e degli anticoncezionali in genere
perchè "nessun seme va sprecato".
Lo sarebbe ancora di più
se si facesse "educazione sessuale" nelle scuole così da permettere
alle e agli adolescenti di sapere che la coca cola in vagina non serve
ad evitare di restare incinta. Lo sarebbe ancora di più se si smettesse
di dettare regole sulla sessualità. Il sesso per la gente comune non ha
finalità riproduttive. Se per la chiesa invece è così allora che i
clericali si dessero da fare per ripopolare il pianeta. Così si smetterà
di additare gay e lesbiche come disertori della procreazione. Così si
smetterà di criminalizzare una donna perchè vuole fare sesso senza
dover pagare con una gravidanza indesiderata.
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13.05.08
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at 23:26 :: 點閱次數 (256)
Invito rivolto alle donne (biologiche e non)
Il settimo Eclectic Tech Carnival si svolgerà dal 25 al 31 maggio ad Amsterdam.
L'/ETC è l'unico momento di condivisione di saperi sulla tecnologia che si svolge ogni anno sin dal 2002. Ci sono sempre state donne che hanno condiviso la loro esperienza, conoscenza circa il free software, l'open hardware e molto altro in un modo divertente.
Noi invitiamo tutte le donne che sono interessate all'Eclectic Tech Carnival a registrarsi attraverso il form: https://eclectictechcarnival.org/register
La registrazione è possibile sino all'evento, sebbene noi non possiamo garantire nessun rimborso viaggio, nessuna ospitalità, ma faremo del nostro meglio per trovare a ciascuna un letto.
Partecipate! Voi potete seguire un evento o se volete presentare un workshop, una lettura, una performance, una esibizione, un intervento, dite il vostro nome, presentatevi e l'/ETC vi darà il benvenuto.
Oltre alla condivisione di programmi e informazioni, quest'anno l'/ETC si concentrerà su un numero preciso di specifiche questioni politiche che riguardano sempre il mondo della tecnologia. In più noi vorremmo occuparci della questione della privacy in rete.
La partecipazione all'/ETC 2008 richiede un contributo:
Per tutti i sette giorni: una somma che va dai 30 ai 120 euro (a vostra discrezione e secondo le vostre possibilità)
Per un solo giorno: 6 euro.
La sera saremo aperti al pubblico senza alcuna richiesta di contributo.
Nella fase di registrazione ci interessa raccogliere dati che riguardano la provenienza e le personali priorità (perchè sono tante e diverse le donne che partecipano all'evento). Ogni persona effettuerà la registrazione: partecipanti, coordinatrici di iniziative e organizzatrici. E' bene specificare poi che tipo di pasto preferite, se va bene per tutte cibo vegano.
Noi non accettiamo un pagamento online così per favore si disponibile a pagarci in contanti, in euro, quando arrivi.
Noi abbiamo riservato un numero limitato di posti presso un ostello giovanile per chi arriva prima. Se ci sono altre persone che hanno bisogno di alloggio noi faremo del nostro meglio per trovare loro un letto presso amici e conoscenti in città.
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12.05.08
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at 15:11 :: 點閱次數 (331)
Certo. E’ tutto okay. Basta munirsi di bastoni, come le brave Pink Gang indiane e cominciare ad andare in giro a pescare maschioni con le svastiche tatuate anche sul culo, che afferrano a mano aperta la patta dei pantaloni e tirano su un affare che sparisce tra le mutande, che si permettono di manifestare disprezzo nei confronti delle persone di altre razze o di gay, lesbiche e trans e che provano – anche a bassa voce – a fare apprezzamenti non richiesti nei confronti delle donne.
Non è faticoso, basta cominciare e poi ordire una buona campagna stampa che batta il chiodo sempre sullo stesso argomento. Ogni giorno titoli giganti che raccontano: “maschio bianco scoperto a masturbarsi eccitato di fronte alla foto del duce”, oppure “maschio bianco molesta bella donna rumena”, e ancora “maschio bianco stupra donna per essere risarcito della cena offerta”. Quante ne avremmo da raccontarne? Ma tante, proprio tantissime e perciò bisognerà avviare una campagna di comunicazione in cui tutte noi cominceremo giorno dopo giorno a mettere in evidenza tutti i singoli comportamenti razzisti, sessisti, fascisti, maschilisti di cui siamo a conoscenza. Infine esigeremo che ogni uomo arrestato paghi per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso esattamente come l’imputazione che un pubblico ministero di torino ha affibbiato ad un rumeno in quanto rumeno. L’associazione a delinquere consisterebbe nell’etnia, nulla di più. Ed è già razzismo. Per gli uomini molesti, omofobi, stupratori e picchiatori di donne l'associazione a delinquere di stampo mafioso consisterà nell'appartenenza al sesso maschile.
Allora perché no. Mettiamoci al lavoro, belle donne. Non possiamo starcene con le mani in mano. Troviamoci delle divise rosa e diventeremo le ronde pink, temutissime dai maschi in circolazione e subito pronte ad educare ogni coglione che ha la sfortuna di incontrarci.
Il nostro obiettivo sarà quello di ripristinare un clima laico, di rispetto reciproco, di solidarietà. Basta con le scorribande di fascistoni prepotenti. Basta con gli stupri "educativi" di fascisti alle lesbiche. Basta con le aggressioni omofobe ai gay. Basta con le aggressioni e gli omicidi di stampo fascista. Basta con gli stupri di mariti e parenti. Basta con le toccatine di culo del vicino di casa e basta con le molestie dell’italianissimo datore di lavoro.
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12.05.08
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Da Liberazione (via A/Matrix)
di Angela Azzaro
Donne non si nasce, si diventa. La nostra leonessa Ornella
A un certo punto, nel bel mezzo di un discorso, la fronte si
arricciava, gli occhi si stringevano. Ti guardava con fare sorpreso, un
po' triste un po' scandalizzato. «Dai, Ornie, non fare così», dicevamo.
Lei si difendeva. «Ma che cosa ho fatto?!». Ma ormai il messaggio era
partito. Era come un segnale che Ornella, la nostra Ornella, ci dava
per dire che stavamo sparando minchiate. Insomma, che noi «donne
biologiche» così ci chiamava durante le tante discussioni con il gruppo
femminista a/matrix, stavamo parlando troppo difficile o in maniera
eccessivamente ideologica o molto distante dal suo percorso. Spesso
aveva ragione, a volte no. Ma raramente lei diceva minchiate. Parlava e
scriveva forbito, con dotte citazioni in latino che ci stendevano
«Ornieeee, bastaaa», ma con un'argomentazione chiara. Netta. Lei, le
cose che diceva non solo le aveva elaborate, capite fino in fondo. Ma
le viveva e sceglieva ogni giorno. Ha fatto così quando ha scelto la
transizione e da uomo è diventata donna, ha fatto così quando ha scelto
di prostituirsi. Ornella ha fatto così fino alla fine.
Cocciuta, come davvero se ne sono viste poche. Cocciuta anche
nell'affermare cose scomode, come quando se la prendeva con la
concorrenza delle donne dell'est che si prostituiscono. «Sei razzista»
e giù con fior fior di ragionamenti. Lei non batteva ciglio, spiegava
le sue ragioni, ma non credo che l'abbiamo mai convinta. E' facile
essere politicamente corrette quando le cose non ci toccano da vicino.
In strada, a lavorare, c'era lei. Il suo corpo, il suo desiderio, la
sua rabbia. La strada, la scorsa estate, aveva deciso di lasciarla. Una
decisione meditata. Voleva cambiare vita. Ma a darle la botta finale
l'aggressione di un pappone, che la voleva cacciare dal posto dove lei
lavorava. La ha minacciata con un coltello. E Ornella non ce l'ha fatta
più. La leonessa ha ceduto.
Maria Ornella Serpa ci ha lasciate una settimana fa esatta. In un
venerdì di maggio come tanti, ma un po' più silenzioso del solito per
una città come Roma, a causa del ponte del primo maggio. E' morta in
ospedale al pronto soccorso e ancora non sappiamo perché. Il dolore di
chi l'ha conosciuta e amata non basta per spiegare l'attenzione che le
dedichiamo. Ornella non ha scritto libri (anche se voleva farlo), non
ha ammansito folle, non ha capeggiato partiti, non era una leader.
Ornella era una grande rivoluzionaria. Una che la rivoluzione l'ha
vissuta direttamente. Senza dichiarazioni d'intenti. L'ha vissuta coi
fatti. Ma la sua rivoluzione non muore con lei. Ci lascia un'eredità
bellissima, un futuro che forse neanche vedremo, ma che lei ci ha fatto
intuire.
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11.05.08
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at 15:49 :: 點閱次數 (270)
Non so se ve ne siete accorti ma in questo governo non c'e' il ministero della sanità. Che significa? Che lo hanno accorpato al Welfare e che la sanità diventa di competenza delle singole regioni, proseguendo per la linea di applicazione del federalismo.
La questione parte da lontano, con la realizzazione delle aziende sanitarie e finisce con lo smantellamento quasi totale del servizio sanitario nazionale - grazie ad un passaggio dell'ultima legge finanziaria (votata dal centrosinistra) - e la sempre maggiore spinta al sistema delle assicurazioni private (per cui avrai il servizio che potrai permetterti di pagare). In termini economici questo significa più sprechi, più corruzione (e lo vedete dalle tante inchieste proprio legate alla sanità in sicilia, in calabria, in campania, nel lazio), vuol dire che il cittadino siciliano avrà una sanità che è pari alle possibilità economiche di quella regione o alle proprie personali "conoscenze" e capacità finanziarie di ciascun individuo. In termini pratici significa che ogni regione potrà avere voce in capitolo su temi delicati come, per esempio, la legge 194 (sull'interruzione volontaria di gravidanza).
Non è un caso se la lombardia sta procedendo in una direzione, immediatamente seguita dalla sicilia, chiaramente antiabortista, il veneto sta considerando la proposta di legge che parla della introduzione del movimento per la vita nei consultori e in liguria vorrebbero ampliare la possibilità di obiezione persino ai farmacisti.
Le regioni diventano quindi il nostro interlocutore forzato che spesso, come in questo caso, è sorretto da un governo che non si farà pregare quando sarà richiesto di cambiare le linee guida della legge 40 (sulla procreasione assistita), piuttosto che di svuotare la 194 con provvedimenti e aggiustamenti fatti qua e la'. Stiamo attente dunque a quello che succede e teniamo d'occhio le proposte delle regioni in cui viviamo. Anche se non c'e' nessun deputato o consigliere che può darci delle dritte. Ciascuno di noi ha il diritto di consultare ogni atto amministrativo che viene prodotto dentro il parlamento regionale siciliano così come dentro i consigli regionali di altre regioni. Sarebbe imperdonabile lasciarci sfuggire una legge, una modifica, un regolamento approvato per disattenzione.
(Continua)
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