13.12.07

Le violenze di casa nostra. Anche negli spazi sociali liberati...

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Personale/Politico & Anti-Fem/Machism at 02:32 :: 點閱次數 (537)

Gli stranieri che picchiano e stuprano le donne, per approssimazione, si aggirano sul 10% della popolazione presente in Italia. Lo dice L'Istat che spiega anche che questa cifra è ottenuta facendo un calcolo per eccesso: chi stupra, picchia e massacra le donne sono partner e conoscenti italiani; solo il 6 % degli strupri avviene ad opera di estranei (che vuol dire proprio "estranei" e non stranieri, cioè sconosciuti che aggrediscono e stuprano per strada di qualunque nazionalità); considerando anche la metà di questi e volendoli individuare in quanto stranieri raggiungiamo il 3 %; volendo sommare anche il 50 % dei conoscenti si arriva al massimo al 10 %.

Resta inteso che il 90 % degli stupri, dei maltrattamenti, delle violenze sulle donne vengono realizzate da italiani. Per lo più conoscenti e familiari. Noi lo sapevamo. Lo abbiamo sempre saputo. Ora è ufficiale e documentato. Per patrioti e nazionalisti questo deve essere stato un gran brutto colpo. Speriamo lo sia anche per chi ritiene che mettere più polizia in strada sia utile a difendere le donne dalle violenze che avvengono soprattutto in casa.

Dopodichè anche per gli stranieri il problema non cambia. Le violenze e le molestie che loro mettono in atto non possono essere tollerate in funzione di un malposto antirazzismo. L'accettazione dell'altro non può essere fatta sulla pelle delle donne. Se un uomo di nazionalità non italiana entra in un centro sociale e molesta una donna allora bisogna comunicare e far intendere con chiarezza che quel tipo di comportamenti non funzionano e non sono accettati. Lo stesso vale per i compagni che negli spazi sociali insistono in atteggiamenti machisti e sessisti.

Se c'e' una donna che lamenta di essere stata molestata o di sentire un disagio in uno spazio che dovrebbe potere essere anche suo, non bisognerebbe mai lasciarla sola. Non bisognerebbe trattarla da isterica e servirebbe invece rimettere in discussione metodi e pratiche all'interno di quello spazio. Ci sono luoghi in cui donne e uomini intelligenti questa cosa la stanno già facendo. Con razionalità e senza rispondere - con logiche da clan - alla violenza con altrettanta violenza.

Altri spazi cominciano appena adesso a ripensarsi e a rimettersi in discussione. Perciò mi piacerebbe dire cosa a me non piace vedere negli spazi sociali liberati. Qualche opinione l'ho scritta in un racconto che è ispirato ad alcune storie vere raccolte qua e la'. I macho/sessisti dei centri sociali li ho chiamati "cripto-maschilisti" o "maschilisti inside".

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11.12.07

Io non voglio parlare di separatismo!

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anti-Fem/Machism at 01:06 :: 點閱次數 (824)

Io non voglio parlare di separatismo. Non devo scegliere in maniera dogmatica da che parte stare. Perché mi riservo la possibilità di vivere in luoghi separati in alcune occasioni e in luoghi misti in altri momenti. La manifestazione del 24 novembre secondo me era uno dei momenti da affrontare in modalità mista. Tutto qui. Però voglio parlare di metodi, scambi, condivisione, giornalisti e ministre.

Per la evoluzione del pensiero femminista credo che il separatismo, espresso durante un corteo che parla di violenza maschile sulle donne e sollecita una rivoluzione culturale complessiva, possa essere un arretramento. E riferendomi alle letture della Spivak o di bell hooks avrei capito un corteo separato delle donne Rom. Separato rispetto alle altre donne bianche, ricche, non migranti e comunque differenti. Lo avrei capito se il separatismo fosse riuscito a segnare una differenza in zone altrimenti difficilmente distinguibili. Questo avrebbe forse aiutato a far emergere rivendicazioni autonome e non legate a letture e “traduzioni” spesso fatte da donne più e diversamente rappresentative.

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26.11.07

24 novembre: foto e considerazioni

Post in Corpi & Anticlero/Antifa & Anti-Fem/Machism at 15:47 :: 點閱次數 (1115)

Arriviamo a Roma in treno. Donne e uomini. Gli uomini sono pochi e motivati e partecipano all'assemblea organizzata da "Maschile Plurale". Poi ci raggiungono. Tra loro un signore bravo, che assume posizioni radicali, un filosofo che molte conoscono e apprezzano. Ha ottantanni e in treno ci dice che è un maschio depotenziato. Ridiamo perchè senza saperlo ha inventato lo slogan degli uomini che vorranno mostrare di non voler esercitare mai alcun potere sulle donne. Il sabato prima era stato a Genova a marciare con molti altri e molte altre compagne/i. Il corteo è bellissimo. Straordinario. Enorme. Noi restiamo indietro e lo vediamo sfilare per rispettare la volontà delle organizzatrici che dal camion dicono che i gruppi misti devono stare tra i partiti e sindacati. Non sarebbe la nostra collocazione naturale ma non c'e' problema.

Il blocco misto è davvero misto e quindi non si capisce davvero dove stanno le sigle e dove i soggetti genericamente non separatisti. Molte donne e uomini. Lo spezzone misto è enorme. Tanto grande che alcune donne che ne vengono sommerse (perchè sono rimaste indietro) urlano ad alcuni uomini di andare via. Lo dicono al compagno di ottantanni che viene difeso dalle altre donne. E non è bello che gli uomini, definiti carnefici, finiscano per apparire vittime (non è un bel messaggio da mandare). Un'altro assalto all'uomo avviene più giù perchè c'e' un piccolo gruppo che s'e' perso e nella confusione neppure quello ha capito che noi stavamo nel posto giusto. Erano loro ad aver perso il loro spezzone ridotto alla testa del corteo. Lo si spiega e tutto continua bene.

La manifestazione è davvero bella ed è un piacere sfilare e chiacchierare con tante amiche e amici incontrati con sorpresa. Incontro tante belle compagne anche romane che di separatismo non ne vogliono proprio parlare. "Quasi bisogna vergognarsi di dire che qualcuna è e vuole restare etero!" mi dice una di loro. L'altra mi porta ad abbracciare lo "spezzone multiplo" con il quale sta sfilando. Sono belle e belli. Mi dicono di essere sorprese che le compagne romane hanno preso questa strada. "Pare che il sesso normativo da scelta individuale sia diventato metodo applicato alle pratiche collettive. I gruppi lesbici sono duri, puri e incazzati e pensa che guardano con sospetto pure le bisex..." - mi dice un'altra compagna. Certo non è bello pensare che il mondo da eteronormato possa trasformarsi in lesbonormato. Specie dopo che abbiamo fatto tanta fatica per capire che minchia vuol dire la teoria Queer. Però non tutte le lesbiche sono separatiste e non tutte le etero sono non-separatiste, niente generalizzazioni. Poi parliamo delle disavventure genovesi e delle ferrovie dello stato che hanno boicottato la manifestazione in solidarietà con i 25 processati. Della storia del separatismo con tranquillità non se ne parla piu'. Anzi ci si scherza sopra. Quando vedono arrivare un tipo, le betty esclamano "Uh, un uomo, un uomo! :)

 (Continua)