09.11.06

Racconti palermitani

Post in Autoproduzioni & Racconti Palermitani & Narrazioni ultimate at 19:54 :: 點閱次數 (2026)

Copertina libroTanto tempo fa, quando ancora pagavamo in lire, prima delle botte a Napoli e al G8 di Genova, prima che venissero giu' le torri gemelle di New York, io scrivevo racconti che poi erano monologhi. Cose che si prestavano a letture a più voci durante serate, cene, notti intere trascorse al chiuso o all'aperto.

 Io cantavo blues e il mio amico suonava la chitarra. Jazzavo con l'altro mio amico sassofonista. Facevo da vocalist in un altro gruppo dai suoni arabeggianti che presentava belle canzoni in siciliano. Tra una jam session e l'altra ci venivano battute spontanee che ho preso ad annotare. Diventarono anche quelle divertimento, spettacolo, cabaret, spunti per improvvisazioni che purtroppo non ho potuto registrare. Palermo ancora era amministrata dal centro sinistra che da un lato consentiva speculazioni edilizie sul centro storico e dall'altro ci faceva vedere gratis il Womad di Peter Gabriel e Pina Bausch. C'era la bella cultura di piazza che invadeva i quartieri e c'erano anche le ronde della polizia per perseguitare i ragazzi che si riunivano in un paio di posti ben conosciuti.

 (Continua)

09.11.06

Voce del verbo: SiciliAre!

Post in Corpi & Autoproduzioni & Omicidi sociali & Narrazioni ultimate at 19:40 :: 點閱次數 (342)

Nella mia ricerca di testi che narrano una sorta di cultura "postcoloniale" [non temete, mi sono fatta male da sola per il ruzzolone :P] femminile sicula mi capita inevitabilmente di inciampare sul mio passato di apprendista scrittrice. Per la serie: non si butta via niente! Questa volta ho beccato due specie di poesie, una delle quali [la seconda] è stata pubblicata dalle Edizioni della Battaglia come striscia decorativa, davvero carina dal punto di vista grafico, che richiamava lo stile dei lenzuoli antimafia. Era il tempo in cui si scriveva con la macchina da scrivere (internet non c'era proprio. avrei messo mano su un meraviglioso Machintosh Classic solo alcuni anni dopo). Avevo scritto di terra legata ai corpi, al lutto, alla maternità. Avevo scritto di culture d'odio, di morte, di silenzi e ancora di maternità. E' roba da spararsi in vena una tripla dose di qualunque cosa. Mai la riscriverei così. Per fortuna col tempo ho recuperato un po' di ironia e cose di questo genere a rileggerle mi fanno venir voglia di tirarci su una parodia. Però ero io, adolescente, buffa, che provavo a crescere in un luogo che ho vinto. Questo conta.

 (Continua)

09.11.06

CeNtro SocIale OccuPato (Se non fosse che c’era già qualcuno…)

Post in Autoproduzioni & Racconti Palermitani & Narrazioni: Assaggi at 19:35 :: 點閱次數 (705)

Fase numero uno

Giampiero, Benedetto e Giuseppe (in arte Giampy, Benny e Giuppy) abitano nel quartiere Notarbartolo-Libertà. Due figli della media aristocrazia borghese palermitana. Universitari con un futuro aggratis. Giampy, occhialino trendy e ciuffo selvaggio, farà presto un master in America. Studia architettura. Anarco-comunista. Benny, capello corto spinnato, camicia verde militare e borsa a tracolla, è stato ad Amsterdam e a Londra ospitato da amici squatters “troppo tochi”[1]. Studia lettere classiche. Anarco-Leninista. Un figlio di portiere con l’illusione che… liberté, egualité, fraternité…: Giuppy, che a casa si ostinano a chiamarlo Giuseppe, jeans sfardato[2] (“ma picchì ‘un ti metti i causi novi Giuse’…”[3] “Mamma, tu non puoi capire!”), biondo, capelli lunghi, orecchini ai lobi, barbetta incolta. Non ha mai varcato lo stretto (a parte quella andata a Napoli per vedere i 99Posse che poi non è riuscito manco a vederli perché Piazza Plebiscito era piena piena è poi non c’era da dormire perché i centri sociali erano troppo occupati e era dovuto andare presto alla stazione per riuscire a prendere l’ultimo treno). D’estate lavora in un pub per pagarsi le tasse universitarie. Studia filosofia. Anarchico.  (Continua)

09.11.06

Io voglio

Post in Corpi & Autoproduzioni & Omicidi sociali & Narrazioni ultimate at 19:00 :: 點閱次數 (282)

Desidero. Se non la prendo adesso, subito, muoio.
Sento il calore. Il pulsare delle vene. Il sangue. Un ostacolo.
Gli ostacoli si superano. Il buio non mi fa paura.
Mi faccio sposo. Anello dopo anello.
Ho un anulare molle.

Sssssshhhh, piano. Giù piano.

Speriamo non si svegli!

***

Da "Le memorie di uno stupratore poeta"  di Patrick Beanch

 

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