10.02.10
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Fem/Activism
& Iniziative
at 09:17 :: 點閱次數 (67)
RIBELLARcI È UN’ARMA
CON JOY E HELLEN
Joy ad agosto si è ribellata al tentativo di stupro di Vittorio Addesso, ispettore capo del Centro d'identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano. Hellen l'ha aiutata. [Leggi la storia]
RibellarCi è un'arma
Joy si è ribellata al C.I.E. insieme ad altri uomini e donne.
RibellarCi è un'arma
Sono state incarcerate, hanno subito un processo. Joy e Hellen hanno urlato la violenza subita da Vittorio Addesso, denunciandolo in aula.
RibellarCi è un'arma
Sono state denunciate per calunnia.
Domani, 12 febbraio, usciranno dal carcere e rischiano di essere rimandate nel C.I.E.
Non permettiamo che ricadano nelle mani dei loro aguzzini.
Non basta più urlare.
Come Joy e Hellen, contro l’oppressione di genere, di razza e di classe, ribelliamoci anche noi.
ROMPIAMO OGNI GABBIA!
LIBERE TUTTE E TUTTI!
giovedì 11 febbraio, ore 16.30
metro Piramide - Roma
volantinaggio di donne, femministe e lesbiche
venerdì 12 febbraio, ore 6.30 di mattina
appuntamento davanti alla stazione Albate Camerlata FS - Como
info 3272029720
venerdì 12 febbraio, dalla mattina
fuori dal carcere di Verziano (Bs) dove ora è detenuta Hellen.
per info: Radio Onda d'Urto - 030.45670
(plausibilmente l'appuntamento sarà dalle 9 di mattina)
CONTRO SESSISMO, RAZZISMO E AUTORITARISMO
DONNE CONTRO I C.I.E.
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10.02.10
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Precarietà
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
at 05:14 :: 點閱次數 (69)
di Stefania Cantatore
Le donne e i lavori, pagati o non pagati, sono la materia dell’art. 1 della Costituzione.
L’unico articolo sul quale davvero, per mantenere un legame se pure tormentato tra donne e costruzione dell’universo politico condiviso, sembra colpevole e autoritaria una cancellazione.
Allo stato delle cose, se una discussione vera c’è nel paese sui temi costituzionali, è questo il punto sul quale esplicitare i sottintesi gesti responsabili quotidiani delle donne, sui quali appunto si fonda la sopravvivenza, non solo la Repubblica. Come sempre nei riguardi della parte femminile, c’è uno spazio in cui riconoscere ed un altro per obbligare e sottovalutare. Infatti, l’articolo 37 della Costituzione recita: “ La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione.”.
Le donne lavorano almeno per metà della loro vita senza che il loro agire venga chiamato lavoro, senza che questo rientri nella responsabilità sociale. E non si tratta solo del lavoro di cura materno, ma del complessivo farsi carico del minore impatto possibile dei danni connaturati al sistema. È quel complesso di gesti che nessuno vuol fare perché, essendo “naturalmente delle donne” non sono retribuiti o sede di prestigio. Sono quei gesti che fanno le donne, da sempre e nuovamente, fuori dal lavoro “vero”: quello che è signoria degli uomini, ceduto a malincuore all’altro genere sotto la pressione della “necessità”
Oggi la necessità è anche rappresentata dalla migliore attitudine e qualificazione femminile emergente in tutti i campi.
Negli Atenei come nelle scuole secondarie, per ammissione dei titolari di cattedra, la debordanza dell’eccellenza femminile, potrebbe far prevedere un fenomeno di femminilizzazione della classe dirigente se…
(Continua)
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10.02.10
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Pensatoio
& Fem/Activism
& Scritti critici
at 03:17 :: 點閱次數 (183)
di Serena Ganzarolli
Premessa: questa è la mia personale esperienza del tempo passato nel movimento “Il Popolo Viola”. Non voglio, pertanto, far passare questo post come un articolo giornalistico, ma solo come e quanto alcuni avvenimenti mi hanno cambiare opinione sul movimento nato il 5/12.
Inizio dalla fine.
Poche settimane fa ho lasciato il “Popolo Viola”, movimento nato sul web con una pagina Facebook dall'evento del 5 dicembre “Una Manifestazione Nazionale Per Chiedere Le Dimissioni di Silvio Berlusconi.”
Illo tempore vi aderii con veramente tanto entusiasmo. Sapevo che c'era stato un problema con il gestore della pagina, l'anonimo San Precario, ma poco me ne importava. Me ne importava ancor meno, nonostante il mio attivismo in campo femminista e comunista, del fatto che il movimento si dichiarasse apartitico.
Il viola, come colore rappresentativo, arrivò più tardi. Il viola è il colore della voglia di cambiamento in Oriente. Inoltre non apparteneva a nessun partito politico esistente in Italia.
La manifestazione del 5, a Roma, fu grandiosa.
La più bella cui ho mai partecipato nel corso della mia – breve – esistenza. Era piena di energia. Non c'era servizio d'ordine, non quello abituale: noi fummo il nostro servizio d'ordine, con le pettorine gialle, fu tutto improvvisato, un cordone di manifestanti che si autorganizzava.
Anche questa cosa mi piacque molto: non ci furono disordini, né momenti di tensione.
I partiti vi aderirono, il corteo non era di certo tutto viola, cosa che infastidì alcuni, ma non me.
Arrivati a piazza San Giovanni, l'Italia dei Valori e Rifondazione Comunista, ma più che altro IdV, avevano occupato letteralmente la piazza, il viola si confondeva, tra le bandiere bianche e rosse, ma a me, personalmente, andò bene così.
Non mi importava un fico secco, perché si sentiva l'energia delle persone che volevano riscattare il Paese dallo schifo marcio partorito dall'industria di un omuncolo, industria che aveva dato vita, per non stare qui a elencare tutto quello che ha fatto, a certi mezzi di informazione che non fanno nient'altro che denigrare le donne. Giusto per dirne una, perché l'argomento mi sta a cuore.
Prima del 5 avevo anche creato la pagina della manifestazione anti-B. del mio ateneo. Insomma, ero veramente convinta che il movimento potesse essere una possibile alternativa al nano. In fondo, io non ho visto nient'altro che governi di Berlusconi, Prodi e D'Alema a parte. Vi rendete conto?
Io ce l'ho a morte con lui, perché non conosco la libertà di informazione, non conosco la lotta vera, perché lui l'ha spenta. Lui, e tutti quei politici democristiani che ora si sono infognati nel pd, e che stanno, praticamente, attuando il famoso “Piano di Rinascita Democratica” previsto dalla Loggia P2. Ho conosciuto la più grande indifferenza, ho conosciuto la parola “comunista” come peggiorativo.
Ho rivisto mio nonno, dopo anni, e sentendolo parlare ho capito quanto potere hanno i mezzi di comunicazione sui vecchi, che a loro insaputa sono indifesi, se non hanno il modo di informarsi così come ce li ho io.
(Continua)
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09.02.10
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Corpi
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Anticlero/Antifa
& Iniziative
at 08:54 :: 點閱次數 (110)
Da Noi non siamo complici (seguono dei gravi aggiornamenti su Joy che copincolliamo sotto):
Negli ultimi giorni l'attenzione sulla vicenda di Joy ed
Hellen sta crescendo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare
una sintesi dei fatti che renda chiara – anche a chi non l'ha seguita
dall'inizio – la gravità della situazione e l'importanza di non mancare
all'appuntamento del 12 febbraio sotto il carcere di Como.
Ma prima vorremmo fare una breve premessa.
Ciò che sta accadendo a Joy in particolare, così come ciò che è accaduto a Preziosa – la cui storia la trovate nella prima versione del dossier,
sotto il mese di luglio 2008 – ci conferma che i Cie sono fra i
pilastri fondamentali del meccanismo securitario. Un meccanismo di
controllo totalitario che, oltre a calmierare coi Cie la forza-lavoro
immigrata per meglio sfruttarla e ricattarla, legittima e moltiplica le
violenze e gli abusi– istituzionali e non solo – nei confronti di
immigrate ed immigrati dentro e fuori i Cie.
E guai
a chi, direttamente coinvolta/o oppure solidale, si permette di
interferire con questo meccanismo, mettendone a nudo violenze e
connivenze. Si massacra nei Cie chi si ribella alla violenza dei
guardiani, così come si massacra nelle piazze chi rompe il cerchio
dell'omertà e denuncia politicamente e pubblicamente le sopraffazioni e
le violenze che donne e uomini immigrate/i vivono quotidianamente nei
lager di Stato e negli ambiti lavorativi.
Per questo ripetiamo, ancora una volta e con sempre maggiore determinazione, che ribellarci è giusto e che è importantissimo essere il 12 mattina sotto il carcere di Como.
Sintesi cronologica
Una
sera dei primi d'agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del
Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di
violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all'aiuto
di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi.
(Continua)
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08.02.10
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Corpi
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Anticlero/Antifa
& Misoginie
at 05:22 :: 點閱次數 (374)
Mentre il corriere insiste nel definire le donne in quanto inaffidabili depresse (guardate stasera e domani la fiction su rai uno sulla vita di basaglia e vedrete i motivi per cui le donne venivano rinchiuse nei manicomi), contraddicendo i tanti articoli in cui nomina gli uomini che uccidono donne e bambini giustificandoli proprio perchè malati, depressi e parecchio squilibrati; mentre lo stesso Corriere ci illumina d'immenso continuando la sua campagna misogina contro le donne, lavoratrici, madri, italiane, straniere, ecco che stamane il premio per il peggior articolo della categoria misogina va a Il Giornale.
L'articolo di oggi, tanto per cambiare, esalta la figura del padre e trasforma centinaia di migliaia di commenti sessisti e senza senso sparsi per la rete in un editoriale a firma della "redazione" in cui è ben chiaro il tipo di recinto che costoro vogliono realizzare attorno alle donne.
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08.02.10
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Precarietà
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Misoginie
at 03:51 :: 點閱次數 (258)
Se sei una donna, hai una casa o hai contribuito ampiamente a costruirla, con una somma o un anticipo versato dai tuoi genitori o un mutuo che ancora stai pagando tu;
Se hai un figlio e ti sei sposata in comunione dei beni;
Se ti stai separando e ti trovi ad avere a che fare con la nuova legge sull'affido condiviso voluta dalla destra, dalla lega, dal pdl (ministero prestigiacomo, pari opportunità dei maschi, 2006);
Se concorrono questi tre elementi devi sapere che:
- tuo figlio diverrà oggetto di scambio e tu non potrai controbattere all'affido condiviso neanche se il tuo ex marito è una persona violenta e molesta; tuo figlio potrà finire in un istituto o in una casa famiglia perchè il tuo ex, se anche non dovesse ottenere l'affido, impedirà che lo ottenga tu;
- tuo figlio diverrà il perno su cui si gioca affidamento e assegnazione della casa (la casa viene assegnata a chi ottiene l'affidamento del figlio). La casa viene assegnata indipendentemente dal fatto che tu sia la proprietaria. Ciò accade perchè su questo la nuova legge basa la sua filosofia fondante: fregarti i tuoi beni e tuo figlio;
- il tuo ex marito non avrà l'obbligo di versarti alcun contributo per la crescita di tuo figlio ma potrà vederlo quando e come gli pare e potrà denunciarti mille volte se tu, per qualunque ragione (se lui è un violento, se non rispetta gli orari, se non rispetta le giuste e corrette regole della giornata del bambino) non glielo permetterai; perciò tu non potrai mai e poi mai trasferirti per ragioni di lavoro o altro; rimarrai così schiava del tuo ex a vita;
- il tuo ex marito può evitare di rispondere ad una accusa di violenza grazie alla PAS, falsa sindrome da alienazione genitoriale che sostiene che qualunque sia l'accusa che tu muovi nei confronti del tuo ex marito devi evitare di farla perchè altrimenti "escludi" il padre dalla vita di tuo figlio: ne consegue che dovrai farti stuprare, picchiare, molestare, perseguitare e che dovrai assistere impotente alle molestie che il tuo ex marito farà a tuo figlio perchè a priori, secondo la legge e secondo l'altra proposta che la lega (lussana) sta avanzando, tu sarai ritenuta sempre e solo una matta e una bugiarda.
Giacchè queste sono le premesse e gli ex mariti usano i figli per accaparrarsi perfino le proprietà delle ex mogli; giacchè gli ex mariti dichiarano di essere "svenati" dalle ex mogli che mirerebbero all'inesistente contributo che gli ex mariti spesso NON danno in favore dei figli; giacchè, come nelle migliori tradizioni dei momenti di crisi economica avvenuti nel mondo, quando interviene l'alibi della crisi i nemici sono sempre gli altri, ovvero gli stranieri e le donne e che contro di essi si perpetra una guerra che mira a sottrarre tutte le risorse a stranieri e donne, esattamente come fu fatto agli ebrei nel periodo del nazifascismo; giacchè le donne attualmente non hanno altra arma di difesa se non l'autodifesa noi comprendiamo, sebbene non condividiamo in alcun modo, il gesto estremo della donna che non avendo altra scelta per sgomberare l'ex marito da casa sua (di lei) ha deciso di demolirla con una ruspa. Ovviamente ci complimentiamo ancora con Il Corriere per la campagna misogina che continua a fare contro le donne...
(Continua)
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07.02.10
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Corpi
& Pensatoio
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Misoginie
at 06:05 :: 點閱次數 (185)
Mentre siamo intente nella traduzione del fascino fascista della Sontag (che condivideremo appena finita) e meditiamo di scrivere un "fascino sessista e maschilista", ci comunicano che i misogini canadesi (simili a quelli americani), parenti dei misogini italiani di cui parliamo spesso, hanno subito un duro colpo e si appellano alla libertà della rete per continuare a fare circolare la loro istigazione al femminicidio.
Un blogger maschilista ha esaltato la figura di un fanatico che ha ucciso 14 donne spinto da motivazioni profondamente antifemministe. Il blogger è stato arrestato e tutto si svolge in un contesto assai simile a quello italiano.
Morciano, su giornalettismo scrive:
"Non tira una buona aria, in Canada,
per le femministe, le donne in generale e chiunque abbia a cuore i loro
diritti. Gruppi di “attivisti per i diritti degli uomini” fanno sentire
sempre di più la loro voce: anche in Parlamento, dove
è arrivata una proposta di legge che affiderebbe automaticamente un
figlio a entrambi i genitori in caso di divorzio, indipendentemente
dalla storia pregressa. Secondo Antonia Zerbisias del Toronto Star,
gli attivisti appoggiano questa legge, dando la colpa alle “femi-nazis”
per le sentenze che danno l’affido alla madre. La paura è che questa
legge consenta agli ex-mariti di “continuare a esercitare il controllo sulle ex-mogli e sui bambini”. "
Vi ricorda vagamente qualcosa?
In italia una legge che consente agli ex mariti di controllare le ex mogli, di perseguitarle in nome dell'affido condiviso a prescindere dalla storia pregressa e dalle imputazioni di violenza, stalking, pedofilia, percosse a carico dell'ex marito è già passata nel 2006 grazie alla prestigiacomo & company.
Attualmente la stessa truppa di maschi che usano i bambini e l'affido condiviso, come dice l'avv. Elena Coccia dei giuristi democratici "come una clava contro le donne", ne sostengono un'altra addirittura peggiorativa della precedente della quale abbiamo parlato qui.
Il fanatismo di chi divulga idee a questo proposito noi lo abbiamo sempre denunciato giacchè abbiamo compreso il legame tra causa ed effetto a partire dall'osservazione del web per scovare pagine profondamente sessiste e misogine.
Ma basta che voi facciate ora un giro su google (o su facebook) cercando il termine offensivo e improprio "nazifemminismo", che i tizi non riferiscono alle kapo' o alle donne in stile santanchè ma a quelle come noi, antifasciste per dna e antisessiste a tal punto da disturbare questi antifemministi che cercano di marchiarci a fuoco targando in negativo anche le parole che ci caratterizzano [1] [2] (quello che fanno è demonizzare le donne per dominarle, sottometterle). Basta dunque che facciate un giro per vedere chi usa quel termine e troverete siti e spazi web che in un modo o nell'altro sono interessati alla questione dei "padri separati".
Potete verificare voi stess* qui, qui, qui, qui, qui. Tutti gruppi in cui si criminalizza il femminismo che non piace a loro, addirittura veicolano dati falsi dicendo che le femministe sarebbero dietro un complotto gigantesco che manipola dati istat e cronache giornalistiche quando si enumerano gli atti di violenza contro le donne. Su facebook ultimamente hanno anche preso l'abitudine di creare gruppi fake che sembrano parlare di femminismo, addirittura rubano simboli caratterizzati e slogan (meraviglia! :D - mentono scrivendo di essere per l'aborto, contro il sessismo e il fascismo e contro la violenza sulle donne) poi veicolano tutt'altro. Ci sono quelli che creano gruppi fake contro la violenza sulle donne e poi veicolano altro. In basso a destra, tra le pagine preferite di chi crea questi gruppi, vedrete che la questione dei "padri separati" è pregnante per ciascun@ di loro. I gruppi maschilisti che si occupano di "padri separati" poi non si contano più, gli spazi in rete sono infiniti e tutti appassionatamente investono energie per istigare odio contro le donne e far crescere misoginia e sessismo in rete.
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07.02.10
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Corpi
& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Anticlero/Antifa
at 05:21 :: 點閱次數 (193)
Condividiamo da Noi non siamo Complici questo ulteriore appello che si riferisce alla questione di Joy.
>>>^^^<<<
Il
04/02/2010 l'avvocato Massimiliano D'Alessio chiama in carcere a Como,
per l'istanza depositata nel tribunale di Milano il 2 febbraio scorso,
che gli autorizza l'ingresso in carcere insieme all'interprete
nigeriana per incontrare in colloquio la sua assistita Joy.
Dall'ufficio colloqui del carcere rispondono che è tutto a posto per la suddetta visita.
Il
giorno seguente, venerdì 5 febbraio 2010, l'avvocato insieme
all'interprete si presenta all'ufficio colloqui del carcere di Como per
incontrare la sua assistita e gli viene detto che Joy il 4 febbraio
2010 ha revocato la nomina al suo avvocato di fiducia, Massimiliano
d'Alessio, nominando l'avvocata d'ufficio che le avevano assegnato in
precedenza e con la quale non ha mai avuto un colloquio né un contatto.
Non
avendo potuto incontrarla non ci spieghiamo come Joy abbia potuto
scegliere di cambiare l'avvocato che la seguiva fino a quel momento nel
processo di appello per la rivolta dello scorso agosto nel Cie di via
Corelli a Milano e nella denuncia per tentata violenza sessuale nei
confronti dell'ispettore capo dello stesso Cie, Vittorio Addesso,
mettendosi così nelle mani di un'emerita sconosciuta.
Allora
ci chiediamo: ma ha fatto la richiesta veramente Joy? Quale 'forza
oscura' l'ha indotta a farlo? In questo modo non ha potuto parlare con
il suo avvocato e la interprete nigeriana. Perchè succedono queste cose
improvvise? C'è qualcuno o qualcosa che non vuole che si sappia come è
andata la vicenda?
Non abbiamo potuto vedere
Joy, non abbiamo potuto parlare con Joy, non sappiamo come stia, non
sappiamo cosa pensi, non abbiamo potuto dirle che il 12 febbraio,
giorno della sua scarcerazione, saremo lì fuori ad aspettarla.
Lei continua a lottare, ma purtroppo è in carcere dove non possiamo comunicare con lei perché loro non vogliono.
Dobbiamo far sapere a tutti che non possono zittirla perchè siamo noi la sua voce!
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06.02.10
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Pensatoio
& Fem/Activism
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& Scritti critici
at 04:59 :: 點閱次數 (156)
Continuiamo la riflessione iniziata con "Sovversione comunicativa", proseguita con "Appropriazione e stravolgimento del linguaggio (parole e immagini)".
A margine del secondo post tre commenti mettono a fuoco una questione che attiene al linguaggio politico. La sovversione comunicativa non è lontana da quello che avviene anche in politica. Il linguaggio assume la forma di caronte, sdogana nuove raffigurazioni e nuovi immaginari e in un mondo così saturo di linguaggi non c'è nulla di meglio che usare il linguaggio che esiste già come traghetto per veicolare i propri argomenti.
Esiste la sovversione dell'immagine, in cui prendi un logo e ne capovolgi il significato giocando sull'inversione dei segni e della semantica. Esiste la sovversione delle parole, in cui ne prendi una e le attribuisci significati che non ha per rivolgerla contro chi l'ha inventata come un'arma.
Esiste la sovversione da traino dei mezzi di comunicazione, ad effetto rimbalzo, in cui luther blisset inventa una notizia, una iniziativa, una roba situazionista che sfrutta il flusso dei canali di informazione, ne sfrutta il bug, l'errore, il carattere virale ma anche privo di capacità di cercare la fonte, approfondire, verificare. Arrivi, occupi e te ne vai alla maniera delle Taz, le zone temporaneamente occupate, senza immaginare la "presa di potere dei mezzi di comunicazione" delle massonerie alla p2.
Esistono tanti metodi ma certamente tutti si scontrano con l'ambiguità. Per quanto si possa essere esperti in comunicazione, se non hai una lobby potente che pubblica il tuo "pensiero" e ogni tua "cacatella di mosca" per creare il "caso" che ti riguarda, quello che viene solennemente evitato, spesso censurato e che "buca" è la ragione ideale, la passione vera, la verità, l'orgoglio delle proprie idee, la ragione delle proprie battaglie ed è su quelle infatti che tutta la comunicazione si rivolge in senso distruttivo. Tutto quello che non puoi inglobare lo distruggi, lo reprimi o lo censuri.
La parte interessante del momento di distruzione della comunicazione distinta, non neutrale, è quella del ruolo delle zone grigie.
Per esempio: quando durante il g8 di genova le persone che hanno subito violenza da parte della polizia dicono che la violenza era organizzata e che tutta genova era una zona militare e che in quella zona tutto era pianificato per realizzare aggressioni preventive, quando chi ha vissuto quei tragici giorni racconta la verità, una verità rafforzata dalle inequivocabili immagini, se la zona grigia, che può chiamarsi pd, per esempio, e politicume sparso che mirava solo alla poltrona, esibisce la propria lingua ad allisciare le ragioni dei fascisti tutti intenti a cercare colpevoli tra i manifestanti, salvando per intero l'operato delle forze di polizia, se la zona grigia fa questo si sposta su un finto piano neutrale, usa i manifestanti insanguinati e massacrati per sdoganarsi al centro e obbliga chi non ha nessuna voglia di stare su un piano neutrale a vedere criminalizzate le proprie ragioni.
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06.02.10
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Precarietà
& Omicidi sociali
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& Misoginie
at 04:05 :: 點閱次數 (216)
Il corriere ripresenta la sua manfrina con dati rilevati in un dormitorio, statistiche per niente scientificamente provate e interviste con calza trasparente (potevano mettere la parrucca)
degne della miglior tradizione scandalistica di certi programmi della
tivu'. Ce la segnala Eleonora, che ci invita a parlarne ancora (come tante altre donne che continuano a chiederci come mai le altre femministe in giro per l'italia non si occupano di questo) e che ringraziamo.
Gli regaleranno luoghi di ospitalità appositi in quanto maschi privilegiati, in quanto "padri separati" (in quanto disoccupati, cassintegrati, regolarmente accoppiati e poveri invece no?), così dice il leghista Salvini circa il progetto assistenziale voluto a Milano. Lo stesso è avvenuto a Roma
a carico dell'amministrazione alemanno. A roma hanno predisposto comodi
bivani per "padri separati" già stipendiati - alla cifra di 360 mila
euro l'anno a carico dell'amministrazione pubblica - maschi "associati"
che "non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese". Le madri con
figli e senza, le donne, gli uomini disoccupati e gli stranieri
baraccati, gli sfrattati e i senza casa, che hanno manifestato numerosi sotto l'assessorato, possono invece morire al gelo com'è avvenuto per tutto
l'inverno.
A Milano va allo stesso modo e ne
abbiamo già parlato al primo annuncio che vediamo diventa sempre più
martellante e offensivo nei confronti di tutta la gente che ha problemi
economici in giro per l'italia. Ci sono uomini con famiglia e senza che
non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese eppure la lega non
predispone alcunchè per nessuno di loro. Ci sono tante donne che non ce
la fanno ad arrivare alla fine del mese ma nessuno fa niente per loro.
Ci sono madri separate, le vecchie e nuove povere, costrette a stare in
strada, da parenti, da conoscenti, ovunque, che normalmente non
finiscono come questi "padri", come si accenna nelle interviste, che
scivolano verso l'alcool (i disagi degli uomini dipendono quindi tutti dalle donne cattive cattive????).
Le madri, se possono, si organizzano e non hanno tempo di cincischiarsi
appresso a queste crisi esistenziali. Hanno figli da mantenere e hanno
la pellaccia da salvare da ex mariti che generalmente le massacrano e
non hanno un soldo bucato perchè il mondo del lavoro le rifiuta,
nessuno le ospita, nessuno realizza luoghi di ospitalità per loro e
nessuna, certamente, ha l'appoggio della lega, di tutti i media
nazionali e di accademici e professionisti sparsi per tutta l'italia.
Di loro abbiamo già parlato e ci
spiace doverne parlare ancora perchè vorremmo parlare di donne, quelle
che sono massacrate tutti i giorni da uomini che le violentano, le
molestano, le massacrano, le perseguitano, talvolta grazie all'aiuto di
chi istiga odio verso le donne o di chi fa dipendere i problemi
economici ed esistenziali dei maschi dalle donne. Quello che però la
lobby predispone, a parte i loculi assistenziali che procaccia nelle
varie regioni, è un'altra legge che aggrava i contenuti della
precedente legge sull'affido condiviso.
Il nuovo ddl, prima firmataria la leghista lussana, obbliga i giudici ad applicare l'affido condiviso sempre,
anche quando il bambino non vuole stare con il padre, anche quando il
padre è sotto processo per violenza; obbliga il bambino a fare il pacco
postale e ad abitare due giorni qui e due lì contravvenendo alle
indicazioni della convenzione internazionale del fanciullo e favorendo
la nascita della sindrome da dobbia abitazione; obbliga il giudice a
tenere conto della PAS,
una sindrome inventata in america da un tale che sosteneva che la
pedofilia era caratteristica naturale degli esseri umani e che la
responsabile dei traumi del bambino che subisce pedofilia dal padre
sarebbe la madre perchè rende la questione evidente; sgrava il padre
dal dovere di versare, quando può, gli alimenti per i figli; trova il
modo di strappare la casa, costruita anche con l'apporto economico o di
cura della ex moglie, alla madre favorendo, in quel caso si, il
fenomeno delle chochard per spinta misogina. Il terreno sul quale loro
agiscono è il diritto di famiglia che sta involvendo a velocità
incredibile mentre la destra ci prende in giro con finti provvedimenti
che riguardano il pericolo degli stupri commessi da stranieri.
Le donne non saranno presto più in
grado di avere diritto al patrimonio, come nell'antica roma. La casa
verrebbe destinata al figlio (ci sarà differenza tra figlio maschio o
femmina?) e a chi ne ottiene l'affidamento, con le leggi in discussione
e quella che c'è già sono i padri ad essere agevolatissimi in questo
senso mentre alle madri, dopo anni di sacrifici e di cura familiare, si
da' solo un bel calcio per sbatterle fuori dalla porta. Le donne non
saranno più in grado di difendere i propri figli dalle molestie dei
padri perchè la PAS imputerebbe loro la responsabilità della falsa
sindrome da alienazione genitoriale. Le donne non saranno più in grado
di difendersi dalle violenze del marito perchè non appena oseranno
aprire bocca il marito avrà tutte le carte in regola per sbatterle
fuori casa e lasciarle senza nulla e senza possibilità di vedere i
figli. Le donne non potranno trasferirsi per lavoro, non potranno
ricominciare a vivere, dovranno per SEMPRE restare legate all'uomo che
le rende schiave.
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05.02.10
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Corpi
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& Fem/Activism
& Storie violente
at 09:02 :: 點閱次數 (271)
La storia di Virginia ha stimolato altre donne a scriverci per raccontare dei tanti casi in cui le donne fanno da prestanome per parare il deretano ai loro mariti o ai loro compagni, talvolta amici, e poi si ritrovano strozzate da debiti nell'impossibilità di vivere una vita normale.
Questa è una storia breve: lei la chiamiamo Susanna e suo marito lo chiameremo Domenico. Vivono nel capoluogo di una regione del nord e lui è una gran testa di carciofo che spende e spande nonostante il suo stipendio sia quello di un impiegato di una piccola azienda.
Ha il pallino dell'apparire, lui, ignorante come una cocuzza e con la pretesa di "fare bella figura" quando esce il sabato sera. Macchina tirata a lucido, bei vestiti, capelli ripassati dal barbiere. Non si fa mancare niente mentre la moglie fa la dipendente di un posto infame dove ad ogni minuto deve pararsi dalle molestie del padrone.
Hanno un figlio che per la maggior parte viene nutrito grazie allo stipendio di Susanna e alla sua capacità di fare quadrato con la spesa per arrivare alla fine del mese. Hanno un mutuo da pagare per la casa comprata grazie all'anticipo versato dal padre di Susanna. La casa è in comunione dei beni sebbene sia intestata a lei.
Un bel giorno lui arriva con l'affare del secolo e convince Susanna a mettere una firma per intestarle una partita iva e un conto corrente bancario diverso da quello che già hanno. Dice che gli serve per avviare alcuni affari, perchè nell'azienda in cui lavora c'è un tale che lo ha presentato ad un altro tale che gli ha offerto la "opportunità" di rappresentare un'altra azienda per delle vendite. Tutto però doveva svolgersi in gran segreto perchè altrimenti l'azienda in cui lui era impiegato lo avrebbe scoperto e allora addio lavoro.
Susanna nel frattempo non vede un euro, nessun beneficio da quel presunto affare e continua a fare quadrare la spesa pagando di tasca sua il mutuo e tutto quello che c'è da comprare.
Dopo qualche mese (quasi un anno) Susanna riceve una lettera in cui la banca che "ospita" il nuovo conto corrente le comunica uno scoperto bancario di svariate migliaia di euro. Contemporaneamente arriva un'altra comunicazione che le sintetizza il numero di fatture emesse a suo nome con il suo numero di partita iva. Ovvero: lui ha incassato dei soldi o ha fatto delle fatture false a beneficio di qualcuno ma poi ha prelevato soldi su soldi dal conto in cui non ha mai versato neanche un euro.
Prova a chiedere spiegazioni al marito e lui le urla che deve farsi gli affari suoi. Susanna prende i documenti e va da un commercialista e quello le spiega che lei sta in mezzo ad un mare di guai perchè se non rientra dal debito con la banca e non regolarizza la posizione della partita iva prima o poi si ritroverà a vedersi sequestrata tutto lo stipendio e pure la casa.
La storia da questo punto in poi è abbastanza burocratica e non ci dilunghiamo nel raccontarla perchè questo è solo un blog. Altri spazi più e meglio del nostro possono offrire una interpretazione precisa di questo genere di intrallazzi e una serie di informazioni utili su come muoversi in questi casi. Un avvocato innazitutto. Un centro antiviolenza che vi ponga al riparo anche dalle violenze economiche, di sicuro.
Oltretutto quello che ci fa veramente senso è la coincidenza di questa storia con quella di alcune altre che ci hanno scritto. Tutte avevano mariti o compagni che le hanno usate come prestanome perchè loro volevano trovare soldi, perchè si erano già indebitati, perchè sganciavano fatture a beneficio di qualcuno per sanare sulla carta i bilanci sporchi senza capire che tutto ciò ha un prezzo.
Ci sono uomini, persino, che dopo aver lasciato in mezzo ai debiti la moglie vanno a cercare un'altra donna ingenua da usare come prestanome per continuare nei loro espedienti e quando hanno inguaiato anche quella partono alla ricerca di un'altra che gli dia retta. Tutta la vita così, covando rabbia e rancore e difendendosi dalle accuse, mentendo spudoratamente e raccontando peste e corna delle donne precedenti alle quali ovviamente viene addebitata la colpa di tutto.
Importante infatti è raccontare la fine della storia di Susanna che racchiude un po' il senso di tutte le altre che pressappoco sono finite allo stesso modo.
Susanna capisce, anzi è l'avvocato che glielo dice, che se non si separa da suo marito e non si mette al riparo e se non lo denuncia per truffa perderà tutto. Non è cattiva Susanna, pensa semplicemente che quella famiglia, figlio in testa, devono poter contare su qualcosa di solido e suo marito solido non è per niente.
Suo marito avrebbe perso lo stipendio, la macchina, quel poco che era a suo nome ma lei sarebbe rimasta disponibile a stargli dietro con il suo stipendio sicuro e la casa. Non lo avrebbe abbandonato e il figlio, in ogni caso, non poteva certo restare senza nessuna eredità e non poteva subire l'incoscienza del marito.
(Continua)
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