11.10.07
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& Fem/Activism
at 08:29 :: 點閱次數 (814)
A proposito di femminicidio e corsi di autodifesa [vi consiglio di leggere l'ottimo articolo di Marginalia: "Autodifesa femminista ed altre alternative"], in giro ne iniziano un po' e tenterò di aggiornarvi man mano (guardate in basso e aggiungo i link che mi segnalano). Ne trovate uno a Milano a cura delle grandiose MaiStat@Zitt@ che vi danno appuntamento il 15 ottobre e scrivono:
Sicurezza? Ripartiamo da noiCare compagne, abbiamo deciso di riprendere il percorso sulla violenza contro le donne iniziato lo scorso anno, anche considerando il clima allarmistico legato alla "questione sicurezza"; le logiche securitarie, a nostro parere, producono una lettura deviata dei meccanismi reali che stanno alla radice della violenza misogina. Siamo convinte che il meccanismo della paura, su cui si vuol fondare oggi la "sicurezza", non è nuovo per le donne, educate ad aver paura già dall'infanzia. Per questo pensiamo sia importante interrogarci a partire da noi sul ruolo che hanno giocato e che giocano la paura e la repressione delle emozioni e dei desideri nelle nostre vite. Per poi estendere l'analisi ai meccanismi sociali che oggi legittimano la rinnovata alleanza tra patriarcati e le varie forme di oppressione contro le donne, dal Nord al Sud del mondo.
Vi invitiamo a partecipare alla riunione che si terrà lunedì 15 ottobre alle 21 c/o CDM, corso Garibaldi 91 (MM2 Moscova cit. Collettivi donne milanesi). Affiancheremo alle discussioni sulla violenza un percorso pratico autogestito (e gratuito) di autodifesa per donne, che si terrà ogni giovedì alle 21.00 c/o Frida Café Via Pollaiuolo 3 (zona Isola), a partire dal 18 ottobre (volantino in basso). [Collettivo femminista Maistat@zitt@ - Milano]
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03.10.07
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& Pensatoio
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at 06:42 :: 點閱次數 (962)

Solito bollettino di guerra di morte e ferite anche oggi. Donne ammazzate e malmenate a iosa. A Sesto Fiorentino ne hanno stuprata una, così riportano una serie di articoli di stampa. Il fatto sul quale si stanno concentrando in generale è che la donna stuprata è incinta.
--->>> [Vi ricordo la manifestazione contro la violenza alle donne del 3 ottobre a Bologna]
A fronte di un'ultima sentenza che ha deciso che toccare il culo di una donna non è violenza ma ingiuria,
per cui si prevede il pagamento di una multa (Mi piacerebbe sapere
quanto costa toccare le tette nel prezziario giuridico delle ingiurie e
che succede se mi metto a toccare maschietti in mezzo alle cosce
sull'autobus o in banca o magari alle poste. Se tutto ha un prezzo
vorrei tanto sapere quanti etti di carnazza di masculiddi mi posso
comprare e per quanto. La domanda è: How much? Che in termini culturali
si traduce in: puttana, quanto prendi?), e di tutte le affermazioni che
danno un grandissimo valore all'embrione (più che alla donna) sarei
curiosa di sapere se questa cosa costituisce un aggravante - se non in
termini legali, quantomeno in quelli culturali - e qual'e' la
differenza di prezzo tra uno stupro semplice e uno complesso con feto.
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30.09.07
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Sensi
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at 23:17 :: 點閱次數 (943)
C'e' il militare in coma in Afghanistan perchè è stato "liberato",
con un assalto degno delle migliori "missioni di pace" portate avanti dal
nostro lietissimo ministero della difesa (ironia on/off), ed ecco che in stato di incoscienza, quasi
prossimo alla morte, lo sposano ("Il diritto canonico prevede per "urgenza di morte del coniuge" e quando
il moribondo avesse già manifestato il desiderio di convolare a nozze,
un'unione in articulo mortis che
ha gli stessi valori civili e religiosi di qualsiasi altro
sposalizio.") alla compagna con cui ha fatto tre figli perchè così lei
può prendere la pensione come vedova di un militare morto in servizio.
Questo è uno dei casi in cui una legge di riconoscimento delle convivenze di fatto (ed ecco la grande ipocrisia del nostro paese catto-fascista) avrebbe
risolto da subito il problema senza costringere una donna a sposarsi
(solo in presenza del prete) con un compagno in coma, in una situazione terribile, per vedersi
riconosciuta una pensione che può permetterle di mantenere i figli.
Questo terribile rito e la terminologia usata sono rigurgiti di un
passato che torna in auge e che prepotentemente si impone in una
situazione di guerra che fa vedove e orfani mentre c'e' ancora chi dice
che sempre di missione di pace si tratta. Un matrimonio celebrato in
questo modo non solo è la negazione stessa del principio di
autodeterminazione ma è anche una legittimazione all'uso del concordato
e del diritto canonico inseriti in un contesto in cui lo stato finisce per non
avere strumenti. Non ci sono alternative. O si sposano oppure la vedova
resta senza la pensione perchè l'esercito e lo stato non le riconoscono
questo diritto. Questo è davvero il segno che la nostra vita è dominata
da leggi che ben poco a che fare hanno con il principio della laicità e
dell'autodeterminazione.
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29.09.07
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& Fem/Activism
at 12:49 :: 點閱次數 (787)
Superare ogni ragionamento securitario e giustizialista, far passare in termini culturali una immagine al femminile non vittimista e bisognosa di interventi paternalisti: questo può essere un obiettivo che tentano di darsi vari gruppi di donne e femministe che in Italia attivamente si dedicano alla questione. Si parla di zone liberate dal machismo (Macho Free Zone - Sexyshock) o di diritto al reddito per acquisire autonomia e risolvere il problema della violenza a partire dalla sconfitta di una grave dipendenza: quella economica (Reddito per l'autodeterminazione - A/matrix).
Si parla di protezione sociale senza far ricorso alla reclusione (Ladyfest), di promozione - in chiave preventiva - di culture laiche e antisessiste e poi ci sono donne che fanno dei veri e propri corsi di autodifesa. C'e' il Gruppo di Autodifesa Donna Filo-Mena che si è allenato ogni settimana nella palestra del Laurentino Occupato/L38 Squat e che, allo stesso modo di altre attiviste (Autodifesa per Donne - Mai stata zitta), hanno deciso di comporre un manuale da condividere. Il Manuale del Gruppo di Autodifesa Donna Filo-Mena è alla versione "Beta" e io ve lo passo da leggere e scaricare. Buona lettura.
--->>> autodifesa opuscolo.pdf
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27.09.07
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& Fem/Activism
at 04:17 :: 點閱次數 (576)

Update: Guardatevi il video Hacker's Pornography e le immagini e i racconti sull'Hackmeeting (Qui trovate il materiale raccolto nei seminari) di Perplitudine :)
*************
L'hackmeeting è alla sua decima edizione. Quest'anno si fa a Pisa e ci troverete una grande quantità di acari, smanettoni e spiriti ammiccanti del
computer (per dirla con Cretox) , di persone che amano metterci le mani dentro per montarlo,
smontarlo, capire com'e' fatto e poi condividere le informazioni
apprese. La prima volta che ne sentii parlare era l'anno 2001 e
l'hackit si svolgeva a Catania (al Freaknet Medialab da cui ora deriva direttamente il grandioso Poetry hacklab) dove esisteva un gruppo
che dell'hacking e della condivisione aveva fatto il motivo essenziale
di tanta pratica politica.
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26.09.07
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& Omicidi sociali
& Fem/Activism
& Anticlero/Antifa
at 04:48 :: 點閱次數 (936)
In Italia hanno fatto la Legge 40,
quella sulla procreazione medicalmente assistita, e c'e' stato un
referendum (perso) che tentava di dare una aggiustata al provvedimento.
Se ne è parlato tanto e si era pure detto che questa maggioranza
parlamentare avrebbe fatto qualcosa per modificarla o eliminarla. Ma aveva detto che avrebbe
fatto molte altre cose e non ne ha fatta nessuna, a parte dare fiato a vecchi
e meno vecchi tromboni e trombonesse. Una donna ha chiesto e ottenuto
di poter fare l'esame preimpianto perchè portatrice di una grave
malattia. Vuol dire che sarà fatta una verifica per vedere se
l'embrione è malato. Se risulterà sano andranno avanti con l'impianto.
Questo è un punto chiave della Legge 40 che di fatto non consente di fare
una scelta in questo senso. Così come non si consente il congelamento
degli embrioni ma ne obbliga l'impianto in numero di tre. Anche in
questo caso vi sono donne che hanno diffidato legalmente i medici e ottenuto di
fatto l'impianto di un solo ovulo e il congelamento dei restanti
embrioni. La legge quindi fa acqua da tutte le parti (ma questo lo
avevamo detto mille volte) ed è realmente disumana per la maniera in
cui considera il corpo femminile come fosse solo un contenitore da
trattare senza nessuna considerazione e rispetto per la sua salute.
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23.09.07
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& Omicidi sociali
& Fem/Activism
at 21:39 :: 點閱次數 (923)
Sul tema della violenza contro le donne si svolge il 3 ottobre una iniziativa a Bologna a cura della Rete delle Donne bolognese e di Maschile Plurale (il volantino per intero è riprodotto in basso). E' una iniziativa evidentemente necessaria per il clima che si respira in generale (basti pensare agli stupri punitivi, o a quello che è accaduto a Montalto di Castro e ancora a Taranto) e nella città in particolare. Bologna è oggi un luogo in cui si vivono forti tensioni sulla questione dello stupro della Cirenaica (cosìddetto). Il processo è diventato uno dei tanti momenti di scontro (guarda le foto) che il clan dei due (presunti) stupratori ha messo in atto. Nei confronti della vittima si è espressa una moltitudine di donne e uomini solidal*, che hanno manifestato e presidiato perchè lei non sia sola in questa terribile storia che la vede, purtroppo, protagonista a combattere dentro e fuori l'aula di un tribunale perchè le sia restituito un minimo di dignità e il senso pieno della battaglia che sta compiendo.
L'occupazione di amici e parenti dei due, però, non si ferma alle piazze reali. Essi presidiano costantemente il web scrivendo calunnie su calunnie nei confronti della ragazza e di sua madre e intimidendo e minacciando chi pubblicizza o parla della questione e delle iniziative che la riguardano. E' indispensabile che chi ama praticare e vivere il web si appassioni a questa faccenda e si mobiliti perchè non sia più permessa nessuna calunnia nei confronti di chi ha subìto lo stupro. E' necessario che ad occuparsene non siano solo donne perchè non è solo una questione di "femmine" e perchè per essere laici e antisessisti non basta proclamarsi tali.
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23.09.07
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& Omicidi sociali
& Narrazioni: Assaggi
& Fem/Activism
& Personale/Politico
at 10:39 :: 點閱次數 (837)
In Sicilia ci sono luoghi dove il tempo sembra non passare
mai. Il sole è caldissimo. Fa belle abbronzature anche se solo si cammina per
strada o si stendono i panni ad asciugare. Ci sono donne di qualunque età
vestite a lutto, con il nero che assorbe l’afa, che siedono dinanzi alla porta
di casa. Che abbiano quindici anni o sessanta non fa differenza. Sembrano tutte
uguali, con un diametro superiore alla media e la medesima espressione stampata
sul volto. Tutte in fila sul marciapiede, occupando spesso ampie porzioni di
quelle vie che lavano, puliscono e dunque in fondo un po’ gli appartengono.
Una
automobile che vuole passare deve chiedere permesso e i pedoni invece diventano
oggetto di chiacchiere e sguardi fissi che li accompagnano fino a vederli
svanire all’orizzonte. Quello sguardo muto, pettegolo, curioso è una costante
di questi posti. Sono tutte lì, una porta dietro l’altra, una sedia dietro
l’altra a imbarazzare i tragitti di chi non è abituato a dover dire buongiorno
e buonasera ad ogni sconosciuta
guardona. Hanno occhi che non si mortificano mai, che non tentano di
dissimulare la taliàta. Tutte alla parete come gendarmi. Chi passa sta
al centro: dead man o woman walking del sud. Se avessi un
lanciafiamme vorrei vederle contorcersi e finire tutte quante in un'unica
fiammata.
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21.09.07
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& Omicidi sociali
& Fem/Activism
at 04:36 :: 點閱次數 (415)
Qualunque persona ragionevole non riuscirebbe a trovare un
nesso tra questi due capitoli dell’emergenza sociale, a meno di non
rintracciarlo nel bel mezzo delle numerose prove di incapacità di tanti inetti
legislatori e sceriffi dell’ultima ora. Ma agosto, si sa, è un gran bel momento
per farsi prendere a colpi dal sole o per portare avanti vendette private
sottoforma di provvedimenti dell’ordine pubblico (anche a Catania quest’estate
il prefetto ha avuto il suo bel da fare. La persecuzione delle prostitute è
stata una delle guerre più efficiente ed efficace degli ultimi 60
anni – peggio che quelle alla mafia perché si sa che in Sicilia di prostitute si può morire o almeno
questo è quello che il prefetto evidentemente pensa -).
Come immagino saprete bene a Firenze (è prossima - il 22 settembre - la
manifestazione contro il provvedimento) è successo che il sindaco ha deciso di
fare la guerra ai lavavetri. Voci di popolo mormorano che tutto sia partito dal
fatto che la moglie di un noto esponente della giunta fiorentina sia stata
“disturbata” da uno di loro. Opinioni politiche diffuse
dicono poi che il problema starebbe nel fatto che le imprese, il
commercio, i bottegai insomma, sono tutti in crisi e che non sapendo
dare risposte sul caro affitti (che per un negozio in centro a Firenze
è una gran botta), sulle tasse e sul calo vendite dovuto principalmente
alla povertà della gente e alla diminuzione del turismo pagante, si
concentrano tutti sulla concorrenza dei cinesi e degli stranieri in
genere (fossero anche ambulanti abusivi che vendono cartoline con la
foto di Mao stampata sopra).
(Continua)
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